Riflessioni di Paolo Bertalotti Professore Architetto

Castello del Valentino
il Castello del Valentino sede della
Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino

 

Riflessioni di Paolo Bertalotti.

Paolo, Collega  del dipartimento di Scienze e Tecniche per i Processi di Insediamento  che ho diretto al Politecnico di Torino negli anni 1980 è come me in “pensione attiva” nel senso che pensa, produce, commenta in modo pacato ma sanamente…rivoluzionario. Volentieri ospito queste sue riflessioni: un invito a riflettere, una salutare provocazione. (LM)

Carissimo Lorenzo,
ci sono alcuni tuoi articoli che mi stimolano a scrivere un commento, ma io non sono rapido e devo maturare quelle poche idee che mi frullano nella mente.
Tempo fa hai fatto delle considerazioni sul suffragio universale. Sarei favorevole a introdurre delle procedure per rendere il voto più aderente ai cittadini che collaborano alla crescita dello stato, ma non saprei cosa proporre. Forse la modifica della procedura di votazione è un obiettivo a lunga scadenza e, prima delle proposte per la modifica del voto, occorre pensare alla strategia per arrivare alla proposta finale. Ma forse è più facile modificare gli elettori (far crescere culturalmente i cittadini) che cambiare la procedura di votazione.
Tra le altre cose hai fatto riferimento a un test per verificare se l’elettore ha la minima idea di cosa sono le votazioni e cosa determina il voto che viene dato.
Tempo fa ho fatto parte della commissione TEST per l’iscrizione alla facoltà di Architettura. Durante lo svolgimento del TEST ero di sorveglianza in un’aula. Ho guardato gli studenti che cercavano di rispondere alle domande e ho notato una domanda sul disegno che, tra le opzioni presentate, non aveva la risposta corretta. Nella domanda c’era il disegno di un cilindro intersecato con un piano inclinato rispetto all’asse. (Un salame tagliato con il coltello inclinato rispetto all’asse).
Il disegno dell’ellisse non era contemplato nelle risposte.
Ho recuperato un libretto con tutte le domande del test ho verificato le domande sul disegno: su 20 domande 12 erano sbagliate (era sbagliato il disegno su cui si basava la domanda o non avevano la risposta corretta).
Ho controllato anche le domande relative agli altri settori disciplinari e ho notato delle domande nozionistiche che non servivano a valutare la formazione e la capacità di ragionare.

Ho fatto una relazione dettagliata e puntuale che ho inviato al preside e al rettore in cui come conclusione ho dichiarato:
IO VORREI AVERE COME ALLIEVI GLI STUDENTI CHE NON HANNO SUPERATO IL TEST.
Ma forse il test serviva ad altro e non a selezionare gli studenti che avrebbero dovuto iscriversi ad Architettura!

Come puoi capire non sono molto favorevole all’uso del TEST per selezionare le persone che possono votare.
Allora ho continuato a pensare se potevano esserci altre proposte da prendere in considerazione. Ho ragionato sul voto e non ho formulato delle proposte, ma almeno ho espresso alcuni dubbi, che ho raccolto in un breve testo che ti allego.
Ti ringrazio di tutti i tuoi “pensierini” e ti prego di continuare a scrivere…

…….

 

Ci sono alcune cose che non capisco!

LA COSTITUZIONE, IL VOTO: DIRITTO E DOVERE

  • L’art. 1 della costituzione recita: “L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro”
  • Nell’art. 4 c’è scritto: “La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.”
    • Se ogni cittadino ha il dovere di svolgere un’attività … Perché lo stato non controlla tutti i cittadini e verifica che svolgano una attività lecita e onesta?

Perché consente che ci sia un numero enorme di disoccupati, di lavoratori in nero e di cittadini fuori della legge?

Perché non ci sono delle sanzioni per i cittadini che non hanno un’attività?

  • L’art. 48 recita: “Sono elettori tutti i cittadini che hanno raggiunto la maggiore età. Il voto è personale ed eguale, libero e segreto. Il suo esercizio è dovere civico … Il diritto di voto non può essere limitato se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge.
    • Perché il voto è esercitato da tutti in modo indiscriminato?

Perché chi non rispetta gli obblighi previsti dalle leggi (votare, fare tutte le vaccinazioni obbligatorie, completare l’istruzione obbligatoria e conseguire un diploma, fare il servizio militare o civile, avere una attività lecita e onesta obbligatoria, pagare le imposte …) può continuare a votare?

Perché il diritto di voto non viene limitato finché il cittadino non si mette in regola con gli obblighi previsti dalla legge?

Perché non vengono previste sanzioni per i cittadini che, pur avendo diritto, non votano?

In alcuni paesi chi non vota viene multato (in Australia ad esempio paga 20 dollari australiani di multa) in altri paesi perde alcuni diritti civili, in altri paesi chi vota viene premiato (ad esempio in occasione delle votazioni viene fatta una grigliata e le carni vengono distribuite a chi ha votato)

  • “La Costituzione dovrà essere fedelmente osservata come legge fondamentale della Repubblica da tutti i cittadini e dagli organi dello Stato”

L’OSSERVANZA DELLE LEGGI

  • I cittadini devono osservare tutte le leggi (non è consentita l’ignoranza delle leggi).
    • Perché allora mantenere una quantità di leggi, più di 200.000, leggi, leggine, rimandi a leggi precedenti, a regi decreti e via dicendo (in Francia ci sono circa 7000 leggi, in Germania circa 5500, in Inghilterra circa 3000? Un numero così elevato di leggi in Italia impone l’ignoranza delle leggi.

Perché non semplificare le leggi? Riscrivere tutte le leggi aggiornate senza costringere a lunghi e faticosi rimandi. Scrivere ogni articolo in un foglio che sarà conservato in un raccoglitore ad anelli. Quando viene cambiato o modificato l’articolo, viene riscritto e viene sostituito il foglio nel raccoglitore. (I fogli eliminati dovranno essere conservati per chi desidera ricostruire l’evoluzione della legge.)

 

LE MODALITA’ DI VOTO

  • La sensazione che non sia il governo il pericolo, ma chi lo vota per conformismo, comodità, insipienza, stupidaggine, o peggio. (LM)
  • Una proposta interessante: i parlamentari vengano sorteggiati tra i cittadini che si dichiarano disponibili a fare il parlamentare. (BC)
    • Perché non provare a proporre alcune modifiche per incominciare a mettere in moto un meccanismo che possa portare ad una diversa modalità di votazione:

La presentazione di molte decine di partiti indica l’incapacità di mediare, di accordarsi e di collaborare tra partiti e forse anche l’aspettativa di ottenere un finanziamento dello stato.

Per limitare questo enorme spreco di tempo e di denaro bisognerebbe porre un freno alla proliferazione dei partitini. Per questo non è sufficiente dire che al di sotto della soglia del 5% non viene eletto nessun candidato ma, ad esempio lo stato dovrebbe far pagare le spese elettorali ai partiti che non raggiungono la soglia dei voti richiesta. Il rimborso potrebbe essere proporzionale alla differenza tra la soglia (5%) e il risultato elettorale ottenuto dal partitino.

 

LA BUROCRAZIA

  • La burocrazia c’è, e … si percepisce.
  • O meglio ci sono le persone (i burocrati). E mi pare un bene che vengano occupate molte persone per l’attuazione delle leggi. Poi ci sono gli uffici, le leggi, le leggine, i regolamenti, le procedure ecc. ecc.

Perché tutte queste strutture che dovrebbero aiutare i cittadini e facilitare il loro rapporto con le istituzioni, invece, hanno aumentato le incombenze dei cittadini, hanno complicato le procedure di applicazione delle leggi e sono diventate centri di potere che condizionano sia i cittadini sia il potere legislativo. Sono centri di potere che non sono a servizio dei cittadini.

Questa struttura è stata giustamente chiamata “burocrazia” (potere degli uffici).

Perché non si può proporre una legge che dica che “i cittadini, per qualunque richiesta, non devono compilare moduli, non devono correre da un ufficio all’altro non devono richiedere documenti in un ufficio per consegnarli ad un altro ufficio, ma debbono solo presentare la domanda e debbano ricevere i documenti richiesti nell’ufficio in cui è stata presentata la domanda (o meglio ancora a casa). Si dà mandato alla burocrazia di proporre le modifiche per semplificare e snellire le pratiche burocratiche.”

Con questo tipo di meccanismo, più aumentano le leggi, le regole, i provvedimenti e le procedure di applicazione, più aumenta il lavoro per i funzionari degli uffici.

In questo modo si innesca un meccanismo di riforma della burocrazia e di semplificazione delle pratiche burocratiche.

Un paragone che aiuta a capire quale sarebbe il meccanismo indotto:

In Russia, le industrie che avevano bisogno di acqua, la attingevano dai fiumi, ma erano costrette a prendere l’acqua a valle della fabbrica e gettare le acque sporche a monte della fabbrica stessa. Se la fabbrica non avesse depurato le acque e avesse scaricato acque luride, liquami e veleni, avrebbe attinto dal fiume gli stessi veleni che aveva scaricato.

Nel caso in cui nessun onere sia dovuto ai cittadini e la burocrazia complica le regole e le procedure, creerà un lavoro enorme per i propri funzionari. Sembra pertanto un ottimo sistema per costringere ad auto-correggersi e ad auto-semplificare tutti i meccanismi.

(Paolo Bertalotti)

 

Informazioni su matteolilorenzo

Architetto, Professore in Pensione (Politecnico di Torino, Tecnologia dell'Architettura), esperto in climatologia urbana ed edilizia, energia/ambiente/economia. Vivo in Australia dal 1993
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