La paura e il vuoto stellare

Paura

 

Ne La Repubblica di ieri c’è una interessante riflessione di Zagrebelski sulla paura come strumento di potere e come veleno della democrazia. Da leggere.
In margine si può osservare che sono molte le paure che dominano le dinamiche sociali, insieme alle paure delle paure, con i relativi conflitti. Ad esempio quando la paura di chi comanda con la paura supera la paura che ci sottomette al suo potere e provoca la ribellione liberatoria.

La lettura delle notizie di ieri propone tre temi:

  1. La preoccupazione della Confindustria, della BCE e del fluttuante ministro Tria per la situazione dell’economia italiana.
  2. La leggerezza del Ministro degli Interni Salvini che accusa gli istituti preoccupati di “gufaggine”.
  3. La presa di distanza del Ministro per lo Sviluppo Dimaio che dichiara: “Non siamo Renzi, siamo noi. Le preoccupazioni e gli avvertimenti sono corretti e vanno ascoltati.”

Dimaio annuncia poi le misure per il rilancio dell’economia e per la promozione della “fiducia” degli imprenditori e degli investitori. Tutte misure allo stato impantanate nel litigio continuo e nei veti incrociati che caratterizzano l’azione del Governo.

La figura complessiva che emerge dalla situazione riportata dalla stampa di ieri è di nuovo quella della totale incoerenza dell’azione del governo e della completa dissociazione dalla realtà dei due viceprimiministri e dell’accidentale facente funzione premier Conte. Dimaio ammette la serietà della situazione e annuncia misure che non vengono prese, Salvini accusa di gufaggine l’FMI, la BCE, la Commissione Europea, la Confindustria e il Ministro Tria e annuncia uno splendido 2019 caratterizzato da crescita e boom economico, Conte, tarabaralla, ora dice una cosa ora dice l’altra e si impegna a lavorare su tutto per risolvere tutti i problemi.

Vogliono la fiducia dei mercati e degli elettori e:

  1. Irritano gli stati Uniti firmando accordi con la Cina.
  2. Irritano la Commissione Europea firmando accordi con la Cina senza coordinarsi con gli alleati Europei.
  3. Irritano la Cina cambiando gli accordi preventivi della adesione alla Via della Seta dopo le note minacciose USA ed EU.
  4. Irritano i paesi membri della UE con bilanci in dissesto che mettono a rischio tutta l’Unione.
  5. Irritano la Francia insultando Macron.
  6. Irritano la Germania sfotticchiando Angela Merkel.
  7. Irritano i tedeschi accusandoli di arricchimento improprio.
  8. Irritano la Confindustria accusandola di gufaggine.
  9. Irritano la BCE e il suo Presidente Draghi accusandoli di gufaggine.
  10. Disgustano gli investitori internazionali sculettando con i gilet gialli.
  11. Irritano i sindacati negando la loro funzione sul mercato del lavoro.
  12. Irritano Europa, America e mezzo mondo dichiarando appoggio a Maduro in Venezuela.
  13. Irritano metà del mondo sculettando con Putin in Russia.
  14. Irritano l’altra metà del mondo sculettano con Trump che li dichiara inaffidabili: come essere dichiarati unreliable  da un venditore di auto usate.
  15. Irritano gli italiani con comportamenti incompetenti arroganti, contraddittori e dilettanteschi che sono costati milioni di Euro ai contribuenti italiani.
  16. etc…

Chi critica il governo dei boy scout irresponsabili viene fulminato dalla interessante teoria sulla democrazia di Salvini: per criticare il Governo bisogna farsi eleggere. Chi non è eletto stia zitto. Draghi si deve far eleggere, la Confindustria si deve fare eleggere, Boeri si deve fare eleggere, i giornalisti si devono fare eleggere. Anche il ragazzino Rami, che ha salvato 51 compagni di scuola dall’essere bruciati vivi dal cretino senegalese, se vuole la cittadinanza per aver sfidato il killer cretino …” si faccia eleggere…”  (rischioso invito perché se Rami dodicenne si potesse candidare oggi sarebbe sicuramente eletto)…e forse sarebbe più affidabile di Dimaio e di Salvini.

Tutte le decisioni e le azioni e le battute dei due viceprimiministri sono dettate dai consulenti spinner dei social media e in funzione della percentuale ipotetica di voti da catturare con la specifico sculettamento demagogico. Ma la vita è complicata e alcuni bacini di voti sono antagonisti rispetto ad altri bacini di voti: se becchi quelli perdi quegli altri.

Se prendi con la demagogia del finto reddito di cittadinanza i voti al Sud, perdi quelli dei lavoratori che pagano le tasse al Nord.

Chi ha creduto all’immagine di giovanile radicale cambiamento proposta dal M5S all’inizio della loro esperienza politica si sta rendendo conto di essere stato ingannato. Si tratta dell’80% circa degli elettori M5S dinamica che viene confermata dalle recenti elezioni regionali.  La loro conclamata “diversità” è come quella del PCI di una volta, inesistente: oggi, mentre si avviano alle patrie galere i ladri di polli stellari a Roma e a Torino, il loro slogan urlato “onestà, onestà, onestà” è vuoto e ha il sapore patetico di presa per il ….

Sono puerili, incompetenti e irresponsabili e associano a questo profilo una arroganza indisponente, tutto emblematicamente rappresentato dal vuoto del costante sorriso del bambolotto capo. Il problema è quanto tempo ci metteranno gli italiani a capirlo.

(lorenzo matteoli)

 

Informazioni su matteolilorenzo

Architetto, Professore in Pensione (Politecnico di Torino, Tecnologia dell'Architettura), esperto in climatologia urbana ed edilizia, energia/ambiente/economia. Vivo in Australia dal 1993
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