Peggio di così

Peggio di così

Lorenzo Matteoli

31 Marzo, 2013

 

La decisione di Napolitano di prorogare Monti e di istituire due commissioni di saggi per assistere il governo nel produrre le riforme di breve termine ha lasciato tutti di sale.

Una decisione in apparenza assurda e controcorrente, solo a una seconda riflessione probabilmente l’unica plausibile nelle condizioni di questa incredibile congiuntura. O meglio l’unica plausibile nell’ottica del vecchio e frustrato Presidente e della palude ideologica del PD. Perché con una visione più franca e coraggiosa forse di soluzioni diverse c’era campo. In realtà Napolitano ha sigillato una tragedia in corso. Nessuno voleva un nuovo governo tecnico. Nessuno voleva Monti. Tutti volevano un governo “politico” e di cambiamento.

Napolitano ha ratificato il “more of the same”, il governo tecnico oramai privo di credibilità, il premier Monti stremato e auto-umiliato politicamente e lo ha messo sotto tutela.

Poteva anche essere una soluzione brillante, ma la lettura dei nomi delle commissioni di saggi è deprimente. Se questi sono quelli che dovranno disegnare il “cambiamento” lo spazio lasciato alla farneticazione qualunque di Grillo si è ampliato per fattori. Napolitano ha ratificato quanto di peggio si poteva ratificare del teatrino incapace e inconcludente che ha massacrato l’Italia da 40 anni a questa parte.

I “saggi”  sotto la cui tutela è stato posto il fallimentare governo di Mario Monti sono, se si può, peggio di lui e peggio dei suoi farfuglianti ministri. Rappresentano la decadenza, la reazione, il bagaglio di segreti e nequizie di destra e di sinistra accumulato negli ultimi quaranta anni di degrado della democrazia italiana. È difficile sperare che possano produrre qualcosa di diverso, di decente, di attuale e di utile. I conflitti interni che li congeleranno daranno luogo a compromessi laidi e impraticabili, il governo sotto la loro tutela sarà imbalsamato nelle contraddizioni e nei ricatti incrociati.

L’unica cosa che potrà fare il Parlamento sarà togliere definitivamente la fiducia al caravanserraglio indecoroso e incompetente e andare con un nuovo Presidente, che sarà certamente al servizio della sinistra più reazionaria, a nuove elezioni che, si spera, si possano svolgere con regole non vergognose.

Fino al 15 Maggio ci dovremo limitare a osservare, inerti, lo sfascio sistematico ultimo. Sarà interessante vedere come i partiti del regime e i giornali del regime riusciranno a cantarne le lodi.

La decisione di Napolitano rappresenta inoltre la condanna del PD, del suo segretario imbelle Bersani e la denuncia dello stato disastrato dell’ex Partito Comunista, diviso fra il massimalismo dello zoccolo duro, l’arroganza dei giovani turchi, la supponenza bindiana dei cattolici, la congenita incapacità di abbandonare il cripto stalinismo e di aprirsi a una dialettica socialdemocratica attuale e moderna. L’orrendo pastone che ha marcato il boicottaggio suicida di Matteo Renzi e incastrato il partito con lo stupido slogan dell’usato sicuro nella tragica catarsi finale.

La storia registrerà la farsa inconcludente delle consultazioni di Bersani, la sua sistematica disponibilità ad essere insultato volgarmente da Grillo e il suo assurdo rifiuto di esplorare il possibile incontro con il PdL, vittima delle correnti più retrive della base del PD.

L’incapacità di interpretare responsabilmente la situazione di emergenza Bersani la condivide con Grillo senza significativa differenza. E la sua dichiarazione di “non rinunciare” oltre che puerile è stata offensiva delle Istituzioni e del senso comune. Erano altre le linee di fermezza e tenacia da seguire.

Saranno quarantacinque giorni di sofferenza l’unico augurio che ci possiamo fare è che questa situazione non sia percepita dai mercati finanziari e che la soluzione della crisi venga intesa come una brillante iniziativa del vecchio Presidente: una confezione che certamente i giornali e le fonti del regime vorranno certificare con le loro inconsistenti narrative. 

Informazioni su matteolilorenzo

Architetto, Professore in Pensione (Politecnico di Torino, Tecnologia dell'Architettura), esperto in climatologia urbana ed edilizia, energia/ambiente/economia. Vivo in Australia dal 1993
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2 risposte a Peggio di così

  1. claudia ha detto:

    Purtroppo hai raggione, condivido in tutto, Claudia

  2. claudia ha detto:

    Purtroppo hai ragione, condivido in tutto, Claudia

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