Piccante sviluppo del pasticciaccio di Mosca. Cosa c’entra Corto Maltese?

corto-maltese

Corto Maltese leggendario personaggio di Hugo Pratt

 

Avevo azzardato l’ipotesi che i “polli” di Salvini fossero stati presi in giro da un colpo organizzato dalla CIA per sputtanare Salvini e le sue simpatie per la Grande Madre Russia. L’idea era che la  CIA avesse trovato tre guitti russi da truccare come alti gerarchi del cerchio magico di Vladimir Vladimirovich … Ora invece spunta un’altra ipotesi del tutto diversa, ma non meno interessante: secondo questa nuova linea il fetente con il registratore sarebbe stato un ceffo del KGB (pron. “caghebe”) il potente ex servizio di intelligence e tortura Russki, oggi FSB (Il Federal’naja služba bezopasnosti Rossijskoj Federacii: Федеральная служба безопасности Российской Федерации, Servizi federali per la sicurezza della Federazione russa).

Sarebbe stato cioè un agente segreto russo al servizio di Vladimir Vladimirovich Putin in persona.

Ci si chiede per quale motivo Putin dovrebbe fare un dispetto a Salvini sputtanandolo con i suoi “polli” e consiglieri esperti di strategie internazionali, che non parlano né inglese né russo e anche l’Italiano è problematico fortemente intriso di “lumbard” , per non parlare della logica e della “ragione” categorie del tutto aliene per il team Savoini/D’Amico? Una buona domanda.

Ora i “motivi” dei servizi segreti in genere (di quelli russi in particolare) non sono mai “lineari” cioè semplici diretti tipo “ho fame mi faccio una spaghettata”. Sono molto più arzigogolati tipo “posso far sospettare di aver fame così tutti penserebbero che mi potrei fare una spaghettata, ma in realtà ho veramente fame e non mi faccio la spaghettata così tutti pensano che io non abbia fame e quindi mi farò una spaghettata di nascosto perchè in effetti ho proprio fame…” 

La risposta di Putin (semplificando molto) potrebbe essere: “Salvini non mi rompere i coglioni, i truschini con il petrolio russo li faccio solo io, quindi stai alla larga…” Un semplice avvertimento tipo “hai pisciato fuori dal vaso…per stavolta va bene, ma non farlo più…”
Salvini dovrebbe chiedere spiegazioni, ma non lo farà perché la risposta potrebbe essere umiliante (non esemplifico per decenza).

Un’altra riflessione da fare è che il colpo, se  è di matrice Russa, sicuramente viene direttamente da Putin e solo da lui perché nel cerchio magico di Putin non c’è nessuno che sgarra e si permette iniziative personali estemporanee e sfiziose, come succede normalmente da noi.  Questo preoccupa molto Salvini che sul suo “filo diretto” con Vladimir ha investito parecchio e adesso vedersi trattato da pirla qualunque è molto seccante. Un vero colpo basso brutale perché il significato (molto semplificato) è che Putin non vuole sporcare la sua immagine con pasticcioni gaglioffi lombardi ivi compreso il Capitano. E quindi prende le distanze e lo fa capire.

Non ci vuole molto per vedere che mentre la camaraderie con Berlusconi gli stava bene perché era sostanzialmente basata sulla comune passione per la gnocca e quindi non “sporcava” la sua immagine di maschio cazzuto, la associazione con uno che sbava pubblicamente sul rosario e manda bacioni a destra e manca, per un duro come Vladimir Vladimirovich sarebbe letale.

Come se Corto Maltese sbarcasse dal suo Ketch bialbero e andasse a letto con l’Irene Pivetti, in una pensione (due stelle) di Riccione, chiedendo anche uno sconto sul prezzo (della camera, cosa avete capito? …).

Non sapremo mai quello che è successo veramente al Metropol tra il team dei salvinidi e gli alti gerarchi di Putin (veri o finti). Rubli non ne hanno presi, e se li hanno presi l’avvocato Meranda li ha fatti sparire – zacchete – in modo impenetrabile, ma le ipotesi su quello che forse è successo sono tutte divertenti.
Putin si è incazzato e Salvini non si diverte.

Lorenzo Matteoli

Informazioni su matteolilorenzo

Architetto, Professore in Pensione (Politecnico di Torino, Tecnologia dell'Architettura), esperto in climatologia urbana ed edilizia, energia/ambiente/economia. Vivo in Australia dal 1993
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