Il Califfato, gli orrori, gli errori e da che parte si sta.

Lorenzo Matteoli
Domenica 24 Agosto 2014-08-24

È stato penoso nella trasmissione “in Onda” di ieri sera vedere un gigante della politica italiana come Marco Pannella affondare nel suo senile eccesso di lucidità: volendo dire troppe cose, volendo distillare l’essenza del suo pensiero, volendo ricordare quante volte nella sua lunga vita di guerriero della politica lui “L’Aveva Detto”, alla fine gli è mancata la sintesi, la battuta tacitiana globalmente significativa. L’argomento assoluto e dirimente.
Ma se l’avesse trovato, nell’intrico verbale del voler “dire tutto”, avrebbe comunque detto una cosa sbagliata: affascinato dai suoi principi e dalle sue logiche radicali Marco, che difende Battisti e l’idea del dialogo con i terroristi, ha perso di vista il “nodo” della questione: il dialogo con “questi” terroristi, che non sono le BR, è indifendibile.
Va riconosciuta e apprezzata la correttezza lucida di Davide Giacalone che non si è fatto trascinare nello scannatoio verbale sregolato dai due goffi “conduttori” della trasmissione: il peggio di una professione televisiva che ha raggiunto livelli insopportabili di arrogante incompetenza.
Il dibattito ieri sera avrebbe voluto illuminare l’inclito sulla questione Califfato, terroristi, intervento occidentale, Siria, Iraq, Curdi etc. Tutto ampiamente mescolato con sgozzatori, torturatori, Israele, Hamas, bambini uccisi e quant’altro dell’attuale globale orrore.
Nessuna luce è venuta da un’ora di penoso inconcludente monologo pannelliano vanamente contrastato con civiltà e rispetto da Davide Giacalone e con goffa incompetenza dai due “conduttori”.
Sia ieri sera che nel generale attuale panorama televisivo e cartaceo mi sembra che i commentatori, distratti dagli orrori e dalla criminalità delle varie parti in causa, abbiano tutti perso “i fondamenti”.
E veniamo al “nodo”.
È vero Abu Ghraib è stata una vergogna, Guantanamo è stata una vergogna Assad, suo padre e suo zio sono dei macellai responsabili di sistematico genocidio e altri orrori, la guerra in Iraq è stata dall’inizio un cumulo di errori, la guerra in Afghanistan anche, quella in Libia peggio ancora, e non si parli della Somalia, né della guerra condotta con i droni per “assassinio”. La democrazia tradita è in crisi. Tutto vero.
Ma il Califfo e il suo esercito di fondamentalisti fanatici macellai va combattuto, fermato, bloccato, annullato per la semplice evidente e banale ragione che vogliono imporre una religione come struttura di governo. La legge “rivelata” di Dio come regola della società. Una bestemmia civile.
L’Europa ha combattuto centinaia di guerre, secoli di rivoluzioni, ha sofferto Inquisizioni, milioni di morti, milioni di martiri, roghi, ghigliottine, garrote, forche per superare, vincere, annullare l’obbrobrio di regimi teocratici, per conquistare e far funzionare democrazie liberali o socialdemocratiche, per istruire il potere delegato dal popolo attraverso l’elezione libera di suoi rappresentanti.
Poco importa se le democrazie occidentali sono oggi in crisi, corrotte, impotenti, alla bancarotta ideologica e finanziaria per gli errori commessi e per lo scempio che è stato fatto del concetto stesso di democrazia e per il tradimento della delega ricevuta dagli elettori. Sempre milioni di volte meglio dell’incubo del Dio-Governo, del Dio-polizia, della Sharia, del Corano o della Bibbia come legge di una comunità civile. La democrazia tradita si recupera, la religione al potere è per sempre.
Questo semplice e banale concetto è sfuggito ieri sera a Marco Pannella, che peraltro ha passato e combattuto una vita per difenderlo. E glie ne va dato atto.
Non ci può essere dialogo fra la libertà della democrazia e l’incubo dei regimi dominati dai “rappresentanti” di Dio in terra. Di qualunque religione, con buona pace del Papa Bergoglio, dei Mullah, degli Ayatollah, degli Shamani, stregoni e di tutti i possibili male o benintenzionati interpreti di superiori, divine volontà. Rivelate o meno.
Questo è lo spartiacque etico, filosofico che deve essere chiaro per decidere da che parte si sta. Una decisione che comunque comporta sofferenza, per via degli errori che inevitabilmente verranno commessi quando, per difendere la filosofia e le idee, si è costretti a fare la guerra. Una tragedia che si ripete sistematicamente nella storia.
Come alla Battaglia di Lepanto disse il vecchio capitano Gianandrea Doria a Marcantonio Colonna che si voleva ritirare: “El xe necesario e no se pol far da manco.”

Informazioni su matteolilorenzo

Architetto, Professore in Pensione (Politecnico di Torino, Tecnologia dell'Architettura), esperto in climatologia urbana ed edilizia, energia/ambiente/economia. Vivo in Australia dal 1993
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3 risposte a Il Califfato, gli orrori, gli errori e da che parte si sta.

  1. c.demichelis@soconomar.it ha detto:

    Grazie grande Nicchio, la lettura collettiva del tuo articolo ( donne e bambini compresi) ha illuminato una gia” luminosa giornata di sole pugliese
    TIM: la tua mail in mobilità con il BlackBerry®

  2. matteolilorenzo ha detto:

    Grazie! Molto lusingato!

  3. mario fezzi ha detto:

    Molto molto bene, mio dolce amico. Concordo su quasi tutto (il quasi riguarda gli elogi per Pannella). Bene cosi. Un abbraccio. Mario

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