VORREI PARLARE DEL DISAGIO

Vorrei parlare del disagio e dell’imbarazzo di trovarmi in un paese con un governo diviso fra demagogia e fascismo latente. Anche se usare la “F word” è obbiettivamente pericoloso…ma la tendenza e i segni sono evidenti.

Certo che era necessario fare qualcosa sui migranti!

Ma non questo. Non queste pasticciate porcherie.

Era necessario avere il coraggio di capire e denunciare la dimensione del problema e impostarne la gestione di conseguenza, 10, 15 anni fa.

I numeri non sono drammatici rispetto ai 400 milioni di abitanti dell’Europa il problema è più che gestibile. Rispetto alla crisi demografica di tutti i paesi europei l’immigrazione è addirittura necessaria.

I tempi sono quelli di due, tre generazioni: 50, 75 anni.

Invece la mancanza di visione, di corretta valutazione, di progetto e la connivenza con la bassa visceralità razzista (che innegabilmente esiste in Italia) ha creato l’emergenza. Quando emergenza non era.

Va detto che non solo in Italia è mancata la corretta visione del problema: l’Europa tutta ha mancato clamorosamente e non ha capito la responsabilità del suo ruolo geopolitico. Quando paesi ex imperiali come il Belgio, l’Olanda, la Francia godono ancora oggi della ricca eredità lasciata dalla rapina coloniale.

Questo buio è ancora tragicamente attuale: lo dimostra la sciocca e gaglioffa reazione di Salvini quando Tito Boeri ha cercato di fare presente una verità pavimentale: il calo demografico espone l’Italia a un enorme pericolo nell’arco dei 5, 10, 20 anni etc. l’immigrazione sarebbe una soluzione, se correttamente affrontata e gestita. Anzi sarebbe la soluzione. Il presidente dell’INPS dice una cosa giusta, fattuale, corretta inoppugnabile, il ministro risponde con una minaccia implicita di chiaro sapore ricattuale e mafioso.  (…”ci sono cose da mettere a posto all’INPS”…)  Questa è la tragedia che abbiamo nelle mani. Se questo è un ministro… siamo mal messi quando il potere per insipienza culturale disprezza e ridicolizza la banale verità dei fatti.

Andava predisposta l’accoglienza, il controllo, l’ospitalità, l’educazione, la preparazione sociale, la sicurezza. Bisognava trasformare gli immigrati in potenziali cives italici.(uso il latino non per sfizio) Niente si fece, nonostante competenti voci avevano avvertito, previsto, detto, scritto (cfr.  prof. ing. Giorgio Ceragioli scritti vari 1960-1980). La classe dirigente politica italiana sorda aveva altri problemi: l’assalto alla diligenza, la consociazione DC/PCI…

Abbiamo migliaia di paesi abbandonati e disabitati, abbiamo economie prealpine e appenniniche morte che potrebbero essere resuscitate, ma l’imbecillità dei ministri/tonno (nobile pesce citato non per sfizio) sequestra condomini e alberghi per riempirli di migranti, li paga e li obbliga a non lavorare, provocando tensioni, rabbia, odio, frustrazione e razzismo.

Che fare ora? Ora il problema viene affrontato con la cultura bullista dello sceriffo, l’ipocrisia della demagogia, e l’arroganza di una Europa sempre più lontana dai problemi della gente.

La finta sinistra non pianga la morte della vera sinistra: che non è morta è finita la pasticciata cialtroneria dei ladruncoli e dei ladroni e la gestione del potere come “cosa mia”. La brava gente disgustata è rimasta a casa e ha vinto l’unica alternativa disponibile e sembra proprio brutta.

Evil happens when good men do nothing.

Riprendiamoci il paese: recuperiamo il buon senso, l’obbiettività del reale, la serenità di una visione politica lungimirante, la dimensione della storia, la competenza, l’impegno, il senso di vivere in un luogo in un momento.

….qualcuno un giorno ci domanderà…ma tu cosa hai fatto?

(lorenzo matteoli)

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Informazioni su matteolilorenzo

Architetto, Professore in Pensione (Politecnico di Torino, Tecnologia dell'Architettura), esperto in climatologia urbana ed edilizia, energia/ambiente/economia. Vivo in Australia dal 1993
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