Lo scenario di uscita dall’Euro

Lo scenario dell’uscita dall’Euro

Lorenzo Matteoli

13Maggio 2014

 

 

E’ oramai un fatto consolidato che nessuno fra i grandi esperti di economia macro e micro (sia l’economia che gli esperti) è in grado di descrivere con qualche approssimazione una ipotesi di scenario di uscita dell’Italia dall’Euro e delle sue conseguenze.

Uno scenario che copra gli aspetti tecnici e procedurali di un percorso che la normativa istitutiva della moneta unica non ha contemplato come plausibile e tantomeno descritto negli aspetti regolamentari, che quindi va “inventato” istruito e fatto oggetto di decisione da parte dei vari livelli istituzionali della burocrazia di Bruxelles (CE) e Francoforte (BCE). Anche la descrizione di questo percorso non è facile: probabilmente dovrebbe essere innescato dalla formale richiesta di uno dei paesi membri di uscire dalla moneta unica. Potrebbe anche essere innescato da una iniziativa della Comunità o di uno dei suoi organismi istituzionali.

Risolto eventualmente il problema normativo resta da impostare un strategia esecutiva da parte del paese o dei paesi interessati ad uscire: oggi si usa  il termine “roadmap”. Euro Exit Strategy Roadmap: EESR.

In Italia ci sono attualmente due partiti di opinione su quello che potrebbe essere l’esito di una EESR italiana: i catastrofisti e i superottimisti.

I due scenari della catastrofe e della gloria finanziaria sono stati ampiamente descritti da importanti rappresentanti delle due scuole di pensiero ed è quindi inutile spendere altra memoria digitale e carta di stampanti sul tema: rimando alla ampia letteratura sul genere letterario.

Sembra ragionevole pensare che, allo stato attuale, le due ipotesi abbiano eguali probabilità di svolgersi e che la possibile vittoria dell’una sull’altra dipenda in modo determinante dalla “reazione dei mercati”.

Se i mercati reagissero positivamente ritenendo che la “nuova Lira.1” possa essere la soluzione della crisi dell’economia italiana: rilancio investimenti, rilancio occupazione, rilancio PNL, inizio di sostanziale pagamento del debito pubblico etc. si avrebbe l’alternativa gloriosa.

Se i mercati dovessero invece negare tutte le ipotesi di positivo svolgimento la “nuova Lira.1” non avrebbe credibilità né futuro nello scenario macroeconomico degli scambi planetari e si avrebbe l’alternativa catastrofica. Ahinoi!

Ora “i mercati” non sono solo una oscura, ambigua, capricciosa creatura di malaffare, contengono i germi positivi del progresso e dello sviluppo e i germi mefitici del fallimento e della miseria.

La domanda interessante è come si fa a fare in modo che i germi del progresso e dello sviluppo vincano sugli orribili bacherozzi della miseria?

Provo a proporre una descrizione schematica di quello che potrebbe essere il fondamento di uno scenario positivo che sinteticamente si esprime in questa semplice formula: va creata l’immagine preventiva del successo. Eccone gli elementi fondanti:

Un governo competente e versato su visione strategica di grandi riforme: taglio di spese parassitarie e clientelari, taglio di sprechi di sistema, taglio di carichi burocratici inutili, efficienza dei servizi, giustizia rapida ed efficace, gestione draconiana della corruzione, investimenti strategici nell’educazione, nella ricerca, investimenti di breve termine nella manutenzione a tutti i livelli dall’eco-territorio all’edilizia spicciola, investimenti strategici nelle infrastrutture trasporti, comunicazione, informatica…

Sindacati capaci di visione strategica nella difesa dei lavoratori e non arroccati sulla “torsione” corporativa della rappresentanza .

Imprese capaci di investimento progettuale per l’innovazione di tecnologie e procedure.

Banche capaci di investire sull’economia reale e meno impegnate sulla speculazione finanziaria e sull’“overnight trading”.

Stampa e televisione impegnate sulla informazione critica corretta della pubblica opinione, ripulite dalla demagogia e dall’asservimento agli sponsor politici o di impresa.

Una cultura generale libera dalla hubrys compiacente, fuori dalla palude dell’arroganza autoreferenziale…

Procedure decisionali rapide e strutturate dalla competenza specifica ed eclettica: ringiovanimento generale della classe dirigente, selezione rigorosamente meritocratica dei quadri.

Questo “scenario organico” sarebbe in grado di predisporre efficacemente l’immagine preventiva del successo. Con questa “macchina” la decisione dell’Italia di affrontare la EESR (Euro Exit Strategy Roadmap) avrebbe ottime se non sicure probabilità di successo: la reazione dei mercati non potrebbe che essere positiva.

Ora, per rispondere alla domanda se convenga o meno all’Italia uscire dall’Euro bisogna confrontare lo scenario che ho schematicamente descritto con la situazione attuale del nostro Paese. E trarne le opportune conclusioni.

Informazioni su matteolilorenzo

Architetto, Professore in Pensione (Politecnico di Torino, Tecnologia dell'Architettura), esperto in climatologia urbana ed edilizia, energia/ambiente/economia. Vivo in Australia dal 1993
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