Riflessioni di Paolo Bertalotti Professore Architetto

Castello del Valentino
il Castello del Valentino sede della
Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino

 

Riflessioni di Paolo Bertalotti.

Paolo, Collega  del dipartimento di Scienze e Tecniche per i Processi di Insediamento  che ho diretto al Politecnico di Torino negli anni 1980 è come me in “pensione attiva” nel senso che pensa, produce, commenta in modo pacato ma sanamente…rivoluzionario. Volentieri ospito queste sue riflessioni: un invito a riflettere, una salutare provocazione. (LM)

Carissimo Lorenzo,
ci sono alcuni tuoi articoli che mi stimolano a scrivere un commento, ma io non sono rapido e devo maturare quelle poche idee che mi frullano nella mente.
Tempo fa hai fatto delle considerazioni sul suffragio universale. Sarei favorevole a introdurre delle procedure per rendere il voto più aderente ai cittadini che collaborano alla crescita dello stato, ma non saprei cosa proporre. Forse la modifica della procedura di votazione è un obiettivo a lunga scadenza e, prima delle proposte per la modifica del voto, occorre pensare alla strategia per arrivare alla proposta finale. Ma forse è più facile modificare gli elettori (far crescere culturalmente i cittadini) che cambiare la procedura di votazione.
Tra le altre cose hai fatto riferimento a un test per verificare se l’elettore ha la minima idea di cosa sono le votazioni e cosa determina il voto che viene dato.
Tempo fa ho fatto parte della commissione TEST per l’iscrizione alla facoltà di Architettura. Durante lo svolgimento del TEST ero di sorveglianza in un’aula. Ho guardato gli studenti che cercavano di rispondere alle domande e ho notato una domanda sul disegno che, tra le opzioni presentate, non aveva la risposta corretta. Nella domanda c’era il disegno di un cilindro intersecato con un piano inclinato rispetto all’asse. (Un salame tagliato con il coltello inclinato rispetto all’asse).
Il disegno dell’ellisse non era contemplato nelle risposte.
Ho recuperato un libretto con tutte le domande del test ho verificato le domande sul disegno: su 20 domande 12 erano sbagliate (era sbagliato il disegno su cui si basava la domanda o non avevano la risposta corretta).
Ho controllato anche le domande relative agli altri settori disciplinari e ho notato delle domande nozionistiche che non servivano a valutare la formazione e la capacità di ragionare.

Ho fatto una relazione dettagliata e puntuale che ho inviato al preside e al rettore in cui come conclusione ho dichiarato:
IO VORREI AVERE COME ALLIEVI GLI STUDENTI CHE NON HANNO SUPERATO IL TEST.
Ma forse il test serviva ad altro e non a selezionare gli studenti che avrebbero dovuto iscriversi ad Architettura!

Come puoi capire non sono molto favorevole all’uso del TEST per selezionare le persone che possono votare.
Allora ho continuato a pensare se potevano esserci altre proposte da prendere in considerazione. Ho ragionato sul voto e non ho formulato delle proposte, ma almeno ho espresso alcuni dubbi, che ho raccolto in un breve testo che ti allego.
Ti ringrazio di tutti i tuoi “pensierini” e ti prego di continuare a scrivere…

…….

 

Ci sono alcune cose che non capisco!

LA COSTITUZIONE, IL VOTO: DIRITTO E DOVERE

  • L’art. 1 della costituzione recita: “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”
  • Nell’art. 4 c’è scritto: “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.”
    • Se ogni cittadino ha il dovere di svolgere un’attività … Perché lo stato non controlla tutti i cittadini e verifica che svolgano una attività lecita e onesta?

Perché consente che ci sia un numero enorme di disoccupati, di lavoratori in nero e di cittadini fuori della legge?

Perché non ci sono delle sanzioni per i cittadini che non hanno un’attività?

  • L’art. 48 recita: “Sono elettori tutti i cittadini che hanno raggiunto la maggiore età. Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico … Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge.
    • Perché il voto è esercitato da tutti in modo indiscriminato?

Perché chi non rispetta gli obblighi previsti dalle leggi (votare, fare tutte le vaccinazioni obbligatorie, completare l’istruzione obbligatoria e conseguire un diploma, fare il servizio militare o civile, avere una attività lecita e onesta obbligatoria, pagare le imposte …) può continuare a votare?

Perché il diritto di voto non viene limitato finché il cittadino non si mette in regola con gli obblighi previsti dalla legge?

Perché non vengono previste sanzioni per i cittadini che, pur avendo diritto, non votano?

In alcuni paesi chi non vota viene multato (in Australia ad esempio paga 20 dollari australiani di multa) in altri paesi perde alcuni diritti civili, in altri paesi chi vota viene premiato (ad esempio in occasione delle votazioni viene fatta una grigliata e le carni vengono distribuite a chi ha votato)

  • “La Costituzione dovrà essere fedelmente osservata come legge fondamentale della Repubblica da tutti i cittadini e dagli organi dello Stato”

L’OSSERVANZA DELLE LEGGI

  • I cittadini devono osservare tutte le leggi (non è consentita l’ignoranza delle leggi).
    • Perché allora mantenere una quantità di leggi, più di 200.000, leggi, leggine, rimandi a leggi precedenti, a regi decreti e via dicendo (in Francia ci sono circa 7000 leggi, in Germania circa 5500, in Inghilterra circa 3000? Un numero così elevato di leggi in Italia impone l’ignoranza delle leggi.

Perché non semplificare le leggi? Riscrivere tutte le leggi aggiornate senza costringere a lunghi e faticosi rimandi. Scrivere ogni articolo in un foglio che sarà conservato in un raccoglitore ad anelli. Quando viene cambiato o modificato l’articolo, viene riscritto e viene sostituito il foglio nel raccoglitore. (I fogli eliminati dovranno essere conservati per chi desidera ricostruire l’evoluzione della legge.)

 

LE MODALITA’ DI VOTO

  • La sensazione che non sia il governo il pericolo, ma chi lo vota per conformismo, comodità, insipienza, stupidaggine, o peggio. (LM)
  • Una proposta interessante: i parlamentari vengano sorteggiati tra i cittadini che si dichiarano disponibili a fare il parlamentare. (BC)
    • Perché non provare a proporre alcune modifiche per incominciare a mettere in moto un meccanismo che possa portare ad una diversa modalità di votazione:

La presentazione di molte decine di partiti indica l’incapacità di mediare, di accordarsi e di collaborare tra partiti e forse anche l’aspettativa di ottenere un finanziamento dello stato.

Per limitare questo enorme spreco di tempo e di denaro bisognerebbe porre un freno alla proliferazione dei partitini. Per questo non è sufficiente dire che al di sotto della soglia del 5% non viene eletto nessun candidato ma, ad esempio lo stato dovrebbe far pagare le spese elettorali ai partiti che non raggiungono la soglia dei voti richiesta. Il rimborso potrebbe essere proporzionale alla differenza tra la soglia (5%) e il risultato elettorale ottenuto dal partitino.

 

LA BUROCRAZIA

  • La burocrazia c’è, e … si percepisce.
  • O meglio ci sono le persone (i burocrati). E mi pare un bene che vengano occupate molte persone per l’attuazione delle leggi. Poi ci sono gli uffici, le leggi, le leggine, i regolamenti, le procedure ecc. ecc.

Perché tutte queste strutture che dovrebbero aiutare i cittadini e facilitare il loro rapporto con le istituzioni, invece, hanno aumentato le incombenze dei cittadini, hanno complicato le procedure di applicazione delle leggi e sono diventate centri di potere che condizionano sia i cittadini sia il potere legislativo. Sono centri di potere che non sono a servizio dei cittadini.

Questa struttura è stata giustamente chiamata “burocrazia” (potere degli uffici).

Perché non si può proporre una legge che dica che “i cittadini, per qualunque richiesta, non devono compilare moduli, non devono correre da un ufficio all’altro non devono richiedere documenti in un ufficio per consegnarli ad un altro ufficio, ma debbono solo presentare la domanda e debbano ricevere i documenti richiesti nell’ufficio in cui è stata presentata la domanda (o meglio ancora a casa). Si dà mandato alla burocrazia di proporre le modifiche per semplificare e snellire le pratiche burocratiche.”

Con questo tipo di meccanismo, più aumentano le leggi, le regole, i provvedimenti e le procedure di applicazione, più aumenta il lavoro per i funzionari degli uffici.

In questo modo si innesca un meccanismo di riforma della burocrazia e di semplificazione delle pratiche burocratiche.

Un paragone che aiuta a capire quale sarebbe il meccanismo indotto:

In Russia, le industrie che avevano bisogno di acqua, la attingevano dai fiumi, ma erano costrette a prendere l’acqua a valle della fabbrica e gettare le acque sporche a monte della fabbrica stessa. Se la fabbrica non avesse depurato le acque e avesse scaricato acque luride, liquami e veleni, avrebbe attinto dal fiume gli stessi veleni che aveva scaricato.

Nel caso in cui nessun onere sia dovuto ai cittadini e la burocrazia complica le regole e le procedure, creerà un lavoro enorme per i propri funzionari. Sembra pertanto un ottimo sistema per costringere ad auto-correggersi e ad auto-semplificare tutti i meccanismi.

(Paolo Bertalotti)

 

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I pericolosi servi del regime

Rosa Maria Dell’Aria1Maria Rosa dell’Aria la Professoressa
punita dai servi del regime

La famosa battuta:
“Je ne suis pas d’accord avec ce que vous dites, mais je me battrai jusqu’à la mort pour que vous ayez le droit de le dire.”
Non venne mai pronunciata né scritta da François Marie Arouet (Voltaire), gli venne attribuita dalla biografa inglese Evelyn Beatrice Hall nella biografia pubblicata nel 1906.
I disapprove of what you say, but I will defend to the death your right to say it.”

La frase rappresenta bene il pensiero di Voltaire come espresso nei suoi scritti e nelle sue azioni – cfr la polemica sull’affare Helvétius il cui libro De L’Esprit loirritò profondamente, ma quando Helvétius venne aggredito dai giornali e dalla critica Voltaire lo difese sostenendo il suo diritto ad esprimere il suo pensiero…comunque.

***

È opportuno riflettere sulla vicenda della professoressa, Rosa Maria dell’Aria di Palermo, sospesa per 15 giorni senza stipendio per non aver censurato gli allievi che, in una ricerca per la scuola, hanno fatto un parallelo tra le leggi razziali del fascismo e il decreto sicurezza di Salvini.
La circolarità della vicenda è interessante: gli studenti  collegano il decreto sicurezza di Salvini alle leggi razziali del fascismo di Mussolini (collegamento rigoroso: le multe da 5500 Euro per ogni migrante salvato corrispondono al premio che veniva dato ai delatori che denunciavano gli ebrei nascosti, migliaia di delatori: una delle più orrende vergogne italiane) e il burocrate governativo servo del regime, con un gesto di squisita marca fascista, punisce la professoressa che non censura gli studenti (Q.E.D.)

Quello che preoccupa di questo episodio, come dell’episodio di Brembate (il vigile del fuoco che toglie il lenzuolo con la scritta “non sei il benvenuto”) è la disponibilità di tanti soggetti servili a fare le operazioni più vergognose per accattivarsi il “boss”. Punizioni e rappresaglie immotivate e indegne, vengono eseguite dai servi sciocchi per guadagnare il favore del “capo” arrogante.

Il quale capo ha promosso, suggerito e forse chiesto in modo (nemmeno tanto) implicito quei comportamenti per poi censurarli, affettando  livida disponibilità e ipocrita comprensione nei confronti dei “soggetti puniti”.

Questi lecchini servili sono più pericolosi e difficili da eradicare di Salvini e Dimaio.
(lorenzo matteoli)

 

 

 

 

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MILANO DOCET

lenzuola a Milanocentinaia di balconi a Milano

 Le lenzuola esposte su centinaia di balconi milanesi sono forse la più bella notizia da mesi a questa parte: esiste un’altra Italia, parla e si esprime con chiarezza, è viva e importante.

Qualche riflessione è necessaria per capire cosa è successo.

Giorni fa a Brembate (5 km da Bergamo nel profondo Nord) una brava casalinga ha espresso un suo educato pensiero sulla visita del vicepremier Salvini “Non sei il benvenuto” Pochi minuti dopo il lenzuolo con la scritta precisa ed educata veniva tolto de vida un pompiere con la scala mobile dei Vigili del Fuoco.

non sei il benvenuto
il “pompiere” di Brembate: chi ha dato l’ordine?

Non è stato possibile ricostruire chi ha dato l’ordine di togliere il lenzuolo: Ministero degli interni, Questore, Prefetto, Capo dei Vigili del Fuoco, iniziativa personale del pompiere.

Tutte le cinque ipotesi sono preoccupante segno di intolleranza e di stupida prevaricazione. La probabilità che l’ordine sia partito da una delle tre sedi governative istituzionali sono dell’ordine del 98%.

Molto preoccupante sarebbe la possibilità che sia stato il Capo dei Vigili del Fuoco di Brembate per il significato di servilismo e subalternità spontanea che avrebbe. Quasi da escludere l’iniziativa spontanea del pompiere, che sarebbe comunque la più preoccupante di tutte. Quest’ultima, la meno plausibile, è molto probabile che diventi la versione ufficiale della vicenda.

Quasi certo invece è che l’operazione sia stata ispirata dallo stesso Salvini con richieste verbali non formalizzate. Oppure da qualche diligente lecchino del suo staff. Non lo sapremo mai.

La stupidità dell’ordine è stata limpidamente dimostrata quattro giorni dopo a Milano quando in occasione di una visita di Salvini sui balconi della Capitale Morale sono apparsi centinaia di lenzuoli con messaggi chiarissimi per il vicepremier ministro degli interni.

Sarà ora interessante vedere come Salvini gestirà la vicenda. Per ora sembra che abbia deciso di far buon viso a cattivo gioco: dice di non aver mai dato nessun ordine e dice che tutti hanno diritto di esprimere la loro opinione. Ma il livore e la rabbia sono evidenti. A Torino non è riuscito a nascondere la violenta incazzatura nei confronti dei cori di “Bella Ciao”.

Il messaggio delle lenzuola milanesi è chiarissimo: è la famosa scritta biblica sul muro del palazzo di Belshazzar mene mene tekel upharsin. Un preciso avvertimento che Belshazzar, accecato dal potere e dall’arroganza, non seppe interpretare.

Cento, mille, 10 milioni di lenzuola!

(lorenzo matteoli

 

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La non troppo sottile differenza tra rigore e cialtroneria

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Sicuramente Salvini risponderà, con l’arroganza di prassi, qualificando le accuse di “furbizia privata in atti di ufficio” come manifestazione di bigotto moralismo. Dove il suo comportamento è invece irreprensibile, pratico buon senso… a suo dire.
La massa leghista gli darà ragione perché quella è la loro cultura, il loro DNA. Quando Salvini dice “sono stato eletto e loro no” interpreta l’esser stato eletto come una autorizzazione alla gestione manesca della cosa pubblica, non come il mandato a svolgere un servizio secondo i canoni correnti del rigore e non secondo la sua personale, comoda interpretazione di quelli.
Quando organizzo i concorsi ritagliandoli sui candidati che ho già scelto in fondo faccio l’interesse dell’Amministrazione, quando con astuzia e competente premeditazione sottraggo rimborsi elettorali non dovuti per 49 milioni di Euro, faccio un’operazione di semplificazione contabile. Quando organizzo una gara per far vincere il mio amico, in fondo assicuro all’Amministrazione una persona della quale mi fido…etc.

Ovvero la non troppo sottile differenza tra rigore e cialtroneria.

La grande zona grigia nella quale la “semplificazione procedurale”, la furbizia “pratica”, il “già che ci sono”, il favore all’amico, l’incarico alla fidanzata, si impastano nella grande maledizione italiana, corruzione, tangenti, mafia,  che sembra essere, a giudicare dalle cronache recenti, il DNA della Lega di Salvini. Dai ministri in giù. Se il vice-primo-ministro non ha questa fondamentale sensibilità i suoi seguaci saranno ancora più rozzi.
E infatti lo sono e sarà sempre peggio. Quello che preoccupa non sono i cialtroni, ma la tolleranza e l’indifferenza che li protegge e li accetta.
Certo è impossibile misurare quanto strumentali fossero gli impegni dell’ufficio rispetto all’interesse personale e partitico di partecipare alla sagra delle orecchiette e alla Festa di San Citrullo, ma la “trasparenza” e il “rigore” questa difficoltà la risolvono senza incertezze.
Non è ammesso nemmeno il sospetto.

(lorenzo matteoli

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Trade wars: plausibile svolgimento del confronto Cina/USA

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US and China

Se gli Stati Uniti aumentano le tasse sull’export Cinese presumibilmente l’export Cinese negli Stati Uniti diminuirà, e gli Stati Uniti avranno maggiori entrate fiscali grazie al contributo degli esportatori cinesi, aumento bilanciato dai maggiori costi a carico dei consumatori americani di import cinesi.

Il Tesoro degli Stati Uniti guadagnerà sul lavoro a basso costo degli operai cinesi. Secondo varie fonti USA peraltro (la Fed di New York e la Columbia University) “…le entrate per il Tesoro USA non compenseranno comunque le perdite sostenute dai consumatori americani di import cinese.” Quindi la ritorsione contro la Cina di Trump sul breve-medio termine sarà pagata dai consumatori americani di import cinese (vedi alcune delle vignette riportate).

Questo calcolo la hanno fatto anche i Cinesi che ad oggi, con apparente serenità confuciana, ma effettiva visione pragmatica, non hanno reagito alla pesante provocazione di Trump e chiedono di continuare il negoziato. Sapendo che a quel tavolo i negoziatori americani dovranno salvare la faccia (di Trump) ma mollare sulla sostanza.

La Cina dovrà rimpiazzare la perdita sull’export negli Stati Uniti cercando altri mercati: in Europa, nella Cina stessa.

Il mercato Europeo per i prodotti cinesi è vicino alla saturazione. Quindi la linea strategica quasi obbligata per mantenere i livelli attuali del PIL cinese è quella del mercato interno. Per promuovere il mercato interno la Cina dovrà ridurre la sua IVA, misura con efficacia immediata ma le entrate fiscali diminuiranno o dovrà aumentare i salari, manovra meno facile per il governo, che richiede tempi lunghi e azione politica più complessa.  Le due misure sul medio lungo termine non sono negative per l’economia cinese che dipenderebbe meno dal suo export verso gli Stati Uniti e vedrebbe un maggiore equilibrio sociale al suo interno.
La Cina fin dal gennaio 2019 ha ridotto l’imposta sul valore aggiunto dal 16% al 13% forse proprio in previsione della trade war con Trump e allo scopo di promuovere la domanda interna.

Una alternativa pesante per gli Stati Uniti sarebbe se la Cina decidesse di usare il suo immane patrimonio in US Bonds per giocarli al ribasso: venderli a miliardi per ricomprarli  a un prezzo più basso massacrando l’economia degli  Stati Uniti e spingendo alla bancarotta le banche americane che li hanno in bilancio come posta attiva. Pericoloso ma plausibile.

Che sia necessario affrontare con la Cina una serie di problemi (tutela della proprietà intellettuale, simmetria dello scambio commerciale, dumping per mezzo dei bassi salari, human rights etc.) è vero, che il metodo di Trump sia quello giusto è discutibile: gli Stati Uniti non sono al sicuro di ritorsioni potenzialmente catastrofiche.

Storicamente l’aumento delle tariffe sull’import non è mai stato positivo per i paesi che l’hanno praticato per le conseguenze negative che la misura comporta per il paese che lo applica. In generale sono necessarie strategie più complesse di medio lungo termine finalizzate al riequilibrio degli scambi commerciali e di riqualificazione unilaterale della bilancia export/import.

(lorenzo matteoli)

 

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Il prezzo degli affogati nel Mediterraneo

untitled-article-1429728548-body-image-1429729345…da 3500 a 5500 Euro l’uno secondo Salvini

 

La lettura dei quotidiani oggi è significativa del momento che stiamo vivendo.

  1. Il ministro degli interni che propone norme di “sicurezza” che prevedono la multa fino a 5500 Euro per chi “trasporta un migrante”. Di fronte a uomini donne e bambini che affogano chi li può salvare si vede condonata la multa se li lascia affogare. Salvini ha fissato il prezzo di ogni morto affogato nel Mediterraneo: da 3500 a 5500 Euro.
  2. Lo stesso ministro degli interni che in quattro mesi 2019 ha passato solo 17 giorni nel suo ufficio al ministero, sempre in giro per l’Italia su aerei ed elicotteri della polizia per partecipare a decine di eventi e manifestazioni del suo partito (211 di numero) associate furbescamente a un evento di ufficio.
  3. I due partiti al governo che chiedono ai vertici dei servizi di sicurezza (aka servizi segreti) le “dimissioni volontarie” per collocare ai loro posti uomini incompetenti, ma “allineati”. Ovviamente associando alla richiesta una implicita minaccia “…se no…” o un’altrettanto vergognosa promessa.
  4. La ricostruzione del ponte Morandi lenta e bloccata da lotte fra i vari poteri dello stato.
  5. I ministri del governo impegnati in un litigio elettorale permanente, sistematicamente assenti dai loro dicasteri, incapaci di affrontare in modo competente e responsabile il problema fondamentale del Paese: l’economia.

Sono molte le domande che ci si pongono di fronte a questo spettacolo di vergogna e quasi tutte senza risposta. Una dominante: come è possibile che di fronte a questa catastrofe etica e culturale prima ancora che politica, non si coaguli una solida, compatta, enorme maggioranza in grado di mandare a casa questa squallida associazione di arroganti incompetenti? Come è possibile che Salvini e Dimaio ancora trovino nelle piazze italiane migliaia di entusiasti ammiratori?

Non è necessario un grande acume politico per vedere l’arroganza, l’incompetenza, la oggettiva pericolosità di questo governo, basta il comune buonsenso e la normale decenza per vedere l’obbrobrio.

(lorenzo matteoli)

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L’arroganza manesca, il cretinismo acefalo e l’insipienza della soidisant sinistra

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A Pagina 22  del suo libro “The future of capitalism” Paul Collier scrive:

The pragmatism of this book is firmly and consistently grounded in moral values. But it eschews ideology and so is guaranteed to offend ideologues of every persuasion. They are the people who currently dominate the media. An identity of being “on the left” has become a lazy way  of feeling morally superior; an identity of being “on the right” has become a lazy way of feeling “realistic”. You are about to explore the future of ethical capitalism: welcome to the hard centre.

 Traduzione:
Il pragmatismo di questo libro è solidamente e coerentemente fondato su valori morali. Ma rifiuta l’ideologia e quindi è certo che offenderà gli ideologi di qualunque tendenza. Gli ideologi sono quelli che oggi controllano i media. Qualificarsi “di sinistra” è diventato un modo comodo per sentirsi moralmente superiori, qualificarsi “di destra” è diventato un modo comodo per sentirsi “realistici”. State per esplorare il futuro del capitalismo etico: benvenuti al solido centro.

Su questa premessa Paul Collier imposta la sua pragmatica ricerca e proposta di un “capitalismo etico” che propone come riferimento di un “solido centro” (a hard centre).

Che le due categorie “sinistra” e “destra” fossero semanticamente datate è un dato acquisito da tempo nel dibattito politico tanto raffinato quanto banale e anche nelle più sanguigne discussioni al Bar Sport. Paul Collier individua e denuncia la metamorfosi avvenuta sui due fronti storici dello scontro politico del secolo scorso. La sufficiente supponenza della sedicente sinistra comoda, da una parte, e l’autoproclamato “realismo” della sedicente destra, di quelli che “fanno”. Interessante notare che le due tendenze portano a conclusioni analoghe. Chi si sente “moralmente” superiore tende a giustificare, con la presunzione di superiorità morale, la sua marginalità etica, chi si ritiene “realista” tende a giustificare in nome del realismo, comportamenti semplificati e drastici dettati dalla “necessità del mondo reale”.

In fondo alle due tendenze c’è la gestione manesca della cosa pubblica, la prevaricazione, l’interesse settario, partigiano e spesso personale e, alla fine, la corruzione, la collusione mafiosa. La maledizione italiana. The Italian curse.

Ieri a Milano e a Roma due episodi illustrano in modo chiaro la confusione che domina nella classe politica e di impresa che governa il Paese.

A Milano la cena di lusso organizzata il 7 Maggio su un tema in apparenza limpido e attuale “una nuova giustizia: l’impresa che serve all’Italia”. Tema che letto insieme al nome dell’ospite d’onore della serata, aveva un sapore tra l’ironico e il grottesco: Matteo Salvini sponsor di un sottosegretario pesantemente sospettato di collusioni mafiose e a sua volta garante di un furto di 49 milioni di Euro perpetrato con astuzia, competenza e volontà di delinquere dalla Lega della quale è pur sempre segretario. Per l’attualità del tema non ci sono dubbi lo stesso giorno si chiudeva il blitz della magistratura con di 90 indagati e 43 arrestati politici, funzionari, imprenditori e ‘ndranghettisti.

Nessuno degli illustri ospiti, che avevano pagato 10 mila Euro a tavolo per sostenere il partito del “capitano”, aveva avuto peraltro dubbi di sorta. Il meglio della “caviar left” ambrosiana d’impresa e intelletto. Gad Lerner sulla Repubblica di oggi elenca i nomi degli “allineati”.

Inevitabile il ricordo dell’atto unico di Dürrenmatt “I rinoceronti”.

L’altro evento interessante è stato quello romano della Sindaca Raggi che, finalmente!,dopo mesi di sbamblinamento incompetente, costoso ed equivoco si è schierata personalmente a sostegno della famiglia Rom aggiudicataria di un alloggio comunale aggredita dalla violenza fascista degli stupratori di Casa Pound. La Sindaca è andata di persona a Casal Bruciato per accompagnare nell’alloggio la famiglia Croata sfidando l’aggressione degli “arditi” mazzieri di Casa Pound.

Il gesto coraggioso e giusto della Raggi non è stato però apprezzato dal capo politico dei 5Stelle Luigi Dimaio che ha voluto esprimere la sua “irritazione” “Prima i Romani!”ha dichiarato.

Prima della legge, prima della regolarità delle aggiudicazioni, prima delle rigorose graduatorie ???

Non male come senso dello Stato da parte di un Ministro della Repubblica!

A Giggì…ma che cazzo stai a ddì?” La dichiarazione di Luigi Dimaio rappresenta tragicamente lo stato di cretinismo acefalo nel quale si dibatte il Movimento. Situazione della quale Dimaio è responsabile e vittima: obbligato dai ragionieri della micropolitica a dire una immane cazzata per recuperare 1000 voti di neander-razzisti.

I due episodi confermano la sensazione che non siano Salvini e Dimaio il pericolo, ma chi li vota per conformismo, comodità, insipienza, stupidaggine, o peggio.

lorenzo matteoli

 

 

 

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