La mucca nel corridoio prevista da Bersani è arrivata.

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Ieri sera Bersani a In Onda interveniva, appassionato come sempre, sul problema del PD, della Sinistra, dei 5S, di Salvini e diceva una cosa molto giusta…”…non ce l’ho con i 5Stelle, molti votavano per noi…non dobbiamo combatterli…non ha senso…dobbiamo riconquistarli…”

Grande verità. Ma…come si fa? O, meglio, come deve fare l’attuale PD a “riconquistarli”?

Come è fatta la ‘nuova sinistra’ che deve riconquistare non solo i compagni che hanno votato 5S e Salvini, ma come si fa a conquistare tutti gli italiani che non hanno votato e quelli che non hanno votato PD?

Una sinistra sicuramente “diversa”. Quindi non più a sinistra e nemmeno più a destra. Forse “più dentro.” Dentro alle cose, dentro ai problemi, dentro alla gente, ma nello steso tempo svolgendo il ruolo e la funzione di un partito: proporre idee, soluzioni, visioni, in avanti. Senza galleggiare sui sondaggi e senza lasciarsi prendere dalla velenosa tentazione della demagogia.

La gente oggi ha disperato bisogno di certezza: un articolo difficile da confezionare, specialmente per chi non ce l’ha.
Se non certezza saper dare almeno gli strumenti per vivere serenamente con l’incertezza.

Difficile trovare una qualificazione che non appartenga al vocabolario del politichese corrente e oramai logoro se non avvelenato, niente bisticci, litigi, battibecchi, ripicchine. Una minestra che con la certezza non ha nulla a che vedere.

Riconquistareforse bisognerebbe capovolgere il senso del verbo e sarebbe più giusto dire “essere riconquistato”.  Il PD deve lasciarsi riconquistare’, riappropriare da quelli che se ne sono andati o che non ci sono mai stati.

Quindi ascoltare, lavorare e rispondere in termini di proposta, sia sui grandi problemi che su quelli minimi, quotidiani, quelli della gente comune. È necessaria anche una rivoluzione del linguaggio.

Esempio attuale: Bisogna ricostruire in tempi brevissimi (un anno) il viadotto crollato, per farlo non si possono seguire le procedure oggi in vigore per i grandi lavori pubblici e grandi opere infrastrutturali. Non si costruirebbe il viadotto nemmeno in tre anni o quattro anni.

Ci vuole una procedura ad hoc, nuova e speciale, in deroga assoluta e completa rispetto alle normative correnti, che consenta di costituire un ente committente dotato di poteri eccezionali, capace di commissionare progetto (magari più di uno), scegliere il progetto, elaborare la documentazione esecutiva e le specifiche tecniche, chiedere offerte, valutare offerte, scegliere il costruttore, commissionare l’opera, istruire i collaudi in corso d’opera, gli organismi di controllo tecnico, amministrativo, contabile…

In fondo nel nostro DNA c’è la grande tradizione dei costruttori romani che costruivano strade attraverso l’Europa, acquedotti di kilometri, e ponti su tutti i fiumi: non per nulla la massima carica gerarchica al tempo dell’Impero di Roma era il Pontifex Maximus(Massimo costruttore di ponti). Oggi per fare il nuovo viadotto sul Polcevera nei tempi minimi imposti dal dramma abbiamo bisogno di un soggetto con quel potere, carta bianca e massima competenza e  responsabilità, trasparenza e controllo rigoroso.

Il PD ha nei suoi quadri, per l’esperienza di governo che ha fatto, politici e tecnici operatori con tutte le competenze necessarie: predisponga una proposta per la legge speciale  necessaria a risolvere il problema.

Sul piano tecnico specificherei una caratteristica fondamentale: struttura trilitica (cfr ponte sullo Sfalassà) in acciaio e facile sostituibilità di tutti i componenti strutturali.

Nel ponte da San Francisco a Sausalito (Golden Gate) costruito nel 1937, sicuramente esposto all’atmosfera corrosiva marina, non ci sono più molte parti strutturali originali. Il Golden Gate ha oggi 81 anni e gode ottima salute. Lo stesso si può dire per il Ponte di Brooklyn costruito nel 1883 che ha oggi 135 anni.
È sicuro che Dimaio e Salvini non accetteranno la proposta del PD, non hanno la strumentazione culturale e politica per farlo, ma questo non è assolutamente importante. Non so se mi spiego.

(lorenzo matteoli)

Informazioni su matteolilorenzo

Architetto, Professore in Pensione (Politecnico di Torino, Tecnologia dell'Architettura), esperto in climatologia urbana ed edilizia, energia/ambiente/economia. Vivo in Australia dal 1993
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5 risposte a La mucca nel corridoio prevista da Bersani è arrivata.

  1. Roberto Simoni ha detto:

    Riconquistare compagni?nel 2018! dove vive?

    • matteolilorenzo ha detto:

      …ho fatto una sottile differenza non “riconquistare”, ma farsi riconquistare…e poi la “sinistra diversa” potrebbe anche competere con Dimaio e Salvini che tutto sommato non sono poi così affascinanti sul piano culturale e ideologico. La gente cambia idea e ri-cambia idea

  2. alberto bottari ha detto:

    A proposito dello “stare dentro la gente” , di cui parli . Abbiamo tutti assistito – e stiamo assistendo – al dramma personale di chi ha dovuto abbandonare le proprie cose ( una parte della propria storia , della propria identità ) nelle case interessate dal crollo del ponte sul Polcevera . E impossibilitati quasi tutti a rientrarvi , almeno temporaneamente , per ragioni di sicurezza , per recuperare ciò che é parte inscindibile di sé , un “paesaggio” intimo che nel tempo si é costruito .
    Contemporaneamente abbiamo assistito , nei servizi televisivi , allo scontro e alla protesta di questi sfollati , cui non si é ritenuto di dover concedere spazio e partecipazione , nelle ultime riunioni in Comune e in Regione . Ecco un esempio delle occasioni da non perdere , da parte di tutti e delle istituzioni , per “stare dentro” quella gente , in modo ancora più efficace e completo di quanto – almeno a livello locale – già non si faccia .
    Ma mi chiedo se tecnicamente – anche a costo di un costo non indifferente – non sarebbe attuabile una soluzione rapida e temporanea di messa in sicurezza provvisoria della struttura sopravvissuta e pericolante del ponte , quantomeno per consentire un accesso veloce alle abitazioni per recuperare le proprie cose . Questo contribuirebbe certamente a non far degenerare il rapporto fra popolazione sfollata e amministrazioni .
    Tu che hai buona padronanza con i temi della tecnologia e delle costruzioni – e mostri di interessartene a fondo – non avresti qualche proposta ? O pensi che non vi sia nulla di praticabile , , ad esempio del tipo di un sostegno provvisorio , di rapido montaggio ?

    Alberto Bottari

  3. matteolilorenzo ha detto:

    …ci ho pensato, ma non è semplice. Si tratta di costruire uno spesso traliccio di acciaio alto 50 metri circa capace di sopportare il peso della mensola. Ma il carico in emergenza non è solo quello della mensola tronca ma quello dinamico del distacco difficile da quantificare e difficile da individuare come direzione…potrebbe applicare un momento al braccio nei 50 metri…chi lo calcola? ma specialmente chi lo firma? Non credo che ci siano soluzioni temporanee praticabili: il rischio strutturale è forte e non quantificabile.

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