Salvini ha fatto incazzare Putin

donald-trump-vladimir-putin-bad-model-b-2Vladimir Vladimirovic Putin si è incazzato

Il Ministro Salvini si è incartato da solo con una serie di bugie e di contro bugie tutte regolarmente smentite da prove fattuali (foto, video, sue dichiarazioni, mails di suoi segretari o segretarie, interviste e quant’altro etc.). L’abuso di selfie e di sproloquii elettronici, twits, facebook fuck, e varie sbrodolate sui socials,  del quale sembrava maestro insuperato, si rivela come frana inarrestabile di imbarazzanti documenti. In progress.

Travolto dall’alluvione incontrollabile il Ministro, dopo una serie di battute da bar sport,  ha finalmente deciso di non dire più nulla. Un po’ tardi. A fronte di richieste formali di riferire in Parlamento dice che lui ha cose più serie da fare e che non si occupa di pettegolezzi, …ghe vadi no. Devo leccare il rosario, non rompetemi i coglioni…

I “pettegolezzi” sono le dichiarazioni dei suoi consiglieri, segretari, rappresentanti ufficiali (ipse dixit) relative alla sua intenzione di cambiare radicalmente la politica estera dell’Italia, insieme al resto dell’Europa, che dovrebbe passare a nuovo satellite dell’Impero di Vladimir Putin.

Così. Perché lo dice lui. Perché lui a Mosca si trova come a casa sua.

Il ministro boy-scout della politica estera per farsi bello con Vladimir gli ha fatto credere che avrebbe spostato l’Unione Europea sulla nuova linea filo-Mosca, ma la cosa gli è scoppiata fra le mani con la pisciata dell’incontro Savoini et al al Metropol di Mokba.

I servizi segreti USA, che lo avevano messo nel mirino da tempo, dopo il valzer moscovita del suo Russia Man Savoini, hanno deciso che era ora di finirla e hanno pubblicato la registrazione che sta innescando una valanga di altre imbarazzanti barzellette sul tema Russia/Lega/Italia/Petrolio.

Salvini qualifica come pettegolezzi il tentativo di beccare una tangente da 65 milioni di $ USA, su transazioni di greggio Russia-ENI e si è mosso come un magliaro napoletano in un territorio dove i professionisti lo avevano avvertito che “era meglio non andare”.

Rule number one: Il business sul petrolio russo in Russia lo fa solo Putin, niente te magliari. Tuttalpiù Berlusconi…

Non si esclude quindi, anzi pare quasi certo, che la riunione di Mosca al Metropol con il babbeo Savoini sia stata organizzata ad hoc per incastrare il pollo. Chissà come si sono divertiti a mettere insieme il “colpo”. Massima riservatezza, top secret, finti interlocutori di “alto livello” in realtà guitti da avanspettacolo, riunione dove, guarda caso, qualcuno aveva un registratore in tasca. Riunione alla quale un vero professionista della mediazione internazionale, invitato, ha scelto di non farsi vedere (“in Russia non vado a riunioni con personaggi che non conosco … e lo avevo avvertito” !!!) e tantomeno all’Hotel Metropol.

Savoini spiega, ai guitti CIA truccati da Rusky Top Burokrats, con un inglese da prima  media, la strategia di Salvini per sconvolgere la politica estera italiana e quella dell’Unione Europea e trasformare Germania, Francia, Paesi Bassi, Belgio, Spagna etc. in paesi satelliti del nuovo Impero Russo di Vladimir Putin. Ghe pensi mi. Poi si definiscono alcuni dettagli della mega transazione, Savoini assicura gli amici Russi che potranno prendersi la loro fetta di torta, no problem whatsoever,….  Fem inscì. Fatemi leccare un rosario…I 65 milioni di dollari  prima delle elezioni europee, per favore, ci mancherebbe altro, sicuro, portate un borsone…  gli interlocutori di “alto livello” dicono parliamo con le gerarchie competenti e la cosa è fatta. Nessuno nota lo strano sorriso……. Non succede nulla, ma meno di un anno dopo spunta la registrazione.

Salvini, prima sfotticchia con battute  sciocche poi annaspa farfugliando palle a nastro, sempre più ridicole, ma il guaio più serio per lui non è Dimaio, non è Conte, non è il PD che lo vuole in aula a spiegare bene, la rava e la fava. Il problema vero, velenosissimo,  è Vladimir Putin che si è incazzato nero…perché gli affari sul petrolio russo in Russia li fa solo lui. Il fatto che l’armata brancaleone del bamba leghista abbia cercato di fare business nel suo orticello senza nemmeno dirglielo gli ha fatto girare i santissimi a mille.

Gu de laurà,  gu de sbauscià l’rusari…

Il tutto peggiorato dal fatto che i sovranisti, che contavano di vincere alla grande a Bruxelles sono rimasti al palo, e quindi tutti i discorsi di Salvini sulla grande svolta si sono afflosciati tipo post coitum. Raccontare palle a Putin e poi cercare di biffargli le creste sulle transazioni petrolifere è roba seria, sputtanarlo sulla stampa mondiale non è solo roba seria è roba letale. Il prossimo incontro Salvini/Putin sarà più freddino. Ammesso che ci sia.

Ovviamente i fedelissimi trinariciuti della Lega leggono tutta la vicenda come un trionfo del Capitano, sarà interessante leggere la “narrativa” ufficiale…chi si contenta gode, diceva la mia nonna Ersilia Bacci di Livorno.

lorenzo matteoli

 

Informazioni su matteolilorenzo

Architetto, Professore in Pensione (Politecnico di Torino, Tecnologia dell'Architettura), esperto in climatologia urbana ed edilizia, energia/ambiente/economia. Vivo in Australia dal 1993
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3 risposte a Salvini ha fatto incazzare Putin

  1. Wendy Charnell ha detto:

    Did you get my editing?

    >

  2. Antonio Casella ha detto:

    Un bel post, Lorenzo. Scritto come fosse un racconto, che in effetti lo e’. Ci si potrebbe fare un film.Ciao.

  3. matteolilorenzo ha detto:

    Grazie Antonio: la vicenda prosegue e Salvini sta per essere ingoiato…

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