Traduzione su Legno Storto

Ho tradotto per il Legno Storto u articolo dal Financial Times: La politica fa scoppiare la bolla Monti” di Wolfgang Munchau, lo riporto di seguito con il mio commento:

La politica ha fatto scoppiare la “bolla” Monti Stampa
Scritto da Wolfgang Münchau
martedì 11 dicembre 2012

Financial Times –  L’annuncio di Mario Monti che intende dimettersi da primo ministro italiano ci dice due cose: la politica sta invadendo e la crisi sta di nuovo peggiorando. Ho sempre rispettato il signor Monti come Commissario Europeo e come saggio osservatore degli affari europei, ma sono molto più scettico sulla sua prestazione come capo del governo italiano. La adulazione talvolta poco critica che lo ha assistito si basava sull’assunto che i problemi italiani si potessero risolvere mettendo da parte la politica, imponendo alcune riforme e un sacco di austerità. L’opinione corrente era che solo un governo di tecnocrati potesse implementare questa strategia.La magia di Monti è sembrata funzionare per un po’ – molto più a lungo di quando non mi sarei aspettato. L’interesse sui titoli a dieci anni italiani è sceso di quasi 200 punti base durante il suo governo perché gli investitori, ansiosamente avidi di buone notizie, hanno voluto credere alla magia.

Ma l’anno di governo del signor Monti è stato una bolla, che è piaciuta agli investitori fin che è durata, ma si è sgonfiata. E probabilmente non ci metteranno molto gli investitori stranieri a rendersi conto che nello scorso anno sono cambiate poche cose se si eccettua il fatto che l’economia è passata a una fase di profonda depressione.

Ci sono ora due cose che devono essere messe a posto in Italia: sono tutte e due essenzialmente politiche e al di là delle possibilità dei tecnocrati.

La prima è di invertire immediatamente la strategia dell’austerità – sostanzialmente smantellare il lavoro di Monti. Gli aumenti delle tasse e il taglio sulla spesa stanno avendo effetti controproducenti. Riducendo il debito e la crescita è aumentato il rapporto tra debito e PNL a breve termine e dubito che scenderà di molto sul lungo termine . Il deterioramento della sostenibilità del debito italiano diventerà evidente l’anno prossimo, man mano che arriveranno le prove statistiche degli effetti catastrofici dell’austerità.

Gli effetti si sentono già ancora prima dei bilanci del 2013. Il peso fiscale sulle famiglie italiane questo mese è quasi raddoppiato – come conseguenza della introduzione di una nuova tassa sulle proprietà immobiliari – che ha avuto come effetto immediato di massacrare le vendite natalizie. La Confcommercio, associazione dei commercianti, stima un crollo dei consumi del 13%.

La seconda priorità è la necessità di contrastare Angela Merkel. Questo è stato qualcosa che il signor Monti non ha voluto o non è stato capace di fare. Ha cercato di fare un po’ di voce grossa al summit Europeo del giugno scorso, ma non è mai stato capace di affrontare la cancelliera tedesca sul vero problema: che senza qualche forma di mutualizzazione del debito – un bond dell’eurozona – era difficile che un paese con un rapporto tra debito e GNP del 130% e virtualmente in crescita zero potesse rimanere membro dell’Eurozona, e aggiornare per sempre il suo debito anno dopo anno. Solo un capo eletto è in una posizione che gli consenta di forzare la scelta. Un primo ministro tecnocratico non è in grado di esprimere una contro minaccia credibile quando la risposta è no.

Mi si chiede spesso cosa farebbe la Germania se si trovasse a dover scegliere tra un euro bond e l’uscita dell’Italia. Credo che di fronte a questa posizione Berlino avrebbe avuto dei problemi. La ragione della grande popolarità del signor Monti in Germania era dovuta al fatto che la sua bolla e la sua austerità facevano il gioco della cancelliera che voleva rimandare le decisioni difficili sulla risoluzione del debito e sulle riforme istituzionali a dopo le prossime elezioni tedesche del prossimo anno.

 

C’è in vista la leadership necessaria? Pier Luigi Bersani il segretario recentemente eletto a capo del Partito Democratico, chiaramente non è l’uomo adatto. Fa parte dell’ala conservatrice del centrosinistra quella che ha sostenuto l’austerità del Signor Monti e non è a favore di riforme strutturali – la combinazione peggiore.

Matteo Renzi il giovane sindaco di Firenze che ha perso le primarie contro il signor Bersani sarebbe stato un candidato più credibile per riportare la fiducia nella politica italiana. Ma con Bersani vincente e il suo partito forte nelle previsioni di voto, mi aspetto che l’establishment cercherà adesso di farlo passare per il prossimo capo sicuro, l’uomo che può più probabilmente soffiare ancora un po’ di aria nella bolla.

Un’altra possibilità è il ritorno di Monti come politico che si lancia nella campagna elettorale candidato di una coalizione centrista.

E che dire del signor Berlusconi il cui ritorno sul fronte politico ha provocato le prossime dimissioni del signor Monti? Non diventerà primo ministro. Gli italiani ne hanno avuto abbastanza di lui, anche se ancora gode di qualche popolarità residua nella destra.

Ma per quanto inutile e comico possa essere stato il signor Berlusconi nel suo ultimo mandato al governo, la sua diagnosi dei problemi italiani dopo la sua uscita è esatta. L’Italia deve negoziare una nuova posizione nell’eurozona, ha detto, aggiungendo che anche una uscita dell’Italia non dovrebbe essere trattata come un tabù. E ha ripetutamente affermato che l’austerità non funziona. Avrebbe dovuto dirlo quando era primo ministro.

Il risultato delle elezioni è ulteriormente complicato dal ruolo del Movimento 5 Stelle guidato dal comico Beppe Grillo, che è arrivato per qualche tempo al secondo posto nei sondaggi di opinione.

Il risultato migliore per l’Italia sarebbe un capo politico che portasse avanti con vigore il problema del futuro dell’Italia con una idea chiara delle scelte che l’Eurozona e il Paese devono fare. Altrimenti l’Italia rischia di venire spinta in una posizione simile a quella della Grecia, che dopo aver seguito quelle strategie oggi non ha più scelte.

10-12-2012

Traduzione di Lorenzo Matteoli

Commento di LM:

Fa piacere leggere sul Financial Times le cose che in molti scriviamo e sappiamo in Italia ma che nessun giornale italiano della stampa di regime si può permettere di scrivere. La pericolosità di Monti è proprio conseguenza della sua credibilità internazionale e della sua immagine di autorevolezza: nessuno si azzarda a dire che sbaglia se non l’opposizione. Il giornalista del FT non lo manda a dire ai nostri pennivendoli quando parla di “adulazione acritica”. La fermezza con la quale il professore Monti ha difeso la sua strategia perdente anche quando gli effetti negativi erano evidenti ci costerà cara. Il coro belante dei sostenitori a oltranza “dell’agenda Monti”, Casini, Montezemolo et al, dovranno studiare una strategia per girare la boa salvando la faccia. Sarà interessante osservare l’esercizio. Il gesto di Berlusconi, indipendentemente dai suoi motivi, ha fatto un enorme piacere a Bersani e a Napolitano: si è preso la briga di saltare con i piedi nel piatto di minestra rancida e di tirare fuori la mortifera castagna dal fuoco. Risparmiando al Paese altri mesi di lenta asfissia. I mercati dovrebbero reagire in modo positivo se avessero un minimo di ratio

Informazioni su matteolilorenzo

Architetto, Professore in Pensione (Politecnico di Torino, Tecnologia dell'Architettura), esperto in climatologia urbana ed edilizia, energia/ambiente/economia. Vivo in Australia dal 1993
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Una risposta a Traduzione su Legno Storto

  1. antonio sanminiatelli ha detto:

    sono molto perplesso , c’è qualcosa che non quadra . anche Monti per poter lavorare deve nascondere le sue intenzioni . sono tutti agitatissimi contro di lui , ne hanno una paura folle
    se verrà eletto si potrà capire cosa vorrà fare e cosa riuscirà a fare : se si fa un elenco delle cose ti viene da spararti !
    Auguri per il nuovo anno . Antonio

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