Verso il peggio

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Mezza Italia non vota, il 30% degli elettori (0.6×0.5) vota Salvini/Dimaio o Dimaio/Salvini. Il 12% degli elettori vota PD (0.24×0.5). La sinistra-sinistra non passa il 3% e si autoelimina. Il resto non conta nulla (Berlusconi, Meloni).

Il segretario del PD, Zingaretti, impotente nei confronti della corrente renziana, impegnata in una insostenibile difesa di Luca Lotti (e del suo amico Palamara), condanna il partito alla palude dell’irrilevanza.
Il PD, che dovrebbe risorgere dalla sconfitta del 4 Marzo, è travolto da conflitti interni che sembrano insanabili.
Salvini vede la possibilità di eleggere il presidente della Repubblica nel gennaio del 2022 alla scadenza del mandato di Sergio Mattarella: se prima di quella data ci fossero elezioni (anticipate) la Lega potrebbe controllare l’accesso al Colle del Quirinale di un suo candidato.
L’Italia, in sette anni di presidenza Lega/5S, fuori dall’Euro e dall’Europa, probabilmente in default economico, diventerebbe marginale, colonizzata finanziariamente dai potenti fondi USA o, forse, da qualche ciclopica figura finanziaria multinazionale asiatica.

Difficile immaginare la nuova identità culturale del nostro paese controllato dai referenti di Dimaio e di Salvini.  Scuola, Università, TV, Stampa, nelle mani dei Bussetti, Crimi, Foa, Giletti et al.

Qualcuno potrebbe scrivere la versione italiana 2030 di Soumission (Michel Houellebecq) e sarebbe una interessante lettura.

Quello che resta della sinistra post-PCI, che ha soffocato per cinquant’anni la possibile evoluzione socialdemocratica dallo stalinismo, incapace di pensare e di esistere dopo il crollo del Muro di Berlino del 1989, sistematicamente dedita alla pratica dello scissionismo settario di leader spocchiosi, ha una enorme responsabilità in questo lugubre scenario, continua a litigare e non se ne rende nemmeno conto.

Messaggio per Zingaretti, Renzi, Lotti, Carrai, Boschi, Del Rio …etc.: liberare il campo dalle ingombranti macerie della finta sinistra decotta e lasciare spazio all’Altra Italia, progressista, socialdemocratica, laica, liberal.
Sciogliete un partito che non esiste più.

Messaggio all’Altra Italia: se ci sei, batti un colpo.

 lorenzo matteoli

Informazioni su matteolilorenzo

Architetto, Professore in Pensione (Politecnico di Torino, Tecnologia dell'Architettura), esperto in climatologia urbana ed edilizia, energia/ambiente/economia. Vivo in Australia dal 1993
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2 risposte a Verso il peggio

  1. Emilia Amato ha detto:

    Ieri sera, ultima puntata di “Report”, vari servizi molto interessanti, tra i quali intervista a Ponti che finalmente ammette alcune cosette … ne suggerisco la visione …
    questo é anche un pezzettino di altra Italia.

    “Fuori dal tunnel”
    A gennaio, nell’analisi costi benefici sulla Tav, la nuova linea ferroviaria Torino Lione, l’equipe di studiosi coordinata dal professor Marco Ponti, a cui il ministro Toninelli aveva affidato l’incarico di esaminare il progetto, lo aveva valutato negativo per 7 miliardi di euro, considerando tra i costi per lo Stato anche i mancati introiti delle accise sul carburante che i camion non pagherebbero più se il traffico di merci si trasferisse dalla strada al treno. Ma due mesi prima, lo stesso gruppo di studiosi, nell’analisi costi benefici del Terzo valico, la Milano-Genova, toglie dai costi per lo Stato la perdita di accise, pur scrivendo che così la valutazione non sarebbe corretta. Perché così gli indica di fare il ministero dei Trasporti che, a sua volta, scrive che considerare la perdita di accise tra i costi non è pienamente in linea con le linee guida del Ministero ed europee. Dunque la valutazione si fa in base alla scelta politica. Tanto che alla fine è lo stesso Ponti a dichiarare che la Tav non è il male peggiore.
    http://www.rai.it/programmi/report/inchieste/Fuori-dal-tunnel-c73a8828-2c83-4cc0-acbb-23f2ef0b57bd.html

  2. Francesco Jelovsek ha detto:

    Batto un colpo.

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