Questi giorni di vergogna…

Salvini e la gnocca

Questi giorni di vergogna saranno studiati sui libri di storia.

Per la disumanità, per l’odio organizzato contro l’umile, l’affamato, il debole, il perseguitato, l’emarginato che cerca giustizia. Per la gara a chi aveva la pensata più crudele. Per la pavididità dei complici di quell’odio, quelli che “ho votato, ma mi dissocio”, quelli che uno stipendio da parlamentare vale più delle vite umane che avete condannato a morire in acqua, più della libertà di dissentire che avete condannato a morire in terra, più di tutta la storia che state sporcando.

Finché avremo fiato combatteremo questa legge e la vostra disumana visione del mondo e alla fine renderete conto di ogni cosa:

dei morti in mare, della persecuzione della solidarietà, delle cariche della polizia contro chi protesta, del razzismo tornato senza più vergogna, del paese diviso e pieno di rabbia, dei soldi rubati e della paura delle persone alle quali invece che dare serenità avete venduto armi da puntare contro ogni diverso.

Quel giorno, ne sono convinta, renderete conto anche del furto del nome di una donna, Maria, che l’unica volta che ha parlato di Dio nel Vangelo lo ha fatto per dire da che parte stava: quella degli ultimi, mai quella di chi li perseguita.

(Michela Murgia)

 

…pagherete caro, pagherete tutto….

lm

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1922-2019

 

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«Chiediamo i pieni poteri perché vogliamo assumere le piene responsabilità. Senza i pieni poteri voi sapete bene che non si farebbe una lira – dico una lira – di economia. Con ciò non intendiamo escludere la possibilità di valorose collaborazioni, partano esse da deputati, da senatori o da singoli cittadini competenti. Abbiamo ognuno di noi il senso religioso del nostro difficile compito, il Paese ci conforta e attende, e non gli daremo ulteriori parole, ma fatti»

Benito Mussolini
16 Novembre 1922

Gli Italiani hanno saputo dopo cosa hanno scelto.

 

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“Abbiamo fatto una scelta di coraggio. Adesso chiedo agli italiani se hanno la voglia di darmi pieni poteri per poter fare quello che abbiamo promesso senza palle al piede. Chi sceglie Salvini sa cosa sceglie”

Matteo Salvini
8 Agosto, 2019

Domanda: Lo sanno veramente cosa scelgono??

“Solo un paese che ha smarrito il più elementare alfabeto civile e costituzionale può assistere in silenzio a un vicepremier di minoranza di un esecutivo che apre la crisi di governo, convoca il Parlamento ed evoca lo scioglimento delle Camere, come se fosse contemporaneamente il Presidente del Consiglio e il Presidente della Repubblica in carica.

Solo un paese che ha perso ogni dignità può accettare senza battere ciglio che un capopartito chieda di essere investito di “pieni poteri”, neanche fossimo nell’ottobre del ‘22.

Solo un paese che ha perduto completamente il senso delle istituzioni può rimanere zitto mentre un ministro si rivolge a parlamentari della Repubblica eletti invitandoli ad “alzare il c***” e presentarsi in Aula il prossimo lunedì, come se fossero pedine alle sue dipendenze.

Non siamo più di fronte alle sbruffonate di un cialtrone sulla spiaggia con un Mojito in mano. Queste sono prove tecniche di regime. E, se può fare tutto questo, se può spingersi tanto in là, non è solo per i 10 milioni di italiani che lo applaudono, ma per i 50 che stanno zitti.

Ogni nostro silenzio, ogni nostro arretramento, è un segnale di resa della democrazia e delle istituzioni. È una tacca in più nella discesa verso l’abisso e un piccolo assaggio di quello che sarà. I campanelli d’allarme nella storia suonano sempre fortissimi, solo che non ci sono mai abbastanza orecchie ad ascoltarli.”
(Lorenzo Tosa)

 

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La crisi, il caos, il delirio dei “pienipoteri”

caligola

 I PIENI POTERI A CALIGOLA

 

Il 24 luglio in un lungo post (Dopo Salvini, dopo la vergogna del “contratto”) scritto con Andrea Terranova avevamo concluso con la proposta di alcuni scenari per la transizione al dopo Salvini.
Uno di questi si avvicina alla situazione innescata due giorni fa dalla bagarre Salvini/Conte/Di Maio. Eccolo:

Scenario rottura provocata da Salvini elezioni anticipate: si va alle elezioni anticipate prima della fine del 2019. A sinistra e nel centro sinistra si cerca affannosamente di mettere insieme un manifesto in grado di raccogliere una percentuale di voti capace di battere la coalizione Salvini-Meloni-Berlusconi. A meno di radicali cambiamenti nella leadership del PD il cartello di destra è dato per vincente. I 5Stelle diventano irrilevanti, probabile la loro scissione nelle due ali movimentista (Di Battista) e governista (Fico). Di Maio sparisce.

Salvini, due giorni fa, ha “rotto” ma quello che sta succedendo dopo la rottura e la sua delirante richiesta di avere “I pieni poteri” per produrre leggi criminali e criminogene come il sicurezza bis, e i progetti di scontro con l’Europa che porterebbero l’Italia al default e alla miseria ventennale, è molto più complicato. Di Maio viene travolto dalla sua insipienza e il suo stesso movimento fa finta di difenderlo, ma lo sta di fatto epurando. Lui non lo ha ancora capito. Il Premier Giuseppe Conte. che non ha accettato l’imposizione di dimettersi tentata da Salvini ha “parlamentarizzato” la crisi costringendo il golpista che delira di “pieni poteri” ad andare in parlamento a sfiduciarlo. Per sfiduciarlo in Senato Salvini ha bisogno dei voti di Berlusconi che ha immediatamente chiesto la contropartita mettendo in difficoltà il Capitano che voleva andare avanti “da solo” e non aveva fatto il banale conto dei “numeri” in Senato.  Il PD inoltre aveva messo in agenda una mozione di sfiducia di Salvini che, per il regolamento, dovrebbe essere votata prima della sfiducia di Salvini nei confronti di Conte. Una bella complicazione procedurale perché si avrebbe un Salvini sfiduciato che sfiducia Conte.
Ci sono probabilità che in Senato Salvini venga sfiduciato e Conte no.

Nel grande caos si sta intanto formando un partito trasversale di quelli che non vogliono le elezioni anticipate perché andrebbero a casa e si vedrebbero sfumare una bella prospettiva di anni di ozi parlamentari ben pagati: molti grillini, molti leghisti, molti PD, molti Berlusconiani. Un partito che avrebbe una solida maggioranza e che non è detto che non si realizzi nelle segrete urne del voto in Senato.

Salvini che, dopo il delirio e l’ubriacatura dei beach parties comincia a rendersi conto che la maggioranza garantita dai sondaggi non è quella che vota al senato, e deve fare i conti con dei numeri molto diversi. Passa nottate di terrore sospettando un accordo tra PD renziano e 5Stelle per fare un governo “elettorale” che di fatto manderebbe le elezioni alle calende greche e lui resterebbe solo con il suo delirio di “pieni poteri”. Salvini strilla all’“inciucio” come se il suo “contratto” con i 5Stelle non sia stata una truffa vergognosa. Lui salva l’Italia gli altri fanno “inciuci”.

Oltre a queste complicazioni ci sono poi una serie di “nodi” procedurali che mettono il voto anticipato in una prospettiva completamente diversa da quella che il golpista ubriaco di pieni poteri aveva pensato nel delirio dei beach parties. Nodi che il noto rigore costituzionale del Presidente Mattarella dovrà risolvere e non sarà semplice.

Su tutto poi aleggia la quasi certezza che l’Italia, senza governo, non sarà in grado di riscontrare gli impegni assunti da Tria con l’Europa per evitare la procedura di infrazione  nel 2019 cosa che comporterà sanzioni pesantissime e un probabile intervento della Troika: come risultato di un “golpe” sovranista non è male. Uno scenario da paura.

Nelle prossime settimane vedremo di tutto e di più: possibili scissioni dei 5 stelle incazzati con Di Maio  e con Casaleggio, probabili “non” scissioni dei Renziani del PD, iniziative estemporanee del Presidente del CdM Giuseppe Conte, danze scomposte di Berlusconi, Toti, disperati richiami al buon senso di Calenda e all’unità di Zingaretti.

In questo caos nascerà, forse, la Vera Italia, quella che finora è rimasta a guardare. Chi saprà interpretarne lo sconcerto, se ci sarà, avrà in mano il futuro del Paese.

Fare previsioni è molto difficile, specialmente sul futuro.

lorenzo matteoli

Salvini e la gnocca

datemi i pieni poteri

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Il costo del bisticcio con l’Europa

Ivolpe che piscia

volpe che piscia

Qualcuno ha calcolato quanto ci costa in termini di spread e di interessi sui titoli del nostro debito il bisticcio puerile con l’Europa?
La perdita di credibilità sui mercati finanziari costa molto più cara dei ritorni economici della ipotetica ripresa conseguente alla riduzione delle tasse. Per non considerare il pericolo che la perdita di credibilità comporta per il sistema “Italia”.

lorenzo matteoli

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La terza ipotesi sul pasticciaccio del Metropol: la più divertente

Mickey Mouse

Non è stata la Cia, non è stato il Kaghebe e nemmeno l’Effeessebi, Putin non c’entra e nemmeno Trump. Ma questo non è un sollievo perché…la terza ipotesi sta emergendo ed è forse la più divertente di tutte….pare sia stato un italiano!! Questa possibilità, che sembra prendere sostanza nelle ultime ore/giorni, è quella che fa letteralmente impazzire di rabbia Salvini. Perché, se è stato un italiano, non può che essere stato uno della delegazione salviniana. Cioè un uomo di fiducia del Capitano aveva il registratore in tasca, ha registrato e, fatto gravissimo (o divertentissimo) ha venduto a caro prezzo la registrazione che è stata poi divulgata ed è arrivata in rete. Putin ha smentito seccamente … la CIA non ha nemmeno commentato la notizia e quindi l’ipotesi della talpa italiana sta diventando molto credibile. Salvini, verde di bile, sta mettendo sotto pressione il suo “cerchio magico”, nel quale tutti sospettano di tutti…”Voglio il nome o sono cazzi!” L’idea di essere tradito da un suo uomo di fiducia è intollerabile per il Capitano, che sta cercando un super detective per cuccare il fetente e fargli pagare il fio.

Aspettiamo e vedremo rotolare le teste. Almeno una.
Savoini? D’Amico? Il bancario toscano? E se fosse un cameriere del Metropol? O il direttore del Metropol? Senza che lo sapesse Putin?

Non per caso qualcuno aveva consigliato Salvini di non andare…mai al Metropol. Cosa sapeva chi ha dato quel consiglio?

lorenzo matteoli

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Rinoceronti

rinoceronti

Salvini si potrà anche vincere: alla fine saranno i suoi errori a condannarlo.

Quelli che applaudono la sua arroganza, le sue fangose bugie, le sue puerili smargiassate che costano miliardi di Euro agli Italiani sarà difficilissimo batterli, anzi vinceranno sicuramente.
Hanno già vinto.

lorenzo matteoli

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Piccante sviluppo del pasticciaccio di Mosca. Cosa c’entra Corto Maltese?

corto-maltese

Corto Maltese leggendario personaggio di Hugo Pratt

 

Avevo azzardato l’ipotesi che i “polli” di Salvini fossero stati presi in giro da un colpo organizzato dalla CIA per sputtanare Salvini e le sue simpatie per la Grande Madre Russia. L’idea era che la  CIA avesse trovato tre guitti russi da truccare come alti gerarchi del cerchio magico di Vladimir Vladimirovich … Ora invece spunta un’altra ipotesi del tutto diversa, ma non meno interessante: secondo questa nuova linea il fetente con il registratore sarebbe stato un ceffo del KGB (pron. “caghebe”) il potente ex servizio di intelligence e tortura Russki, oggi FSB (Il Federal’naja služba bezopasnosti Rossijskoj Federacii: Федеральная служба безопасности Российской Федерации, Servizi federali per la sicurezza della Federazione russa).

Sarebbe stato cioè un agente segreto russo al servizio di Vladimir Vladimirovich Putin in persona.

Ci si chiede per quale motivo Putin dovrebbe fare un dispetto a Salvini sputtanandolo con i suoi “polli” e consiglieri esperti di strategie internazionali, che non parlano né inglese né russo e anche l’Italiano è problematico fortemente intriso di “lumbard” , per non parlare della logica e della “ragione” categorie del tutto aliene per il team Savoini/D’Amico? Una buona domanda.

Ora i “motivi” dei servizi segreti in genere (di quelli russi in particolare) non sono mai “lineari” cioè semplici diretti tipo “ho fame mi faccio una spaghettata”. Sono molto più arzigogolati tipo “posso far sospettare di aver fame così tutti penserebbero che mi potrei fare una spaghettata, ma in realtà ho veramente fame e non mi faccio la spaghettata così tutti pensano che io non abbia fame e quindi mi farò una spaghettata di nascosto perchè in effetti ho proprio fame…” 

La risposta di Putin (semplificando molto) potrebbe essere: “Salvini non mi rompere i coglioni, i truschini con il petrolio russo li faccio solo io, quindi stai alla larga…” Un semplice avvertimento tipo “hai pisciato fuori dal vaso…per stavolta va bene, ma non farlo più…”
Salvini dovrebbe chiedere spiegazioni, ma non lo farà perché la risposta potrebbe essere umiliante (non esemplifico per decenza).

Un’altra riflessione da fare è che il colpo, se  è di matrice Russa, sicuramente viene direttamente da Putin e solo da lui perché nel cerchio magico di Putin non c’è nessuno che sgarra e si permette iniziative personali estemporanee e sfiziose, come succede normalmente da noi.  Questo preoccupa molto Salvini che sul suo “filo diretto” con Vladimir ha investito parecchio e adesso vedersi trattato da pirla qualunque è molto seccante. Un vero colpo basso brutale perché il significato (molto semplificato) è che Putin non vuole sporcare la sua immagine con pasticcioni gaglioffi lombardi ivi compreso il Capitano. E quindi prende le distanze e lo fa capire.

Non ci vuole molto per vedere che mentre la camaraderie con Berlusconi gli stava bene perché era sostanzialmente basata sulla comune passione per la gnocca e quindi non “sporcava” la sua immagine di maschio cazzuto, la associazione con uno che sbava pubblicamente sul rosario e manda bacioni a destra e manca, per un duro come Vladimir Vladimirovich sarebbe letale.

Come se Corto Maltese sbarcasse dal suo Ketch bialbero e andasse a letto con l’Irene Pivetti, in una pensione (due stelle) di Riccione, chiedendo anche uno sconto sul prezzo (della camera, cosa avete capito? …).

Non sapremo mai quello che è successo veramente al Metropol tra il team dei salvinidi e gli alti gerarchi di Putin (veri o finti). Rubli non ne hanno presi, e se li hanno presi l’avvocato Meranda li ha fatti sparire – zacchete – in modo impenetrabile, ma le ipotesi su quello che forse è successo sono tutte divertenti.
Putin si è incazzato e Salvini non si diverte.

Lorenzo Matteoli

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