Continent isolated

 

 

Lorenzo Matteoli

24 Giugno 2016

 

È l’Inghilterra che è uscita dall’EU o è l’EU che è uscita dall’Inghilterra?

Ci vorranno diversi mesi e forse anni per capire bene cosa è successo il giorno di San Giovanni 2016 in Inghilterra…. E le implicazioni a breve, medio e lungo termine dell’uscita dell’Inghilterra dall’Unione Europea.

È inutile oggi recriminare e dire che il referendum non doveva nemmeno essere posto, che Cameron ha sbagliato, che Bruxelles ha sbagliato nel negoziare con Cameron, che i referendum sono sbagliati perché “la gente” non può sapere né valutare argomenti troppo complessi e difficili,… etc. etc.

Il referendum è stato posto, votato e ha vinto Leave. Da qui si parte.

Lucidamente Cameron ha annunciato le sue dimissioni e ha detto che …”the British people have made their decision…” e che la cosa da fare adesso è applicare la volontà del popolo al meglio e nel più rigoroso rispetto….Solo in Inghilterra !

Il nostro ghibellino avrebbe detto “Cosa fatta capo ha…”

Si possono fare riflessioni sul messaggio che il voto inglese manda al resto dell’Europa e in particolare alla buro-tecnocrazia di Bruxelles.

Di seguito un breve elenco ragionato non gerarchizzato.

  1. Maastricht e i suoi “criteri”, le sue norme e regolamenti, le sue strategie monetarie devono essere radicalmente rivisti l’Eurozona non può avere una Banca Centrale Europea depotenziata e senza gli strumenti per assistere la moneta unica sui mercati internazionali e sulle manovre di potenti forze di speculazione.
  2. La lacuna fondamentale è la totale mancanza di un meccanismo politico di redistribuzione degli attivi delle bilance dei pagamenti fra paesi membri. Senza questo meccanismo la moneta unica che è praticamente un Sistema monetario a cambi rigidamente fissi (addirittura non ci sono) senza dinamiche di riequilibrio: ovvero gli attivi si accumulano e le perdite si accumulano creando un abisso fra i paesi in attivo e i paesi in passivo abisso che alla fine congela la fluidità del commercio provoca disoccupazione e stasi finanziaria, blocca gli investimenti induce inflazione e disoccupazione.
  3. Il sistema monetario europeo voluto fin dal 1971 per rispondere alla sfida del Nixon Shock (abolizione del trattato di Bretton Woods e del tallone aureo garantito dal dollaro americano) non ha tenuto conto della lezione di Bretton Woods e prima ancora della Grande Crisi del 1929. Ci sono radicali aggiornamenti da apportare al trattato di Maastricht che ha una grossa responsabilità nella incapacità dell’Europa di reagire alla crisi del 2008.
  4. Il mandato e la strumentazione politica monetaria della BCE devono essere stabiliti con chiarezza. La BCE deve essere una vera Banca Centrale con tutti i poteri di una Banca centrale: fissare tassi di sconto, aumentare liquidità, diminuire liquidità, manovrare potenti riserve di valute sui mercati finanziari per bloccare speculazioni, controllare i bilanci dei paesi membri, prevenire legislazione inflativa o di manipolazione incongrua dei mercati (finanziario, del lavoro, dell’energia…)
  5. La BCE deve poter istruire politiche e strategie di investimento dei bilanci attivi dei paesi membri e dare indicazioni esecutive nel merito.
  6. Mario Draghi sta attualmente implementando una politica classicamente keynesiana (Quantitative Easing) contro la volontà della Bundesbank e della Merkel. Non si capisce bene come riesca a farlo e se ci siano accordi ufficiosi che lo tutelano e fino a che punto lo tutelano. Un problema che necessita di urgente chiarimento.
  7. Uno dei problemi chiave attuali che anche l’Europa dovrà affrontare è l’uscita dall’era della finanziarizzazione e l’impostazione di un sistema macroeconomico planetario non drogato da prodotti finanziari cartacei fittizi: su questi la responsabilità finanziaria immane di Wall Street dovrebbe essere denunciata e fatta pagare agli Stati Uniti dal resto del mondo.
  8. Manca una procedura di uscita dalla moneta unica: pericolosa, rischiosa, devastante, impossibile o vietata…ma deve essere responsabilmente indicata.

Bruxelles deve avere una politica estera forte e decisa, non può galleggiare acriticamente

  1. sui problemi dell’energia: le grandi pipelines, i convertitori di gas naturale, le strategie alternative e il grande problema del futuro di medio termine: gli accumuli di energia elettrica a scala territoriale e la loro interazione con la mobilità elettrica. In particolare Bruxelles deve smettere di buttare via milioni di euro per la ricerca sull’idrogeno notoriamente energia di limitata nicchia già battuta dall’elettrico diretto sul piano dei costi, ambientale e della tecnologia di implementazione. Soldi che hanno solo scopo di finanziare clientele industriali tramite lobbies di equivoco profilo.
  2. Sul problema dei migranti: senza una strategia di contenimento gestita a livello planetario l’Europa si troverà entro 10 anni al massimo immersa in tensioni sociali che avranno la valenza di una terza o quarta guerra mondiale. Le città dell’Europa teatro di guerre civili sanguinose e terrificanti sul modello della cultura della guerra indicato oggi dalla jihad di Daes .
  3. Sul problema dell’agricoltura e della zootecnia: urgente un chiarimento sugli OGM oggi prigionieri della disinformazione ascientifica dei verdi bigotti
  4. Sul problema della sanità e del welfare
  5. Sul problema dell’educazione della ricerca e della cultura: l’Europa, e specialmente l’Italia, deve ancora riprendersi dai danni provocati dalla demagogia del 1968.

Le borse crollano in tutto il mondo a seguito del voto inglese sull’uscita dell’Inghilterra dall’Eurozona: crollo sostanzialmente “di pancia” perché è ancora difficile sapere cosa accadrà e se danni ci saranno, dove esattamente si verificheranno. I mercati non vogliono incertezza e quindi reagiscono negativamente a qualunque cosa induca o rappresenti incertezza. Fra settimane, giorni, mesi si saprà quali saranno e dove si esprimeranno le conseguenze negative e quelle positive dell’uscita inglese e borse e mercati si sistemeranno di conseguenza. I sistemi monetari più rapidi nell’adeguarsi e nel reagire alla botta saranno i più tutelati. Come in ogni fase di grande sovvertimento anche in questa fase ci saranno grandi profitti per qualcuno e grandi perdite per qualcun altro.

And the weak suffer what they must

Comprare cosa, vendere cosa in questo momento è problema oscuro: salirà l’oro.

All’Europa conviene sperare che Draghi abbia idee chiare e mano ferma nonostante la debolezza e i settarismi delle sue controparti politiche europee.

 

 

 

 

Informazioni su matteolilorenzo

Architetto, Professore in Pensione (Politecnico di Torino, Tecnologia dell'Architettura), esperto in climatologia urbana ed edilizia, energia/ambiente/economia. Vivo in Australia dal 1993
Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

2 risposte a Continent isolated

  1. maurosu ha detto:

    uk non è nell’eurozona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...