IL BLOCCO SUI VACCINI ESPORTATI DA ASTRA ZENEKA VISTO DALL’AUSTRALIA

Mario Draghi

Mario Draghi d’accordo con von der Leyen blocca l’export di 250.000 vaccini Astra Zeneka  dall’Italia all’Australia.

Preoccupante il fatto che tutti i media australiani riportino come motivazione della decisione di Draghi il fatto che l’Australia non sia in una situazione Covid drammatica.

Nessuno, ribadisco nessuno, dei media Australiani, The AustralianThe West Australian, i canali TV  7 e 9, le TV minori locali ha riportato la motivazione fondamentale del blocco: Astra Zeneka non può esportare vaccini dall’Italia quando è inadempiente per milioni di dosi sul contratto stipulato con l’Italia.

Una motivazione che avrebbe trovato la totale comprensione della pubblica opinione australiana tradizionalmente ”fair”.

Forse una nota ufficiale del MAE sulll’argomento sarebbe opportuna.

The block of Astra-Zeneka vaccine export from Italy to Australia: the true reason.

The Italian Premier, Mario Draghi, in agreement with EU Commission President, Ursula von der Leyen, blocks the export of 250,000 Astra Zeneka vaccines from Italy to Australia.

It is disturbingly significant that all the Australian media report, as the motivation for Draghi’s decision, the fact that Australia is not in a dramatic Covid situation.

None, I repeat none, of the Australian media, The Australian, The West Australian, TV channels 7 and 9, or the local minor TV channels, reported the true reason for the blockade, which is that Astra-Zeneka cannot export vaccines from Italy when Astra-Zeneka is defaulting on the delivery of millions of vaccines that, by contract, they should deliver to Italy.  If known, this fact would receive total understanding by the “fair” Australian public. 

I believe an official note of clarification from the Italian Ministry of Foreign Affairs on the subject would be appropriate.

Lorenzo Matteoli

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LE DIMISSIONI DI ZINGARETTI

Le dimissioni di Zingaretti, che vengano accolte o meno, che siano confermate o meno, sono una tappa del tormentato percorso tra l’attuale exPD e qualunque cosa possa avvenire nel futuro a breve e medio termine della burrascosa minestra della sinistra, vera, soi disant, cartacea o metaforica italiana. Con le sue dimissioni Zingaretti certifica la correttezza del qualificativo “ex” di fronte alla sigla PD. Zingaretti era infatti il segretario di un vero non partitoEsistente sulla carta, ma in realtà allo stato gassoso e correntizio.

L’altra area liquida o fangosa di questa incerta fase dei partiti politici italiani è quella che sta cagliando (o meno) nel complicato brodo degli ex 5Stelle, e la terza è quella che disturba i celoduristi della Lega dopo il salto mortale carpiato di Salvini 1-2 

1. Visegrad-Putiniano-Moscaomorte-bastaeuro-merkelmerda-draghicriminale;

2. Europa-linea Atlantica-Draghi al 150%;

senza peraltro dismettere le magliette da cazzone.

Allo stato attuale le previsioni sono impossibili e definire esattamente come sarà il budino parlamentare è inutile. Quanti ex5S nell’’exPD, quanti exPD nei 5S, quanti exleghisti in FdI, quanti exFI nella exLega, quanti ex Leghisti nell’exPD, quanti exrenziani negli exrenziani, etc…

Tanto c’è Draghi che manda avanti le cose e consente ai bamboccioni della super sofisticata dialettica di giocare al giocone delle correnti, degli epurati, degli epuratori, degli scissionisti, dei transfughi e dei voltagabbana. 
Nel Paese rosso/arancio dai 20 mila contagi e dei 300 morti al giorno.

lorenzo matteoli

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IL RISVEGLIO: JUST A FEELING

ICEBERG: nove decimi sono sott’acqua

C’è una differenza molto importante tra “essere di sinistra” e “voler essere ritenuti di sinistra”. Una differenza sostanziale anche se difficile da definire e qualificare. In qualche modo è a questa differenza che mi riferisco quando uso il termine “soi disant sinistra” per indicare una certa modalità di essere di molti nostri comodi intellettuali “verbalmente impegnati”, ma sostanzialmente qualunquisti, se non banalmente reazionari.[1] Non me ne sono mai reso pienamente conto, e la cosa mi viene in mente solo ora.

Me ne rendo conto ora, confusamente, e non per caso, ma perché sollecitato dal fenomeno “Draghi”, dalla crisi drammatica del PD, dall’orrore culturale del Festival di Sanremo. 

Bisogna stare (molto) attenti quando si percepiscono in modo confuso “sintomi” di qualcosa che non si riesce bene a qualificare, ma che si sente come potenzialmente “diverso”. Il rischio è di prendere formidabili cantonate. La tenue probabilità premiante è di colpire nel segno.

Le poche parole, la competenza, le decisioni rapide, una forte dose di scetticismo cinico, la forte tendenza per l’essenziale pragmatico: mi sembrano le caratteristiche del passaggio da una cultura preoccupata di venire ritenuta di sinistra a una cultura di sinistra.

Ma la realtà è ambigua e complicata, bisogna ripulire, filtrare eliminare ingombranti cianfrusaglie dialettiche, andare oltre, ammettere che quelli che realizzano qualcosa di buono possono anche commettere errori.

Se la mia sensazione ha qualche valenza, “draghi” è la punta di un iceberg che è rimasto a lungo immerso in acque gelide. Qualcosa negli anni si è sciolto[2] e il centro di galleggiamento è salito al punto che l’enorme massa di ghiaccio di colpo si rivolta e si instaura un nuovo equilibrio.

lorenzo matteoli


[1] Come i ricchi magistrati o accademici soi disant di sinistra che non pagano le marchette alla donna di servizio filippina o honduregna, o pagano il dentista “duecento senza fattura”, o Augias che, quando era a Bruxelles,  pagava la sua segretaria (che condivideva con il suo amico e collega Giorgio Ruffolo) in nero, intascando la ricca dotazione per la segretaria passata dal Parlamento Europeo: un classico, con Ruffolo,  soi disant, per una vita.

[2] …nei nove decimi di iceberg che stanno sott’acqua

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I GRANDI GALLEGGIATORI DELLA SVOLTA DI DRAGHI

C’è un a linea che lega Salvini, Di Maio e Conte e li associa in una unica categoria etica.

Salvini che dopo anni di aggressione all’Europa, all’Euro, a Draghi (definito “criminale”, dopo aver dichiarato di stare meglio a Mosca che a Bruxelles e a Roma, oggi si dichiara al 100% d’accordo con Draghi sui fatti e idee: Europa, euro, linea Atlantica in Politica estera, linea Europea sui migranti. Nessuna incertezza, nessun pudore.

Di Maio che porta il suo saluto e la sua adesione ai “gilet gialli” che bruciano auto sugli Champs Élisées, difende la sovranità di Maduro in Venezuela e accusa il PD di essere “il partito di Bibbiano che porta via i bambini con l’elettroshock dalle famiglie per venderseli” oggi dichiara che i 5Stelle sono diventati un partito “liberale” e “moderato”. A suo tempo alleato a Nigel Farage, oggi in Europa chiede l’adesione al gruppo socialista. Nessuna incertezza, nessun pudore.

Conte, che a suo tempo ha firmato i “decreti per la sicurezza di Salvini” oggi si impegna a “difendere i diritti degli ultimi” in nome di un ossimoro chiamato “populismo sano” e viene impunemente dichiarato “punto fortissimo di riferimento di tutte le forze progressiste”.[1] Una delle tante esagerazioni dei superficiali apprezzatori di questo personaggio (Zingaretti in questo caso). Nessuna incertezza, nessun pudore anche per Conte.

È facile vedere la matrice di queste capriole etico/ideologiche: Salvini, Di Maio e Conte galleggiano sui sondaggi di opinione che oggi indicano una sola direzione nella quale si muove, quasi compatta l’opinione pubblica italiana, stanca e frustrata, il “centro progressista”. In quella direzione, ampia e vaga, tutti si attrezzano ad andare per guadagnare qualche percentuale di voto nel grosso serbatoio “centrale/moderato/progressista” che è sempre stato la connotazione dell’opinione pubblica italiana, sempre tradita dall’arroganza ideologica dei partiti ufficiali.

Allo stesso tempo devono stare attenti a non strappare con gli “zoccoli duri” dei loro sostenitori: vetero-padani di destra para-fascista quelli della Lega, puerilmente legati al “vaffanculo” delle origini quelli dei 5Stelle, operaisti nostalgici del PCI pre-Berlinguer quelli del PD. Basi che vanno “traghettate” con cautela alle nuove agende moderate. Di qui la necessità della doppiezza, particolarmente spudorata quella di Salvini, più fangose le altre.

Conte, avvocato normo-benpensante disponibile e banale, enormemente sopravvalutato, se analizzato attentamente è uno squallido personaggio galleggiatore e opportunista. Dovremo essergli grati perché sarà la rovina finale delle macerie pentastellari che con lui spariranno dalla scena per venire polverizzate e metabolizzate su tutto l’arco delle future strutture partitiche post Lega, Post PD e post 5Stelle. Conte in parole povere…non ha la “dimensione”.

Difficile il futuro di Salvini nel dopo Draghi (almeno io mi auguro) che verrà probabilmente soppiantato dalla linea Giorgetti-Zaia, più plausibile quello di Di Maio che si rivela rapido nell’apprendimento o, comunque, ben consigliato. 

Non basta cambiare idea spudoratamente, bisogna anche essere credibili e coerenti con la propria storia. Chi non ha problemi di coerenza, cambierà ancora.

Se, fra tutti quelli che stanno imparando da Draghi, ci fosse anche l’elettore medio italiano, ci potrebbe essere un’altra Italia dopo questa esperienza, accidentalmente provocata da Matteo Renzi.

lorenzo matteoli


[1] Intervista di Zingaretti al Corriere della Sera.

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RIDACCHIA BENE CHI RIDACCHIA ULTIMO: LA FINE DI SARKOZY

Ridacchia supponente Sarkozy su Berlusconi nel 2011

Condannato a tre anni per corruzione Sarkozy nega disperatamente quello che secondo il Tribunale è una innegabile documentata certezza. Carlà, nobile esempio di lealtà coniugale, denuncia la caccia alle streghe.

Non è mai elegante celebrare le disgrazie altrui, ma chi ha sprecato tonnellate di eleganza non ha molti titoli per esigerla nel momento della sua disgrazia. Se così si può chiamare la gestione della Giustizia da parte di un competente tribunale.

Ridacchiava supponente Sarkozy nella conferenza stampa con Angela, quando venne citato il nome di Berlusconi.

Ora si tratta di valutare se è meglio per un presidente del CdM e per un presidente della repubblica una condanna per corruzione o decine di processi per “pompini” con disinvolte bugiarde, prosperose diciannovenni.

Una valutazione facile: è peggio un presidente assatanato di sesso in privato o un presidente corrotto e corruttore nella gestione del governo nazionale?

Non avrei dubbi. Comunque, mai ridacchiare, se non si ha la certezza del candore della propria biancheria intima.

lorenzo matteoli

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LA MACCHINA POLITICA ITALIANA

Una impresa difficile: Forza Draghi!

Non si è mai verificata in Italia una situazione così strampalata.

Tre entità, l’ex PD, l’ex Lega, l’ex 5Stelle, politicamente indefinibili, culturalmente amorfe, ideologicamente spurie, si contendono il fantasma dell’elettorato moderato-liberal-progressista-populista-di sinistra italiano. Se questa definizione ha qualche significato in termini elettorali.

E poi c’è Draghi.

L’ex PD dalla storia gloriosa e complicata del Partito Comunista Italiano, travolto dal collasso del socialismo reale USSR, associato ai cattolici e ai resti della Democrazia Cristiana, integrato dai sopravvissuti a “mani pulite”  del  fu Partito Socialista Italiano, martoriato dalla crisi della Bolognina (Occhetto), rilanciato a qualche gloria da Berlinguer, trattato a cottura lenta da D’Alema, Veltroni, Renzi (che portò il partito al 40% nelle Europee del 2014), e oggi finalmente decotto al 18% con Zingaretti, alla disperata ricerca di una identità capace di superare tutti i problemi residuali della tormentata storia, che non sono pochi, aggravati dalla litigiosità dei corridoi, dei vecchi dinosauri e dei giovani turchi.

Lo vota, caparbia, la generazione in uscita (over 70) e qualche generoso 50enne.

L’ex Lega, nata padana con Bossi, diventa demagogica nazionale di cripto-destra con Salvini, con strane adiacenze con Casa Pound, picchiatori esplicitamente fasci, qualunquisti regionali, dagli ai migranti, arraffoni e ladruncoli di vario calibro (Savoini & C, commercialisti bergamaschi, 49 milioni fischiati). Non lontana dalla mafia in Calabria e in Sicilia con candidati compromessi. Nel 2021 si scopre Europea e Atlantica, al 100% con Draghi a parole, ma gli fa le scarpe con fronde negazioniste e dichiarazioni antieuro. La capriola bugiarda e strumentale di Salvini deve ancore essere metabolizzata dalla base sovranista, antieuro, antieuropea, sostanzialmente fascio-becera e non è detto che venga digerita. Salvini fa finta di niente e cerca voti con atteggiamenti demagogici offensivi che disgustano l’elettorato informato e decente, irritano Draghi, ma piacciono alla base becera con la quale il finto “capitano” si identifica.

Gli ex 5Stelle, nati nel 2005 con un manifesto ideologico “vaffanculo” mai elaborato in profondità, un distillato puerile di banalità demagogiche che peraltro convince il 30% degli elettori. Il “nulla” politico si impone sul vuoto. Dopo 15 anni di errori e fallimenti, litigi e farneticazioni sono oggi a un ipotetico 12% dell’elettorato (se va bene).  Non si sa bene cosa vogliano e come intendano ottenerlo e si affidano a Giuseppe Conte per ricostruire una identità: moderata-liberal-progressista-populista-di sinistra. Ci lavorano Conte, Grillo, e Casalino. L’imperativo: vogliamo governare. Comunque. Il passaggio dei 5S dal “vaffa” al socialismo democratico non sarà senza strazianti spaccature. Chi nasce “vaffa” “vaffa” rimane.

Poi c’è Draghi che sta cercando di aggiustare la catastrofe prodotta negli ultimi dieci anni di demagogia leghista, puerilismo penta stellato e incertezza galleggiante-litigiosa del PD.

Tutti lo stanno a guardare con curiosità, interesse, speranze e scetticismo…a seconda. 

Se ci riesce governerà l’Italia per i prossimi 15 anni, se non ci riesce saremo nella merda per i prossimi 20 anni.

lorenzo matteoli

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Scarcerato dal magistrato del Tribunale di Napoli l’assassino di Fortuna Bellisario

Per quale motivo nessun giornale riporta il nome del GIP del Tribunale di Napoli che ha rimesso in libertà Vincenzo Lo Presto dopo meno di due anni di galera (su dieci di condanna comunque troppo lieve)? Un assassino brutale, violento sistematico, torturatore della moglie che dopo anni di pestaggi e violenze ha ucciso la poveretta a randellate con la sua stampella.

Quale malattia appesta il Tribunale di Napoli, non ancora guarito dalla vergognosa vicenda di Tortora? 

Perché non si può conoscere il nome di un magistrato così ovviamente deviato da scarcerare dopo solo due anni un soggetto criminale pericoloso e perverso, con motivazioni platealmente contrarie a quelle con le quali lo stesso magistrato a suo tempo lo ha condannato meno di due anni fa?

Con questo genere di giustizia la battaglia delle donne contro la violenza domestica non sarà mai vinta.

lorenzo matteoli

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RISPOSTA AD AGOSTINO CORTESE LEGHISTA CHE MI HA SCRITTO

Matteo Salvini: datemi i pieni poteri

Solo oggi ricevo questo commento da Agostino e rispondo.

Caro Lorenzo
ma se tu vivi in Australia, che ti frega di quello che fanno in Italia? Probabilmente sei rimasto là troppo a lungo per non capire che la gente ne ha le scatole piene di Draghi, del PD, di Leu, dei massoni, dei banchieri, dei burocrati, dei clandestini, dei comunisti, degli antisovranisti e dei filoeuropeisti. Non ti piace la lega? Non votarla. Se ci fossero le elezioni, devo informarti, otterrebbe il maggior numero di voti oggi.

Prima di tutto ringrazio Agostino per il cortese commento al mio è pensierino del 10 febbraio. Spero che sia ancora in rete e che abbia modo di leggere la mia risposta.

Vivo in Australia dal 1993 (precisamente in Western Australia, Perth sull’Oceano Indiano, dall’altra parte di Sydney nell’isolone) e da sempre seguo la politica italiana nella quale ho avuto a suo tempo diretta esperienza. La “Politica” non è un soggetto che si abbandona facilmente.

L’analisi di Agostino:

la gente ne ha le scatole piene di Draghi, del PD, di Leu, dei massoni, dei banchieri, dei burocrati, dei clandestini, dei comunisti, degli antisovranisti e dei filoeuropeisti

è incontestabile e la condivido con una sola riserva. La gente non sopporta più l’orrendo teatrino romano della politica. Toglierei Draghi dall’elenco: soggetto nuovo e ancora ingiudicabile. Aspetterei.

La domanda che questa analisi impone è: se la gente è disgustata da tutti i soggetti elencati da Agostino, per quale motivo vota o dovrebbe votare per Salvini che, da solo, rappresenta e incarna tutti gli aspetti negativi dei vari nefasti attori del dramma italiano? 

Arrogante, incompetente, disonesto, bugiardo, razzista, para-fascio, demagogo, ladruncolo, papeetaro, mojito, tette e culi, datemi i pieni poteri?

Me la pongo da tempo questa domanda. Forse leggendo i miei pensierini degli ultimi tempi si trova anche qualche risposta. Chi vota Salvini non sa cosa vota, si basa su pulsioni superficiali: irritazione per lo squallore del teatrino romano, una vena di razzismo del quale l’Italia non è mai stata esente, totale ignoranza della macroeconomia e della finanza, ingenua disponibilità alla demagogia più laida e alla bigotteria dello sbaciucchiatore di rosari. 

Ed ecco la mia analisi, e la mia conclusione: l’ultima cosa da fare oggi in Italia è proprio votare Salvini per non cadere dalla brace alla brace di un incubo peggiore di quello attuale. 

Arrogante: tutta la condotta di Salvini è marcata dalla arroganza violenta e vergognosa. La politica nei confronti dei migranti, le Tshirts demagogiche, le calunnie su Karola Rakete, la puerile mania di indossare divise che non gli competono per arrogarsi una popolarità che non gli compete, lo sbaciucchiamento vergognoso e laido di crocifissi e rosari, gli appelli alla madonna, ai figli, le battute stupide sull’Europa e sull’Euro, le battute (a suo tempo) sui Draghi.

Di tutti questi esempi si possono citare tonnellate di letteratura documentale, ma svolgerò solo alcuni punti per riscontrare la cortesia di Agostino.

I migranti: lasciarli affogare nel Canale di Sicilia o abbandonarli nelle mani  degli stupratori e ladri libici non solo non è una soluzione del problema ma è un colossale danno nei confronti dell’Italia futura. Siamo in crisi demografica rapida, fra 20 o 30 anni l’Italia non avrà forza lavoro in grado di far funzionare la macchina economica del paese agricoltura, industria, manutenzione, personale paramedico etc. abbiamo disperato bisogno di un. flusso costante di immigrazione, vanno accolti, educati, formati, integrati.

La visione di Salvini è stupida, cieca e incivile ma soprattutto è suicida per l’Italia e il soggetto, chiuso nella sua arroganza e nei suoi pregiudizi razzisti non è capace di vedere il problema.

Euro ed Europa: nel mondo globale, l’isolamento è suicida. Abbiamo assoluto bisogno di partecipare a contesti socio industriali, monetari e finanziari continentali per trattare con i colossi USA, Cina e Asia. Isolati diventeremo una colonia finanziaria. Le idee di Salvini suggerite da nani dell’economia come Borghi e Bagnai sono puerili. Basti come esempio l’idea di “minibot” (Borghi) era il prodotto di una pericolosa ignoranza dei concetti fondamentali della finanza e della macroeconomia.  Pericolosa ignoranza che ancora domina la cultura finanziaria della Lega. Ci è costata miliardi di Euro: ogni volta che Salvini sparava le sue cazzate sull’Euro la speculazione internazionale ci massacrava. L’ignoranza di Salvini ci è costata decine di miliardi. Non credo che lo abbia mai capito, nessuno glielo ha spiegato (visto che i suoi consulenti sono Borghi e Bagnai che suggeriscono la “linea). I recenti episodi finanziari (pandemia e Recovery Fund) d’altra parte hanno chiaramente dimostrato come stanno le cose, ma l’ignoranza di Salvini rimane pericolosa.

Ladruncolo: che dire dei 49 milioni di Euro “spariti” nella contabilità della Lega? Che dire dei pasticci leghisti con i commercialisti brianzoli e bergamaschi? Nulla di nuovo sotto il sole: solo un altro partito sede di traffici e corruzione con Salvini segretario. E’ questo il cambiamento che vorrebbe Agostino?

Incompetente: emblema dell’incompetenza il ridicolo episodio del Metropol di Mosca, come si fa a mettersi nelle mani di un piccolo imbroglione come Savoini e mandarlo a trattare affari di tangenti petrolifere a Mosca? Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei. Se vai con Savoini …

Sbaciucchiatore di rosari: il solo gesto lo qualifica come orrendo viscido e pericoloso bigotto o come vergognoso demagogo. Tertium non datur. Cosa preferisce Agostino?

Ultimo commento: la Pandemia, le mascherine, il lockdown

Il Western Australia è da mesi senza contagi: Il Governo  ha scelto una linea rigorosa, la gente ha obbedito e in poche settimane i virus è stato azzerato. Niente contagi niente morti, ristoranti e cinema aperti.

Questa è la migliore prova che lockdown, mascherine e social distancing servono e risolvono il problema. A condizione che la gente si comporti con intelligente diligenza e opportuno rigore, e che non ci siano leader politici irresponsabili che sponsorizzano comportamenti criminali per stupidità e demagogia.

Il comportamento irresponsabile (criminale) di Salvini e dei suoi amici seguaci negazionisti per demagogia e arroganza sta costando all’Italia decine di migliaia di contagi e centinaia di morti al giorno (oggi  26 Febbraio 2021, in Italia 20.499 nuovi contagi e 253 morti)

Potrei proseguire con l’elenco delle vergogne salviniane, le giacche da poliziotto, il tango con la cubista del Papeete, le magliette #ioapro di stupida e irresponsabile antagonismo con il Governo (del quale fa parte), il disastro della sua gestione come Ministro degli Interni, l’assenza ingiustificata e sistematica dall’Europa e dalle riunioni di competenza, la criminale demagogia sulla pandemia…

Se siete stanchi della politica romana, cari leghisti votare per Salvini, vuol dire votare per il suo peggiore rappresentante: incompetente pericoloso, arrogante, demagogo e bugiardo. Inaffidabile e irresponsabile. 

Porterebbe l’Italia all’isolamento fuori dall’Europa e fuori dall’Euro, fuori dal nostro mercato principale, taglieggiati da dazi feroci, esposti alla rapina della speculazione finanziaria internazionale, costretti a vendere l’argenteria (ferrovie, porti, industrie, risorse turistiche …) fuori dalla nostra tradizionale secolare cultura, a un futuro di insularità pauperista. 

Casa Pound e i picchiatori fascisti (suoi amici) imperverseranno, di nuovo la vergogna dell’antisemitismo macchierebbe l’Italia. Il Paese verrebbe dominato da una cultura poliziesca e manganellara, olio di ricino a chi dissente. Questo per qualche generazione a venire.

Una esperienza già fatta dal Paese.

No grazie.  

Non voto Lega con solidissime ragioni e anche Agostino e i suoi amici ci dovrebbero seriamente ripensare. Molti nella Lega ci stanno pensando.

Con le stesse buone ragioni continuo a occuparmi di politica italiana: un categorico kantiano per me.

lorenzo matteoli

PS Ultima di oggi sulla “cultura” degli amministratori e senatori della Lega. La Senatrice Sonia Fregolent (46 anni ex sindaco di Sernaglia della Battaglia e attualmente Consigliere comunale in. quel paese, TV) che riceve come senatrice uno stipendio mensile di 14.000 Euro ha chiesto ottenuto e incassato il contributo di 240 Euro come supporto per la pandemia. Agostino? sono questi quelli che preferisci al disgusto per l’attuale palude romana? Auguri! Inaffidabili e tendenzialmente ladruncoli. LM

Matteo Salvini irresponsabile demagogo
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L’ENIGMA DEI SOTTOSEGRETARI

Mario Draghi aka whatever it takes

La lettura dei nomi dei sottosegretari e della loro collocazione nei vari ministeri pone qualche problema di interpretazione. Non si legge un criterio di competenza, non si legge un criterio politico, non si leggono criteri di equilibri di alcun genere:  caratteriali, di antropologia culturale, di storie individuali. Alcuni dei soggetti sono noti per precedenti ai limiti della dignità, nemmeno politica, ma di buon senso, ragionevolezza ed elementare buona educazione.

È così evidente la assoluta mancanza di criteri e di volontà nella scelta dei nomi e delle collocazioni che non lascia altra conclusione se non quella, banale, che è proprio questa assoluta mancanza il criterio che è stato privilegiato.

I nomi sono quelli suggeriti, faticosamente, dalle segreterie e sulla lista non c’è stato intervento critico del Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi.

La lista rappresenta quindi in modo preciso il livello patetico della maturità politica delle forze presenti in Parlamento, incapaci di esprimere competenza, professionalità, credito politico, ma completamente asservite alle logiche dei “corridoi”, delle correnti e delle varie parrocchie personali.

La domanda che consegue a questa constatazione è: come potrà funzionare la macchina del governo con questi soggetti inseriti nei suoi complessi ingranaggi?

Due possibili risposte.

  1. Funzionerà male. Si aprirà una gazzarra continua di veti incrociati, di tentati colpi di mano dei vari arroganti incompetenti, di dispetti e boicottaggi impliciti ed espliciti che i ministri non riusciranno a controllare e che in breve tempo porteranno il governo di Mario Draghi in una palude di inefficienza e quindi alla crisi finale.
  2. Funzionerà bene. Le varie arroganze e incompetenze, puerilismi e stupidaggini dei sottosegretari si elideranno fra di loro e il vuoto della confusione verrà occupato dalle decisioni di Mario Draghi e dei soggetti della sua squadra tecnico-politica.

Ovvero Mario Draghi, sapendo che non avrebbe mai potuto risolvere la congenita incapacità delle segreterie di risolvere il loro asservimento alla situazione dequalificata che caratterizza il teatro della politica parlamentare e dei suoi attori, ha abbandonato il campo con una assunzione machiavellica, “tanto peggio, tanto meglio”. Il caos dei litigi e della gazzarra determinerà un vuoto che verrà occupato dall’autorità del Premier.

La legge fondamentale di questa situazione è che se sei autorevole e competente puoi sempre riempire il vuoto lasciato dall’inadempienza e dalla incompetenza.

Che dire? Si sono già visti i primi segni della situazione con le dichiarazioni, più o meno arroganti, di alcuni dei sottosegretari prontamente rintuzzate da alcuni ministri competenti (cfr Molteni/Lamorgese sui migranti) e sicuramente altre seguiranno. Presto vedremo se l’assunzione machiavellica dell’ipotesi B si verifica o meno.

È solo l’inizio.

lorenzo matteoli

P.S. Salvini è stato convocato a Palazzo Chigi e seccamente ripreso per la stupidaggine arrogante della maglietta (#ioapro), una bella bacchettata sulle chiappe e la prossima sarà pubblica e umiliante, elettoralmente costosa.

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IRRESPONSABILE, BUGIARDO

La Lega è un Partito al governo con Mario Draghi. Salvini ha dichiarato che condivide fatti e idee di Draghi e del suo Governo. Giorgetti è il Ministro della Lega al Governo e ci sono con lui 8 sottosegretari (cioè viceministri).

Come Segretario della Lega Salvini è a tutti gli effetti responsabile delle decisioni di questo governo, delle sue scelte politiche, e delle sue strategie e tattiche esecutive.

Ciononostante Salvini quotidianamente manifesta, dichiara e promuove posizioni contrarie alla linea decisa dal Governo.

Va denunciata e pubblicamente censurata la condotta puerile, irresponsabile, disonesta e provocatoria del Salvini, gravemente pregiudiziale per il conseguimento degli obbiettivi del governo e per la salute dei cittadini.

lorenzo matteoli

Irresponsabile bugiardo
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