Come costruire un comodo teorema

Scrive Ida Dominijanni

Su l’Internazionale

http://www.internazionale.it/opinione/ida-dominijanni/2016/01/08/colonia-capodanno-molestie

 “Se cominciassimo a leggere il disordine mondiale nei termini di una crisi planetaria del patriarcato, e non nei termini autorassicuranti di un Eden occidentale della libertà femminile in guerra contro l’inferno patriarcale islamico.”

 Ma perché mai dovremmo fare questa lettura riduttiva e quasi puerile della complessità del “disordine mondiale”?

La crisi planetaria del patriarcato, ammesso che esista e sia isolabile questa categoria, è una frangia particolare, specifica, variamente locale di una vasta congerie di tensioni, poteri, economie, culture, religioni, pregiudizi, ingiustizie, sperequazioni accumulate in qualche secolo di storie. Non solo in Occidente. Volerla identificare e assumere come categoria fondamentale di lettura della attuale complessità planetaria è un esercizio riduttivo e deformante che necessariamente si concluderà con immagini riduttive e deformate. Inutili e anzi pericolose per la comprensione di quello che sta succedendo. Ammesso che qualche generale “comprensione” sia legittima e possibile.

Anche la figura dell’Occidente come “Eden auto rassicurante della libertà femminile…” è una immagine semplificata e riduttiva che confeziona in modo ideologico e settario la storia, i valori, le contraddizioni, le battaglie, gli errori dei regimi democratici o prodotti dalla deteriore evoluzione del concetto di democrazia nell’Occidente…o in quella parte di Pianeta che si connota con questa qualifica.

La cosa strana dello scritto di Ida Dominjianni è che mentre denuncia: l’ “Assumere davvero lo stato dei rapporti fra i sessi e la libertà femminile come indici dello stato di una civiltà…” non sembra rendersi conto che che questa “assunzione” è omologa alla lettura che lei invoca del “disordine mondiale nei termini di una crisi planetaria del patriarcato”… come superamento della presunzione di “… un Eden occidentale della libertà femminile…”.

 Si costruiscono “teoremi” per non confrontarsi con la realtà.

Tommaso d’Aquino diceva “timeo hominem unius libri” e credo che sia un timore giustificato anche oggi. Ogni evento va valutato nel contesto, ma capovolgere questa logica e valutare il contesto in funzione di una singola e particolare categoria porta a conclusioni settarie e deformi. Porre una categoria specifica (la crisi del patriarcato) e proiettarla a criterio di lettura generale della crisi planetaria è un modo di fare questo errore. Un modo di costruire il teorema di comodo.

Le violenze di Colonia, come molte altre situazioni attuali di crisi violenta, vanno valutate nel contesto del vasto problema del conflitto fra terzo mondo e mondo postindustriale, degli squilibri sociali ed economici alle origini di questo conflitto.

Il riferimento generale non deve però essere utilizzato per elidere o evadere le specifiche responsabilità contingenti che sono comunque effettive, reali, ineludibili. Scomode.

Informazioni su matteolilorenzo

Architetto, Professore in Pensione (Politecnico di Torino, Tecnologia dell'Architettura), esperto in climatologia urbana ed edilizia, energia/ambiente/economia. Vivo in Australia dal 1993
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