Soffocante moralismo a senso unico

 

Lorenzo Matteoli

13 Maggio 2013

 Un Paese che soffre di appiccicoso moralismo a senso unico: Oliviero Diliberto e Alfonso Pecoraro Scanio, Ministri nei governi Dalema e Prodi (il primo Grazia e Giustizia nei governi Dalema e il secondo all’Agricoltura con Amato e all’Ambiente con Prodi) frequentavano regolarmente e attivamente le manifestazioni di piazza contro i governi dei quali erano autorevoli membri senza che questo sollevasse l’indignazione scandalizzata dei bacchettoni del PD. Angelino Alfano presente a Brescia al comizio elettorale per l’elezione del Sindaco scatena il rigore pruriginoso della Santa Inquisizione del PD e dei giornali conformi.

Trovo decente e giusto che i ministri di un governo non vadano a sbracarsi nelle piazze cantando slogan contro se stessi come ministri del governo, e basterebbe poca sensibilità per capirlo.  Resta aperta la questione del “modo”: una presenza silenziosa e dignitosa per significare la propria opinione privata potrebbe essere corretta e accettabile. Anche un ministro dovrebbe avere il diritto di rappresentare la sua opinione di privato cittadino senza che questo sia motivo di vergogna e scandalo.

Ma se Oliviero Diliberto, Ferrero, Giordano, Fausto Bertinotti hanno a suo tempo istituito  il costume e la cultura del “partito di lotta e di governo” e se Alfano si adegua mi riesce difficile capire perché quando lo fanno loro il gesto è nobile e apprezzabile e quando lo fa Alfano è una porcheria. Forse un cenno “per memoria” sarebbe stato opportuno nelle unanimi condanne della ipocrisia sinistra.

Si tratta del consueto e storico “sciagurato senso di superiorità” della sinistra italiana che se qualcosa lo fanno loro va bene, ma se la stessa cosa la fanno “gli altri” è una porcheria, perché “loro sono diversi”.

Lo stesso nodo che impedisce al PD di leggere correttamente il corpo elettorale di comprenderne le tensioni attuali e le conseguenti aspettative politiche per aggiornare la sua offerta e conquistarne i voti. Qualcuno dovrebbe avvertire i dirigenti che lo “zoccolo duro” è andato altrove, mentre loro si trastullavano a Montecitorio, giocando alle parrocchiette.

Ma non è questo il problema. È  più preoccupante la sensazione che il bisticcio su questioni marginali sia il segno di una malattia più grave della difficile coalizione di governo. I ministri e il loro Presidente che si impegnano in queste beghe non sembrano essersi ancora resi conto del significato e delle responsabilità di un governo di “salute pubblica” o di emergenza grave come quello che il Paese ha loro affidato per le mani del Presidente Napolitano. Rischiamo di ripetere la fallimentare esperienza del governo Monti dove la incompetente supponenza dei professori (tecnici?) viene sostituita dalla incompetente spocchia dei politici. Eppure i severi e indignati messaggi del presidente Napolitano sono stati chiarissimi.

Ci sono cose da fare molto più importanti e urgenti: la sistematica eliminazione degli sprechi e dei costosi privilegi della varie caste, una strategia per l’occupazione giovanile, una strategia di manutenzione del territorio e dell’ambiente, una azione sistematica di semplificazione delle soffocanti procedure burocratiche che bloccano le imprese e gli investimenti, una strategia di supporto per l’innovazione tecnologica e gestionale, una politica drastica e punitiva per impedire alle banche di imboscare i finanziamenti europei senza trasmetterli al credito per le imprese.

Senza dimenticare le grandi riforme: la Costituzione, la legge elettorale, il Parlamento bicamerale, Giustizia e Scuola.

Interessante sarebbe che il Governo Italiano incoraggiasse l’Europa a rendere chiara ed esplicita la svolta che sta avvenendo nelle strategie macroeconomiche mondiali ed Europee: là dove si doveva capire si è capito che l’austerità e la pesantezza fiscale vanno rapidamente sostituite da una strategia di investimento finalizzata a rimettere in moto un ciclo virtuoso del denaro, domanda e offerta. Draghi sta cambiando, nei limiti del suo potere e non senza difficoltà, la strategia macroeconomica della BCE: sarebbe bene che questa svolta venisse conclamata per aumentarne la forza sui governi dell’Europa e la leva sulla gente e sui mercati. Si ha invece l’impressione che venga fatta di nascosto per non urtare la sensibilità degli “austeriani”. Nell’economia e nella finanza le azioni valgono, ma le aspettative dei mercati sono altrettanto e, qualche volta, anche più importanti.

Informazioni su matteolilorenzo

Architetto, Professore in Pensione (Politecnico di Torino, Tecnologia dell'Architettura), esperto in climatologia urbana ed edilizia, energia/ambiente/economia. Vivo in Australia dal 1993
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Una risposta a Soffocante moralismo a senso unico

  1. caramanti@libero.it ha detto:

    Caro Lorenzo,

    concordo con le tue analisi, ma oggi la politica mi ha veramente stancato Ho avuto risposta da una mia mail da Adriano LaR(egina, mi ha chiesto il telefono per poterci sentire, sto aspettando,

    vorrei visitare le zone dei Sanniti dove ha fatto le sue ricerche

    Continuo a viaggiare, nei limiti del possibile. Ho riletto con gioia Il gattopardo, sono volata a Palermo per 7 giorni, poi ho letto I Vicerè, magnifico. Sono tornata in Egitto, clima perfetto per i dolori.

    se riesco farò un breve viaggio a luglio, ma da giugno a settembre sarò in Sardegna,

    spero di sentirti,

    Ciao, Claudia

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