La Vicenda del delle Alpi convegno a Torino 14/12/2018 L. Matteoli

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Lettera a Salvatore Tropea

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Illustre Salvatore,

mi dispiace di non averti visto ieri al convegno sullo Stadio delle Alpi che in realtà è stato un convegno  molto più politico sul futuro di Torino e sul ruolo dell’informazione nel governo e nella cultura urbana. Un tema molto più attuale sul quale forse hai una autorevole opinione.

Ti avevo promesso un ricordo del tempo e te lo allego: l’articolo su La Repubblica (Torino)  ben tre anni dopo i Mondiali  con il titolo a tutta pagina “Grugliasco Crocevia di Tangenti” con la foto di Maria Magnani Noja e mia e sullo sfondo lo Stadio delle Alpi. Evidente e aggressiva insinuazione solo per l’associazione delle immagini, priva di qualunque fondamento e priva di qualunque relazione con lo scandalo di Grugliasco e delle Gru.

Un giornalismo documentato e sereno dopo tre anni, quando Corsi aveva archiviato la sua indagine con un chiarissimo “non luogo a procedere” avrebbe dovuto accettare e riconoscere la realtà: non c’era stata né corruzione né tangenti nella gestione amministrativa della Convenzione con l’Acqua Marcia (SAPAM), lo stadio non era costato nulla ai torinesi (solo i fondi della legge Mammì e del contributo CONI e il quanto basta della SAPAM in cambio dei 30 anni di gestione).

Aveva portato alla Città 294 miliardi di opere infrastrutturali tutte di grande utilità  (trasporti, riqualificazione urbana, copertura trincerone ferroviario, sottopassi…) tutte realizzate da imprese torinesi, nei tempi e nel budget.

Il livore di quel titolo e la incivile associazione delle immagini si spiegano solo con il settarismo professionale o qualche diagonale inspiegabile interesse politico.  Credo  che al tempo Boffano fosse il responsabile della sezione torinese del giornale: mi aveva telefonato alle 3 di notte (ignorando la differenza di ore tra Jakarta e Torino) con tono aggressivo e arrogante per ingiungermi di andare in Via Tasso, non sapeva che ci ero già stato e avevo avuto un lungo colloquio con Vittorio Corsi che poco dopo archiviava la sua istruttoria con il “non luogo a procedere.

Ieri l’intervento del Dottor Mario Barbuto sul monumentale lavoro fatto  nella procedura arbitrale ha documentato il rigore del comportamento amministrativo della Città nella vicenda che è stato precisamente quello che ha consentito la conclusione che è stata una grande vittoria per la Città nell’arbitrato: fatto ignorato dai media Torinesi che evidentemente hanno avuto problemi nel riconoscere quanto da loro sistematicamente negato per anni con centinaia di articoli che oggi si potrebbero senz’altro definite “fake news” o allineamento alle proprietà editoriali.

Gli interventi di Aldo Ravaioli, allora vicesindaco, Andrea Galasso, assessore al Legale, Vittorio Nascé e Franco Ossola hanno illustrato i molti vantaggi derivati alla Città di Torino da le decisioni della Giunta Magnani Noja.

Il video del convegno sarà su u Tube e sui social e avrai modo di vederlo con migliaia di utenti della rete: se tu fossi venuto forse una tua riflessione, dopo trenta anni, avrebbe avuto dignità. L’assenza, che penso sia giustificatissima da insormontabili difficoltà  ha, comunque, un cattivo sapore. Does not pass the smell test…

Le mie critiche anche dure al comportamento della stampa torinese non vogliono essere in alcun modo aggressione alla libertà di stampa, valore inestimabile in una democrazia civile che mi vede pronto alle barricate per difenderlo. La vostra libertà di giornalisti va garantita e difesa ma va anche meritata e conquistata da voi con la vostra libertà nei confronti delle proprietà dei giornali.

Perché è impossibile difendere la libertà di chi per sua volontà non è libero.

Cordiali saluti,

Lorenzo Matteoli

 

 

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Attualità della TAV e sua  validità in un futuro di medio termine (40 anni)

 

The arrrow is moving against the mainstream, colorful vector flat illustration

La freccia si muove contro la linea conforme/omologa della demagogia

La TAV è oggi competitiva per la mobilità passeggeri sulle distanze da 600 a 900 km.

Tanto è vero che in Italia ha soppiantato gli aerei sulla Torino Roma Napoli (900 km circa) e in Europa, Giappone e in Cina ha soppiantato gli aerei sul medesimo range di distanze. Novecento km di autostrada costano cari come pedaggio, come basso fattore  capacità, come  benzina, come logoramento fisico di chi guida, come rischio incidenti, come ammortamento del mezzo meccanico e manutenzione del manto stradale.

Torino Lione, Parigi Milano, Venezia Parigi sono nello stesso range di distanze e l’alta velocità ferroviaria per passeggeri conviene in termini di tempi, costi, comodità e sicurezza …tutto l’anno

Una priorità è eliminare l’inquinamento da TIR della bassa e alta Valle di Susa, usando la vecchia linea per navette continue di container con interscambio a Rivoli o Avigliana.

Torino e Lione, il Piemonte/Lombardia e la Savoia/Delfinato sono regioni ad elevata potenzialità di integrazione industriale, manifatturiera, agricola alimentare. L’asse ad Alta Velocità ferroviaria sarà la struttura di innesco per l’attivazione e lo sfruttamento di questa potenzialità Europea Continentale della macroregione Piemonte, Lombardia, Delfinato Savoia con consistenti ritorni economici, di occupazione,  di logistica e d’impresa, oggi non disponibili.

La distanza dalla residenza dei passeggeri alle stazioni  ferroviarie è sempre inferiore alla distanza dagli aeroporti sia come tempi che come distanza stradale. Per la mobilità su gomma i tempi di attraversamento urbano sono eguali al tempo autostradale per distanze di 200 km e su quelle medesime distanze sono eguali al tempo di percorrenza  con l’AV ferroviaria. Fatto che ha reso competitiva l’AV anche sulle distanze di 200-250 km (Torino Venezia, Torino Bologna, Milano Bologna, Firenze Roma, Bologna Roma…)

Nell’arco dei prossimi 40 anni tutta la filiera della mobilità, merci e passeggeri sarà ridisegnata con una integrazione gomma/ferrovia finalizzata alla ottimazione dei mezzi sulle specifiche distanze, verranno ridisegnati, sistemi, di confezione, di imballaggio, di containerizzazione, di raccolta, di dispatching e consegna in modo da ridurre tempi e costi per l’uso integrato di diversi mezzi a seconda delle distanze e delle caratteristiche territoriali (percorsi urbani, misti, autostradali, di montagna…). La grossa rivoluzione verrà poi con le auto automatiche che modificheranno radicalmente il traffico urbano e metropolitano.

Tutto tendenzialmente andrà verso una maggiore validazione e ofelimità della Alta Velocità Ferroviaria sul range dei 600-900 km di distanza.

Il sistema macro regionale Lombardia, Piemonte, Savoia, Delfinato complessivo in emergenza non è praticamente modellabile. Ma sarà una sicura realtà e il buco da 56 km è il buco del grande ago che cucirà insieme la macroregione potenzialmente più ricca e potente del Sud Ovest Europeo.
(lorenzo matteoli)

PS le madamine venivano dalla sola Torino, i 50mila coatti venivano da tutta l’Italia e poi, siamo onesti, sono molti di più quelli che bevono acriticamente demagogia reazionaria populista di quelli che hanno la cultura per guardare in avanti e anche i 5stelle ormai lo sanno: uno NON è mai stato uguale a uno! e meno male che non sia mai stato così!

 

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COMUNICATO STAMPA CONVEGNO DELLE ALPI Dicembre 14 ore 9.00

COMUNICATO STAMPA DEL CONVEGNO

 

LA VICENDA DELLO “STADIO DELLE ALPI” TRENTA ANNI DOPO:

UNIRE I PUNTINI TRA IL 1988 E IL 2018  

 

Torino | 14 Dicembre 2018 | ore 9.00-13.00
Sala delle Colonne | Palazzo Civico
Piazza Palazzo di Città 1

 

Convegno ideato e organizzato da Lorenzo Matteoli già Assessore allo Sport della Città di Torino (nel periodo 1985-1992) già Professore Ordinario e Preside della Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino  

Ricorre in questo anno (1988-2018) e in questi mesi il trentennale dell’inizio della vicenda amministrativa e della realizzazione dello “Stadio delle Alpi” di Torino; e succede raramente nella storia delle città che si ripercorra la memoria di importanti eventi amministrativi che hanno lasciato segni importanti nel tessuto urbano e nella cultura cittadina.

Dopo trent’anni, appare lecito chiedersi come mai una operazione condotta con forte rigore amministrativo, coraggio politico, impegno di progetto e di impresa (e che ha comportato grandi vantaggi per la Città) ancora oggi venga sentita e ricordata con sospetto; là dove invece – dati alla mano – si è configurata come esperienza esemplare di una “filosofia” urbana del fare competente e responsabile, attualissima in quanto ricca di spunti e suggerimenti per il nostro incerto presente.

Inoltre il convegno – convocando i principali protagonisti dell’epoca – propone un fondamentale esercizio di memoria e di svelamento delle “Fake News” (allora come oggi): senza il ricordo e l’interpretazione del passato non si comprende il presente, non si evitano errori già fatti, non si legge il possibile futuro. Bello o brutto che sia.

In questo senso deve essere letto il titolo del convegno “Unire i puntini…”; per riprendere le parole di Steve Jobs (che ha fatto diventare virale tale affermazione nel celebre discorso agli studenti di Stanford nel 2005): “Non è possibile collegare i punti guardando in avanti: puoi collegarli solo guardando indietro. Quindi, devi avere fiducia che i punti si connetteranno in qualche modo al tuo futuro. Devi fidarti di qualcosa – la tua pancia, il tuo destino, la tua vita, il tuo karma, qualunque cosa. Questo approccio non mi ha mai deluso, e ha fatto tutta la differenza nella mia vita.”

I lavori saranno aperti dal Vice Presidente Vicario del Consiglio Comunale della Città di Torino dott. Enzo Lavolta, dal Presidente del Circolo della Stampa di Torino Luciano Borghesane moderati da Andrea Terranova, architetto e docente nel Politecnico di Milano.

 

Il paneldei relatori è costituito da:

_l’ing. Aldo Ravaioli

allora Vice Sindaco della Città e Presidente della Commissione Esaminatrice degli elaborati relativi alla “Concessione per la Costruzione e Gestione del Nuovo Stadio di Torino”;

_l’avvocato Andrea Galasso

allora Assessore al Legale della Città e membro della Commissione esaminatrice delle proposte;

_il prof. ing. Vittorio Nascè

esperto per la Città nella commissione arbitrale;

_il prof. ing. Francesco Ossola

progettista insieme all’ing. Massimo Majowiecki della struttura tesa di copertura dello “Stadio delle Alpi”

_il prof. arch. Lorenzo Matteoligià Assessore allo Sport della Città di Torino (nel periodo 1985-1992)

già Professore Ordinario e Preside della Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino

_nonché un importante relatoresull’arbitratoper lo “Stadio”, vicenda questa del tutto sconosciuta ai torinesi.

 

Per ulteriori informazioni: matteoli@iinet.net.au

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L’analisi costi benefici per la TAV

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I nuovi quarantamila in piazza Castello a Torino 10 novembre 2018 SìTAV

 

Sono curioso di vedere  il prodotto della commissione del prof. Ponti sull’analisi costi benefici per la TAV, un’opera  di infrastruttura che durerà forse un secolo in condizioni Italiane, Europee e mondiali impossibili da modellare anche nel modo più vago. Come si possano ipotizzare le condizioni geopolitiche che condizioneranno l’economia della mobilità in Europa fra 60, 70, 80 anni per me è veramente un mistero.

È interessante fare un esercizio molto semplice: chiedersi se sarebbero state costruite alcune grandi opere se fosse stata fatta una analisi costi benefici al tempo della loro concezione/decisione.

L’Autostrada del Sole (1956-1964), il Traforo Ferroviario del Frejus (1857-1871), Tunnel stradale del Frejus (1974-1980), Ponte Golden Gate a San Francisco (1933-1937), Stazione Ferroviaria di Porta Nuova a Torino (1861-1864)…nessuna di queste opere sarebbe stata costruita perché le condizioni per il loro successo economico vennero realizzate proprio e solo con la loro costruzione. Prima non c’erano passeggeri, non c’erano treni, non c’era domanda … niente benefici niente ponte, niente tunnel, niente stazione.

Banale regola che vale per tutte le grandi opere di infrastruttura che una volta realizzate modificano radicalmente le condizioni geografiche del contesto nel quale sono inserite e che  con loro costruzione innescheranno, in quel contesto, le condizioni di probabile vantaggio economico e quindi del loro ritorno socioeconomico.

L’analisi costi benefici serve per valutare investimenti di relativo breve termine  (10-15 anni) in un contesto geografico economico già solidamente insediato integrando il quale l’opera realizzerà profitti modellabili e configurabili con relativa certezza. Per grandi opere di infrastruttura l’analisi costi benefici è impossibile e si presta  sempre a strumentalizzazioni ai limiti della truffa ideologica.

La ridicola fiducia dei nostri bamboli governativi nella “verità” dell’analisi costi benefici è patetica e la credulità dei loro fedeli seguaci è paragonabile a quella degli adoratori di madonnine lacrimanti e del sangue liquefatto di San Gennaro.

Il professor Ponti prepari pure la sua analisi C&B: basteranno 5 minuti per smontarne le premesse e le conclusioni e andrà bene se riuscirà a salvarsi dall’accusa di manipolazione, perché è sicuro che le sue ipotesi preliminari saranno ariose.

Invece l’affermazione che il trasporto su ferro ad alta velocità in Europa servirà all’80%-90% tutta la domanda di mobilità sulle distanze fra 600 e 800 km  è già solidamente documentata dai fatti.  Esattamente come è successo in Giappone e in Cina. Fine della discussione.
(lorenzo matteoli)

 

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Una costosa gaffe culturale

D&GDolce e Gabbana: chiedono scusa

Dolce e Gabbana hanno commesso una imperdonabile gaffe culturale, il loro PR o il loro pubblicitario….

Nel clip di promozione per il loro grande giro di apertura commerciale nella Repubblica Democratica Popolare della Cina, un investimento di qualche milione di Euro, hanno fatto vedere una modella cinese carina che cercava di mangiare la pizza e altri piatti tipici della nostra cucina con le bacchette….anche un grosso ambiguo cannolone ripieno… Ovviamente con immaginabili difficoltà. Secondo i nostri canoni dell’umorismo l’idea era spiritosa, forse, ma offensiva per la seria cultura cinese che l’ha vista e interpretata come un insulto alle tradizioni bimillenarie della massima potenza economica del mondo.

Nella loro sovrana sicurezza in due non si sono consultati con referenti culturali cinesi e nemmeno con il nostro servizio diplomatico… che forse avrebbe potuto evitare la catastrofe, ammesso e non concesso che l’avrebbero ascoltato e seguito nella loro algida sovrana sicurezza.

Censura severissima delle “Autorità” e conseguente boicottaggio massiccio da parte del pubblico a tutte le manifestazioni previste per lo spettacolare lancio del marchio D&G sul mercato da 1500  milioni di consumatori, che è stato annullato. Con le lacrimevoli scuse dei due.

Non solo. Ma per la solidarietà nazionale tipica della cultura cinese l’ostracismo  rischia di estendersi (si sta estendendo…) a tutto il “made in Italy” già presente sull’immane mercato di consumer goods del Celeste Impero. Un danno da miliardi di Euro difficilmente rimediabile. La gaffe dei due fashionistassi è sommata a quella del vice-primo-ministro Di Maio. Il nostro adorabile bambolo ha chiamato il Presidente Xi Jinping storpiando il suo nome con l’appellativo di Pingche in cinese vuol dire “piatto”.  Anche storpiare il nome del Presidente della Repubblica per i Cinesi è una mancanza di riguardo grave.

Non solo per i cinesi: se venisse un cinese e chiamasse il Presidente Mattarella “Mattarello” forse  ci sarebbe qualche riserva anche da noi.

 

PS oggi i due lider maximi hanno deciso che forse la manovra si ritocca, lo spread è crollato e le azioni delle banche salite. Dopo un mese abbondante di:

“me ne frego”,
“la manovra non si tocca”,
“è una manovra splendida…”
”il popolo ci ha votato e manterremo le promesse”,
“io sono stato votato loro no”,
“i burocrati di Bruxelles non vinceranno”,
“lo spread me lo mangio a colazione”,
“ci bocciano la manovra? Farò una splendida campagna elettorale.”

Etc. etc.

Queste battute dei vice-primi-ministri sono costate agli italiani circa 20 miliardi di euro, ventimila milioni di Euro. La campagna elettorale più cara della storia. Una lezione di macroeconomia ultramiliardaria. 4 anni di reddito di cittadinanza: solo per dire queste insulse scemenze.

(lorenzo matteoli)

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Importante evento!!!

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Il giorno 14 Dicembre 2018 alle ore 9.00 nella Sala delle Colonne  del Palazzo Comunale di Torino (Piazza Palazzo di Città) si svolgerà un convegno sulla Vicenda dello Stadio delle Alpi nel trentennale 1988-2018

Finalmente: Tutto quello che i Torinesi non hanno mai saputo, che i giornali di Torino non hanno mai raccontato, costi, infrastrutture arbitrato…

Saluto del Presidente Vicario del Consiglio Comunale dr. Enzo Lavolta

Relatori:

Lorenzo Matteoli (ex Assessore Sport, Turismo, Tempo Libero Verde Pubblico , 1986-1992)

Aldo Ravaioli (ex vice.sindaco di Torino, ex Assessore ai Traporti e Urbanistica,  Presidente Commissione esaminatrice delle Proposte per la scelta del Concessionario, 1985-1992)

Relatore Importante sulla vicenda arbitrale (prima assoluta per Torino)

Andrea Galasso ex assessore al legale 1985-1992

Vittorio Nascè professore di Scienza delle Costruzioni Politecnico di Torino

Francesco Ossola professore  di Scienza delle Costruzioni Politecnico di Torino

Una lezione di storia urbana, tecnologia, tecniche amministrative, decisioni politiche, economia politica territoriale, tecniche e strategie arbitrali.

La memoria del passato per capire il presente e vedere il futuro della Città.

Viviamo in città che altri hanno disegnato e disegniamo città nelle quali altri vivranno.

E’ INDISPENSABILE PRENOTARSI PERCHE’ I POSTI SONO LIMITATI !!!

REGISTRARSI A entro il 10 dicembre: matteoli@iinet.net.au

Seguiranno documenti e informazioni.

(Lorenzo Matteoli)

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