Ancora su SITAV e NOTAV

 

copertina-si-tav
la manifestazione SITAV a Torino

 

Sul sito:

https://volerelaluna.it/tav/2019/01/16/lettera-aperta-alle-madamine-si-tav/

Trovo una lettera alle “madamine” scritta da un gruppo di docenti notav. Ecco 10 punti per una risposta.

  1. Accusate le madamine di “aspettative generiche” di non avere elementi “tecnici basati su realtà fisiche”, ma tutti io vostri argomenti sono poi puramente ideologici (come l’utopia astratta dell’economia circolare, e lo slogan vuoto di “internet of things”: le merci e i prodotti non si muovono come elettroni, chi ha fame deve mangiare e non mangia Megabites), e le vostre previsioni analitiche sono basate sulla grammaticale proiezione al futuro di tendenze attuali che saranno però radicalmente modificate/stravolte  dalla nuova infrastruttura.
  2. L’isolamento di Torino è di carattere imprenditoriale: le imprese se ne vanno per l’effetto “cul de sac” della collocazione geografica di Torino e per effetto della mancata sostituzione di manifatturiero diversificato dopo l’abbandono della monocultura FIAT. La mobilità veloce ferroviaria lungo l’asse della macroregione Veneto-Lombardia-Piemonte- Hautes Alpes-Delfinato-Savoia è l’elemento nuovo che l’infrastruttura innescherà e che viene sistematicamente ignorato dalla reazionaria conservazione no-tav. Il futuro è lo svolgimento in avanti del presente non la sua brutta copia guardando al passato.
  3. Sostenibilità: sono le infrastrutture che generano i flussi non il contrario. Bisogna spostare i trasporti dalla gomma alla ferrovia per aumentare l’efficienza e diminuire l’inquinamento ambientale dei TIR in Val di Susa. L’economia circolareè oggi ancora una astrazione utopica (basta guardare i numeri della raccolta differenziata per rendersene conto)  ma certamente diminuire energia e inquinamento della mobilità di persone e cose va nella direzione di una economia più efficiente a livello sistemico. Stranamente nel vostro discorso vetero marxista la massimizzazione del profitto e lo sfruttamento capitalista sono caratteristiche del trasporto efficiente ferroviario e guarda caso non del trasporto su gomma che ha goduto di mezzo secolo di sistematico privilegio proprio da quella ideologia di rapina ambientale che voi attribuite (???) alla TAV. Chissà perché non alla gomma, che piace tanto alla SITAF.
  4. La disuguaglianza economica è figlia di sistemi fiscali basati sul privilegio (cfr Piketty, World Inequality Report 2018) e un sistema di mobilità di persone e cose più efficiente e meno inquinante si inquadra positivamente nella transizione verso una economia più “uguale”. Non si capisce la vostra logica per cui più TIR più inquinamento, più costi ambientali e morbilità, più rischi di incidenti, eliminano il problema della massimizzazione dei profitti e della minimizzazione delle retribuzioni che sostenete sia caratteristica esclusiva del trasporto veloce su ferro. Una associazione chiaramente strumentale.
  5. L’ipotesi del trasporto su ferro veloce per distanze dell’ordine di 900 km notoriamente competitiva su altri sistemi di mobilità di persone e cose ambientalmente molto più pulita del trasporto su gomma non impedisce la chimica verde, la  biomimicry, e il quantum computing, che  c’entrano poco con il problema dei trasporti e sono più attinenti con la classica sindrome  dei docenti universitari.
  6. I “vecchi modelli” che hanno portato alla attuale situazione di insostenibilità sono precisamente l’enorme privilegio dato al trasporto su gomma negli ultimi 80 anni in Italia e altrove. L’intelligenza e l’immateriale in un Pianeta abitato da 12-14 miliardi di umani dovranno gestire milioni di tonnellate di merci in più da muovere e milioni di TEP in più da bruciare e la mobilità su gomma avrà dei problemi nei confronti di sistemi integrati di confezione, raccolta, dispatching, distribuzione e conferimento integrati ferro, aria, acqua, gomma. La vostra qualificazione di “impossibile aumento delle tonnellate da spostare” la dice lunga sulla vostra presunzione di “ragionare in termini concreti saldamente ancorati a elementi di realtà valutabili”. È vero piuttosto che credete di vivere su un altro Pianeta. Sarà forse “impossibile” spostare le tonnellate, ma nel pianeta con 14 miliardi di umani quella impossibilità sarà “necessaria”. Quindi voi che “ragionate in termini concreti” datevi da fare e raccontateci come risolverete il problema aumentando del 400% il traffico su gomma. Altre ipotesi, fattibili e attuali, da voi non se ne sono sentite (a parte il quantum computing, e la green chemistry). Oppure raccontateci come farete a evitare che nascano 5 o 6 miliardi di umani. In termini concreti, senza rischiare di raccontare scemenze.
  7. È bene anche sconfessare il ragionamento che siccome una cosa richiede troppo tempo per farla non la si fa. (non sarebbe stato mai scavato il Canale di Suez né quello di Panama, mai costruito il Golden Gate e nemmeno il da Verrazzano, niente te Autostrada del Sole…) Ed ecco la domanda rivelatrice: E nel frattempo? Chi ha mai detto che se non si fa la TAV non si fa altro? Nel frattempo, si fanno un sacco di altre cose, come la razionalizzazione sistemica della mobilità, biomimicry, quantum computing, chimica verde, tassazione progressiva, environmental costing, normativa del packaging, ottimazione/superamento del motcapitaslismo ecologicamente coerenteore diesel,  manutenzione delle reti ferroviarie, integrazione dei migranti, ripopolazione degli Appennini, sviluppo del modello Riace, manutenzione idrogeologica del territorio,   etc. Potremmo anche impegnarci a modificare il capitalismo da rapina con un capitalismo ambientalmente e socialmente coerente per strutturare una economia di crescita felice e superare l’incubo della decrescita che ci viene proposto dai flagellanti neo-savonaroliani.
  8. Ma prima di tutto e come iniziativa strutturante di tutti i complementi intermedi di medio e lungo termine si fa la TAV!
  9. L’attribuzione alla controparte di una opinione o piattaforma debole, sciocca o assurda  è un classico della dialettica insegnata all’ex Istituto Gramsci alle Frattocchie. Un trucco dialettico di poco prezzo. Faccio passare l’altro per cretino, così io sembro intelligente.
  10. Piuttosto pensate seriamente a un sistema di mobilità di persone e cose integrato geograficamente, sui tempi sulle velocità e sulle distanze (packaging, collection, dispatching, transfer and delivery)  e non insistete sulla monocultura della gomma forever. Questa sì che è una illusione…

        (lorenzo matteoli)

Informazioni su matteolilorenzo

Architetto, Professore in Pensione (Politecnico di Torino, Tecnologia dell'Architettura), esperto in climatologia urbana ed edilizia, energia/ambiente/economia. Vivo in Australia dal 1993
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Una risposta a Ancora su SITAV e NOTAV

  1. giuseppe Bognetti ha detto:

    caro Lorenzo volevo segnalarti che oggi è uscito sull’argomento un articolo di percoco e tavoli nell Voce
    Beppe

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