L’humus culturale

Reichlin

Alfredo Reichline con Enrico Berlinguer

C’è un interessante articolo su La Repubblica di oggi, a pagina 13 “Napolitano ricorda Reichlin :“Amico fraterno dal pensiero mai rassegnato.” Si è svolto a Roma un seminario organizzato dall’Istituto della Enciclopedia Treccani per ricordare Alfredo Reichlin. Una giornata di studio che è stata occasione di incontro tra tanti amici dello storico leader del PCI. Il titolo del convegno era “Alfredo Reichlin tra storia e futuro…”

Coordinatore Giuliano Amato. C’erano  Emanuele Macaluso, Claudio Petruccioli, Luigi Zanda, Alfredo D’Attorre, Giuseppe Vacca, Mariuccia Salvati, Paolo Franchi, Silvio Pons…

Giorgio Napolitano ha ricordato Alfredo Reichlin…”la sua più grande dote, il pensiero aperto, mai rassegnato, mai stretto nei confini dell’evidente.”

Nel pomeriggio le relazioni: Mariuccia Salvati e Caludio Natoli “La formazione giovanile, la Resistenza, e il Partito nuovo a Roma.” Giuseppe Vacca e Luigi Masella “La Puglia il PCI e le lotte sociali.”Alexander Hober Ermanno Taviani, “L’attività del Partito: il direttore di Rinascita, il direttore dell’Unità, davanti ai dissidenti del Manifesto.” Roberto Gualtieri, Silvio Pons, Gregorio Sorgonà, Marco di Maggio “Dal PCI, al PDS al PD.”

La brillante e autoreferenziale cultura della elegante sinistra politica e intellettuale italiana nella sua splendida Torre d’Avorio.
Deve essere stato un dibattito di grande interesse e di tono elevato come si può dedurre dai nomi degli illustri relatori e dai temi trattati e mi sarebbe piaciuto sentirli.

Per capire una cosa:
…se qualcuno dei presenti fosse sfiorato dal dubbio che proprio quella cultura, della quale sono stati “principes et domini” per 50 anni e forse più della loro vita, è stata la cultura che, in qualche modo, diretto, indiretto, esplicito, implicito, ma sicuramente né cosciente né responsabile, ha portato oggi al potere Matteo Salvini e Luigi Dimaio e la loro cultura

(lorenzo matteoli)

Informazioni su matteolilorenzo

Architetto, Professore in Pensione (Politecnico di Torino, Tecnologia dell'Architettura), esperto in climatologia urbana ed edilizia, energia/ambiente/economia. Vivo in Australia dal 1993
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Una risposta a L’humus culturale

  1. vaguido62 ha detto:

    Condivido pienamente! È stata proprio la cultura elitaria di quella sinistra che pensava di detenere, in esclusiva, le “soluzioni giuste” a gettar le basi del populismo attuale! L’impatto con la discussione, improntata a ricercare il “meglio” da ogni pensiero, per poterli poi unire in una linea politica da seguire per migliorare le sorti del nostro paese, non era stato recepito nel giusto modo da coloro che erano vissuti di pane e…”centralismo democratico”! Ognuno, nel tempo, è diventato “vittima” dei propri personalismi, in bilico tra vecchie ideologie comuniste e liberismo economico, mentre il mondo: diventava sempre più globalizzato! La “sinistra”, senza nemmeno accorgersene è diventata anch’essa una strumento nelle mani dei “poteri forti” e l’elettorato non è più riuscito a cogliere…distinzioni di sorta! Per cambiare il “sistema”, bisogna starci dentro, bisogna agire dall’interno, questo è ovvio, ma non bisogna farsi imprigionare dalle sue spire! La frammentazione, in questo caso, non ha certo giovato. La parte degli “irriducibili”, sempre pronti a bandire slogan consumati dagli scranni dell’opposizione, pur di non “sporcarsi le mani” con posizioni di potere e responsabilità, ha contribuito ulteriormente allo sbando dell’elettorato. Il “popolo”: non legge, non s’informa, il più delle volte…guarda solo le figure! Continuo a sostenere che, prima dovremo ” toccare il fondo”, come la storia c’insegna e poi, se sapremo far tesoro degli errori del passato, potremo…risalir la china!Inviato da smartphone Samsung Galaxy.

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