Una linea di riscatto dell’altra Italia.

Luigi Einuadi.jpgMarco Pannella.jpgAlcide Degasperi.jpegEnrico Berliguer.jpg

 

Gad Lerner in un bell’articolo su La Repubblica di oggi spiega come il successo di Salvini sia sostanzialmente dovuto all’aver saputo individuare il profilo politico, culturale, comportamentale e di linguaggio dei suoi più probabili elettori e di averlo poi ben rappresentato nel teatro della campagna elettorale e nei dodici circa mesi di sua attività come vice-primoministro responsabile del Ministero degli Interni. Risultato il successo con il 34.3% dell’elettorato per la Lega.
La stessa cosa e forse ancora meglio era riuscita a Mussolini che aveva poi dichiarato esplicitamente il suo segreto: “Non ho inventato io il fascismo, l’ho tirato fuori dalla pancia degli Italiani.”

Tenendo conto della affluenza alle urne del 53% il DNA politico culturale del 18.12% degli Italiani leghisti, non è cambiato molto: come i loro nonni e padri apprezzavano la demagogia di Mussolini loro apprezzano la smaccata demagogica volgarità di Salvini che  la rilancia in termini attuali, ma non meno volgari: travestimenti puerili, felpe rigorosamente opportunistiche, linguaggio autoritario, disprezzo degli avversari, e la caduta più vergognosa di stile, il bacio pubblico del rosario.

Lerner finisce il suo articolo con un dubbio/speranza: “ci sia consentito di dubitare che sia davvero questo il popolo italiano”.
In effetti è vero, tenendo conto dell’affluenza alle urne, c’è pur sempre un 34.82% degli italiani che non ha votato Salvini ( 5Stelle, sinista-sinistra, destra-destra, Forza Italia , SVP…), resta l’incognita di come qualificare chi ha disertato il voto ovvero il 53% degli Italiani.

Il dubbio/speranza di Gad Lerner si basa su questi numeri: recuperare al voto intelligente gli assenti dal voto di oggi, e catturare la base dei 5Stelle in crisi e i più ragionevoli della Lega.
Un manifesto schematicamente mirato su questi 3 obbiettivi non solo è impossibile, ma sarebbe anche perdente per le inevitabili contraddizioni che comporterebbe.

Bisogna fare delle scelte.

Individuare il profilo dei probabili elettori per un manifesto pragmatico/progressista: competenza sull’economia, negoziato con l’Europa per superare i difetti di Maastricht, competenza sull’ambiente, strategia di bilancio per ridurre il debito pubblico, fermezza nell’evasione fiscale, fermezza nella corruzione, negoziato con l’Europa per affrontare il problema dei migranti…investire nella pubblica istruzione e nella ricerca,

Un manifesto che onestamente promette sudore e lacrime e non molti regali o iniziative di laida demagogia..

Deve essere anche recuperato uno “stile” politico dignitoso dopo la orrenda sbracatura gialloverde: censura severa della demagogia, selezione severa dei candidati,…meno parole, più lavoro e più fatti.

Esiste l’altra Italia: bisogna darle una ragione per votare.

Lorenzo Matteoli

Informazioni su matteolilorenzo

Architetto, Professore in Pensione (Politecnico di Torino, Tecnologia dell'Architettura), esperto in climatologia urbana ed edilizia, energia/ambiente/economia. Vivo in Australia dal 1993
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Una risposta a Una linea di riscatto dell’altra Italia.

  1. Wendy Charnell ha detto:

    Fascinated by these photos. They couldn’t be anything but Italian !!

    >

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