Whatever it takes 2

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I video di quello che è successo ieri a Pontida si impongono tre riflessioni:

  1. La rabbia della destra leghista ha buone ragioni di essere perché è vero che il governo PD+5Stelle è sostanzialmente stato una scelta contro il voto anticipato e quindi contro la quasi certezza di una vittoria della Lega. Scelta peraltro legittima sul piano dei numeri: la maggioranza parlamentare PD+5Stelle non è molto diversa da quella Lega+5Stelle. La scelta è forse più fragile su quello dei programmi e della cultura di governo, meno fragile comunque di com’era il “contratto di governo” Lega/5Stelle e  quella cultura di governo, come poi si è visto. Infine, scelta politicamente solidamente giustificata dagli eccessi della hybris papeetiana di Salvini (la richiesta dei pieni poteri e l’invito volgare ai membri del Parlamento di “alzare il culo” e andare in Parlamento a votare per le elezioni subito, denunciano la vera deviazione democratica che ci aspetterebbe) e dalla disinvoltura anticostituzionale dimostrata nei suoi 15 mesi da ministro degli interni. Mattarella non poteva mandare il Paese nelle mani di una leadership esplicitamente antidemocratica, con forti tentazioni anticostituzionali (i decreti Sicurezza 1 e 2 sono anticostituzionali e criminogeni), dichiaratamente contraria alle posizioni storiche dell’Italia Atlantica ed Europea: Salvini la voleva invece fuori dall’Europa, fuori dall’Euro e vicina a Putin e ai paesi del blocco Visegrad. La rabbia dei fanatici leghisti ha anche un altro motivo che gli stessi non possono confessare: quello che è successo è sostanzialmente responsabilità dello stesso Salvini che travolto dalla hybris per il risultato alle Europee non si è reso conto di quello che faceva sottovalutando praticamente tutto: Berlusconi, Renzi, PD, Europa, mercati, 5Stelle, Vaticano, Confindustria, Sindacati e quant’altro poteva ignorare. Classico errore da uomo solo al comando, poco avvezzo all’azione di concerto, insicuro nelle valutazioni complesse tipiche della realtà politica economica e sociale attuale. Mal consigliato da consiglieri male scelti.

 

  1. Di fronte a questa rabbia e alla violenta sete di vendetta Leghista (Torneremo presto!) c’è un governo con molti problemi di consistenza culturale prima che politica. Di Maio continua a seguire una sua personale rotta antagonista e provocatoria nei confronti del partner di governo: dichiarazioni non concordate, riunioni settarie, una resistenza viscosa chiaramente leggibile negli atti nelle parole, nei comportamenti e nella prossemica. Fa molto poco per nascondere la sua nostalgia per la cultura di governo leghista e la delusione del posto di Premier promesso da Salvini al quale ha dovuto rinunciare dopo tutti i tentativi fatti per far saltare l’accordo con il PD compresa la richiesta perentoria di voto sulla sgangherata piattaforma Rousseau, richiesta che dopo l’accordo e l’incarico esplorativo a Giuseppe Conte si qualifica chiaramente come un tentato colpo di stato. Renzi continua la sua fronda para-scissionista e non si contano i mali di pancia e le varie scie della base né di sinistra né di destra del PD e dei 5 Stelle…e si potrebbe continuare. C’è di che preoccuparsi e ci si domanda se PD e 5Stelle sono veramente coscienti del pericolo che sta correndo il Paese e delle immani responsabilità che questo governo deve affrontare.

 

  1. La terza osservazione è la eccezionale sovrapposizione della cultura politica di Salvini con quella della sua base elettorale: non si sa se sia lui un interprete perfetto o se sia la identità della sua base elettorale che si sovrappone perfettamente alla cultura del “capitano”.La assoluta sinergia della volgare ignoranza demagogica di Salvini con le aspettative della pancia laida del suo elettorato è un altro elemento di preoccupazione. Il messaggio illiberale, dispotico, antidemocratico, viene colto immediatamente e moltiplicato nel suo contenuto estremo e radicale. Salvini ha tirato fuori il peggio dal profilo popolare italiano.

Alla luce di queste osservazioni è lecito chiedersi quale sia la responsabilità della pubblica opinione responsabile del paese, della stampa democratica, degli intellettuali, dei professionisti e degli imprenditori. Non ci sono molte scelte alternative: è necessario che questo governo e i partiti che lo supportano si rendano conto al più presto delle responsabilità che il momento impone e operino di conseguenza, rinunciando agli sgambetti, ai capricci puerili, ai doppio giochini di corridoio, alle lotte di parrocchie e dei “cerchi magici” per fare… whatever it takes….per portare a termine la legislatura. Cioè:

  1. Una legge elettorale decente e rappresentativa della volontà degli italiani,
  2. una politica di bilancio finalizzata alla riduzione del debito e agli investimenti, nei limiti del possibile e del rispetto di un negoziato con l’Europa,
  3. una strategia civile per il problema dei migranti concordata con l’Europa, l’apertura dei tavoli necessari per la riforma della Unione Europea in senso federale,
  4. il recupero al voto dei milioni di assenti,
  5. la condanna severa della demagogia e dell’accanimento settario della cultura politica del paese e dei media,
  6. una politica fiscale finalizzata alla riduzione della diseguaglianza economica e sociale,
  7. una politica dell’istruzione e della ricerca coerente con le esigenze di lungo termine del Paese… e molto altro su queste linee.

Auguri a noi.

Lorenzo Matteoli

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Whatever it Takes

Mario Draghi
Mario Draghi: “Whatever it takes…”

 

La partenza del governo giallorosso sembra un po’ impastata. Programmi ampi e “riformisti” buone intenzioni su economia e ambiente, su Europa e altro. Si sentono però anche ombre di viscosità grillina e la sensazione che qualche ministro grillino abbia nostalgie salviniane magari riscontrate da scie nella base sgangherata del movimento 5S.

Il sospetto è che non tutto l’arco governativosi sia reso conto della immane responsabilità di questo governo, regalato all’Italia dalla sbornia papeettesca del ‘capitano’ e da una serie di circostanze contorte, non semplici da spiegare a un australiano, tipiche del teatro politico italiano: i malpancisti del PD, i malpancisti dei 5S, le manovre di Renzi, la stronzaggine di Paragone, le tentazioni per la livrea da premier e il doppio gioco di Di Maio, la schifezza della piattaforma Rousseau, la storica svolta di Grillo, la bagarre in corso per i sottosegretari, i sogni  di rimangiamento TAV e TAP del grillini  duri e puri, la voglia di vendetta della destra nera della Lega, l’ambigua posizione del Bisconte di Montecitorio che prende a sberle il ‘capitano’ ma dimentica di avergli firmato per 15 mesi tutte le più orrende cazzate come se lui …io non c’ero e se c’ero dormivo.

La immane responsabilità è presto riassunta: se questo governo non funziona avremo Salvini nella sua versione peggiore (detta “alzate il culo”) per i prossimi venti anni e un presidente della Repubblica amico di Casa Pound. [1]

Quindi: se,

  • non cessano immediatamente, manovre interne, sgambetti, bizze, ricattini puerili, minacce di scissione, “come dico io” o salta tutto, etc…se non si riesce a fare una decente legge elettorale, una seria impostazione dell’economia del debito pubblico, un robusto rilancio degli investimenti e dell’impresa, un accordo Europa/Africa ventennale per il governo dei migranti, un accordo europeo per la revisione di Maastricht di Dublino e per il lancio dell’Europa Federale…
  • Salvini tornerà più “alzate il culo” che mai, più “Papeete” che mai, più ‘bacio il rosario” che mai, travestito da Ammiraglio affonderà le navi delle ONG mentre barchini di migranti arriveranno a migliaia e, con la benevola assistenza del “Sacro Cuore di Maria Immacolata”, migliaia di disperati donne uomini e bambini ogni anno affogheranno diligentemente nel Canale di Sicilia in virtù della “cattiveria necessaria”.

Quindi cari membri dell’arco governativo: alzate il culo e datevi da fare, è necessaria una filosofia “Whatever it takes”   “el xe necesario no se pol far da manco”.[2]

Lo capiranno? Molti forse si, altri no e questi sono pericolosi.

Lorenzo Matteoli

 

[1]  Il “bacio del rosario” diventerà obbligatorio nelle scuole di ogni ordine e grado (tre volte al giorno al canto di un guardiano del popolodal campanile delle chiese) e il Parlamento sarà pieno di onorevoli pronti ad “alzare il culo” su ordine del ‘capitano’, l’Italia sarà fuori dall’Europa, fuori dall’euro, alla bancarotta finanziaria, ci vorranno 20.000  “nuove lire” per comperare un euro (sul mercato nero) e lo stipendio unico nazionale sarà di 20.000 minibot da 1000 ‘nuove lire’ al mese.  Il traffico urbano e l’inquinamento delle città saranno completamente risolti perché la benzina costerà 3.000 minibot al litro. L’Italia esporterà per qualche anno auto usate nel Montenegro, Albania, Kossovo: nazioni fiorentissime e fortemente industrializzate da industrie Italiane esportate. Alcuni diventeranno mostruosamente ricchi.

[2]. Come disse Agostino Bragadin Capitano da Mar della Flotta Veneziana  a Marcantonio Colonna che gli chiedeva, prima della Battaglia di Lepanto 7 Ottobre 1571,  se fosse proprio necessario andare in battaglia contro la selva di navi di Alì Pascià.

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Il governo rischioso

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l’ex ministro ex vicepremier Matteo Salvini

L’Italia moderata progressista, quasi di sinistra, per bene, europea ha tirato un respiro di sollievo per il temporaneo arginamento di Matteo Salvini, il ministro vestito da paracadutista, poliziotto, carabiniere e quant’altro disponibile nel guardaroba dei travestimenti paramilitari bellicosi…il fascino dalla divisa.

Per il momento la sua devastante campagna elettorale, continua e permanente è bloccata, perlomeno dalla sede del Ministero degli Interni e con la potenza di fuoco degli apparati del governo. Elicotteri, e voli di stato compresi.

A fronte della sua prosopopea i numeri della sua esperienza di ministro sono modesti e negativi: gli sbarchi erano diminuiti di più sotto Minniti e l’attuale minore numero è sempre dovuto all’azione (peraltro non bella) di quel ministro, la ricollocazione degli indesiderabili tanto vantata è stata modesta (12 mila circa invece dei 600 mila impossibili stupidamente promessi), la diminuzione della criminalità ha seguito il trend degli ultimi quattro anni e non è merito di Salvini. Ci sono 18 mila irregolari in più in giro per le piazze e strade italiane a seguito del Decreto Sicurezza 1 e questo incremento si tradurrà sicuramente nei prossimi mesi in aumento della criminalità spicciola (è una certezza statistica).

Ma molti italiani gli credono, nonostante gli errori, l’arroganza, le bugie, la volgarità, gli sbaciucchiamenti di rosari, i decreti criminali, i 49 milioni. etc.

Salvini ha sistematicamente disertato le riunioni con i colleghi europei dove avrebbe potuto negoziare Dublino, e una più giusta suddivisione dei migranti sbarcati, ha irritato Bruxelles con insulti arroganti con le continue minacce di Italexit sibilate dai suoi consigliori Bagnai e Borghi, con il suo fallimentare allineamento ai para-dittatori del gruppo di  Visegrad e la ostentata amicizia con Putin e con Trump, ha preoccupato i mercati con le costosissime smargiassate finanziarie, ha preoccupato il massiccio centro moderato italiano con atteggiamenti da ras centro-sud-americano e gli stessi suoi elettori leghisti lo guardano sbaccaliti. Continua a comportarsi, nei suoi interventi su FB e in TV, con insopportabile prepotenza, insultando, mentendo senza pudore, non ascolta le domande alle quali comunque non risponde mai o risponde con grossolane bugie.

Detto tutto questo, e senza continuare su un lungo elenco di errori e orrori  (sbaciucchiamenti di rosari, invocazioni alla Madonna e a Padre Pio, silenzio tenace su Savoini & C, silenzio sui 49 milioni di euro spariti nelle ombre dei bilanci leghisti etc.) bisogna anche dire che i suoi argomenti contro il nuovo governo giallorosso, contro il premier Conte, contro i 5Stelle, contro il PD sono molto convincenti per il suo elettorato attuale e potenziale: aveva solo chiesto di far votare gli italiani, ministri incompetenti, complotto di Bruxelles, governo di Merkel e di Macron, complotto dei “poteri forti” italiani e internazionali,  l’Italia invasa dai negri… Ma l’argomento più forte, sicuramente vincente a ottobre/novembre, sarà il possibile fallimento del governo Conte2 sui problemi chiave italiani: economia, occupazione e migranti.  Se questo si dovesse verificare, e non credo si possa escludere con molta certezza, avremo Salvini premier (o forse Di Maio)  per i prossimi venti anni e sarà un ritorno feroce.

Lorenzo Matteoli

 

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La schifezza del voto sulla Piattaforma Rousseau

Lucio Sergio Catilina
Lucio Sergio Catilina

Per futura memoria e per chiarezza:

  1. La imposizione di Di Maio di avere il voto sulla sgangherata piattaforma Rousseau DOPO che l’accordo era stato raggiunto da organi del Parlamento deputati dal Presidente della Repubblica è stato il suo ultimo tentativo  di far saltare l’accordo, plausibilmente a seguito di intese implicite o esplicite con Salvini e nella speranza della livrea di finto primo ministro da questi promessa.
  2. Il votoDOPO l’accordo raggiunto è stato senza ombra di dubbio un tentato colpo di stato.
  3. Il primo ministro incaricato Conte nello sciogliere la riserva avrebbe dovuto dichiarare che l’avrebbe sciolta anche se il voto sulla piattaforma fosse stato negativo per non essere complice di un colpo di stato.
  4. La corte Costituzionale deve diffidare la Casaleggio & C e qualunque altra agenzia privata dal sottoporre a voto pubblico atti, decisioni, iniziative del Parlamento, del Presidente della Repubblica e di altre Istituzioni dello Stato con l’intento di modificarle, sovvertirle o comunque influenzarle.
  5. Forse sul problema sarebbe opportuna una legge dello Stato.
  6. L’ignoranza dei media su questo problema è stata una gravissima omissione.

 

Lorenzo Matteoli

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La sciagura alla Farnesina

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Niccolò Machiavelli fondatore e maestro della moderna diplomazia

 

L’elenco delle gaffe, delle stupidaggini, delle castronerie che Luigi Di Maio è riuscito a combinare nella sua breve e fulgida carriera politica farà sempre parte di una ricca appendice ai memo che le “cancellerie” del mondo prepareranno per i loro ministri, presidenti, plenipotenziari, sultani e imperatori. Chi lo riceverà sarà sempre bene informato sul profilo culturale e umano del nostro ineffabile e questo rassicura sul fatto che qualunque altra brillante castroneria che il pellegrino della Farnesina riuscirà a imbastire sarà annacquata dalla sua scarsa credibilità e spuntata dalla sua “fama”.

Resta la curiosità per sapere come ha fatto il neoministro degli A.E. ad atterrare su uno dei ministeri più importanti del nuovo governo. Avrei una interessante spiegazione, oltre alla smisurata arroganza ricattuale del soggetto e alla debolezza della controparte PD: ce lo hanno fatto arrivare apposta.

Infatti, è il ministero dove grazie alla assoluta ignoranza, vuoto culturale, vuoto di pensiero del soggetto è più probabile che questi commetta altre castronerie, colorite, divertenti e devastanti,… mondiali, che alla fine lo annulleranno completamente.

Di Maio è uscito distrutto politicamente e personalmente dalla crisi lanciata dall’autogol di Salvini: non voleva il voto anticipato che sapeva sarebbe stato letale per lui e per il M5S, non voleva il governo con il disprezzatissimo PD, non voleva il declassamento dal doppio ministero e dalla vicepresidenza, e fino all’ultimo ha fatto di tutto per far saltare l’accordo.

Di tutto vuol dire anche un tentativo di colpo di stato come chiaramente è stata la imposizione del voto sulla sgangherata piattaforma grillina.  Nessuno l’ha voluta denunciare come tentato colpo di stato, ma la storia futura farà ammenda di questa gravissima lacuna.

Detto in chiaro:

  1. il Presidente del Consiglio incaricato Conte avrebbe dovuto dichiarare con chiarezza che avrebbe ignorato, se ci fosse stato, il voto negativo dei grillini come non svolto, privo di significato, anticostituzionale, illegale e qualificabile come tentato colpo di stato.
  2. La Corte Costituzionale avrebbe dovuto diffidare la Casaleggio & C e qualunque altra agenzia privata dallo svolgere, ora e in futuro, qualunque liturgia che mettesse in discussione l’autorità del Presidente della Repubblica Italiana e il Parlamento della Repubblica.
  3. La stampa e la TV e tutti i media avrebbero dovuto denunciare l’iniziativa invece di qualificarla positivamente come “operazione di democrazia diretta” inqualificabile errore marchiano.

Di Maio porta in giro il suo cadavere politico: derattizzato dal padre nobile Elevato Grillo, sfiduciato dai suoi compagni di movimento, ha irritato i suoi compagni, il premier Conte, il Presidente Mattarella con la richiesta della liturgia sulla piattaforma Rousseau, la controparte del PD, con il doppio gioco sfrontato ed estremo con Salvini, ridicolo prigioniero dei suoi puerili isterismi, e della sua smisurata presunzione,  sepolto da una lunga storia di errori e sciocchezze, collezionerà ancora qualche aneddoto interessante e alla prima plausibile occasione sparirà dalle miserie del teatrino politico italiano del quale è stato emblematico squallido guitto partenopeo.

La Farnesina, con strumenti che quella burocrazia conosce e usa in modo magistrale, epurerà gli attuali consiglieri che lo hanno assistito nelle innumerevoli castronerie (il soggetto è talmente vuoto dal non saper nemmeno scegliere dei consiglieri capaci e competenti), lo isolerà e proteggerà nei limiti del possibile, ma alla fine l’ineffabile riuscirà comunque a fare castronerie. Anche perché le più belle e significative gli verranno preparate e servite con raffinata, crudele abilità.

Basta aspettare… ma c’è una angosciosa alternativa: ci sono molte probabilità che questo governo, che deve gestire pesantissime responsabilità politiche per il futuro democratico del Paese, venga fatto saltare dai capricci del Di Maio, il cui sogno salviniano scalda ancora l’amaro della sconfitta. Se non verrà neutralizzato Luigi Di Maio un giorno venderà l’Italia a Salvini in cambio di una livrea da finto primo ministro.

Lorenzo Matteoli

 

PS l’ultimo capriccio Di Maio l’ha fatto poche ore prima della presentazione del Governo al Presidente Mattarella, imponendo il suo amico Riccardo Fraccaro come sottosegretario alla Presidenza del Consiglio: “O lui o salta tutto!” 

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La democrazia diretta è un’altra cosa

 

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PERICLE ATENIESE

Prima di discutere dei ministri e dei programmi c’è una cosa da dire con molta chiarezza sulla nascita del Conte2.

Il governo oggi c’è perché è stato fatto un accordo e non perché 60mila grillini anonimi lo hanno approvato su una piattaforma opaca, oscura, esposta alla manipolazione di un privato. Non è un algoritmo digitale segreto che garantisce un processo trasparente, non c’è bisogno di legittimazione notarile per la certificazione della vera trasparenza.

Tutta la vicenda, se assunta come legittimazione di una scelta fatta da organi del Parlamento, è stata una aggressione agli istituti della nostra democrazia come garantita dalla Carta costituzionale.

Il 70 mila voti grillini anonimi, se hanno valore, l’hanno come verifica interna a un movimento politico e solo nei limiti della credibilità dello strumento.

È necessario esprimere una chiara condanna di tutto quello che è successo prima, durante e dopo il voto sulla piattaforma Rousseau: chiedere e svolgere quel voto a valle degli accordi fra i due partiti, dopo l’incarico esplorativo conferito dal Presidente della Repubblica al Primo Ministro Incaricato, è stato un gesto inqualificabile: un vero e proprio tentato colpo di stato.

Un insulto alla democrazia parlamentare, una offesa gravissima alla Massima Carica della Repubblica.

Mi hanno molto meravigliato le riserve blande, di alcuni commentatori. Chi ha parlato di primo esempio di democrazia diretta ha fatto un grossolano errore

Le dichiarazioni agiografiche di Casaleggio, Di Maio, Patuanelli e di tutti gli altri che si sono compromessi in apprezzamenti devono essere denunciate e indicate per quello che sono: macroscopica ignoranza di cosa deve essere un istituto di vera democrazia diretta.

Il Primo Ministro Incaricato nello sciogliere la riserva al Presidente Mattarella dovrebbe dichiarare, senza riserve, che avrebbe ignorato come inesistente, nullo, non svolto, privo di qualunque significato l’ipotetico risultato negativo di quella consultazione. È necessaria la dichiarazione perché se lo avesse considerato valido e avesse agito di conseguenza, rinunciando al mandato, sarebbe stato complice in un colpo di stato.

Sarebbe anche necessaria una presa di posizione della Massima Autorità dello Stato, del Presidente Mattarella o del Presidente della Corte Costituzionale: una durissima diffida alla Casaleggio e a qualunque altra agenzia privata ad usare strumenti di quel genere in quel modo per future consultazioni che avessero per oggetto questioni sulle quali si siano pronunciati organi dello Stato, organi del Parlamento o istituzioni della Repubblica.

La stampa e i media che hanno celebrato acriticamente questa indegna liturgia dovrebbero essere stigmatizzati e dovrebbero pubblicare una doverosa ammenda.

Lorenzo Matteoli

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La vicenda politica come processo di apprendimento

mattarellaIl Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella

 

Poco dopo l’8 di Agosto 2019 il mio Mac si è incartato perché ho incautamente superato il limite della memoria disponibile. L’incidente mi ha protetto perché mi ha impedito di scrivere banalità nel corso delle orribili settimane che sono seguite.

Intendo fare tesoro della saggezza tecnologica del mio Mac e non faccio commenti sulle miserie e sulle volgarità culturali, politiche, etiche, caratteriali e umane che hanno caratterizzato i comportamenti dei vari attori, protagonisti e comparse. Il momento più buio della storia della nostra Repubblica.

Unica luce la figura del nostro Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Svolgerò quindi il mio pensierino partendo dallo stato delle cose di oggi Sabato 31 Agosto 2019. Ora più ora meno.

Per inquadrare il tema ho trovato, non per caso, questa riflessione di Thomas Piketty da Capital et Ideologie che vi propongo con la mia traduzione dall’originale francese:

 Chaque trajectoire politico-idéologique nationale peut se voir comme un gigantesque processus d’apprentissage collectif et d’expérimentation historique. Ce processus est inévitablement conflictuel, car les différents groupes sociaux et politiques, outre qu’ils n’ont pas toujours les mêmes intérêts et aspirations, n’ont pas la même mémoire et la même interprétation des évènements et du sens à leur donner pour la suite.

 Ogni percorso politico-ideologico nazionale può essere considerato come un gigantesco processo di apprendimento collettivo e di sperimentazione storica. Un processo inevitabilmente conflittuale perché i vari gruppi sociali e politici, oltre a non avere sempre uguali interessi e aspirazioni, non hanno la stessa memoria storica né uguale interpretazione degli avvenimenti o delle loro conseguenze sugli svolgimenti futuri.

Guardiamo quindi ai 15 mesi del governo Lega/5S, alle tre settimane dall’8 Agosto al 30 Agosto 2019 e al futuro governo PD/5S  come suggerisce Piketty: come a percorsi di apprendimento collettivo.

Il percorso politico ideologico dei 15 mesi di governo Lega/5S

Abbiamo visto cosa succede quando incompetenza, presunzione, pressapochismo demagogia e cialtroneria vanno al potere. Un ministro degli Affari Interni e viceprimoministro che cambia idea tre volte al giorno, senza un progetto, senza una strategia, senza una visione di medio lungo termine. Misure schizoidi, vendicative, pensate per i media e per una eterna campagna elettorale piuttosto che per risolvere i problemi.  Propone e impone ricattualmente decreti criminali e criminogeni, anticostituzionali e contraddittori. Centinaia  (migliaia) di migranti sbarcano regolarmente a Lampedusa da barchini e gozzi, il ministro li ignora e si incattivisce sulle navi delle ONG perché questo lo spara sulle prime pagine dei giornali e lo lancia in decine di ore TV. Si affida al Sacro Cuore di Maria Vergine, sbava sul rosario che porta sempre in tasca pronto per lo sbaciucchiamento impudico, ma impone con decreti demenziali di lasciare affogare i migranti nel Canale di Sicilia e condanna i migranti salvati dall’annegamento dalle navi delle ONG a restare in mare per settimane per pura maligna cattiveria e desiderio di pubblicità mediatica (fame, sete, condizioni igieniche da paura,…). In quindici mesi ha passato 36 giorni nel suo ufficio e il resto del tempo a fare campagna elettorale, spot, selfies e feste in spiaggia a dimenarsi con cubiste e a bere mojitos con i suoi fan. Ha fatto spendere agli italiani milioni di euro (spread e interessi sui titoli) con dichiarazioni sciocche sull’Euro e sui suoi catastrofici progetti di spesa in deficit. Ha provocato con insulti volgari i colleghi europei e la burocrazia di Bruxelles emarginando l’Italia dal dialogo internazionale. Accusa i suoi avversari politici di essere subalterni a Macron, Merkel e von der Leyen ma non spiega gli affari dei suoi uomini con i petrolieri russi e i faccendieri di Putin. Ha sistematicamente disertato per paura e per incompetenza le riunioni dei suoi colleghi ministri europei che discutevano del problema dei migranti. Per faciloneria e boria ha provocato una crisi del suo governo senza sapere che non aveva i numeri per farlo, unicamente per “capitalizzare il vantaggio elettorale sancito dai sondaggi di opinione”cioè per il suo vantaggio personale. Quando si è reso conto della immane castroneria fatta ha cercato di rimediare con una serie di promesse e iniziative dilettantesche contraddittorie e irresponsabili.

Abbiamo visto il capo politico del Movimento 5Stelle, ministro dell’industria e dello sviluppo economico e viceprimoministro subire passivamente tutte le iniziative del suo collega Ministro degli Affari Interni anche le più inique, criminali e anticostituzionali. Lo abbiamo visto gestire con sovrana incompetenza le centinaia di tavoli di vertenze con imprese e industrie senza risolvere un solo problema. Ha fatto approvare per pura demagogia leggi inapplicabili. Ha fatto spendere agli italiani decine di milioni di euro (spread e interesse sui titoli di stato) con dichiarazioni sciocche e irresponsabili sull’Euro e sull’Europa. Ha compromesso la vertenza con la Società Autostrade (crollo del viadotto sul Polcevera) con dichiarazioni irresponsabili e incompetenti. Durante le trattative per l’ipotetico nuovo governo ha mantenuto aperto un canale con la Lega per ricattare il PD e imporre il suo nome come viceprimoministro, ministro degli affari interni e altro. Ha offeso il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella chiedendone con presuntuosa arroganza la destituzione quando il Presidente prendeva decisioni di sua ineccepibile competenza e dovere. Le scuse non hanno rimediato né la sostanza, né la forma della vergognosa gaffe.

Abbiamo visto il Primo Ministro sottoscrivere tutte le efferatezze, le cialtronerie, gli errori dei suoi ministri, timidamente esprimendo dubbi privati, ma mai sanzione pubblica dichiarata. Nel suo discorso in Parlamento il 20 Agosto ha svolto una corretta anche severa denuncia dell’operato del Ministro degli Affari Interni, ma non ha speso una parola di autocritica né di minima ammissione di una sua corresponsabilità, dopo 15 mesi nel ruolo di Presidente del Consiglio dei Ministri.

Durante le trattative per l’ipotetico nuovo governo PD/M5S abbiamo visto il capo politico del Movimento 5 Stelle  impegnato in un doppio gioco ambiguo e ricattuale chiaro segno di una sua intima preferenza per la continuazione della catastrofica alleanza, allettato nella sua presunzione dalle offerte disperate e vergognose che il segretario della Lega gli faceva pervenire. Abbiamo visto il segretario della Lega, oramai consapevole dell’immane castroneria commessa in un momento di hybris, disperatamente proporre ogni sorta di avventura demagogica per tornare in controllo, rivelando la sua vera vocazione per un potere personale, poliziesco, liberticida, per una catastrofica uscita dall’Euro e dall’Europa.

Qualcuno lo giustifica perché “malconsigliato”: una giustificazione penosa per un Ministro dello Stato, che non ha nemmeno la cultura e l’informazione per scegliersi consiglieri competenti e intelligenti.

Abbiamo visto il Partito Democratico dibattersi sotto l’atteggiamento, doppio, ricattuale, arrogante, puerile del suo interlocutore 5 Stelle. La trattativa per il nuovo governo è stata asimmetrica. Il Partito Democratico con il suo segretario Zingaretti responsabile di un mandato difficilissimo: evitare a tutti i costi il ritorno esiziale al governo della Lega e del suo segretario malato di paranoia maniacale, assatanato di potere e amante di leggi liberticide e criminogene. Il problema dei migranti non si risolve facendoli annegare nel Canale di Sicilia o morire di torture, derubati e stuprati, nei lager libici.

Il Movimento 5 Stelle con il suo capo politico, imbesuito dalle promesse del segretario della Lega e segretamente voglioso di riprendere la collaborazione passiva nonostante offese, insulti, disprezzo e aperto dileggio, con il mandato di evitare a tutti i costi le elezioni anticipate che avrebbero praticamente azzerato il suo Movimento distrutto da 15 mesi di errori e di puerilismo governativo. A giudicare dal comportamento recente di Di Maio non sembra che si sia reso effettivamente conto del pericolo di un governo Salvini, anzi sembra che sia vero proprio il contrario.

Zingaretti segretario di un Partito frantumato in correnti, parrocchie, cordate, malato di veleni, egoismi, presunzioni. Di Maio capo di un Movimento senza manifesto ideologico, senza programma politico, senza visione storica, strapazzato da leaderini velleitari e da un pericoloso gusto per una surreale ipotesi di democrazia diretta affidata a una piattaforma informatica controllata e manipolata da una società privata la cui trasparenza è simile a quella di una minestra di fagioli.

Come suprema offesa alla Repubblica Italiana e alle sue Istituzioni Di Maio ha chiesto di sottoporre l’accordo giallorosso, cioè la decisione del Presidente  della Repubblica Italiana alla approvazione di quella “piattaforma Rousseau”  dove poche migliaia di grillini esprimono il loro voto di approvazione o bocciatura e la ditta Casaleggio & C manipola i risultati a suo piacimento. Una intollerabile arroganza.

Se questo è il “…percorso politico-ideologico …che…può essere considerato come un gigantesco processo di apprendimento collettivo e di sperimentazione storica…”  è necessario chiedersi dunque cosa abbiamo imparato? Ma non siamo noi, io e i miei 27 lettori, che dobbiamo porci la domanda, sono i responsabili del PD, i responsabili del M5S, e i milioni di loro elettori insieme ai milioni dei sistematici assenti dal voto, sperando che sappiano darsi una risposta e operare di conseguenza.

Ci sono alcune cose molto sicure, dati di fatto ineludibili:

La Lega con Salvini al Governo nei prossimi anni vuol dire regime dittatoriale per i prossimi dieci/venti anni, prossimi giudici della Corte Costituzionale nominati da un governo poliziesco e prossimo presidente della repubblica scelto da Salvini & C., uscita dall’Europa e dall’Euro, probabile bancarotta finanziaria dell’Italia.

Per evitare questa sciagura ci sono due opzioni:

  1. al voto immediato con la corrente legge elettorale; opzione da scartare perché vincerebbe Salvini a mani basse, infatti si valuta impossibile nei tempi brevissimi superare la Lega anche con una campagna elettorale fortissima, appassionata e da guerra; tempi troppo brevi, rischio eccessivo.
  2. governo di coalizione PD/M5S per togliere Salvini dal Ministero Affari Interni, fare una nuova legge elettorale, approvare il bilancio evitando la punizione europea e l’aumento dell’IVA. Cassare i due decreti criminali anticostituzionali vergognosi Sicurezza 1 e 2.

Opzione scelta. Rischio: se il governo giallo rosso non funziona splendidamente, senza litigi, senza doppio gioco, senza franchi tiratori con leggi giuste efficaci per risolvere strategicamente il problema dei migranti organizzando una azione di medio lungo termine con il concerto dell’Europa, rilanciando l’economia, l’occupazione, riformando la giustizia, l’educazione e la sanità etc. etc. alla prossima scadenza elettorale Salvini e la lega vinceranno a mani basse.

Inutile dire che sull’ipotesi di un fantastico funzionamento della coalizione giallo-rossa c’è molto pessimismo. Dipende tutto da cosa avranno imparato i Grillini M5S e da cosa avranno imparato i PD. Sul versante dell’ottimismo c’è da dire che il processo di apprendimento è come una reazione a catena e che può scatenare effetti di portata e vastità impensabili.

Io che scrivo e voi che leggete abbiamo una precisa responsabilità scrivere e leggere, far scrivere e far leggere per innescare il Pikettyano …”gigantesco processo di apprendimento collettivo e di sperimentazione storica” … che forse ci salverà dall’incubo.

Esiste un’altra Italia: progressista, socialdemocratica, decente, che lavora e paga le tasse: ha un solo difetto è disgustata e non va a votare.

Annibale è alle porte, ma non sono i migranti dal Nord Africa: annibale oggi è l’ignoranza degli italiani.

Lorenzo Matteoli

Post Scriptum: ma se Calenda prendesse una iniziativa seria io sarei con lui e sceglierei la battaglia di una campagna elettorale sanguigna, l’opportunità per il PD di riconquistare sul campo la sua identità, di ricompattare l’altra Italia, la vera Italia su una piattaforma progressista, in avanti per una società giusta, per un capitalismo decente e non ladro per una Europa federale e per tutti i valori storici della sinistra internazionale che abbiamo dimenticato e tradito. LM

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