CONFINDUSTRIA E SALVINI

È molto preoccupante che Carlo Bonomi presidente di Confindustria abbia sinergie ideologiche/economiche con Salvini: “siamo sulla stessa lunghezza d’onda” ha detto Salvini dopo due ore di colloquio con Carlo Bonomi.

Sarebbe interessante avere qualche dettaglio per esempio: su come si colloca Carlo Bonomi sulle idee degli economisti della Lega Borghi e Bagnai (Minibot, Italexit ). Cosa ne pensa della richiesta di Salvini di avere “i pieni poteri” per fare quello che secondo lui è necessario fare senza che nessuno gli metta i bastoni fra le ruote o gli attacchi “palle al piede”.

Due ore di colloquio devono avere precisato nel dettaglio i termini della “lunghezza d’onda” che associa le teorie di Salvini con quelle del Presidente della Confindustria.

Forse Carlo Bonomi ci può spiegare.  

lorenzo matteoli

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La mostra di Van Gogh a Parigi

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Passami il rosario che gli do una leccata

MATTEO SALVINI LEGA

Tempo fa ho criticato Salvini che in una intervista alla televisione ha chiesto: “Cosa ha fatto il governo per controllare la pandemia?”. 

Molto ingenuamente mi sono chiesto come fa Salvini a porre la polemica domanda, lui che ha sempre operato per promuovere il contagio e la pandemia incoraggiando con parole ed esempio i coglioni che organizzano manifestazioni no-masc, organizzando comizi e assembramenti nei quali si pavoneggiava, irresponsabile pagliaccio, senza mascherina per far vedere che figo era lui che se ne fotteva della mascherina…

Non mi sono reso conto che Salvini ha fatto e sta facendo di tutto per promuovere i contagi e provocare il massimo disastro COVID19 nella stupida logica del “tanto peggio tanto meglio”, che è molto coerente con la sua capacità concettuale…

Nella totale catastrofe, certo della pecorile breve memoria dei suoi fan, si presenterà poi come il salvatore della Patria accusando il Governo del disastro e delle migliaia di morti COVID, chiedendone le dimissioni e per lui “i pieni poteri”.

Non ci sono molte altre spiegazioni per la sua primitiva campagna no-masc…anche se adesso va in giro con una mascherina TRUMP 2020: la predisposizione di un alibi o il documento della sua confusione mentale.  O forse, più banale, non ricorda…

La scelta fra il supporto al criminale rusky-mafioso bugiardo USA e la coerenza no-masc è stata difficile, ma alla fine la “bestia” gli ha confermato che il massimo dei voti era garantito dalla mascherina pro-Trump…… “e che cazzo, non rompetemi i coglioni …passami il rosario che gli do una leccata …”*

lorenzo matteoli

  • La bestia gli ha garantito 2350 voti  ogni leccata di rosario
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Con chi nega i fatti le parole non contano un cazzo*

A Washington Trump continua a negare la realtà incitando i suoi fanatici seguaci alla rivolta: chiaramente vuole una guerra civile nella quale assumere il ruolo di “arbitro.” Molto probabilmente la guerra civile è già cominciata: quando una delle due parti nega la realtà e occupa le piazze con le armi …si chiama guerra civile, prima che poi ci scapperà il morto o i morti. Trump  71.5 milioni di voti contro Biden 76.0 milioni di voti.

Fino al 20 Gennaio 2021 Trump è il Presidente in carica, capo dell’esercito USA.

La negazione della realtà sui risultati delle elezioni comporta di fatto la dichiarazione di  illegittimità di Biden che, nella realtà fittizia di Trump, diventa un “ribelle” nei confronti del quale il Capo dell’Esercito è automaticamente autorizzato a usare tutti gli strumenti in suo potere: polizia, esercito, magistratura.

La Costituzione Americana in questa circostanza, storicamente inedita, non è di aiuto. 

Personalmente non vedo via d’uscita se non nell’intervento dell’Esercito. 

Ma sapere come si potrebbe muovere (o come si muoverà) l’esercito USA in questo momento è difficile dirlo.

Una difficoltà plasticamente rappresentata dalla viscosità che caratterizza le prese di posizione dei notabili del Partito Repubblicano: pochissimi si sono espressi invitando Trump a “concedere”, la grande maggioranza tace e aspetta.

Ha paura di Trump.

Mentre “aspettiamo” dobbiamo porci delle domande.

Chi ha dormito negli Stati Uniti mentre nel grande pentolone stava cuocendo questa minestra?

Chi sta dormendo in Italia mentre nel nostro pentolino sta cuocendo una minestrina non molto diversa?

Amici e saggi lettori delle mie note mi dicono “smettila di insultare Salvini che in Italia non lo caga più nessuno”, cerca piuttosto di capire con quale strumentazione dialettica si può affrontare la base elettorale di Salvini per convincerla a “cambiare idea”.

Per i pochi esempi che ho della base elettorale di Salvini l’idea stessa di una “strumentazione dialettica” è ridicola. Come scrivevo tempo fa, citando Luca Sofri (alias  “Wittgenstein”): ”per chi nega i fatti le parole non contano un cazzo”.

Cosa volete dire ai sostenitori di Trump che marciano armati di mitra, convinti di essere vittime di una colossale truffa elettorale?…due parole in più e sparano.

Pensare che i bravi Italiani terrorizzati dalla “invasione” di migranti si facciano convincere dai miei ragionamenti sulla necessità di affrontare il problema con una strategia di lungo termine (accoglienza, selezione, educazione, formazione, integrazione …etc.) o pensare che si convincano della nostra necessità di avere i migranti per compensare il calo demografico catastrofico è a dir poco ingenuo (eufemismo per “da veri coglioni”).

E allora?

Allora non so.

Purtroppo è vero che la radicalizzazione del dibattito è un ciclo perverso: una via senza ritorno. 

Ma la tragedia della alternativa impone atteggiamento pragmatico positivo, se non inutile ottimismo.

Bisogna ricominciare da capo, a poco a poco, uno ad uno, una ad una, far crescere un movimento di opinione ampio, forte negli argomenti e nei numeri.

Il mandato “categorico kantiano” degli intellettuali.

L’altra Italia esiste…e vincerà.

Lorenzo Matteoli

  • copyright Luca Sofri (aka Wittgenstein)

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IL PERICOLO DEI BIGOTTI AL GOVERNO

bigòtto  [dal fr. bigot, in origine epiteto spregiativo dato ai Normanni, forse per un loro intercalare, in ingl. ant., bī God «per Dio»]. – Di persona che mostra zelo esagerato più nelle pratiche esterne che nello spirito della religione, osservando con ostentazione e pignoleria tutte le regole del culto.

In uno Stato laico avere al governo personaggi che sbavano sulle reliquie di San Gennaro e manifestano di credere feticisticamente alla farlocca liquefazione del sangue del Santo non è solo una ragione di grottesca vergogna è un oggettivo pericolo.

Lo stesso vale per personaggi che sbrodolano in pubblico la loro sconcia saliva su rosari e crocifissi.

Il gesto ovviamente non ha nulla a che vedere con la fede religiosa dei soggetti, ma solo con la loro vergognosa spudoratezza per guadagnare i voti dei poveri babbei accecati dal cattolicesimo più cupo e retrivo, che purtroppo in Italia sono molti, come certamente hanno fatto verificare dai loro sondaggisti i feticisti leccatori di reliquie e immagini varie (crocifissi, rosari, teche sanguigne etc.).

Perché sono pericolosi? Perché il gesto, in sé laido, è documento ineludibile di una precisa cultura: il privilegio osceno delle apparenze rispetto alla sostanza.  

Chi si abbassa al livello di vergogna di sbavare pubblicamente su teche sanguigne, crocifissi e rosari, farà sempre la scelta di privilegiare l’apparenza rispetto alla sostanza delle leggi che propone e approva. Con totale disprezzo per il bene dei cittadini e del paese.

Quel gesto osceno va pubblicamente denunciato e condannato come comportamento di assoluta schifezza morale e politica. 

Lorenzo Matteoli

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Il pericolo dell’ignoranza arrogante al potere

Emilio Gentile ne “Il Capo e la Folla” (Laterza editore) scrive:

I caratteri specifici della folla sono la suggestionabilità, l’incapacità di ragionare, l’esagerazione dei sentimenti, il semplicismo delle opinioni e altre caratteristiche che apparentano la folla a un bambino o agli esseri primitivi per la “facilità a lasciarsi impressionare dalle parole e dalle immagini, a farso trascinare in atti lesivi dei suoi più evidenti interessi” “.

In questa sintetica analisi/definizione si trova la spiegazione dei motivi per i quali soggetti ignoranti, millantatori, bugiardi vengono preferiti dalle masse rispetto a soggetti seri, moderati, competenti, sinceri e capaci.

La letteratura sul tema è ampia a partire dal classico saggio di Gustave Le Bon (1895)  “Psicologia delle folle” per arrivare al nostro Elias Canetti  “Massa e potere”  (Adelphi 1960).

La storia dei dittatori (Hitler, Mussolini, Stalin, Franco, Salazar…) documenta, tragicamente, e conferma la realtà di quelle teorie. Il motivo vero per cui non c’è mai stata né ci sarà mai la rivoluzione dei “moderati”, e per cui la democrazia è un istituto fragile che va continuamente tutelato e difeso.

Il problema è la struttura e il luogo dell’impegno della classe “intellettuale” nella società: denunciare e combattere la demagogia stupida e disonesta, il simplismo dei capipopolo, il pericolo dell’ignorante arroganza al potere. 

Oggi più che mai vero e praticato con l’ausilio di mezzi di enorme potenza comunicativa, mai prima di oggi disponibili.

Lorenzo Matteoli

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A victory, a defeat or a civil war? Another Take On the 2020 US Presidential Elections.

It is obvious that Biden, the weaker candidate, won both the popular vote and the vote of the delegates of the individual states.

Trump’s refusal to acknowledge his clear and indisputable defeat is a matter of criminal pathology. It is easy to forecast that there will be trouble and it is likely that someone will die. When many groups of armed fanatical extremists are excited by a mentally sick leader, blinded by anger and fear, it is very easy for someone to lose control and … kill. Particularly in the United States where the gun is a specific cultural feature.

What is worrying are the 70 million votes Trump received, despite his political failure, and his arrogant character profile. Even more worrying is the fact that if Trump, a political failure, with a personal criminal history, had behaved, with a minimum of decency in his 4-year term, he would have easily won.

His vulgarity and arrogance (a woman? Just grab her by the pussy) are the determining factors of the defeat, that cost him 4 million votes. But for all the remaining motivations, economy and politics, he would have certainly won, anyway, for a loser, the number of his voters is appalling.  Since the subject is pathologically unable to see his own vulgarity and his arrogance his claim of victory is obvious.

Similar is the situation of his voters who consider themselves illegally deprived of victory, and are fiercely convinced of this as an abusive deprivation. So lacking currently unforeseeable elements, the chances of a civil war are there.

In the light of this synthetic and logical consideration, Matteo Salvini’s behavior and political profile must be evaluated and the ineludible consequences must be drawn. Salvini is unable to assess the US circumstances on account of his cultural, ethical and political closeness to Trump: he is dangerous to himself and others.

Lorenzo Matteoli

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Una vittoria, una sconfitta o una guerra civile?

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Il caso italiano

È ovvio che Biden, il candidato debole, ha vinto sia il voto popolare che il voto dei delegati dei singoli Stati.

Il rifiuto di Trump di riconoscere la sua sconfitta, netta e indiscutibile, è patologia criminale.  È facile prevedere, e me ne scuso, che ci saranno incidenti e probabilmente morti. Quando gruppi di estremisti armati vengono motivati da un capo malato, frustrato e accecato dall’incazzatura e dalla paura, è molto facile che ci sia chi perde la testa e …spara. Specialmente negli Stati Uniti dove la cultura del grilletto facile è sottofondo storico culturale portante.

Quello che preoccupa sono i 70 milioni di voti ricevuti da Trump, nonostante il suo fallimento politico, e nonostante la sua bruttura caratteriale. Preoccupa ancora di più il fatto che Trump, incapace politicamente, caratterialmente bacato, con una storia personale criminale, se si fosse comportato, nei suoi 4 anni di mandato, con un minimo di decenza…avrebbe vinto a mani salve.

La sua volgarità (a woman? Just grab her by the pussy) è il fattore determinante della sconfitta, quello che gli ha portato via 4 milioni di voti. Ma per tutto il rimanente spettro, politico comportamentale avrebbe sicuramente vinto. E il numero dei suoi elettori è preoccupante.

Siccome il soggetto è patologicamente incapace di vedere la sua volgarità e la sua arroganza è evidente che si proclama vincitore.

Analoga è la situazione dei suoi elettori che si ritengono privati abusivamente della vittoria, e di questa privazione abusiva sono ferocemente convinti.

Quindi, fatti salvi elementi attualmente non prevedibili, le probabilità di una vera e propria guerra civile ci sono.

Alla luce di questa sintetica e logica considerazione, va valutato il comportamento di Matteo Salvini e vanno tratte le serie e dovute conseguenze. Incapace di valutare per ovvia adiacenza culturale etica e politica Salvini è pericoloso a se e agli altri.

Lorenzo Matteoli

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What do we learn from the 2020 US presidential elections

MATTEO SALVINI / Donald Trump

I do not intend to discuss the absurd electoral mechanism that the American Constitution has imposed for over two centuries, nor the liturgy attacked by Trump’s instrumental, childish and criminal lies, the cumbersome counting procedure, and the confused responsibilities of single States and Federal Government in its management. Nor I want to deal with the weakness of the democratic candidate. These are all aspects worthy of study, but not as important as the appalling facts that we learn from the US news today:

Just under half of the American voters (approximately 69.95 millions) voted for a candidate with a criminal profile, indecent male chauvinism (“Grab ’em by the pussy) systematic deceipt, tax fraud, responsibility for thousands of deaths from the incompetent management of Covid19,  partner and accomplice to the Russian mafia in illegal financial dealings. 

We knew from historical tragedies that the democratic process can bring criminals and horrific philosophies to power: Hitler’s Germany, Mussolini’s Italy, to name just two cases close to us in geography and history.  But the case of Trump and the presidential elections in the largest Western democracy, even if they were to end with Biden’s marginal victory, and the flawed mechanism of the US constitutional electoral procedure, is unprecedented, for the number of fooled voters and the criminal profile of the candidate. This is assuming that Trump is wrong in his current allegations, but it would be even more serious if he were right.

Keen attention should be paid to this phenomenon because something very similar is happening in Italy where a racist party, tainted by fascist apology statements by its leaders and supporters, responsible for the disappearance of public funds of tens of millions of euros and with a childish immaturity and whimsical political competence, is voted for by 25% of the electorate.

And where a “movement” without a shred of political platform, under the spell of shameful demagoguery, frayed in dozens of internal sects pushing for impossible populist issues, gets the votes of more than  30% of the electorate,  plus the feticist exhibition of the leaders publicly kissing crucifixes and rosaries, and drooling on false relics of saints to capture the votes of the catholic bigotry.

We must analyze why politically decisive shares of public opinion identify with such shameful models of political representation. How can the ethical paucity of these subjects capture the vote of decisive percentages of public opinion?

Why is Dimaio appreciated when he drools on the phony relics of San Gennaro, or when he claims to have “defeated poverty” with the (fiasco) decree of citizenship income?  Why is Salvini appreciated when he disguises himself as a policeman, carabiniere, financial police or firefighter or when, while drinking mojitos, he dances with the naked girls of Rimini to the mock arrangement of Mameli’s hymn and asks for “full powers”?  Why is he appreciated when he sends his minions to Moscow to guarantee the Italian foreign policy line in exchange for bribes on Russian oil or now when he supports Trump’s criminal lies?  In addition to this are the irresponsible, anti-Euro statements, that have cost the Italian Treasury tens of millions of euros?

Demagogy, lies, missing money, hubris:  the paradigm of Trump rewarded by half of the American voters and on a smaller scale in Italy rewarded by 53% of Italian voters.

There are three components of this shameful success, 

1. The lack of alternatives 

2. The exhausted electorate 

3. The messy political proposal

The lack of alternatives:

The Democratic Party, after years of nominalist games (PCI, PDS, DS, PD…), after a spurious association with the Catholics of the DC, without ever having denounced its Stalinist history, sets up a contradictory government with the 5S Movement.  The PD, split into dozens of trends, sects, personal circles without clear political identity, motivation, project and program is incapable of expressing a “line” with which to deal with one of the most difficult moments in our history.  The Democratic Party sails on sight, uncertain, dazed by internal contradictions, but still capable of gathering 20-22% of the voters: a solid base of loyal frustrated people who still hope for a more just, equal, and socially supportive society, waiting for the long overdue liberal development of the unequal ongoing capitalist heist.

After the blind massacre of social democracy carried out by the Italian  Judiciary in the 1970s, there were no practical proposals. Let us be clear on what the essence of “clean hands” has been.  Let us forget the hypocrisy of the soi disant left – the sleeping reason – the most squalid moralism elevated to a judiciary non-critical M.O.  The leading rule is the puerile“whatever” (neither right nor left) of Dimaio and Dibattista, and the conceptual nothingness of Crimi, Lezzi, Casaleggio et al. More dangerous is the political stage controlled by the crypto-fascist gorillas of the League.

The immigrant problem, which will be at least hemi-secular, is dealt with by weekly emergency vision. The immigrants, who are forbidden to work, are forcibly placed in seized condominiums, together with those who paid with their life savings for the “house” of their dreams.  All the basic assistance implemented by the weak Monti, Letta, Renzi, governments are cancelled.  Tens of thousands of unemployed immigrants are thrown onto the streets of Italian towns, forced into petty urban crime, burglary, drugs, prostitution, or as agricultural slave labor hired by the mafia controlled hitmen gangs.  With unbelievable success, a potential solution to the catastrophic problem of the Italian demographic decline is transformed into a tragic disaster, stirring the wrath, frustration, racism and hatred of the people: the fertile humus for future horrible development. 

A long-term vision, training, education, assistance, understanding, adequate cultural and social investments was needed to authoritatively manage selection, repatriation and right social control. Instead they delivered short term, obtuse police measures.  The outcome was segregation, racism, exclusion, isolation, if not explicit social hatred:   Salvini’s recipe that the culture of frustration appreciates so much.   Worse than this: they cancelled the ability of public opinion to conceive less coarse and shameful strategies, so much so that today many civilized and respectable people ask:  “what is the alternative, anyway?”.

There are hundreds of alternatives if you only see Salvini for what he actually is, a pathetic, racist Italian little trumpy, buddy of the fascist thugs of Casa Pound, who sends his minions to Moscow begging for Russian tips, clumsy and ridiculous in his firefighter disguises, when he doesn’t answer questions about the missing 49 million euros, or his pathetic habit of publicly kissing crosses and rosaries.   

With subjects of the caliber of Dimaio and Salvini, the opposition should have no problems whatsoever: instead, they stutter, quiver, mess-up;   the lack of alternatives.

Some have slept at the wheel for the last thirty years in government, wallowing in the self-satisfaction of a fake progressive left. How smart am I that I understand how smart you are …while the country was changing under their bums,  all intent on destroying Berlusconi and his blow-job babes while the country was grooming a generation of Dimaios and Salvinis – the difference between understanding history and reading the news.

The exhausted electorate:

In the confusion of the international political turbulent ocean, after the 2008 financial catastrophe, with the crisis of Italian exports, the country’s only fundamental resource, people expect the government to be competent, authoritative, with an internationally acknowledged leadership,  issuing effective tactical and strategic measures for the short and long term.

The government was unable to negotiate with the trade unions, had no control over the greedy arrogance of bankers and no control of US derivatives binge/theft. The country was at the mercy of national and international bullying, subordinate in European and world international institutions, delegated to officials with no mandate, neither scopes norstrategies.   Public and business opinion was stunned, while foreign capital was plunderingthe most qualified titles of our industrial park, grabbing markets, know-how, technologies, scientific knowledge and management skills.

In the long term there was dejection and frustration, with no effective authority or competence in charge, so that even the most arrogant noisy fool appears to be “a doer “.   This is what went on and climaxed in the “boobs and asses” shake at the Papeete beach resort when Mr Salvini demanded full powers (a fool’s dream: conceptually non-existent in the Italian institutional system), a demand suggested by the coarse hubris of somebody who conceives institutional democracy with the arrogance of a slums hitman.

This generated the stress of public opinion where the weakest followed the rant of the “captain” failing to see the fool he is, the frustrated most competent part withdrew on a hypothetical Aventine.

Here is my key to reading the surreal Trump/League success: the people mis-took“arrogance” for “leadership“, superficial and simplistic banter for “competence“, “bullying” for “deciding“, “showing off” for “presence“, abusive disguises for “participation”, hence the exhaustion of the electorate.  In my opinion, this is the the key to understanding the current shameful success of the Trump/Salvini illusion.

The messy political proposal

The third key to understanding, in part already mentioned in the previous two, is the messy, or non-existent, political proposal. On none of the classic Italian problems: justice, education/research, industrial policy, public debt, hydrogeological risk, the last two Italian governments have expressed any effective measure, as Trump in the US.  There has only been a great waste of spoken politics, no long-term vision and no position on the turbulent dynamics of the international situation and systematic absence of our representatives from the competent tables in the Brussels European headquarters.  Salvini was absent for actual personal deficiency and cultural inadequacy.  Because he did not attend the meetings, helost countless opportunities to defend the country’s interests on the central issue of immigration, justifying his absenteeism 

with arrogant offensive statements.  Again, the non-existent and confused proposal leaves space for arrogance, ignorance and falsification. The result of this dubious culture is that Italy is now marginal or absent from all the tables, institutes and places where decisive issues, financial interests and multi-billion dollars investments are decided for the next 50 years. We are absent in core cultural and political institutions or amateurishly represented by diplomatic tourists sent without a mandate by a government committed to bickering about petty issues.

To conclude:  What we can learn from the 2020 US presidential elections

The 2020 presidential elections in the United States prove how fragile the institution of democracy is today and how easy it is to attack its fundamental liturgy: the people’s vote. Trump’s lies and slanders are enough to destroy the credibility of the results and undermine with doubt the legitimacy of victory. This we can learn from the 2020 US presidential elections and from the similarity of the Trump/Salvini political, cultural paths and character behaviors:  Italy is running a huge risk in the current situation, very similar to the risk post-Trump America is running.

There is an urgent need in the two countries to set up an alternative political project capable of restoring values, behaviors, programs and projects in the short, medium and long term, to be entrusted to solid democratic institutions that cannot be attacked/controlled by criminals.

After the havoc of these elections it will be necessary to vigorously  handle the problem to rebuild the dignity of Italy and the United States in the international arena, entrust it to representatives with a solid institutional profile, c competent and rigorously block access to places of representation to adventurers tainted by dubious histories and criminal associations.

A fundamental issue:

One of the tenets of democracy is that the vote of the people is always right. Thus it is legitimate to ask whether the vote cast by tens of millions of voters can possibly be wrong. 

The manipulation of information, the demagogic falsification, the leveraging of the negative shadows of ignorant prejudice, the memory of horrible historical precedents regrettably dictate one answer only:  YES the popular vote can be wrong.   

Whole populations of millions of people can be led into error and vote for criminal characters and shameful programs. 

It happened in our history and it can happen again, which is the inherent weakness and risk of democracy.

lorenzo matteoli

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Cosa impariamo dalle elezioni presidenziali americane del 2020

MATTEO SALVINI/ Donald Trump

Non intendo discutere dell’assurdo meccanismo elettorale che la Costituzione Americana impone da oltre due secoli e nemmeno della liturgia aggredita dalle menzogne strumentali e puerili di Trump, della borbonica procedura di conteggio delle schede, e della confusione delle responsabilità fra Stati e Governo Federale nella gestione della liturgia elettorale.

E nemmeno della debolezza del candidato democratico scelto.

Tutti aspetti, degni di approfondimento, ma secondari rispetto al dato pauroso che emerge dalle cronache americane di questi giorni.

Voglio affrontare il vero dato di fatto mostruoso: poco meno della metà degli elettori (credo circa 69.95 milioni) americani ha votato per un candidato dal profilo criminale, laido maschilista (“una donna basta prenderla per la figa”), sistematicamente bugiardo, evasore fiscale, stupidamente irresponsabile nella tragica gestione del Covid19, socio e complice della mafia russa in operazioni finanziarie illegali.

Sapevamo da tragedie storiche note che il processo democratico può portare al potere criminali e filosofie mostruose: ce lo ha insegnato la Germania di Hitler, l’Italia di Mussolini, per citare solo due casi a noi vicini per geografia e storia.

Ma il caso di Trump e delle elezioni della più grande democrazia occidentale attuale, quand’anche venisse concluso dalla vittoria di Biden, risicata e avventurosa (umiliante quasi come una sconfitta) per il meccanismo bacato della procedura elettorale costituzionale USA, è assolutamente senza precedenti, per il numero di elettori e per la dimensione criminale del candidato che hanno votato.

È necessaria la massima attenzione sul fenomeno perché qualcosa di molto simile sta succedendo in Italia dove un partito razzista, compromesso da posizioni di apologia del fascismo dei suoi dirigenti e dei suoi sostenitori, responsabile della sparizione di fondi pubblici per decine di milioni di euro, dalla puerile competenza politica, viene votato dal 25% degli elettori. 

Dove un “movimento” senza uno straccio di manifesto programmatico, dominato da pulsioni demagogiche vergognose, sfrangiato in decine di sette personal scatenate senza pudore nella ricerca del potere clientelare minuto, viene votato dal 30% degli elettori.

Per non parlare della grottesca, patetica mania dei vari leader di sbaciucchiare pubblicamente crocifissi e rosari, e di sbavare sulle false reliquie di santi per guadagnare il voto della più squallida bigotteria cattolica.

Dobbiamo riflettere e analizzare senza riserve come mai quote significative e politicamente determinanti dell’opinione pubblica approvano, si identificano e supportano modelli così vergognosi di rappresentanza politica.

Quali sono gli elementi nel comportamento e nell’azione di questi soggetti che sono in grado di catturare l’approvazione e il voto di percentuali significative e purtroppo  determinanti della pubblica opinione?

Come mai viene apprezzato Dimaio che sbava sulle reliquie farlocche di San Gennaro? che dichiara di “avere sconfitto la povertà” con il decreto (fallimentare) del reddito di cittadinanza? Come mai viene apprezzato Salvini quando si traveste da poliziotto, carabiniere, guardia di finanza, pompiere etc.? Quando, bevendo mojitos, balla con le cubiste di Rimini allo sconcio arrangiamento dell’inno di Mameli e chiede “i pieni poteri”? Quando manda i suoi tirapiedi a Mosca a garantire la linea di politica estera Italiana in cambio di tangenti sul petrolio russo?

Per non parlare delle sciocche, irresponsabili, dichiarazioni e battute anti Euro di Salvini e Dimaio e dei loro consulenti economici, battute che sono costate decine di milioni di Euro agli italiani?

Demagogia, bugie, denaro scomparso, arroganza di potere: il paradigma di Trump negli Stati Uniti e di Salvini-Dimaio in scala minore in Italia premiato il primo da metà degli elettori americani e premiati i secondi due dal 53% degli elettori italiani.

Sono tre le componenti di questo successo pericoloso e vergognoso, eticamente e politicamente:

  1. Il vuoto delle alternative
  2. Il logoramento dell’elettorato 
  3. La proposta politica confusa

Il vuoto delle alternative

Il Partito Democratico dopo anni di pasticciate manovre nominalistiche (PC, PDS, DS, PD…), dopo una spuria associazione con i cattolici residuali della DC, senza aver mai denunciato la sua storia stalinista, arriva stanco al governo con il movimento dei 5S, a sua volta diviso in decine di parrocchiette, correnti, sette, circoli personali, privi di identità, di motivazione politica, di progetto e di programma. 

In quelle condizioni il governo PD-5S non riesce ad esprimere una “linea” con la quale affrontare uno dei momenti più difficili della nostra storia, la crisi, culturale, sociale, economica e finanziaria che oramai da dodici e più anni logora tutta l’economia occidentale. E in modo più critico l’Italia. Il PD naviga a vista, indeciso e incerto, rintronato dalle contraddizioni interne, ma comunque ancora capace di raccogliere il 20-22% degli elettori: uno zoccolo veramente solido di fedelissimi frustrati che ancora spera in una società più giusta e solidale, nel superamento liberal del capitalismo finanziario, ineguale, da rapina.

Dopo l’irresponsabile massacro della socialdemocrazia eseguito dalla magistratura poliziesca degli anni ’70…il vuoto di proposta. Si dica cosa è stata l’essenza di “mani pulite” superando l’ipocrisia della soi disant sinistra.  Il sonno della ragione. Il moralismo più squallido elevato a formula giustizialista. Senza distinguere: il sistema dei partiti è stato azzerato, ma la corruzione patologica è ancora fiorente.

Nel vuoto sguazza il qualunquismo puerile (né destra né sinistra) dei Dimaio,  Dibattista, il nulla concettuale di Crimi, Lezzi, Casaleggio et al. Più pericolosamente dilaga la destra criptofascista, picchiatrice della Lega.

Il problema dei migranti, che sarà probabilmente emi-secolare, viene affrontato con visione e atteggiamenti di emergenza settimanale. I disgraziati sopravvissuti al Canale di Siciulia, ai quali viene vietato di lavorare, sono forzosamente collocati in condomini sequestrati, insieme a chi paga con i risparmi di una vita la “casa” sognata da generazioni. Tutte le misure di assistenza embrionalmente impostate dai deboli governi Monti, Letta, Renzi, vengono azzerate scaraventando sulle strade e nelle piazze delle provincie italiane decine di migliaia di migranti disoccupati e obbligati alla piccola criminalità urbana, droga, prostituzione, lavoro nero da schiavi agricoli del caporalato mafioso. 

Con incredibile successo, una potenziale soluzione del catastrofico problema del calo demografico italiano viene trasformata in tragico immane problema. Provocando nella gente rabbia, frustrazione, razzismo, odio. Il fertile humus per l’affermarsi di futuri orribili svolgimenti.

Ci volevano visione di lungo termine, formazione, educazione, assistenza, comprensione, investimenti culturali e sociali adeguati per gestire con autorevolezza selezione, rimpatri, giusto controllo sociale.

Si è risposto con segregazione, razzismo, esclusione, isolamento, astio quando non esplicito odio sociale: la ricetta di Salvini che tanto piace alla cultura della frustrazione.

 La cosa peggiore: si è cassata nella pubblica opinione la capacità di concepire alternative meno grossolane e obbrobriose di quelle proposte da Salvini. Al punto che oggi molte persone, civili e per bene ti chiedono “che alternativa c’è?”.

Se si vede Salvini per quello che è, un trumpettino provinciale patetico italiano, razzista, adiacente ai picchiatori fascisti antisemiti di Casa Pound, con suoi tirapiedi che cercano mance russe, goffo nei suoi travestimenti da pompiere, ridicolo quando non risponde alle domande sui 49 milioni spariti (credendo di essere furbo), penoso lecchino quando sbaciucchia cristi in croce e rosari… di alternative ce ne sono centinaia. [1]

Con soggetti del calibro di Dimaio e Salvini l’opposizione non dovrebbe avere problemi ad argomentare una linea di radicale azzeramento: invece balbetta, cincischia, abbozza. 

Il vuoto di alternative.

Qualcuno ha dormito al volante negli ultimi trenta anni al governo, sguazzando nell’autocompiacimento di una finta sinistra progressista. 

Come sono intelligente io che capisco quanto sei intelligente tu…

E il Paese gli cambiava sotto il culo. Tutti intenti a distruggere Berlusconi e le sue gnocche mentre il Paese coltivava Dimaio e Salvini.

La differenza fra capire la storia e leggere la cronaca.

Il logoramento dell’elettorato

Nella confusione del mare politico internazionale, nella catastrofe finanziaria del 2008, nella crisi dell’export italiano, unica fondamentale risorsa del Paese, la gente si aspetta dal Governo una guida competente, autorevole, riconosciuta in sede internazionale. Misure tattiche e strategiche efficaci sul breve e lungo termine.

Si è avuto il vuoto di proposta. Dialettica con i sindacati sorda, controllo sull’arroganza avida del banchieri zero, nessun intervento sull’abbuffata di derivati/furto  USA (pagheremo caro pagheremo tutto). Il Paese alla completa deriva di qualunque prepotenza nazionale e internazionale. Presenza nelle sedi internazionali Europee e mondiali assolutamente subalterna, demandata a funzionari privi di direttive, obbiettivi, strategie.

L’opinione pubblica e di impresa assiste sbigottita, mentre i capitali esteri saccheggiano il nostro parco industriale più qualificato portandosi via, mercati, know-how, tecnologie, sapere scientifico e competenze gestionali.

Sulla distanza scoramento e frustrazione. Nel vuoto di autorevolezza e competenza anche il più arrogante incapace che bercia la qualunque sembra “uno che fa”. Mentre è ”uno che distrugge”.

Questo è successo. Questo ha avuto il momento più alto nello sculettamento “tette e culi” al Papeete di Rimini con la richiesta dei pieni poteri (inesistenti anche concettualmente nell’ordinamento italiano). Una richiesta dettata dall’esaltazione grossolana di un personaggio che concepisce la democrazia istituzionale con la cultura di un boss di bassifondi.

Di qui la stanchezza della pubblica opinione dove la parte più debole e disponibile ha seguito lo sproloquio del “capitano” non riuscendo a vederne il buffone, la parte più saggia e competente si è ritirata su un ipotetico Aventino.

Ecco una chiave di lettura dell’incredibile seguito leghista: l’elettorato ha confuso arroganza per “leadership”, ciance superficiali e simpliste da Bar Sport per “competenza”, prepotenza per “decisione”, vuoto presenzialismo per “presenza”, goffi travestimenti per “partecipazione”.

Ecco la stanchezza e il logoramento dell’elettorato. La seconda chiave di lettura dell’attuale successo, eticamente e politicamente, obbrobrioso di Trump/Salvini.

La proposta politica confusa

La terza chiave di lettura, in parte già evocata nelle due precedenti, è la confusa proposta politica, se non inesistente. Su nessuno dei solidi problemi italiani: giustizia, educazione/ricerca, politica industriale, debito pubblico, dissesto idrogeologico, gli ultimi due governi hanno espresso solo conati di iniziativa e spesso nulla.

Grande spreco di politica parlata, nessuna visione di lungo termine, nessuna posizione sul le dinamiche del quadro internazionale a dir poco sconvolgente. Assenza sistematica dei nostri rappresentanti dai tavoli competenti in sede Europea, Salvini per dichiarata strafottenza ma in realtà per effettiva deficienza personale e culturale: impresentabile, non credibile, mal sopportato per l’atteggiamento di costante provocazione difensiva. Ha perso per assenteismo innumerevoli occasioni di difendere gli interessi del paese sulla questione centrale dell’immigrazione. Coprendo in Italia con dichiarazioni smargiasse la sua inadeguatezza.

Anche in questo campo la proposta inesistente e confusa lascia campo all’arroganza, all’ignoranza e alla falsificazione.

Il risultato di questa generica cultura è che L’Italia è oggi marginale o assente in tutti i consessi, istituti e luoghi dove si decidono questioni determinanti, interessi finanziari e investimenti multimiliardari per i prossimi 50 anni. Interessi culturali e di identità politica nodali per l’Italia ci vedono assenti o rappresentati in modo dilettantesco da un governo assorbito da litigi e bisticci di “ringhiera”.

Per concludere: cosa possiamo imparare dalle elezioni presidenziali USA 2020

Le elezioni presidenziali 2020 negli Stati Uniti dimostrano quanto sia fragile oggi L’istituto della democrazia e come sia facile aggredire la sua liturgia fondamentale: il voto dei cittadini. Bastano le bugie e le calunnie di Trump per distruggere la credibilità dei risultati e minare con il dubbio la legittimità della vittoria.

Questo possiamo imparare dalle elezioni presidenziali 2020 USA e dalla adiacenza dei percorsi politico culturali e dei comportamenti caratteriali Trump/Salvini: L’Italia sta correndo un enorme rischio nella attuale congiuntura, molto simile a quello che sta correndo l’America post-Trump.

È urgente nei due Paesi la necessità di impostare un progetto politico alternativo, portante capace di restaurare valori, comportamenti, programmi e progetti sul medio e lungo termine da affidare a istituzioni democratiche solide e non aggredibili da soggetti criminali, dalla storia personale equivoca e dalle alleanze/frequentazioni inaccettabili.

Dopo lo scempio di queste elezioni sarà necessario affrontare il problema senza riserve ricostruire la dignità dell’Italia e degli Stati Uniti in ambito internazionale affidarla a rappresentanti dal solido profilo istituzionale, credibili e competenti, filtrare rigorosamente l’accesso a luoghi di rappresentanza di avventurieri dilettanti compromessi da storie equivoche e da amicizie criminali.

Un assunto fondamentale dell’istituto della democrazia è che il voto del popolo è sempre giusto. È legittimo chiedersi se il voto di decine di milioni di soggetti possa essere sbagliato.

La manipolazione delle informazioni, la falsificazione demagogica, la leva sulle ombre negative del pregiudizio ignorante, la memoria di precedenti storici orribili impongono una sola risposta: Sì il voto popolare può essere sbagliato. Intere popolazioni di milioni di persone possono essere condotte all’errore e votare per personaggi criminali e programmi obbrobriosi. È successo nella nostra storia e può succedere ancora. Il rischio di ogni democrazia.

lorenzo matteoli


[1] Come chi si è abituato a mangiare merda e non riesce più a vedere i ricchi piatti di sana pastasciutta con sugo di pomodoro fresco e parmigiano.

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