Una sfera di cristallo unta e sporchiccia

Lorenzo Matteoli

8 Dicembre 2014

nota: l’8 di dicembre, un omaggio affettuoso alle nostre amiche e compagne

Guardare nella sfera di cristallo per cercare qualche segnale di futuri possibili è sempre un esercizio utile anche se il pericolo di prendere formidabili cantonate è enorme. Il futuro, come banalmente si sa, è sempre lo svolgimento del presente, ed è quindi nel presente che sono contenuti i suoi germi, embrioni e ipotetici fattori di innesco. Il guaio è che i germi, gli embrioni e i fattori di innesco sono migliaia, interagenti, fragili, contraddittori. Il presente, che noi leggiamo chiaro correntemente, analizziamo e commentiamo con quotidiana disinvoltura, appena assunto come matrice di futuro diventa un garbuglio oscuro e incomprensibile di tensioni, segreti, sorprese, splendide opportunità e potenziali catastrofi. Un embrione o bacherozzo insignificante nel quadro attuale può diventare domani un dinosauro, mentre una corazzata di oggi può diventare domani una barchetta sfasciata nella tempesta. Basta guardare indietro per vedere i giganti di ieri nani oggi e gli ingenui bimbetti cresciuti e diventati mostri spaventosi.

Allora perché è utile il tentativo di guardare nella notte del futuro, perché viene investito tanto denaro in modellazione, strategie di lungo termine, think-tanks, proiezioni, maghi, indovini, cartomanti, aruspici, cassandre e oracoli?

Non saprei dire, certo il campo è da sempre affascinante e luogo di molte speculazioni oneste e truffaldine. Le previsioni possono essere elementi che innescano possibili futuri ma anche elementi che li possono impedire. La previsione di una catastrofe può innescare le misure di prevenzione e difesa e la previsione di un grande successo può provocare invece un grande fallimento perché riduce la necessaria prudenza nella gestione corrente. La tragedia di Edipo avvenne proprio come conseguenza dell’infausta profezia.

Il gioco è poi reso ancora più labile per la sempre plausibile evenienza dei famosi “black swans” (cfr Nassim Nicholas Taleb) eventi assolutamente imprevedibili e imprevisti che sovvertono il paradigma corrente (esempi classici: l’attacco alle Torri Gemelle del settembre 2001, l’assassinio di Kennedy, lo Tsunami in Giappone del 2011).

Forse l’unico “valore” del gioco è che lo sguardo al futuro consente di guardare al presente in modo diverso: qualunque ipotesi di futuro, anche la più sballata, si pone come un filtro critico per l’osservazione del presente. Qualche volta questo può essere utile.

Fatta questa premessa indispensabile per “pararsi il c..o” come si dice in volgare provo a fare un “giro” sul giocone della sfera di cristallo per vedere quali possibili futuri si nascondono nel presente italiano.

Gli elementi del “gioco” che scelgo sono (elenco non necessariamente gerarchico):

  1. il PD e Matteo Renzi
  2. il centro destra dopo Berlusconi
  3. i 5 stelle dopo Grillo
  4. la Lega di Salvini
  5. l’Italia e il suo debito
  6. l’Europa
  7. il resto del mondo

Ecco uno scenario sul quale discutere:

Matteo Renzi riesce a vincere la sua battaglia all’interno del PD, la fronda interna dei vecchi dinosauri (Dalema, Bindi, Bersani) e dei giovani turchi (Civati, Cuperlo) si spappola e diventa irrilevante nella dialettica del Partito, Renzi controlla l’elezione del Presidente della Repubblica femmina (Finocchiaro? convertitasi al renzismo totale e sicilianamente appassionato) e si avvia alle successive elezioni politiche con una ipotesi di maggioranza assoluta, mai verificatasi prima nella storia della Repubblica. Renzi esprime sempre più chiaramente la sua personalità fortemente informata dal “centralismo democratico” e riesce ad imporla su un contesto privo di personalità e forze alternative di qualche significato. Guardato con sospetto dall’opinione liberal e con odio dai sopravvissuti della soi disant sinistra. Dietro la bonommerie nasconde durezza ai limiti dell’arroganza. La sua fragilità sono i possibili colossali errori.

Il centro destra dopo Berlusconi si scioglie nelle beghe interne dei diversi “quid-less” (Alfano, Fitto, Toti, Santanchè…) i suoi voti vanno alla Lega di Salvini e massicciamente ai 5 Stelle di Pizzarotti.

I 5 stelle superano la crisi attuale e vince la corrente di Pizzarotti (pragmatismo amministrativo, efficienza, serietà, niente palle) perdono i voti dell’ala “assembleare” grillina e guadagnano voti dallo sfaldamento di Forza Italia e delle frange del centro destra disponibili al dialogo di governo con il PD renziano.

La Lega di Salvini si ferma al dato attuale per carenza di proposta credibile a scala nazionale ed Europeo. Non cattura una quota significativa dallo sfaldamento di Forza Italia e del NCD.

Il debito pubblico Italiano continua ad essere la condizione dominante del rapporto con l’Europa, non si arriva a scelte precise sulla dialettica austerità/spesa pubblica keynesiana, ma il nuovo governo “forte” a maggioranza PD con appoggio dei nuovi 5 stelle pizzarottiani riesce a implementare una strategia di tagli pesanti ed efficaci sulla spesa corrente (sprechi, clientele, corruzione). Le opposizioni a sinistra del PD (SEL) e quella del centro qualunquista di Salvini non sono rilevanti.

L’Europa dei prossimi 5 anni non riesce a uscire dalla decadenza per carenza di leadership e di “visione”, avvitata sul burocratismo soffocante, dominata dalla Germania merkeliana e post merkeliana, non prende iniziative sulla strategia monetaria condannando l’Euro alla marginalità sui mercati finanziari dominati da USA e dalla Cina. Draghi perde nello scontro con la DB e si dimette per l’impossibilità di agire. L’Euro si sdoppia nella nascita di valute nazionali parallele e si avvia alla sua fine come moneta sui mercati finanziari. Una morte finanziaria per eutanasia. Siccome non se ne può uscire lo si fa morire svuotandone per tacito comune consenso il significato finanziario. Merkel e la Germania sono prese in contropiede, ma istituiscono lo Zweite Deutsche Mark (ZDM).

Il resto del mondo diventa dominio della finanza aggressiva Cinese: i cinesi comprano il resto del mondo partendo dagli Stati Uniti. Resta l’incognita Vladimir Putin. Insieme all’incognita del Califfato Islamico e di come verrà gestito dalla coalizione occidentale (+ Iran e Saudi Arabia). La fine probabile del Califfato sarà determinata dai conflitti interni tipici da sempre nella storia degli Arabi: si combatteranno fra di loro.

La debolezza della situazione italiana offre ai cinesi occasioni d’oro di aggressione alle strutture industriali (ENI, AGIP, SAIPEM, ENEL, Finmeccanica, Trenitalia, Luxottica, etc. Intesa San Paolo, Unicredit…). L’Alitalia è già stata rovinosamente venduta. che sono rese fragili dalla impossibilità di riscattarsi dal soffocamento sindacale e dalla pesantezza dell’Euro. Si apre la battaglia fra export in Euro ed export in nuova lira (parallela). Chi arriva prima riesce a salvare la struttura industriale e la produzione, nuove forme di contrattualizzazione sul mercato del lavoro cercano di ovviare al soffocamento sindacale. I sindacati perdono potere contrattuale e si avviano all’irrilevanza.

Dopo 6 anni la strategia finanziaria del governo comincia a dare segni di riscontro, la sostenibilità del debito pubblico diventa più credibile, l’Italia comincia a riscattarsi nelle valutazioni delle agenzie (Standard & Poors, etc.), ma il percorso verso un riscatto completo è ancora lungo. I danni provocati dalla lunga crisi impongono altri sacrifici. Il supporto della finanzia cinese diventa indispensabile.

Su questio scenario si possono giocare molte varianti:

  1. un Matteo Renzi molto più forte che impone una dittatura, 5 stelle Pizzariottiani che arrivano a percentuali pesanti (24-26%), Salvini al 21%, sinistra -sinistra al 4%, ex Centro Destra fuori dallo scenario.
  2. Matteo Renzi debole che non si smarca dalla fronda interna, Governo di coalizione con 5 stelle pizzarottiani, all’opposizione Salvini a destra e a sinistra SEL.
  3. Travolgente affermazione dei 5 stelle Pizzarottiani che insieme a Salvini convertito al pragmatismo amministrativo formano un governo di coalizione. Matteo Renzi sconfitto all’opposizione. Il PD si sposta decisamente a sinistra e la maggioranza interna è guidata da Civati/Cuperlo. Renzi tenta la scissione per formare un fronte Liberal socialdemocratico.
  4. Scenario “more of the same” PD al 41%, invece del Nazareno ci sarà un patto con i 5 stelle di Pizzarotti, se non una esplicita coalizione di governo PD 5 Stelle.

Possibili sorprese: implosione dell’Euro, uscita unilaterale dall’Euro della Germania, bancarotta degli Stati Uniti provocata dalla vendita dei titoli USA da parte della Cina, cripto default italiano e imposizione della “troika” Europea all’Italia e governo imposto da Bruxelles con pesanti misure di taglio economico e di tasse (tipo Grecia), incognita Putin.

Ecco qualche elemento di scenario futuro con il quale guardare al presente e “ripensarlo”. Un elemento strutturale che non va sottovalutato è quello del ricambio generazionale sia degli eletti che degli elettori: cosa pensano i venticinquenni e i trentenni che voteranno e saranno votati domani e cosa pensano i quindicenni/ventenni che voteranno e saranno votati dopodomani sono incognite interessanti: quali valori vengono assorbiti dai media e dalla scuola, come si forma il pensiero politico della generazione tweetter e facebook.

Forse un motivo in più per preoccuparsi. O per non preoccuparsi.

Il futuro rimane oscuro e l’unica cosa abbastanza certa è “che ci sarà” e che lo scenario più possibile è quello che oggi si nasconde nel pensiero comune di tutti perchè più che la volontà degli eletti e dei “partiti” quella che conta veramente è la volontà sociale, il vero motore di qualunque cambiamento, un inconoscibile minestra che nemmeno gli interessanti saggi del CENSIS ci possono svelare.

Informazioni su matteolilorenzo

Architetto, Professore in Pensione (Politecnico di Torino, Tecnologia dell'Architettura), esperto in climatologia urbana ed edilizia, energia/ambiente/economia. Vivo in Australia dal 1993
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