Cosa succede se usciamo dall’Euro, quanto costa e chi ne paga il prezzo

 

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Tempo fa avevo proposto uno scenario di quello che sarebbe successo nell’ipotesi sciagurata di un Italexit: una uscita dell’Italia dall’Euro secondo i non troppo reconditi pensieri degli economisti consiglieri di Salvini, Claudio Borghi, Alberto Bagnai, Paolo Savona. Che non sono personaggi secondari del pacchetto di potere salviniano.

Prof. Claudio Borghi deputato al Perlamento della Repubblica Italiana (Lega-Salcvini),
Prof. Alberto Bagnai Senatore della Repubblica, Presidente della 6ª Commissione permanente (Finanze e tesoro).
Paolo Savona ex Ministro per i Rapporti con l’Europea

Questo libro è una durissima condanna e una umiliazione di tutti coloro che propongono, spingono, manovrano per portare l’Italia nella catastrofica avventura dell’Italexit.

Il mio scenario era una fanta-cronaca vivace e schematica, ma tutto sommato storicamente precisa.

Oggi è disponibile un testo formidabile edito dall’Istituto Bruno Leoni che si intitola appunto “Cosa succede se usiciamo dall’Euro” Sono nove capitoli curati da altrettanti economisti di calibro internazionale che descrivono in modo preciso e documentato cosa succederebbe sotto diversi aspetti.  Un documento che dovrebbe essere lettura obbligatoria dei vari entusiasti, fantasiosi  boy scout dell’economia evocatori dell’ipotesi e che fanno di tutto per portare il Paese in una avventura catastrofica, non si capisce bene se per inqualificabile ignoranza o per scelta criminale. Dove la seconda ipotesi è realistica data la accademica accertata competenza dei soggetti.

Ecco i capitoli del libro, e gli autori di ogni capitolo. Da leggere e studiare se volete parlare con competenza di questo argomento. Il volume si compra online da Amazon anche in edizione Kindle (elettronica)

Introduzione di Carlo Stagnaro

  1. Perché i costi sono altissimi e i benefici trascurabili (Paolo Manasse)
  2. Perché l’Italiexit è giuridicamente (quasi) impossibile (Alberto Saravalle)
  3. Perché non bisogna neanche parlarne (Sandro Brusco)
  4. Perché fa male soprattutto ai poveri (Veronica de Romanis)
  5. Perché è un disastro per la finanza pubblica (Natale d’Amico)
  6. Perché i minibot sono un’illusione e il primo passo verso l’uscita dall’Euro (Tommaso Monacelli)
  7. Perché fa crollare il credito per investimenti privati e pubblici (Filippo Taddei)
  8. Perché è uno scenario catastrofico per il lavoro e il risparmio (Lorenzo Codogno e Giampaolo Galli)
  9. Perché il sistema produttivo italiano ha tutto da perdere e nulla da guadagnare (Carlo Amenta e Carlo Stagnaro)

Postfazione: L’Euro come strumento di contrasto al populismo (Eduardo Fernandez Luiña.

Gli Autori

Carlo Amenta, Professore Associato di Economia e gestione delle imprese all’Università di Palermo.

Sandro Brusco, Professor of Economics alla Stony Brook University, Laurea in Discipline Economiche e Sociali alla Bocconi, Ph.D in ERconomic Analysis and policy conseguito alla Graduate School of Business della Stanford University (California).

Lorenzo Codogno, Visiting nProfessor in Practice alla London School of Economics, Fondatore e Capo Economista della Società di Consulenza LC Macro Advisors Ltd. È stato dirigente generale al Dipartimento del Tesoro del Ministero dell’Economia e Finanze dal maggio 2006 al febbraio 2015, responsabile della direzione Analisi e programmazione economico-finanziaria al CpE Comitato di Politica Economica dell’Unione Europea.

Natale d’Amico, laurea in Scienze Politiche all’Università La Sapienza di Roma, Consigliere della Corte dei Conti, parlamentare dal 1996 al 2008, Sottosegretario di Stato ai Ministeri del Tesoro e delle Finanze dal 1998 al 2001.

Veronica de Romanis, ha studiato economia all’Università La Sapienza di Roma e alla Columbia University di New York. È stata membro del consiglio di esperti presso il Ministero dell’Economia e delle Finanze per oltre dieci anni. Attualmente insegna Politiuca Economica Europea alla Stanford University (The Breyer Center for Overseas Studies) a Firenze.

Eduardo Fernandez Luiña, Direttore dell’Istituto Juan de Mariana e professore associato all’Università Francisco Marroquin a Madrid.

Giampaolo Galli, Senior Fellow presso la Luiss School of European Political Economy, Laureato alla Bocconi (1975), PHD al MIT nel 1980, Parlamentare della Repubblica dal 2013 ql 2018 (Deputato nella Commissione Bilancio), Direttore Generale di Confindustria (2009-2012), capo economista di Confindustria (1995-2002). Dal 1980 al 1995 ha lavorato alla Banca d’Italia come Capo della Divisione Internazionale). Docente di Econometria, Politica Mobetaria e Politica Economica alla Bocconi di Milano, alla Sapienza di Roma, e alla Luiss Guido Carli di Roma..

Paolo Manasse, Professore di Macroeconomia  e Politica Economica  internazionale presso l’Università di Bologna, ha insegnato alla Bocconi di Milano (corso di Economia delle Crisi Finanziarie al programma Ph.D), alla Sorbona di Parigi, alla John Hopkins (centro di Bologna), ha svolto attività di consulenza per l’OCSE, per la Banca Mondiale, per la Banca Inter-Americana di Sviluppo, Visiting Scholar, Resident consultant, Resident technical assistance advisor del FMI.

Tommaso Monacelli, Professore Ordinario di Economia presso l’Università Bocconi di Milano, Fellow IGIER, Cepr e Kiel Institutefor the World Economy, Ph.D in Economiaporesso la New York University.

Alberto Saravalle, professore associato di Diritto dell’Unione Europea all’Università di Padova dove tiene anche un corso di Storia dell’Unione Economica Monetaria e della crisi dei debiti sovrani in Europa. Esercita la professione di avvocato nello studio di Bonelli/Erede del quale è stato uno dei soci fondatori e Presidente dal 2007 al 2013. Dopo la laurea in Giurisprudenza all’Università di Padova ha conseguito un Master all’Università di Cambridge e uno alla Yale Law School nel 1985. Ha collaborato con il Ministero dell’Industria (1988-1992) e con il Ministero dello Sviluppo Economico  (2006-2007). Ha un blog su Huffington Post. Il suo sito è www.albertosaravalle.it.

Carlo Stagnaro, direttore dell’Osservatorio sull’Economia Digitale dell’Istituto Bruno Leoni. Laureato in Ingegneria dell’Ambiente e del Territorio all’Università di Genova, ha conseguito un dottorato di ricerca presso IMT Alti Studi di lucca. Tra il 20914 e il 2018 ha occupato diverse posizioni presso il Ministero dello Sviluppo Economico tra cui quella di Capo della Segreteria Tecnica del Ministro.

Filippo Taddei, Associate Professor of International Economics a John Hopkins SAIS, Insegna Finanza Internazionale  e Macroeconomia e dirige a Bologna l’Institute for Policy and Research (Bipr) e il Master of Arts in Global Risks (Magr) presso Sais Europe. Ph.D in Economia con Distinction alla Columbia University nel 2005, Laurea all’Università di Bologna nel 2000.

 

Cosa succede se usciamo dall’Euro
a cura di Carlo Stagnaro, IBL libri
Nuova edizione aggiornata e ampliata,
Luglio 2019

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Niente crisi (per il momento)

 

alessandro-di-battista-ansaAlessandro Dibattista

La mia pancia ha sbagliato! Rettifico e mi scuso con i miei lettori. Ieri i grillini rinchiusi in un conclave top secret non hanno approvato  lo staccamento di spina da Salvini. Ma ne hanno discusso e hanno escluso l’opzione.

Questo il motivo della tempestosa uscita di Dibattista alle 20.30 prima della fine del grande secret caucus: aveva proposto di staccare la spina, costi quel che costi, sostenendo che Salvini era politicamente decotto e che i 5S avrebbero recuperato immagine con la denuncia del contratto insostenibile per gli eccessi isterici e patologici del Capitano di cartone. Non ha convinto. Ha preso la fidanzata e ha sbattuto la porta.

Ha vinto l’ala governativa (poltronara) del movimento hanno perso i movimentasti puri e duri. Dibba si è incazzato e se ne è andato. Ha preso la fidanzata e ha sbattuto la porta.

Aveva ragione: sarebbe stato il momento di staccare la spina, e riscattare una parte dell’immagine sputtanata da un anno e passa di scemenze governative, gaffes, errori costosissimi, bugie pietose  e puerilismo in atti di governo dei 5S sotto la guida di Dimaio, ma per certe scelte ci vogliono le palle che evidentemente Dimaio non ha.

 

 

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Don’t do that to me!

Invece Salvini ha cambiato linea: “…non ho mai detto “Savoini chi?” ho detto lo conosco benissimo da 20 anni anzi da 27 anni e lo stimo come persona perbene.” Un’altra capriola del Ministro pinocchio. C’è un bel proverbio italiano che dice “Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei“.

Savoini, persona perbene secondo Salvini, è uno che va a chiedere soldi ai russi promettendo comportamenti filorussi della Lega e di Salvini.

Se Salvini lo sapeva è connivente con gravissime responsabilità come Ministro del Governo Italiano, se non lo sapeva, peggio, è stato circonvenuto dal suo stimatissimo amico per la sua incapacità culturale di valutare chi gli sta intorno e sfrutta la sua dabbenaggine. Un ministro che si fa prendere in giro dai suoi “amici” stimatissimi non è affidabile,

Dell’altro “consigliere  ufficiale  per le strategie internazionali”  esperto di UFO, è meglio non parlare: la cultura e la competenza del Bar Sport al rango di consigliere del governo.

Putin che non sapeva nulla del pasticcetto brianzolo si è incazzato, anche per la cifra  da mendicanti chiesta: quella commissione (i.e. stecca) valeva almeno 3 miliardi di dollari US. I leghisti gli rovinano il mercato!

lorenzo matteoli

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CRISI!

Ore 20.55 Martedi 16 luglio

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I 5Stelle sono in riunione a porte sprangate, top secret, alla faccia della trasparenza e degli streaming iniziali. Non si sa nulla di cosa stanno discutendo ma da informazioni ricevute da fonte relativamente attendibile (la mia pancia) pare che domani si apra la crisi.

I 5Stelle denunceranno il contratto farlocco che li condanna a Salvini e rompono.

Cosa succederà?  La mia pancia tace per il momento. Tutte le opzioni sono sul tavolo.

lorenzo matteoli

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Salvini ha fatto incazzare Putin

donald-trump-vladimir-putin-bad-model-b-2Vladimir Vladimirovic Putin si è incazzato

Il Ministro Salvini si è incartato da solo con una serie di bugie e di contro bugie tutte regolarmente smentite da prove fattuali (foto, video, sue dichiarazioni, mails di suoi segretari o segretarie, interviste e quant’altro etc.). L’abuso di selfie e di sproloquii elettronici, twits, facebook fuck, e varie sbrodolate sui socials,  del quale sembrava maestro insuperato, si rivela come frana inarrestabile di imbarazzanti documenti. In progress.

Travolto dall’alluvione incontrollabile il Ministro, dopo una serie di battute da bar sport,  ha finalmente deciso di non dire più nulla. Un po’ tardi. A fronte di richieste formali di riferire in Parlamento dice che lui ha cose più serie da fare e che non si occupa di pettegolezzi, …ghe vadi no. Devo leccare il rosario, non rompetemi i coglioni…

I “pettegolezzi” sono le dichiarazioni dei suoi consiglieri, segretari, rappresentanti ufficiali (ipse dixit) relative alla sua intenzione di cambiare radicalmente la politica estera dell’Italia, insieme al resto dell’Europa, che dovrebbe passare a nuovo satellite dell’Impero di Vladimir Putin.

Così. Perché lo dice lui. Perché lui a Mosca si trova come a casa sua.

Il ministro boy-scout della politica estera per farsi bello con Vladimir gli ha fatto credere che avrebbe spostato l’Unione Europea sulla nuova linea filo-Mosca, ma la cosa gli è scoppiata fra le mani con la pisciata dell’incontro Savoini et al al Metropol di Mokba.

I servizi segreti USA, che lo avevano messo nel mirino da tempo, dopo il valzer moscovita del suo Russia Man Savoini, hanno deciso che era ora di finirla e hanno pubblicato la registrazione che sta innescando una valanga di altre imbarazzanti barzellette sul tema Russia/Lega/Italia/Petrolio.

Salvini qualifica come pettegolezzi il tentativo di beccare una tangente da 65 milioni di $ USA, su transazioni di greggio Russia-ENI e si è mosso come un magliaro napoletano in un territorio dove i professionisti lo avevano avvertito che “era meglio non andare”.

Rule number one: Il business sul petrolio russo in Russia lo fa solo Putin, niente te magliari. Tuttalpiù Berlusconi…

Non si esclude quindi, anzi pare quasi certo, che la riunione di Mosca al Metropol con il babbeo Savoini sia stata organizzata ad hoc per incastrare il pollo. Chissà come si sono divertiti a mettere insieme il “colpo”. Massima riservatezza, top secret, finti interlocutori di “alto livello” in realtà guitti da avanspettacolo, riunione dove, guarda caso, qualcuno aveva un registratore in tasca. Riunione alla quale un vero professionista della mediazione internazionale, invitato, ha scelto di non farsi vedere (“in Russia non vado a riunioni con personaggi che non conosco … e lo avevo avvertito” !!!) e tantomeno all’Hotel Metropol.

Savoini spiega, ai guitti CIA truccati da Rusky Top Burokrats, con un inglese da prima  media, la strategia di Salvini per sconvolgere la politica estera italiana e quella dell’Unione Europea e trasformare Germania, Francia, Paesi Bassi, Belgio, Spagna etc. in paesi satelliti del nuovo Impero Russo di Vladimir Putin. Ghe pensi mi. Poi si definiscono alcuni dettagli della mega transazione, Savoini assicura gli amici Russi che potranno prendersi la loro fetta di torta, no problem whatsoever,….  Fem inscì. Fatemi leccare un rosario…I 65 milioni di dollari  prima delle elezioni europee, per favore, ci mancherebbe altro, sicuro, portate un borsone…  gli interlocutori di “alto livello” dicono parliamo con le gerarchie competenti e la cosa è fatta. Nessuno nota lo strano sorriso……. Non succede nulla, ma meno di un anno dopo spunta la registrazione.

Salvini, prima sfotticchia con battute  sciocche poi annaspa farfugliando palle a nastro, sempre più ridicole, ma il guaio più serio per lui non è Dimaio, non è Conte, non è il PD che lo vuole in aula a spiegare bene, la rava e la fava. Il problema vero, velenosissimo,  è Vladimir Putin che si è incazzato nero…perché gli affari sul petrolio russo in Russia li fa solo lui. Il fatto che l’armata brancaleone del bamba leghista abbia cercato di fare business nel suo orticello senza nemmeno dirglielo gli ha fatto girare i santissimi a mille.

Gu de laurà,  gu de sbauscià l’rusari…

Il tutto peggiorato dal fatto che i sovranisti, che contavano di vincere alla grande a Bruxelles sono rimasti al palo, e quindi tutti i discorsi di Salvini sulla grande svolta si sono afflosciati tipo post coitum. Raccontare palle a Putin e poi cercare di biffargli le creste sulle transazioni petrolifere è roba seria, sputtanarlo sulla stampa mondiale non è solo roba seria è roba letale. Il prossimo incontro Salvini/Putin sarà più freddino. Ammesso che ci sia.

Ovviamente i fedelissimi trinariciuti della Lega leggono tutta la vicenda come un trionfo del Capitano, sarà interessante leggere la “narrativa” ufficiale…chi si contenta gode, diceva la mia nonna Ersilia Bacci di Livorno.

lorenzo matteoli

 

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I professionisti non lasciano prove. 

pacchi di dollari  

Certo che non ci sono le “prove”! Se no che cazzo di professionisti sono?
Quando mai un corrotto professionista e un corruttore professionista lasciano le “prove”?

Ti pago 65 milioni di dollari nerissimi, di porcherie per contropartite vergognose, irriferibili, fammi una fattura, te li verso sul cc…quando mai !!!?

Dice il “capitano” di latta “Non ho mai preso un dollaro, un rublo,un franco svizzero…. un litro di vodka…” Una interessante “rimozione”, infatti non ha messo l’Euro nell’elenco delle valute che non ha beccato. Si è dimenticato dei 49 milioni di Euro che la sua Lega ha rubato allo Stato Italiano. Lui segretario…non ne sa nulla. Ovviamente. Anche quelli sono spariti, polverizzati…non sono mai esistiti. Il “capitano” sa di poter negare, strillare, querelare proprio perché sa che le cose sono state fatte bene, come per i 49 milioni …appunto.

Ma perché abbiamo bisogno di “prove”? è assolutamente irrilevante documentare la contabilità e i pezzi di carta. Quello che il “boss” di latta non riesce nemmeno a capire, nella sua arrogante presunzione, è che, dal punto di vista “politico”, basta ed è più che sufficiente quel colloquio  del suo uomo con gli emissari Rusky all’Hotel Metropole (con traditore al seguito). Traditore con registratore in tasca: era Ruski o Italienski? un dettaglio politicamente importante perché farebbe capire se chi lo vuole fottere è di parte Putin o di parte Lega. Salvini deve capire da che parte sta la talpa! Perché di talpa si tratta e sapere da che parte arriva il colpo è importante. Salvini si sente solo? Non è solo è insieme a qualcuno che lo ha messo nel mirino. Qualcuno vicino a lui.

Anche se nessun pagamento è rintracciabile e documentabile QUEL colloquio è in sé la prova  sufficiente. Non avrebbe mai dovuto avvenire.

Ma la cosa preoccupante è che per i suoi elettori plagiati e fanatizzati, il “capitano” di felpa potrebbe andare a viso scoperto a rapinare una banca, e gli darebbero comunque la medaglia di salvatore della patria. Come i tedeschi la davano a Hitler e gli italiani a Mussolini negli anni ’30.

Perché il fanatismo beota, quelli del …”ti possano stuprare in quattro”  ragionano con la pancia (eufemismo), no matter what, n’importe quoi…

L’altra Italia continua a tacere, per la strana ragione che se se ne parla aumentano i voti di Salvini. O forse per i motivi illustrati dall’amico Vacirca.

Salvini piace a quelli come lui che si sentono finalmente riscattat e rappresentati, ma io scrivo per  l’Altra Italia.

I write what I would like to read.

lorenzo matteoli

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Niente equivoci: se passano le leggi di Salvini siamo tutti responsabili.

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Alcuni concetti devono essere chiari.

Le multe da un milione di Euro per chi imbarca migranti, il ritiro della patente, agli skipper e ai comandanti delle navi che trasportano migranti, il pattugliamento del mare da parte della Marina Italiana, sono misure criminali.
Cosa farà il comandante del peschereccio che avvista naufraghi in mare?
Cosa farà il comandante della motovedetta della Marina Militare Italiana che avvista naufraghi in mare?

Per osservare le disposizioni delle leggi di Salvini uomini onesti e onesti servitori dello Stato si macchieranno del delitto più orribile per un uomo di mare: lasceranno affogare i naufraghi.

Non ci credo e non sarà mai così.

Soccorreranno i naufraghi e li porteranno nel porto sicuro più vicino che sarà sempre Lampedusa o Pantelleria. Come ha fatto Carola come ha fatto Tommaso.
Verranno arrestati e i Tribunali della Repubblica li assolveranno con le motivazioni del GIP Alessandra Vella di Agrigento.
Se così non facessero, si macchierebbero del più vergognoso delitto per qualunque marinaio. Marcati per tutta la vita come obbrobrio sociale.
Se un qualunque magistrato o giudice li condannasse sarebbero assolti dai Tribunali di appello internazionali.
Secondo Il libro verde (2005) della Commissione Europea dedicato al tema delle migrazioni l’Europa, a fronte degli andamenti demografici, ha bisogno per il suo mercato del lavoro e per i conti del suo welfare di 20 milioni di migranti in più tra il 2020 e il 2030.
La foia isterica del Ministro Salvini sta coprendo di vergogna questo Paese.
I migranti non sono una emergenza, il problema non si risolve con migliaia di morti in mare: ci vuole progetto, visione di lungo termine, collaborazione internazionale, investimento politico e finanziario. Ci vuole una cultura della realtà  che Salvini non ha.  Salvini non ha progetto, non ha visione, irrita con il suo comportamento arrogante i paesi che ci potrebbero aiutare, non risolverà mai il problema che non è un problema ma è una soluzione.
Salvini non tutela  il Paese lo danneggia e lo espone a serio pericolo per guadagnare i voti degli ingenui fanatizzati che credono alle sue bugie e alla sua sconcia demagogia..

Le leggi che spingono al crimine sono leggo criminali e lo stesso vale per chi le scrive, approva e applica.
Se l’Altra Italia tace si macchia dello stesso crimine.
Non a mio nome.

Lorenzo Matteoli

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La nostra vergogna in Libia

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L’inferno di Zintan campo profughi in Libia: Somali ed Eritrei, in maggior parte minori, senza acqua e senza elettricità, 20 morti di TBC nelle ultime settimane. (fonte L’Espresso)

 

Nei primi sei mesi del 2019 secondo l’Agenzia per i Rifugiati delle Nazioni Unite (Unhcr) sono arrivate in Europa via terra e via mare 26 mila persone:

2400 in Italia
17.000 in Grecia
12.500 in Spagna
1.048 a Malta che accoglie in proporzione ai suoi 450 mila abitanti più persone dell’Italia.

Dei 2400 rifugiati arrivati in Italia il 92% sono sbarcati con i barchini fantasma o al rimorchio della Guardia Costiera Italiana e l’8% con le navi delle ONG. Salvini ignora il 92% e si accanisce contro l’8%. Perché? Il 92% è invisibile, l’8% fa spettacolo.

La chiusura della “rotta libica” voluta da Salvini ha avuto come conseguenza l’aumento del rischio della traversata: nel 2017 li morti sono stati 1 su 38 partiti, nel 2018 sono stati 1 su 14: più del doppio percentualmente.

La diminuzione degli arrivi in Italia non è stato un merito della politica isterica di Salvini, ma una conseguenza degli accordi vergognosi fatti dall’Italia con la Libia di Serraj o, meglio, con la criminalità libica (milizie di predoni, ladri, stupratori). Nei campi libici ci sono oggi circa 5400-6000 rifugiati (Somali, Eritrei, Sudanesi…) che vengono derubati, torturati, uccisi da chi li dovrebbe assistere e proteggere. Le donne e le bambine e bambini stuprati sistematicamente. La tortura applicata sistematicamente per costringere i congiunti rimasti nei paesi di origine a pagare riscatti.

http://www.vita.it/it/article/2019/03/22/onu-ecco-gli-orrori-che-attendono-i-migranti-nei-centri-di-detenzione-/151028/

Come spiega il quotidiano britannico (The Guardian),…” in Libia ci sono 26 campi profughi. Non esistono cifre esatte che dicano il numero dei bambini e dei minori detenuti in questi centri. L’idea è che siano probabilmente già oltre il migliaio. L’Alto commissariato dell’Onu per i rifugiati (Unhcr) stima che in questi campi, attualmente, ci siano almeno 5.400 migranti detenuti in totale su tutto il territorio libico. Ovviamente si parla solo di una parte, e probabilmente anche quella minore. A questi 5.400, si aggiungono infatti i centri clandestini, gestiti dai trafficanti di persone e con la complicità delle milizie locali e di gruppi terroristi.”

http://www.ilgiornale.it/news/mondo/libia-abusi-sui-minori-nei-campi-finanziati-dallue-inferno-1604846.html

Grazie agli orrori conseguenti agli accordi fra Italia e Libia (istituzione dei campi profughi) sotto la gestione del ministro Marco Minniti (Governo Gentiloni 12/12/2016-01/06/2018) gli arrivi in Italia sono drasticamente diminuiti. Salvini ne condivide la responsabilità e la vergogna, visto che si vanta della riduzione degli arrivi.

Quello che avviene nei campi Libici è un orrore del quale l’Italia è responsabile: i campi avrebbero dovuto essere gestiti da personale militare Italiano, l’operazione avrebbe dovuto essere finanziata dall’Italia per garantire sicurezza e decenza dei rifugiati. La responsabilità è ovviamente condivisa dalla criminale latitanza dell’Europa. Ma se l’Italia è complice come può pretendere la decenza dell’Europa?

L’Italia finanzia e fornisce di motovedette la Guardia Costiera Libica che raccoglie i naufraghi dei gommoni e li riporta nei campi di tortura/prigionia: altra pesante responsabilità italiana ed europea.

Mentre sbarcavano in Italia oltre 2300 profughi dai barchini “fantasma” e sparivano, la maggior parte incontrollati, Salvini si scalmana istericamente per i 42 naufraghi della Sea Watch, insulta volgarmente la Capitana Carola Rackete, l’accusa strumentalmente di aver tentato di uccidere gli uomini della GdF “speronando” la lancia (menzogna spudorata: la lancia che si era inserita pericolosamente fra la Sea Watch in manovra e la banchina è stata solo “urtata” ed è uscita libera e con il suo motore dal corridoio, nessun pericolo c’è mai stato per l’equipaggio, nessun danno per la lancia). Solo la sentenza del GIP Alessandra Vella di Agrigento scagiona completamente Carola e indirettamente denuncia il falso strumentale del Ministro Salvini.

Par valutare in una ottica storica
…di medio lungo termine questa situazione è necessario tenere presente la dinamica demografica dell’Italia. Il calo demografico prevede per l’Italia una popolazione di 53 milioni di abitanti rispetto ai 60 attuali nel 2065 (fonte ISTAT). (https://www.istat.it/it/files/2017/04/previsioni-demografiche.pdf) Per i venti anni successivi il dato potrebbe essere ancora più drammatico, anche tenendo conto della attuale immigrazione.

Per far funzionare la nostra industria, la nostra agricoltura e i nostri servizi, anche tenendo conto di una improbabile maggiore efficienza, avremo bisogno di un forte incremento della immigrazione.  I giovani nordafricani e africani che affrontano il rischio del cimitero mediterraneo dovrebbero essere, salvati, accolti, educati, integrati. Una vitale risorsa che adesso lasciamo alle torture e al massacro degli aguzzini criminali libici. E Salvini se ne vanta.

Queste cose non si possono denunciare in Italia per uno strano motivo: l’appello di Salvini alla pancia razzista e alla paura ingiustificata degli italiani ha un enorme successo e i suoi voti aumentano.

Quindi: taci se no aumentano i voti di Salvini. Il silenzio complice aumenta il successo criminale della propaganda di Salvini. Mai nella storia la connivenza è riuscita a vincere la criminalità delle maggioranze terrorizzate e fanatizzate. Il silenzio ha solo provocato ulteriori tragedie.

Questo l’enorme significato del gesto di Carola Rackete e del GIP di Agrigento Alessandra Vella: una grande lezione di coraggio civile.

Ci siamo chiesti (cfr il libro di Antonio Scurati M il figlio del secolo) come hanno fatto i nostri padri e i nostri nonni a restare in silenzio quando Mussolini passava le leggi razziali associando l’Italia al genocidio organizzato da Hitler, la inconsistente colpevole giustificazione era: non sapevano. Non era vero.

Oggi noi sappiamo benissimo, abbiamo i numeri e le immagini terribili. L’Italia del pizzaiolo di Lampedusa (ti possano stuprare …)  appoggia entusiasta Salvini, felice di credere alle sue bugie, e alla sua isterica propaganda. Salvini si vanta e promette ulteriori leggi criminali obbligando i nostri marinai alla vergogna di abbandonare naufraghi in mare…di guardarli affogare:  uomini, donne, bambini. I cattolici italiani tacciono. L’Altra Italia tace.
Fino a quando?
Cosa risponderemo, fra dieci venti anni quando la Storia ci chiederà: Tu dove eri?

lorenzo matteoli

PS ieri il mio post sulle terribili domande ha avuto 500 lettori invece dei soliti 30: I write what I would like to read, RIGHT ON!

 

 

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