Per non dimenticare dopo 30 anni

La vicenda dello Stadio delle Alpi iniziò nel 1987 a Torino:

sono passati trenta anni

e voglio celebrare l’importante anniversario

con una breve memoria.

Lorenzo Matteoli

2 Gennaio 2017

 

 

Da questa breve memoria e sequenza di fatti si evince un dato di grande attualità: spesso, se non sempre i feroci critici moralisti che si scatenano contro la corruzione, sono, più o meno coscienti, gli strumenti più importanti della galassia corruttiva che domina ancora oggi in Italia.

Scriveva Franco Recanatesi su la Repubblica del 22/4/89

Dentro il Palazzo non c’è nessuno “…. Attorno al Campo della Continassa si è scatenata un’indegna gazzarra a colpi di miliardi, di sponsor, di clientele. Nessuno ha ancora capito per quale motivo l’appalto sia stato assegnato all’Acqua Marcia di Romagnoli, che secondo una strana congrega (PSI, DC, PCI, e MSI) avrebbe fornito garanzie finanziarie migliori rispetto alla FIAT e a Recchi. Quel voto ha inferto un’accettata al corpo già gracile della maggioranza, ha finito per ingannare i cittadini che avevano pronunciato il loro sì su costi falsi, ha coperto di vergogna un assessore che ha mentito sulla spesa e persino venduto all’Acqua Marcia un appalto pubblicitario che notoriamente spetta a chi gestisce il mondiale cioè il COL e la FIFA. In qualsiasi altro paese occidentale o occidentalizzato, un amministratore così scopertamente ingannatore e incapace come Matteoli avrebbe rassegnato le dimissioni o, nel caso estremo, sarebbe stato rimosso: a Torino no. Pare che a Torino far giochi di prestigio col denaro pubblico non costituisca una pregiudiziale…” (Franco Recanatesi 22/4/89)

Commento:

Nessuno ha ancora capito…

Solo Franco Recanatesi non aveva capito, ma non ci aveva nemmeno provato: da quello che scrive si capisce che non ha letto i verbali della commissione nella quale erano rappresentati tutti i partiti del Consiglio Comunale (che lui chiama strana congrega), non ha letto le motivazioni della scelta dell’Acqua Marcia e della esclusione di Fiat e Recchi, non ha letto le delibere che istituivano la ricerca del concessionario. Non conosce la legge che regola le “concessioni” e crede che si tratti di un appalto. Non ha letto le offerte delle varie imprese…Non ha letto nulla, ma non aveva bisogno di leggere: gli ordini dei padroni a Torino si obbedivano senza leggere e senza discutere. Recanatesi e gli altri.

Comunque il progetto/proposta dell’Acqua Marcia come tutti gli altri erano stati valutati per alcune settimane in modo analitico dalla commissione di sette membri del CC con l’assistenza dell’ingegnere capo Brizio e dell’ing. Micheletta capo del dipartimento Impianti Sportivi del Comune di Torino. Era stata fatta una valutazione e multi-criteria  e i progetti erano stati classificati: prima era risultata l’Acqua Marcia, seconda la Fiat Engineering, terzo Recchi. Dopo di che si era proceduto alla votazione e dopo ben tredici votazioni l’Acqua Marcia era stata votata a maggioranza dei membri della Commissione 4 a 3. Tutto questo è ancora oggi registrato nella documentazione che è stata sottoposta al Consiglio Comunale e che è sempre stata disponibile al pubblico torinese. Evidentemente Recanatesi aveva ignorato tutto per dire “nessuno ha ancora capito…” Bell’esempio di ciabattoneria giornalistica. Salvatore Tropea aveva, con la sua arroganza tipica, ignorato la mia lettera raccomandata per la rettifica. Una prassi corrente dei due media torinesi che come assessore  impegnato nel quotidiano non. avevo tempo di inseguire.

Fiat Engineering non aveva presentato il piano economico finanziario richiesto dalla legge sulle Concessioni e quindi avrebbe dovuto essere esclusa dalla gara senza nemmeno esaminare il suo progetto/offerta. Non lo aveva presentato perché non poteva scoprire la truffa che da anni la Juventus con Bastino e Novelli stava facendo sulla pubblicità al vecchio Comunale. La pubblicità venduta da Novelli a 300 milioni all’anno valeva invece circa 2,5 miliardi. Io, assessore ingannatore e bugiardo, feci la gara e la vendetti per 2,7 miliardi.

Recchi aveva escluso dall’offerta addirittura la copertura dello stadio specificamente richiesta nel bando per la individuazione del progetto e del concessionario: il 40% del probabile costo.

Recanatesi ignora tutto, ma scrive con sicurezza senza la minima preoccupazione per le false informazioni che ammannisce ai suoi lettori.

Recanatesi scriveva articoli senza aver nemmeno letto i documenti pubblici fondamentali della vicenda….per sentito dire. Peggio che per sentito dire: comandato dai suoi padroni: FIAT, Recchi…COL, Montezemolo…PCI…

un amministratore così scopertamente ingannatore e incapace come Matteoli

Lo Stadio delle Alpi venne realizzato nei tempi e nel budget della concessione, Matteoli non ha mai mentito sui costi. Era Recanatesi che non conosceva la Concessione e scriveva a vanvera.

 E (ha) persino venduto all’Acqua Marcia un appalto pubblicitario che notoriamente spetta a chi gestisce il mondiale cioè il COL e la FIFA

La Città ha concesso all’Acqua Marcia la pubblicità nello stadio, quella dei mondiali non è mai stata trattata dalla Concessione. Sarebbe stata la Concessionaria a doverla trattare con la FIFA, se Novelli con un atto personale (illecito) non avesse compromesso gli interessi della Città. Nella sua pecorile ignoranza Recanatesi ritiene che una lettera privata del sindaco, mai presentata in giunta, mai ratificata in Consiglio sia un atto amministrativo regolare e vincolante: manco fossimo nella Cina imperiale. Novelli regala miliardi alla FIFA   con decisione personale, come se fosse “roba sua”. Ma questo è quello che conveniva far credere ai Torinesi da parte del Sistema Torino e il giornalista strumentale si adegua. Questa la cultura del governo del PCI Torinese  dopo 13 anni di regime Novelli e di “Sistema Torino”.

Comunque non è nemmeno vero che la pubblicità “spetta a FIFA e COL” è oggetto da negoziare e trattare fra i diversi “stake holders” organizzatori, gestori dello stadio, proprietari dello stadio, squadre … Recanatesi dà per scontata e fa  passare per ovvia, ‘notoriamente‘ dice,, una cosa che non è affatto scontata e tantomeno notoria: non lo era allora e non lo è oggi.

Fu il Sindaco Novelli a cedere alla FIFA la pubblicità per i Mondiali con decisione personale, privata, mai portata né in Giunta né in Consiglio e mai ratificata correttamente e ufficialmente secondo la dovuta prassi amministrativa. Quindi in modo assolutamente illecito.

Nulla di tutto questo sfiora la mente del Recanatesi che scrive di cose che non sa e insulta scioccamente con l’arroganza tipica della peggiore professione giornalistica italiana della quale è evidentemente un emblematico rappresentante.

Conclusione

Lo Stadio delle Alpi è stato costruito nei tempi e nel budget, unico esempio in Italia di impianto per il calcio che è stato realizzato con denaro privato e con il contributo per i Mondiali del 90 senza esborso da parte della Città. Ci furono tentativi di corruzione: ad opera della FIAT che pagò 50 milioni a Ricciotti Lerro e mi mandò il compagno del PSI Francesco Fiumara (allora sindaco di Moncalieri e dipendente Fiat)  per farmi precise ed esplicite offerte che vennero respinte. Come la Fiat aveva corrotto Ricciotti Lerro e come ci aveva provato con me avrà certamente provato anche con gli altri membri della commissione. Non so con quale successo. Romiti nella sua biografia scritta da G.P. Pansa dice di aver fatto ritirare  la Fiat Engineering dopo che si era accorto che c’erano “tangenti”…si era dimenticato che erano le sue tangenti. Comunque la Fiat Engineering non si ritirò.  Non venne scelta e per validissime ragioni. Una delle tante palle di Romiti.

Negli anni successivi la enfiteusi secolare dello Stadio delle Alpi e dei terreni alla Continassa fatta con condizioni di enorme vantaggio (al limite un regalo) dai sindaci Castellani, Chiamparino, Fassino consentì alla Città di tappare in parte i buchi di bilancio provocati dalla follia delle Olimpiadi del 2004: sui due episodi, enfiteusi-regalo e Olimpiadi non ci fu attenzione della magistratura Torinese che invece seguì ora per ora la vicenda dello Stadio, con il Giudice Corsi che alla fine archiviò tutto non avendo rilevato alcuna irregolarità (fatto ignorato dalla stampa torinese).

Ci fu un arbitrato (Arbitro dr.Mario Barbuto Presidente del Tribunale di Torino https://giustizia.it/resources/cms/documents/cv_BarbutoMario.pdf) che vide respinte tutte le richieste della Concessionaria (salvo titoli minori relativi a spostamenti di ghiaia).

Grazie alla azione vigorosa dell’assessore (incapace) Matteoli la Città ebbe finanziamenti per oltre 250 miliardi di lire per opere di infrastruttura urbana che hanno cambiato il volto del Nord Ovest Torinese (copertura trincea Torino Lanzo, sottopasso Corso Grosseto, linea tramviaria 10  prolungata fino alle Vallette, allacciamenti autostradali dalla tangenziale e molte altre opere).

La Stampa, Repubblica, il COL, Montezemolo e il Sistema Torino con il PCI hanno tentato di tutto per fare saltare con le mie dimissioni la Giunta Pentapartito che aveva sostituito Novelli dopo 13 anni di “regime” comunista a Torino. Doveva essere riportato al potere il PCI e il “Sistema Torino”. Ci sono riusciti negli anni successivi.

Strumenti i giornalisti della cronaca torinese dei due giornali: Tropea, Recanatesi, Benedetto, Sangiorgio, Pilon, Boffano, Schiavazzi, Barbero e molti altri. Alcuni oggi deceduti, alcuni in pensione.

Ancora vivissimo e operante il Sistema Torino, anche dopo l’uscita della FIAT da Torino, sempre intoccabile.

Lo Stadio delle Alpi è stato il primo anche l’unico episodio di Lavori Pubblici a Torino non controllato dal “Sistema Torino” con il salutare intervento competitivo di una impresa esterna. Mai più ripetuto in seguito dalle amministrazioni PCI, PdS, PD tutte sempre subalterne al “Sistema Torino”.

La Concessionaria SAPAM (Società dell’Acqua Pia Antica Marcia) venne ferocemente aggredita, boicottata, massacrata dal Sistema Torino e praticamente portata alla bancarotta: le banche italiane ricevettero l’ordine di togliere qualsiasi credito alla SAPAM che fu costretta a farsi finanziare da una Banca Giapponese. Il Commendatore Vincenzo Romagnoli mantenne il suo impegno e consegnò lo Stadio delle Alpi. Pochi anni dopo morì di collasso cardiocircolatorio (il 5 Novembre 1999) probabilmente anche a seguito dello stress della vicenda  torinese che, 9 anni prima,  aveva segnato l’inizio del crollo della finanziaria Sapam.

La lezione è stata appresa: a Torino non operano imprese non omologate dal Sistema Torino.

Nello stesso periodo nel quale veniva realizzato lo stadio delle Alpi nel rispetto di tempi e budget a Torino veniva costruito il Palazzo di Giustizia, Impresa Recchi. Budget iniziale superato per un fattore 3.5. (350%), Assessore competente ing. Giovanni Porcellana (DC).

Su quell’episodio nessun commento dei giornalisti di servizio torinesi e nessuna attenzione della magistratura. (Lorenzo Matteoli 2017)

P.S.Chi volesse altre infomazioni sulla vicenda emblematica dello Stadio delle Alpi:

http://members.iinet.net.au/~matteoli/html/Articles/Diziostadio3.html

Informazioni su matteolilorenzo

Architetto, Professore in Pensione (Politecnico di Torino, Tecnologia dell'Architettura), esperto in climatologia urbana ed edilizia, energia/ambiente/economia. Vivo in Australia dal 1993
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4 risposte a Per non dimenticare dopo 30 anni

  1. Alba Chiavassa ha detto:

    Un po pesante il tuo intervento/chiarimento ciao

    Inviato da iPhone

    >

  2. Alfredo Ronchetta ha detto:

    Ciao Lorenzo. Fai bene a ricordare questi fatti. Io, come sai, ho seguito la vicenda dall’interno, e ricordo gli attacchi prima, durante e dopo. Non ne ricordavo, però, la virulenza. Le ragioni politiche le conosciamo bene, ma è proprio la virulenza della disinformazione che oggi mi colpisce. E i nomi di chi scriveva: tutte firme “importanti”. Credo che la vera “libertà di stampa” potrà essere raggiunta solo se affiancata dalla piena “responsabilità di stampa”: etica, ma anche penale e civile. Altrimenti si tratta solo di “impunità di stampa”, che troppo spesso viene confusa con la libertà. Un augurio per il 2017, trentesimo dalla Continassa. Alfredo Ronchetta

  3. matteolilorenzo ha detto:

    Vero Alfredo: sono impuniti, ma quello che offende è la loro voluta cattiveria al soldo del “sistema”

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