Io sono stato eletto, tu no.

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“io sono il governo e faccio piovere per decreto” e quando cazzo mi pare.

Nonostante l’abbondanza e la solidità dei proverbi italiani disponibili nel mare della saggezza del popolo non sembra che la cultura di governo in Italia ne partecipi,  ancorché minimamente. Una delle granitiche realtà della politica e del potere politico è che il comando si esercita sugli ambiti di competenza, con gli strumenti di legge disponibili e nel loro rispetto.  Magari conoscendoli e sapendoli leggere e interpretare.

Alcuni esempi possono chiarire il concetto.

  • Non è possibile comandare alle formiche di lavorare dalle 9.15 A.M. alle 16.45 PM
  • Non è possibile comandare alle api di muoversi a piedi per cercare i fiori da impollinare.
  • Non è possibile comandare ai pesci di raccogliere banane.
  • Non è possibile organizzare le fasi lunari per decreto legge.

Come si capisce l’elenco potrebbe continuare e magari essere anche divertente.

Un immediato corollario di questa banale realtà è che così come quelle elencate sono operazioni di comando “impossibili” far credere alla gente che siano possibili è una truffa e conoscendo la facilità con la quale un pubblico frustrato crede alla “qualunque” si tratta di “circonvenzione di incapace”.

Fuori dalla metafora: non è possibile fare leggi che implicano spese di miliardi senza avere i soldi necessari per metterle in pratica. Ordinare ai funzionari dello Stato di “tirar fuori i soldi”  è puerile, ma qualche volta anche criminale. Perchè abusare della delega a governare per spingere, obbligare, costringere alla malversazione è criminale.

Se poi la risposta alla resistenza legittima e rigorosa dei funzionari è l’annuncio di una vendetta sistematica nei confronti dei “pezzi di merda” (cfr Rocco Casalino) siamo a un’etica di marca offensivamente mafiosa elevata a cultura di governo della Repubblica.

Mettere il costo di queste operazioni nel deficit già enorme vuol dire far pagare queste misure contingenti alle future generazioni. Sostenere che i governi pre cedenti hanno sempre contratto debiti e quindi non si vede perché questo non debba fare lo stesso vuol dire contraddire il proprio slogan di “governo del cambiamento” Per fare le stesse cose tanto valeva, e ci saremmo risparmiati il folclore di bugie, balletti, gaffes, figuracce internazionali che stiamo collezionando. Questo non è il cambiamento che noi volevamo. Non è il cambiamento che volevano quelli che vi hanno votato e che saranno i primi a subire le conseguenze durissime della tragica fine della vostra esperienza: caos, miseria, disoccupazione, incertezza esistenziale. Sono i vostri elettori che devono verificare, che devono chiedersi, che devono capire, che devono controllare se rispettate il mandato o se state imbrogliando: approvando condoni criminali ad uso delle peggiori mafie, massacrando l’immagine del nostro Paese con atteggiamenti barbari, mettendo a rischio i risparmi delle famiglie per arroganza, incompetenza e faciloneria,

La premessa per una considerazione di fondo:

Questa cultura di governo criminale più che puerile non può che avere conseguenze tragiche e quello che preoccupa, più che i ministri, viceministri, finti ministri che la professano, proclamano e ne traggono anche sciagurato vanto, è il fatto che per un seguito di circostanze, per le quali nessuno in questo paese può spogliarsi di responsabilità, questa cultura è partecipata con convinzione e con fanatico entusiasmo da una enorme parte della pubblica opinione. Come al tempo di Mussolini in Italia, nella Spagna di Franco, nel Portogallo di Salazar, e nella Germania di Hitler, un secolo fa.

Alla gente oggi avete fatto credere e l’avete convinta che i mercati finanziari internazionali sono parte di un complotto di un misterioso ente super-sovrano che vuole il male dell’Italia, e che l’Europa è il “nemico”. L’Europa sono gli Stati Membri e a nessuno è piaciuto il decreto finanziario italiano. A nessuno, nemmeno agli amici di Salvini,  che saranno quelli che governeranno se vincerà la linea “sovranista” di Orban & C.

L’Italia dipende da quei mercati che ci devono prestare i soldi per pagare gli interessi sul debito pubblico (circa 100 miliardi di Euro all’anno) e che ci devono finanziare la spesa corrente per un futuro oggi non ben determinato, ma sicuramente misurabile in svariati decenni. I “mercati” non sono biechi speculatori complottardi che ce l’hanno con Salvini e Dimaio: sono pensionati, lavoratori, impiegati, gente che vuole mettere i suoi risparmi in investimenti sicuri e non li vuole mettere a disposizione di arroganti irresponsabili inaffidabili, bugiardi, non credibili avventurieri della demagogia. Gente che pretende e ha il diritto di avere competenza, responsabilità, rispetto per i suoi risparmi per il suo lavoro.

Se questi mercati non si fidano della capacità o volontàdel paese di rispettare le regole e di pagare interessi e quota di saldo del capitale preso in prestito, molto semplicemente non solo non ci presteranno altri soldi comprando i nostri Buoni del Tesoro, ma cercheranno di liberarsi dei Buoni a suo tempo acquistati.

Il ciclo diventa rapidamente perverso e l’Italia in breve tempo sarà alla bancarotta. Lo Stato non potrà pagare gli stipendi del pubblico impiego, non potrà dare alle banche italiane e straniere i soldi per pagare gli interessi sui Buoni del Tesoro che le banche hanno acquistato etc. etc. si chiama bancarotta.

Far credere alla gente che di questo quadro “ce ne freghiamo” e che potremo fare a meno delle regole e degli istituti finanziari che fanno funzionare il mondo globale di oggi, dicendo che noi, comunque, “tireremo diritto” è criminale. Far credere che “uscire dall’Euro” sarà la soluzione di tutti in problemi è  criminale.

Quando l’Italia non avrà i soldi per comperare energia, materie prime, medicinali, tecnologie di trasformazione perché non avremo più Euro e le “nuove lire” non saranno garantite da nessuno e nessuno le vorrà per cedere petrolio, gas, acciaio, lana, cotone…ci sarà il caos. L’ordine pubblico verrà garantito dall’Esercito, il governo prima sequestrerà i risparmi dei cittadini privati per pagare i suoi debiti, finiti quelli e diventeremo in breve una colonia finanziaria dei creditori, dovremo vendere in cambio di Euro, le ferrovie dello Stato, l’ENEL, autostrade, territorio, isole…

Questo succederà non perché c’è un complotto di cattivi disonesti che ce l’hanno con noi, ma perché il nostro governo sta distruggendo la credibilità del Paese con i suoi progetti demagogici impossibili, con le sue dichiarazioni arroganti irresponsabili, con la sua incompetenza, con le sue bugie.

Ma soprattutto perché una moltitudine ingenua e non informata avrà creduto alle fantasie dei capi che credevano che siccome erano stati eletti potevano comandare cose impossibili.

Essere eletti non garantisce il potere di comandare alla luna, all’erba, alle formiche e ….ai mercati, se non sei credibile non esisti.

Dimaio e Salvini oggi  non sono credibili  per esplicita, implicita, diretta o indiretta dichiarazione di tutte le Istituzioni Internazionali, culturali,  politiche, economiche, finanziarie, mediatiche…what else?

(lorenzo matteoli)

Informazioni su matteolilorenzo

Architetto, Professore in Pensione (Politecnico di Torino, Tecnologia dell'Architettura), esperto in climatologia urbana ed edilizia, energia/ambiente/economia. Vivo in Australia dal 1993
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2 risposte a Io sono stato eletto, tu no.

  1. Guido Vacirca ha detto:

    Da un po’ di tempo, sto condividendo su Facebook, quasi tutti i suoi articoli. Purtroppo, a parte qualche sgradevole commento, non li legge quasi nessuno dei miei contatti! Non li leggono nemmeno coloro che, so per certo, hanno votato a sinistra! Anche se, sarebbe molto meglio che: li leggessero coloro i quali hanno votato per l’attuale governo! Ma, come lei sa molto bene, il popolo non legge, non si informa, e spesso non vuole nemmeno “capire” perché: tanto…” sono tutti uguali”! Ed allora votano per la ” novità”, per coloro che fanno tanti bei proclami! Inutile ribadire quel che lei ha più volte affermato e che, dal canto mio, condivido pienamente: la mancanza di una sinistra unita con un’unica “voce” parlante (frutto di un dibattito interno costruttivo) ha fatto senz’altro la sua parte. Prepariamoci dunque: alla catastrofe!

  2. …è vero, ma io non so come fare per ampliare il mio pubblico, sul blog mi leggono circa 120-150 lettori, non so quanti mi leggano su Facebook dove da un po’ di tempo metto il link….ci proverò ancora…grazie del supporto!

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