Solo l’idiota uccide il cammello con il quale deve attraversare il deserto

cammello morto 2

La Concessionaria Autostrade per l’Italia ha certamente molte responsabilità nella catastrofe di Genova, ma il problema è molto complesso e non si possono escludere corresponsabilità del Governo e del Ministero dei LLPP che aveva un ufficio incaricato di vigilare sugli adempimenti manutentivi della Concessionaria e con molte probabilità non lo ha fatto o per lo meno lo ha fatto in modo insufficiente. Infatti, assumeva senza riserve le autocertificazioni della Concessionaria senza effettuare o chiedere verifiche indipendenti.

Nel 2002, quando è stata fondata Autostrade per l’Italia per acquisire la concessione dall’ANAS, la situazione irreversibilmente compromessa della struttura del viadotto sul Polcevera era nota all’ANAS e al Ministero dei LLPP (può darsi che nel Contratto di Concessione qualcosa sia stato previsto nel merito, se non ci fossero disposizioni si dovrà risolvere un ulteriore problema).

Comunque, l’interesse attuale del Governo è che la Concessionaria rimanga solvibile e capitalizzata se si vuole che affronti il risarcimento di danni e vittime e la spesa per la ricostruzione urgente del ponte sul Polcevera, per la quale ha già dichiarato la sua disponibilità. Il contenzioso è appena iniziato e i suoi sviluppi non sono scontati.

Per questo la posizione del Vice Primo Ministro Dimaio sulla ferma decisione politica del Governo di procedere alla “revoca” della Concessione senza se e senza ma (“Chi si oppone [alla revoca] dovrà passare sul mio cadavere…”) è pericolosa e ha già avuto immediate conseguenze catastrofiche, con la perdita di 6 miliardi di Euro sul mercato finanziario dei titoli della Atlantia (che controlla Autostrade per l’Italia). Praticamente mettendo la Concessionaria alla bancarotta o quasi.

L’uso del termine stesso “revoca” è improprio, in quanto implica la volontà unilaterale del Concedente con pericolose conseguenze per il Governo, mentre invece l’obbiettivo corretto dovrebbe essere quello della “risoluzione” del contratto di Concessione, motivata e possibilmente  concordata fra le parti.

L’uso del termine “revoca” ha provocato la reazione della Concessionaria per la difesa dei suoi titoli e dei suoi investitori (banche e cittadini italiani in grande parte), con una nota nella quale ha ricordato che, ai sensi del contratto di concessione, in caso di “revoca”da parte del Concedente,  le saranno dovuti i cespiti attivi fino alla scadenza della concessione nel 2038. Difesa dovuta visto che, allo stato, non esistono responsabilità dimostrate e contestate ufficialmente, ma solo assunti personali di Ministri del Governo. Il Ministro Dimaio ha qualificato la nota della Concessionaria come “disumana” (“Sono solo interessati ai soldi … dove hanno il cuore…”), un atteggiamento superficiale, aggressivo, pericoloso nella delicata congiuntura. Certamente utile per riscuotere consensi del pubblico frustrato.

Una Concessionaria alla bancarotta aggrava il disastro per il Paese. Nella situazione specifica un comportamento fermo, ma obbiettivo del Governo sarebbe molto opportuno e l’altro Vice primo ministro Matteo Salvini sembrava averlo compreso, ma è stato coartato dalla posizione drastica del suo collega e, con molta reticenza si è dovuto allineare.

Il crollo del titolo sui mercati è stato simile a quello conseguente a una operazione di aggiotaggio finanziario e non si può escludere che qualche operatore avventuroso sul mercato non ne approfitti, comprando titoli di Autostrade per l’Italia con pochi milioni di Euro attratto dal rischio di guadagnarne molti di più (al limite qualche miliardo).

Con i 6 miliardi di Euro azzerati si sarebbero potuti costruire 60 nuovi viadotti da 100 milioni di Euro l’uno (come quello già progettato e proposto dalla Concessionaria, prima del tracollo in borsa).

Conviene ricordare che l’ansia di sfruttare dichiarazioni demagogiche radicali per ottenere il consenso del pubblico è già costata alcuni miliardi ( 3 o 4…) al Paese, con l’aumento dello spread seguito alla pubblicazione del “contratto” fra Lega e 5Stelle, contratto che prevedeva spese per centinaia di miliardi e entrate per poche decine di milioni di Euro. Ora, con la campagna del Governo per la revoca della Concessione alla società Autostrade per l’Italia, abbiamo raggiunto la decina di miliardi di Euro che gli Italiani dovranno pagare (direttamente o indirettamente). Una politica costosa.

La società Autostrade per l’Italia ha sicuramente responsabilità per la sciagura di Genova, e ancora non si sa quali e di quale portata, ma al Governo non conviene costringerla alla bancarotta con dichiarazioni indignate, ma avventate e di sapore demagogico. È sperabile che la finanziaria Atlantia (che controlla Autostrade per l’Italia)  possa recuperare, almeno in parte, il valore dei suoi titoli per far fronte agli impegni dovuti per i quali ha dichiarato disponibilità. Il danno provocato al Paese dal comportamento del Governo è stato gravissimo.

Come dice un noto proverbio arabo: solo l’idiota uccide il cammello sul quale deve attraversare il deserto.

(lorenzo matteoli)

Informazioni su matteolilorenzo

Architetto, Professore in Pensione (Politecnico di Torino, Tecnologia dell'Architettura), esperto in climatologia urbana ed edilizia, energia/ambiente/economia. Vivo in Australia dal 1993
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