Il segreto di Mario Draghi

 

La notizia sul  Corriere di ieri che le banche Francesi e Tedesche sono seriamente a rischio per l’enorme quantità di titoli illiquidi (gergo ‘banchiero’ per carta straccia) che  nascondono nei loro bilanci – nella complice disattenzione della presidente del Supervisory Board, responsabile del loro controllo, la francese Daniele Noury e della vice presidente, la tedesca Sabine Lautenschläger – dovrebbe preoccupare i mercati finanziari molto di più del grande debito italiano trattandosi di un buco finanziario superiore del 320% rispetto al debito pubblico italiano. Mentre il debito italiano (debito sovrano) ha il supporto dei contribuenti italiani ed è confortato da un attivo privato pari al suo doppio (circa 4200 miliardi di €), il debito bancario franco/tedesco non ha nessuna garanzia se non l’immissione di nuovi euro da parte della BCE (chi l’autorizzerà?) oppure la dichiarazione di bancarotta. Secondo gli economisti autori del rapporto per la Banca d’Italia basterebbe una leggera caduta dei titoli ordinari per provocare un terremoto sui debiti Level2 e Level3 delle banche sistemiche tedesche e francesi. Terremoto che sconvolgerebbe in modo catastrofico tutta l’Eurozona.

Mi sono sempre chiesto quale fosse il segreto di Mario Draghi e per quale motivo gli fosse consentito, nella feroce e stupida austerità imposta da Angela Merkel, di attuare il suo Q.E. (2 quantitative easing) spudoratamente keynesiano (il famoso ‘whatever it takes and it will be enough, believe me,’) che la Bundesbank condanna strillando, senza alzare un dito sul piano fattuale e costringendo al silenzio la povera Sabine.

Una can of worms (scatola di vermi) che non mancherà di provocare qualche domanda per il prossimo presidente dell’Eurogruppo che si spera sia meno fazioso del ragionier Dijsselbloem (presidente olandese uscente) che, tenuto sotto schiaffo da Germania e Francia, ha finora coperto la  mina vagante dell’enorme debito delle banche francesi e tedesche. Forse proprio il nostro bravo Padoan avrebbe qualcosa di serio da  chiedere.

Lorenzo Matteoli

Informazioni su matteolilorenzo

Architetto, Professore in Pensione (Politecnico di Torino, Tecnologia dell'Architettura), esperto in climatologia urbana ed edilizia, energia/ambiente/economia. Vivo in Australia dal 1993
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