Il potere effimero della volgarità

 

never again

Come giustamente osserva Giannini su “La Repubblica” di oggi, l’assalto agli istituti del potere politico e finanziario, Cassa Depositi e Prestiti, Ferrovie dello Stato, RAI è sempre stata pratica di ogni nuovo governo. Lo hanno fatto, democristiani, comunisti, socialisti. Seguirà l’occupazione pervasiva di scuola, magistratura, giornali, banche.

Sottilizzare sulle forme, sull’eleganza, sul buon gusto delle modalità con le quali viene gestito l’arrembaggio è un esercizio tipico della frustrazione impotente. Lo so.

Ma la “forma” partecipa spesso anche  di semantica sostanziale, è indicatrice di contenuti e quindi può essere utile per comprendere, analizzare, dedurre.

La connotazione formale più evidente dell’abboffarsi scomposto di questo governo è l’approssimazione, la volgarità, l’esibizione, l’ansia avida dei protagonisti di “far vedere”.

Decreti abborracciati per poterli sbandierare, decisioni da blitzkrieg senza studio e senza competenza, cultura punitiva, smalto vendicativo.

È finita la pacchia, è cambiata la musica, dovranno pagare, chi non si adegua dovrà andarsene, Boeri vive su Marte, Hip-Hip Hurrah! …la ‘manina’, la ‘manona’…Sono alcune delle espressioni uscite sulla stampa, ma è facile immaginare che nel privato, fra sodali di impresa, il linguaggio sarà ancora più esplicito e grezzo

La volgarità e l’approssimazione che caratterizzano le prime settimane di governo, la smaccata regia demagogica del populismo da tricoteuse sono i tratti significativi di questa nuova gente.

Ci vorrebbero fermezza, calma, silenzio competenza autorevolezza.

Niente di tutto questo.

Tutte premesse per pessimi svolgimenti futuri, il brodo culturale di sicuri errori che ci sono già costati cari (cfr. spread) e che ci costeranno ancora più cari (cfr. penalità per TAV, azioni rivendicative  per ILVA, nuova frana di denaro per Alitalia…).

La speranza positiva è che questa disgustosa sbracatura provochi seria riflessione nel paese civile e decente, che c’è e osserva e, infine, che da questa riflessione nasca una  seria reazione.

Wishful thinking? Può darsi, ma la storia insegna.

(lorenzo matteoli)

 

Informazioni su matteolilorenzo

Architetto, Professore in Pensione (Politecnico di Torino, Tecnologia dell'Architettura), esperto in climatologia urbana ed edilizia, energia/ambiente/economia. Vivo in Australia dal 1993
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