Le primarie del PD

Il voto alle primarie del PD

Micidialmente importante non solo per il PD ma per l’intero quadro politico italiano del momento. Per questo la partecipazione va allargata al massimo.

Pier Luigi Bersani
Un voto di conservazione: more of the same. Il partito degli apparati, subalterno a sindacati e alla sinistra estrema. Subalterno ai cattolici fondamentalisti. Continuerà la tradizionale storica emarginazione della sinistra dal governo malamente aggiustata con inciuci e consociazione. Una grave tara: l’ombra di Penati su Bersani. I paletti posti dalla sua segreteria sulle primarie sono un segno chiaro della vecchia malattia massimalista della classe dirigente del partito che Bersani bene rappresenta per carattere e storia. Bersani se vincesse, porterà il PD alla sua definitiva sepoltura, soffocato dalle arroganze incrociate di Dalema, Bindi e Camusso.

Matteo Renzi
Un voto di rinnovamento con i rischi del rinnovamento. Renzi promette molto, a parte la rottamazione che è solo uno slogan, e potrebbe veramente portare il vecchio PD, e le sue incrostazioni PCI residue, sulla via della socialdemocrazia e farlo diventare un credibile partito di governo. Il grande vantaggio di Matteo Renzi è che non ha “bagaglio” storico ideologico e che quindi si può muovere senza viscosità su tutti i problemi di questo difficilissimo momento. Per la prima volta dalla fondazione della Repubblica, l’Italia avrebbe una classe politica giovane nella camera dei bottoni. La sua sola candidatura ha già provocato un brivido di cambiamento

Tabacci
Irrilevante

Nichi Vendola
Linea politica confusa, velleitaria, demagogica e pasticciata a valle di una esperienza amministrativa pugliese piena di ombre, sicuramente non risolte dall’ultima discussa sentenza della magistratura di Bari. La sua dichiarazione di volere un figlio con il convivente gay una penosa gaffe demagogica e di cattivo gusto.

Puppato
Brava ma irrilevante.

Più gente vota meglio è.

Informazioni su matteolilorenzo

Architetto, Professore in Pensione (Politecnico di Torino, Tecnologia dell'Architettura), esperto in climatologia urbana ed edilizia, energia/ambiente/economia. Vivo in Australia dal 1993
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7 risposte a Le primarie del PD

  1. Laura Hoesch ha detto:

    mi dici dove trovo la sentenza di Bari che tu critichi? la vorrei leggere. ciao

  2. Andrea N Ketoff_G ha detto:

    Ma come fai a auspicare la vittoria di Renzi… Anche tu abbandoni il centro destra liberista ed ex socialista? Guarda che se vince lui anche la destra legnostortista sta a casa per venti turni.

    Allo stesso tempo mi fa molto ridere questa storia che Renzi sarebbe votato da quelli di destra. Ma se oggi il centrodestra e’ dato al 15 percento mentre prima era al 40, vorra’ dire che gli altri 25 credono/sperano in altri, e allora perche no in Renzi, ma anche Vendola o tabacci ecc. Solo in Grillo va bene?

    E poi come credono che abbiano vinto Berlusca e la Lega se non attraendo gli operai storici del PCI?
    Non vado a votare domani, e raccomando che non ci si vada.
    Se fossimo in un paese non dico normale ma solo perbene, la nuova generazione di politici avrebbe ricostruito dei partiti onesti, moderni e dinamici, presenti capillarmente sul territori, fucine di classe dirigente che prende decisioni per il paese e non per il paesino.
    Invece siamo qui a buttarci nelle mani di un plebiscitarismo da internauti stupidi e ignoranti, una finta imitazione delle primarie americane, che invece sono un’operazione di costruzione dell’azionariato, con regole ferree.
    Questa e’ un’operazione per far crescere l’attenzione e fare uscire sui giornali i politici, soprattutto del centrosin, che meritano invece solo sputi. Non saranno queste operazioni di belletto a convincermi ad andare a votare alle prossime politiche.

    Ciao. AK

  3. laura.operti@libero.it ha detto:

    perchè usi un termine così offensivo, improprio, arrogante come “irrilevante”?

    laura operti

    • matteolilorenzo ha detto:

      Ho scritto brava ma irrilevante perché quando uno prende il 3% dei voti è politicamente irrilevante. Non è offensivo: è un fatto. Magari sul quale si può riflettere, ma ritenerlo offensivo vuol dire non cogliere la realtà delle cose. La signora Puppato non può pretendere più voti solo in quanto donna: deve anche convincere politicamente.

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