Il ragazzo dell’Europa 2

Il Ragazzo dell’Europa 2

Luglio 12, 2016

Certo che non si torna indietro. Si va avanti. Bisogna sapere come. Di sicuro non come siamo arrivati fin qui. Bisogna individuare la malattia, i suoi sintomi, stabilire la terapia, le medicine, i vaccini e impostare la prevenzione di ricadute.

Non una sola malattia. Il complesso di malattie: la sindrome combinata degli acciacchi e trovare i necessari compromessi. Come succede con il mal di pancia, il raffreddore, il mal di gola e la sciatica. Non tutto quello che guarisce una cosa va bene anche per le altre. Anzi è più vero il contrario: ti passa un acciacco e ne peggiora un altro. Vediamo dunque.

La malattia più grave oggi, secondo me, è quella della democrazia. Per una serie di successive crisi e aggressioni, di riserve e di paure e di manovre strumentali, la democrazia in Europa, e in Italia in particolare, si è deformata al punto di diventare un mostro. Bella fanciulla fresca, appena uscita dall’originale sogno utopico a poco a poco è invecchiata.  Malissimo. Il potere del popolo esercitato dalla delega affidata ai suoi rappresentanti eletti è diventato un irriconoscibile, insopportabile mostro. I rappresentanti vengono eletti con meccanismi strani, preselettivi e pregiudicanti, controllati da gruppi di potere, burocrazie partitiche. L’opinione pubblica che li elegge, assolutamente impotente sui processi normativi che determinano liste di potenziali delegati, è a sua volta manomessa e artatamente manipolata dai media. Il risultato …mortale.

Media che hanno sostituito, con moltiplicata efficacia e potere tossico, ipocritamente e solo in apparenza benevolo, quella che una volta era la propaganda settaria di governi e di dittature. La pervasiva totale occupazione dei media sulla comunicazione sembra plurale e diversificata, ma in realtà trasmette un solo messaggio e uno solo. Orwelliano. Non deve convincere, non deve affascinare, non deve catturare cervelli per una o l’altra parte. Deve solo creare un discorso pubblico conforme e piatto proprio per la sua multipla complessità. Un contesto tale per cui tutto quello che non vi si conforma si qualifica automaticamente come irritante dissenso e provocazione. (cfr Leonard Schapiro) Da bocciare, da negare, annullare, travolgere. Al limite eliminare. Nei casi criminali e patologici anche fisicamente. Come nei casi di fanatismo fondamentale.  Ma, anche lontano da questi estremi orrendi, la enorme fascia intermedia della comunicazione conforme produce un effetto letale per la democrazia: la sterilizzazioine della leadership.  Il comando, l’assunzione della responsabilità per la quale i rappresentanti del popolo sono, bene o male, eletti viene ritenuta un abuso.

Decisionismo, arroganza, boria, abuso di potere: sono i termini che la mediocrità conforme usa per riscontrare il messaggio subliminale del grande comunicatore conforme complesso.

Chi ha idee, intelligenza, visione, progetto, capacità di comunicare, coraggio anche di commettere errori viene marcato, piallato, asfaltato. Borioso, arrogante, autoritario.  Fatto fuori dall’infernale meccanismo. Sostituito da grigi burocrati di comitato e bassa cucineria di dialettica assembleare. Quando non si è capaci di decidere…si vota. Sembra democrazia, ma no lo è. Brexit docet. La genialità e la necessaria indispensabile associazione di personalità viene derattizzata dalla “machina” grigia delle commissioni.

Proprio quando queste caratteristiche sono disperatamente necessarie nel buio cupo della crisi culturale, antropologica prima ancora che politica. A questo punto ci si lamenta ipocritamente della mancanza di leadership.

Tornerà il ragazzo dell’Europa…e sarà diverso.

(continua)

 

Informazioni su matteolilorenzo

Architetto, Professore in Pensione (Politecnico di Torino, Tecnologia dell'Architettura), esperto in climatologia urbana ed edilizia, energia/ambiente/economia. Vivo in Australia dal 1993
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