Uscita dall’Euro: utopia e realismo niente Bar Sport.

Dopo il mio pezzo sul Bar Sport e l’uscita dall’euro Paolo Arduino ha pubblicato un appassionato appello del Presidente Adusbef Lannutti per l’uscita dall’euro tout court come unica strada per la salvezza dell’Italia.

Lo riporto di seguito e dopo trovate la mia risposta.

LM

Euro, la rapina del secolo: non è irrevocabile, come ha deciso Mario Draghi. Rompere la gabbia, riappropriarsi della sovranità svenduta a cleptocrati, tecnocrati, oligarchi. Ricostruire dalle macerie l’Europa dei popoli. Chiamando i cittadini ad esprimersi col referendum. 

L’euro è irrevocabile, ha sentenziato Mario Draghi. Trump e Le Pen sono una minaccia, incalza Romano Prodi (ex consulente di Goldman Sachs). L’Europa a doppia velocità -già proposta, ma bocciata e sbeffeggiata dall’oligarchia europea- può finalmente dare una risposta. Mario Draghi, il presidente di quel mostro giuridico denominato BCE, che firmò da Governatore di Bankitalia il 17.3.2008 la famigerata delibera n.154 che autorizzava MPS ad acquistare Banca Antonveneta ad un prezzo folle di 9 mld di euro (costato alla fine 17 mld di euro), fonte di tutti i guai e del crac della più antica banca addossato a correntisti, risparmiatori, lavoratori, contribuenti (con 20 mld di aumento di debito pubblico), da esperto banchiere di Goldman Sachs, vada a raccontare che: “l’euro è irrevocabile’, al popolo greco massacrato dai “programmi di salvataggio” del Fondo Monetario e della Troika, costretti a mangiare cibo scaduto ed a rinunciare alle cure mediche minimali; alle decine di migliaia di sfrattati e pignorati iberici; ai portoghesi senza tetto emarginati e relegati oltre la soglia di povertà; al 40,1 % dei giovani disoccupati italiani, ai quali la “cleptocrazia europea a trazione tedesca” ha scippato perfino la speranza del futuro, oppure a quelle masse di invisibili disperati, che nel 2001 appartenevano al ceto medio e 15 anni dopo sono costretti ad affollare le mense della Caritas, solo per sfamarsi con un pasto caldo.

L’euro introdotto in Italia da sedicenti statisti, in realtà modesti maggiordomi della dottrina totalitaria del neo-liberismo mercatista di Milton Friedman, propagandato come la nuova Eldorado per gli italiani, ratificato forzatamente (senza referendum), dal 1 gennaio 2002 (1.000 lire= 1 euro), con lo sciagurato tasso di cambio fissato a 1.936,27 lire per 1 euro, ha svuotato le tasche delle famiglie italiane, al ritmo di 997 euro l’anno di rincari speculativi per un conto finale di 14.955 euro pro-capite nell’ultimo quindicennio, con un trasferimento di ricchezza stimato in 358,9 miliardi di euro, dalle tasche dei consumatori a quelle di coloro che hanno avuto la possibilità di determinare prezzi e tariffe, al riparo dai doverosi controlli delle inutili, forse contigue autorità di settore.

La stessa cifra di 358 mld richiesta da Mario Draghi, nel caso in cui il paese lasciasse l’euro, come saldo dei debiti accumulati nei confronti della BCE mediante il sistema di pagamenti interbancario Target2 (Trans-European Automated Real-Time Gross Settlement Express Transfer System), che regola i pagamenti transfrontalieri tra le banche commerciali UE.

La moneta unica, la più grande rapina di tutti i tempi a danno delle famiglie, un vero inferno per lavoratori e ceto medio impoverito, un paradiso per speculatori, banchieri, assicuratori, monopolisti dei pedaggi, capitalisti delle bollette e di tutti coloro che hanno avuto la possibilità di determinare prezzi e tariffe, ha determinato il crollo dei consumi e sofferenze economiche degli italiani, perfino del ceto medio e dei redditi definiti dei “benestanti” nel 2001. Come dimostrato inconfutabilmente dallo studio Adusbef sulla capacità di spesa (Cds), pari in Italia a 119 nel 2001,tra le più elevate dei paesi europei superata da Inghilterra (120); Svezia (123); Belgio (124); Austria (126); Danimarca (128); Olanda ed Irlanda (134); Lussemburgo (235); ma più elevata di Francia; Germania e Finlandia. Dieci anni dopo, l’Italia (-16,8%) guida la classifica negativa della capacità di spesa (Cds) ridotta di 20 punti ed attestata a 99; al secondo posto la Grecia (-13,8% la Cds che passa da 87 a 75); al terzo il Regno Unito (-8,3% con la Cds a 110; al quarto il Portogallo – 7,4% che si attesta a 75; al quinto la Francia -6,9% con la Cds a 108; al sesto il Belgio a 119; mentre Austria (131); Germania (122); Svezia (129) e Lussemburgo (272) aumentano la capacità di spesa.

Insoddisfatta dal disastro che ha messo sul lastrico grandi masse di lavoratori e pensionati, artigiani, piccoli imprenditori, partite Iva, per arricchire banchieri, eurocrati, manutengoli del potere economico, cleptocrati, pronti ad addossare i costi delle crisi ai più poveri, l’Eurocrazia ha sferrato il colpo finale, con il bail-in , un esproprio criminale del risparmio intimato dall’ideologia tedesca ai ‘paesi periferici’ che l’hanno accettata supinamente, per far pagare agli incolpevoli utenti dei servizi bancari i lauti pasti dei banchieri e l’omessa vigilanza di sedicenti autorità, controllate in Italia dalle banche socie, beneficate di 1,060 miliardi di euro dopo la rivalutazione delle quote di Bankitalia da 156.000 euro a 7,5 mld di euro, con i sicari prediletti di FMI e BCE, che dopo aver espropriato i risparmiatori di Banca Etruria, Banca Marche, CariChieti, CariFerrara, sorvolato sul crac MPS, Veneto Banca e Popolare di Vicenza, vorrebbero proseguire il disegno per demolire definitivamente un modello sociale costituito sul “valore del risparmio” garantito dall’art.47 della Costituzione, sostituendolo con società fondate sul “debito”, per rafforzare il dominio di troika, finanza di carta, degli algoritmi che strutturano i derivati killer ed il denaro dal nulla, innescando un circolo vizioso per alimentare i loro profitti sulla pelle di intere generazioni, intossicate dalle carte di debito.

Il Presidente Bce Mario Draghi, invece di affermare che l’euro è “irreversibile” continuando a foraggiare le banche con migliaia di miliardi di euro, regalati ai banchieri ‘amici’ per taglieggiare le imprese e drogare i mercati, farebbe meglio a proporre una revisione dei Trattati europei “capestro”, che oltre a produrre miseria e rovine economiche, sta alimentando la rivolta degli oppressi e degli onesti in tutto il mondo, soprattutto masse di disperati che hanno rifiutato il ricatto dell’establishment e della finanza criminale, come accaduto in Gran Bretagna con Brexit, negli USA con la vittoria di Donald Trump, in Italia col secco NO alla riforma costituzionale Renzi-Boschi.

Le vere minacce ai diritti ed alle libertà non sono quelle dei “populisti”, ossia di coloro che tutelano il popolo taglieggiato, difendono la legalità costituzionale, i diritti negati, il bene comune, gli interessi generali, i consumatori ed i risparmiatori oppressi e taglieggiati da banche, banchieri centrali e dalla finanza criminale, ma sono quelle di Goldman Sachs, JPMorgan, Agenzie Rating, banchieri di affari, che hanno corrotto ideologicamente (e non solo), servili governanti alla dottrina del liberalismo totalitario e del primato della finanza, per rendere schiavi i popoli.

Dopo che l’ideologia tedesca applicata ai trattati, ha depauperato risorse, espropriato i risparmi, privatizzato i beni comuni, è troppo comodo proporre l’Europa a due velocità. I danni di quei trattati sciagurati, che hanno messo al primo posto la supremazia di tecnocrati, cleptocrati, e di un mostro giuridico BCE con le guarentigie dell’immunità se compiono crimini, come quelli sul popolo greco affamato e disperato dai programmi di austerità della Troika, coi bimbi ed anziani malnutriti privati dei beni primari di sussistenza e perfino delle cure mediche minimali, dovrebbero essere calcolati e risarciti. Troppo comodo, dopo aver truffato i risparmiatori, approvato il Mes ed il bail-in, per salvare banche franco-tedesche e banchieri centrali, assecondare i diktat di Frau Merkel, per rafforzare l’egemonia tedesca ed aver provocato, con ossessive politiche di austerità la più grande recessione della storia. La sovranità appartiene al popolo, l’unica strada per l’Italia e la dignità degli italiani, già tracciata nella Carta Costituzionale, che un disegno delle mafio massonerie internazionali, voleva cancellare e governi servili avevano già indebolito, approvando supinamente trattati scellerati come Fiscal Compact, Mes, pareggio di bilancio, bail-in.

L’unica strada per il futuro dell’Italia è quella di uscire da questa gabbia di strozzinaggio europeo ad egemonia tedesca (non certo dall’Europa), che ha imposto il primato di una moneta ‘l’Euro’ a misura del ‘marco’, il dominio di banche e finanza sulla politica ‘bene comune’ e sulla sovranità popolare, che si esercita mediante libere elezioni, negoziandone le condizioni, senza aspettare che sia la cleptocrazia europea e della Bce, asservita alla finanza criminale a buttarci fuori dall’Euro imponendo al popolo italiano ulteriori sofferenze e le sue condizioni capestro, ricattatorie, come sta attuando con la Grecia.

Tertium non datur, per il riscatto del popolo e la riconquista del primato della politica, su tecnocrati, cleptocrati e parassiti, che si nutrono del sudore e del sangue dei popoli.

Ecco la mia risposta:

Caro Direttore,

ho molto apprezzato l’appassionato sfogo di Lannutti “San Giorgio contro i draghi”.

Condivido tutto il pezzo senza riserve.

Ma quando arriva all’ultimo paragrafo: “L’unica strada per il futuro dell’Italia è quella di uscire da questa gabbia di strozzinaggio Europeo ad egemonia tedesca…” mi manca una conclusione logica: COME?

Non la pone nemmeno la domanda alla fine del pezzo limitandosi a un apodittico “tertium non datur”…che sarebbe poi “secundum non datur…” o alterum non datur…”

Perché è la domanda cruciale: senza quella risposta si resta nella protesta, giusta, appassionata, ribelle, ma …inutile e forse anche pericolosa.

Come si esce?

La gabbia che è stata costruita è mostruosa ed è fatta in modo che chi cerca di uscirne o di romperla viene sicuramente condannato a un futuro peggiore. L’uscita è una tagliola mortale.

Le strategie per evitare questa tagliola, che qualche malvagia mente ha sicuramente pensato, disegnato, confezionato e venduto agli sprovveduti “maggiordomi” che hanno firmato il Trattato di Maastricht, implicano condizioni antropologiche, prima che politiche, per le quali non vedo plausibile campo nella attuale situazione italiana.

Manca il personale politico: quale personaggio si vede che abbia la credibilità, l’autorità, la forza di impostare una strategia di uscita praticabile, non catastrofica?

Grillo? Salvini? Di Maio? La Raggi? Renzi? Bersani? Cuperlo? Mogherini?

L’Italia non è macro-economicamente autosufficiente. Deve comperare sui mercati beni fondamentali alla sua esistenza e funzionamento prima fra tutti l’energia. Con quale valuta potrebbe pagare le transazioni? Le neo-lire, i mini-bot verrebbero aggrediti dalla speculazione e in pochi giorni sarebbero carta quasi straccia con la quale la finanza clepto si comprerebbe l’Italia lock, stock and barrel. Senza energia o con energia pagata a prezzi impossibili l’Italia sarebbe fuori dai mercati con i suoi prodotti, ammesso che la sua produzione fosse ancora in mani nazionali e non tedesche, francesi, cinesi, giapponesi come molto probabile.

Se si guarda l’elenco dei prodotti che dobbiamo comperare dall’estero ti rendi conto che senza una valuta apprezzabile dai mercati nel giro di brevissimo tempo saremmo in condizioni disperate.
Vedi Grecia.

Quindi si dovrebbe impostare una linea ferocemente autarchica con razionamento dell’energia, dei medicinali, di molti prodotti alimentari (importiamo grano), carne e pesce.

Isolare l’Italia in modo completo, sospendere acquisti di neo-valuta (neo-lire o mini-bot) da parte dei mercati finanziari, o condizionarli in modo feroce.

Certo lo Stato italiano potrebbe finanziare la transizione con i miliardi di Euro che ritirerebbe dalla circolazione interna. Ma chi venderebbe alla Banca d’Italia gli Euro che sul mercato nero delle valute varrebbero molto di più della quotazione che dovrebbe proporre la Banca d’Italia in termini di neo-lire o mini-bot? Ci sarebbe un bank-run e poi esportazione clandestina di paccate di Euro italiani verso la ospitale Sizzera.  Immagino operazioni feroci sui depositi bancari… La riserva di Euro comunque durerebbe pochi mesi, dopo i quali saremmo alla canna del gas. Senza soldi per comperare energia, medicinali, grano, pezzi di ricambio per tecnologie produttive…etc.

Torniamo quindi al punto nodale: dall’Euro non si esce se non con rischio (certezza) letale.

Quindi l’alterum è solo cambiarlo. Cambiare le regole di Maastricht, che impongono il sistematico furto, tedesco e nord-europeo. Tenerselo, uscirne, cambiarlo. Ecco il tertium.

Ma anche per cambiare le regole di Maastricht ci vogliono le palle di operatori politici e finanziari che attualmente non vedo sulla scena italiana: sono tutti impegnati in beghe interne di sette e correnti, molti sono legati alle seggiole per timore di perdere il vitalizio da deputati ed eseguiranno il diktat della continuità a tutti i costi.

E arriviamo a Mario Draghi che sicuramente, preso al buio di una stanza segreta e perfettamente isolata, non avrebbe difficoltà ad ammettere tutti i punti del tuo appassionato articolo. Compresa l’autocritica su MPS etc.

Non può ammetterlo pubblicamente per ovvi motivi di ufficio: un suicidio.

Ma può “fare”. Il Quantitative Easing è il grimaldello con il quale cerca di far saltare la mostruosa tagliola Mastricciana. La mia opinione.

Se ne è accorta la Deutsche Bank che cerca un ogni modo di bloccarlo.

IL Q.E. è quello che Yanis Varoufakis nel libro che hai comperato e che io ho tradotto chiama “meccanismo politico di riciclaggio dei margini attivi”. Meccanismo che manca nelle carte di Maastricht e che Draghi si è inventato da zero.

A lungo andare il Q.E. metterà in crisi la “moneta unica” costringendo alla radicale revisione delle grammatiche di Maastricht. Non escludo lo smantellamento simultaneo e concordato da parte di tutti i paesi Euro della moneta unica. Se non saranno capaci di accordarsi su nuove regole meno assurde di quelle attuali. Cosa molto probabile.

Questa è a mio avviso  l’obbiettivo strategico da chiedere ai nostri rappresentanti in sede Euro.

Chiedere tout court l’uscita come “unica strada” è utile solo per fare maturare i tempi di una radicale riflessione sull’Euro, ma c’è da sperare che sia una strada che non venga mai imboccata operativamente perché è una strada che porterebbe a sicura rovina chi ci si avventurasse…senza fucile. E di avventure con fucili non ne vogliamo.

Auguri a San Giorgio!

Lorenzo Matteoli

Informazioni su matteolilorenzo

Architetto, Professore in Pensione (Politecnico di Torino, Tecnologia dell'Architettura), esperto in climatologia urbana ed edilizia, energia/ambiente/economia. Vivo in Australia dal 1993
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