Le responsabilita’ degli onesti

 

Lorenzo Matteoli

12 Dicembre, 2015

 

Litri di inchiostro sui giornali italiani per il decreto “salvabanche” e le sue tragiche conseguenze: 10.500 risparmiatori hanno visto sparire i loro risparmi. Il Ministro Padoan ha spiegato che, a fronte di quel massacro, sono stati salvati 6000 posti di lavoro e decine di migliaia di correntisti delle banche “salvate” non hanno perso i soldi dei loro conti correnti. Qualcuno ha osservato che chi investe i suoi risparmi in prodotti finanziari “rischiosi” dovrebbe essere in grado di comprendere il rischio dell’investimento. Qualcuno si e’ chiesto se questi investitori fossero stati compiutamente e correttamente informati dai funzionari e dagli impiegati delle banche venditrici.

Ci saranno inchieste i cui risultati e conclusioni saranno rese note quando tutti si saranno dimenticati dell’incidente, meno ovviamente i diretti interessati che potranno consolarsi leggendo che in effetti avrebbero dovuto essere informati, ma per una serie di complessi motivi e senza specifiche responsabilita’ non lo furono. Sicuramente le banche saranno in grado di produrre i documenti che corredavano il rapporto con gli investitori e sicuramente sul retro di questi documenti, in caratteri minuti, fitto fitto,  ci sara’ scritto tutto quanto serve per “parare il culo”, come si dice in gergo, a tutti i livelli gerarchici dall’impiegato allo sportello al presidente della banca. Una grande consolazione.

Nessuna notizia si trova nella centinaia di articoli su come venivano “venduti” i prodotti finanziari (le obbligazioni tossiche) ai clienti delle banche “salvate”. Quali commissioni venivano garantite ai funzionari collocatori delle obbligazioni. Quali istruzioni avevano questi impiegati e funzionari dalle “superiori gerarchie” dirigenziali, managers, direttori di filiale, presidenti delle banche perche’ privilegiassero la collocazione delle obbligazioni tossiche rispetto ad altre opzioni di investimento.

Nessun nome si trova: erano tutti onesti impiegati, funzionari e presidenti che facevano il loro mestiere.  L’unico nome che e’ stato pubblicato e’ quello del padre del Ministro Maria Elena Boschi, per otto mesi Vice-Presidente della Banca Etruria, persona onestissima, che non si occupava certamente di collocare obbligazioni tossiche della banca da lui presieduta.

Ma nei documenti di strategia gestionale della banca Etruria (e della altre banche salvate) qualche indicazione circa la necessita’ di collocare le obbligazioni (probabilmente tossiche) ci sara’ stata insieme a qualche indicazione su come promuovere questa strategia per mezzo di opportune commissioni ai funzionari e agli impiegati collocatori.

Le responsabilita’ degli onesti sono spesso nascoste nelle pieghe delle grandi strategie. Nascoste, ma innegabili e ineludibili.

Informazioni su matteolilorenzo

Architetto, Professore in Pensione (Politecnico di Torino, Tecnologia dell'Architettura), esperto in climatologia urbana ed edilizia, energia/ambiente/economia. Vivo in Australia dal 1993
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