La vicenda politica come processo di apprendimento

mattarellaIl Presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella

 

Poco dopo l’8 di Agosto 2019 il mio Mac si è incartato perché ho incautamente superato il limite della memoria disponibile. L’incidente mi ha protetto perché mi ha impedito di scrivere banalità nel corso delle orribili settimane che sono seguite.

Intendo fare tesoro della saggezza tecnologica del mio Mac e non faccio commenti sulle miserie e sulle volgarità culturali, politiche, etiche, caratteriali e umane che hanno caratterizzato i comportamenti dei vari attori, protagonisti e comparse. Il momento più buio della storia della nostra Repubblica.

Unica luce la figura del nostro Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Svolgerò quindi il mio pensierino partendo dallo stato delle cose di oggi Sabato 31 Agosto 2019. Ora più ora meno.

Per inquadrare il tema ho trovato, non per caso, questa riflessione di Thomas Piketty da Capital et Ideologie che vi propongo con la mia traduzione dall’originale francese:

 Chaque trajectoire politico-idéologique nationale peut se voir comme un gigantesque processus d’apprentissage collectif et d’expérimentation historique. Ce processus est inévitablement conflictuel, car les différents groupes sociaux et politiques, outre qu’ils n’ont pas toujours les mêmes intérêts et aspirations, n’ont pas la même mémoire et la même interprétation des évènements et du sens à leur donner pour la suite.

 Ogni percorso politico-ideologico nazionale può essere considerato come un gigantesco processo di apprendimento collettivo e di sperimentazione storica. Un processo inevitabilmente conflittuale perché i vari gruppi sociali e politici, oltre a non avere sempre uguali interessi e aspirazioni, non hanno la stessa memoria storica né uguale interpretazione degli avvenimenti o delle loro conseguenze sugli svolgimenti futuri.

Guardiamo quindi ai 15 mesi del governo Lega/5S, alle tre settimane dall’8 Agosto al 30 Agosto 2019 e al futuro governo PD/5S  come suggerisce Piketty: come a percorsi di apprendimento collettivo.

Il percorso politico ideologico dei 15 mesi di governo Lega/5S

Abbiamo visto cosa succede quando incompetenza, presunzione, pressapochismo demagogia e cialtroneria vanno al potere. Un ministro degli Affari Interni e viceprimoministro che cambia idea tre volte al giorno, senza un progetto, senza una strategia, senza una visione di medio lungo termine. Misure schizoidi, vendicative, pensate per i media e per una eterna campagna elettorale piuttosto che per risolvere i problemi.  Propone e impone ricattualmente decreti criminali e criminogeni, anticostituzionali e contraddittori. Centinaia  (migliaia) di migranti sbarcano regolarmente a Lampedusa da barchini e gozzi, il ministro li ignora e si incattivisce sulle navi delle ONG perché questo lo spara sulle prime pagine dei giornali e lo lancia in decine di ore TV. Si affida al Sacro Cuore di Maria Vergine, sbava sul rosario che porta sempre in tasca pronto per lo sbaciucchiamento impudico, ma impone con decreti demenziali di lasciare affogare i migranti nel Canale di Sicilia e condanna i migranti salvati dall’annegamento dalle navi delle ONG a restare in mare per settimane per pura maligna cattiveria e desiderio di pubblicità mediatica (fame, sete, condizioni igieniche da paura,…). In quindici mesi ha passato 36 giorni nel suo ufficio e il resto del tempo a fare campagna elettorale, spot, selfies e feste in spiaggia a dimenarsi con cubiste e a bere mojitos con i suoi fan. Ha fatto spendere agli italiani milioni di euro (spread e interessi sui titoli) con dichiarazioni sciocche sull’Euro e sui suoi catastrofici progetti di spesa in deficit. Ha provocato con insulti volgari i colleghi europei e la burocrazia di Bruxelles emarginando l’Italia dal dialogo internazionale. Accusa i suoi avversari politici di essere subalterni a Macron, Merkel e von der Leyen ma non spiega gli affari dei suoi uomini con i petrolieri russi e i faccendieri di Putin. Ha sistematicamente disertato per paura e per incompetenza le riunioni dei suoi colleghi ministri europei che discutevano del problema dei migranti. Per faciloneria e boria ha provocato una crisi del suo governo senza sapere che non aveva i numeri per farlo, unicamente per “capitalizzare il vantaggio elettorale sancito dai sondaggi di opinione”cioè per il suo vantaggio personale. Quando si è reso conto della immane castroneria fatta ha cercato di rimediare con una serie di promesse e iniziative dilettantesche contraddittorie e irresponsabili.

Abbiamo visto il capo politico del Movimento 5Stelle, ministro dell’industria e dello sviluppo economico e viceprimoministro subire passivamente tutte le iniziative del suo collega Ministro degli Affari Interni anche le più inique, criminali e anticostituzionali. Lo abbiamo visto gestire con sovrana incompetenza le centinaia di tavoli di vertenze con imprese e industrie senza risolvere un solo problema. Ha fatto approvare per pura demagogia leggi inapplicabili. Ha fatto spendere agli italiani decine di milioni di euro (spread e interesse sui titoli di stato) con dichiarazioni sciocche e irresponsabili sull’Euro e sull’Europa. Ha compromesso la vertenza con la Società Autostrade (crollo del viadotto sul Polcevera) con dichiarazioni irresponsabili e incompetenti. Durante le trattative per l’ipotetico nuovo governo ha mantenuto aperto un canale con la Lega per ricattare il PD e imporre il suo nome come viceprimoministro, ministro degli affari interni e altro. Ha offeso il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella chiedendone con presuntuosa arroganza la destituzione quando il Presidente prendeva decisioni di sua ineccepibile competenza e dovere. Le scuse non hanno rimediato né la sostanza, né la forma della vergognosa gaffe.

Abbiamo visto il Primo Ministro sottoscrivere tutte le efferatezze, le cialtronerie, gli errori dei suoi ministri, timidamente esprimendo dubbi privati, ma mai sanzione pubblica dichiarata. Nel suo discorso in Parlamento il 20 Agosto ha svolto una corretta anche severa denuncia dell’operato del Ministro degli Affari Interni, ma non ha speso una parola di autocritica né di minima ammissione di una sua corresponsabilità, dopo 15 mesi nel ruolo di Presidente del Consiglio dei Ministri.

Durante le trattative per l’ipotetico nuovo governo PD/M5S abbiamo visto il capo politico del Movimento 5 Stelle  impegnato in un doppio gioco ambiguo e ricattuale chiaro segno di una sua intima preferenza per la continuazione della catastrofica alleanza, allettato nella sua presunzione dalle offerte disperate e vergognose che il segretario della Lega gli faceva pervenire. Abbiamo visto il segretario della Lega, oramai consapevole dell’immane castroneria commessa in un momento di hybris, disperatamente proporre ogni sorta di avventura demagogica per tornare in controllo, rivelando la sua vera vocazione per un potere personale, poliziesco, liberticida, per una catastrofica uscita dall’Euro e dall’Europa.

Qualcuno lo giustifica perché “malconsigliato”: una giustificazione penosa per un Ministro dello Stato, che non ha nemmeno la cultura e l’informazione per scegliersi consiglieri competenti e intelligenti.

Abbiamo visto il Partito Democratico dibattersi sotto l’atteggiamento, doppio, ricattuale, arrogante, puerile del suo interlocutore 5 Stelle. La trattativa per il nuovo governo è stata asimmetrica. Il Partito Democratico con il suo segretario Zingaretti responsabile di un mandato difficilissimo: evitare a tutti i costi il ritorno esiziale al governo della Lega e del suo segretario malato di paranoia maniacale, assatanato di potere e amante di leggi liberticide e criminogene. Il problema dei migranti non si risolve facendoli annegare nel Canale di Sicilia o morire di torture, derubati e stuprati, nei lager libici.

Il Movimento 5 Stelle con il suo capo politico, imbesuito dalle promesse del segretario della Lega e segretamente voglioso di riprendere la collaborazione passiva nonostante offese, insulti, disprezzo e aperto dileggio, con il mandato di evitare a tutti i costi le elezioni anticipate che avrebbero praticamente azzerato il suo Movimento distrutto da 15 mesi di errori e di puerilismo governativo. A giudicare dal comportamento recente di Di Maio non sembra che si sia reso effettivamente conto del pericolo di un governo Salvini, anzi sembra che sia vero proprio il contrario.

Zingaretti segretario di un Partito frantumato in correnti, parrocchie, cordate, malato di veleni, egoismi, presunzioni. Di Maio capo di un Movimento senza manifesto ideologico, senza programma politico, senza visione storica, strapazzato da leaderini velleitari e da un pericoloso gusto per una surreale ipotesi di democrazia diretta affidata a una piattaforma informatica controllata e manipolata da una società privata la cui trasparenza è simile a quella di una minestra di fagioli.

Come suprema offesa alla Repubblica Italiana e alle sue Istituzioni Di Maio ha chiesto di sottoporre l’accordo giallorosso, cioè la decisione del Presidente  della Repubblica Italiana alla approvazione di quella “piattaforma Rousseau”  dove poche migliaia di grillini esprimono il loro voto di approvazione o bocciatura e la ditta Casaleggio & C manipola i risultati a suo piacimento. Una intollerabile arroganza.

Se questo è il “…percorso politico-ideologico …che…può essere considerato come un gigantesco processo di apprendimento collettivo e di sperimentazione storica…”  è necessario chiedersi dunque cosa abbiamo imparato? Ma non siamo noi, io e i miei 27 lettori, che dobbiamo porci la domanda, sono i responsabili del PD, i responsabili del M5S, e i milioni di loro elettori insieme ai milioni dei sistematici assenti dal voto, sperando che sappiano darsi una risposta e operare di conseguenza.

Ci sono alcune cose molto sicure, dati di fatto ineludibili:

La Lega con Salvini al Governo nei prossimi anni vuol dire regime dittatoriale per i prossimi dieci/venti anni, prossimi giudici della Corte Costituzionale nominati da un governo poliziesco e prossimo presidente della repubblica scelto da Salvini & C., uscita dall’Europa e dall’Euro, probabile bancarotta finanziaria dell’Italia.

Per evitare questa sciagura ci sono due opzioni:

  1. al voto immediato con la corrente legge elettorale; opzione da scartare perché vincerebbe Salvini a mani basse, infatti si valuta impossibile nei tempi brevissimi superare la Lega anche con una campagna elettorale fortissima, appassionata e da guerra; tempi troppo brevi, rischio eccessivo.
  2. governo di coalizione PD/M5S per togliere Salvini dal Ministero Affari Interni, fare una nuova legge elettorale, approvare il bilancio evitando la punizione europea e l’aumento dell’IVA. Cassare i due decreti criminali anticostituzionali vergognosi Sicurezza 1 e 2.

Opzione scelta. Rischio: se il governo giallo rosso non funziona splendidamente, senza litigi, senza doppio gioco, senza franchi tiratori con leggi giuste efficaci per risolvere strategicamente il problema dei migranti organizzando una azione di medio lungo termine con il concerto dell’Europa, rilanciando l’economia, l’occupazione, riformando la giustizia, l’educazione e la sanità etc. etc. alla prossima scadenza elettorale Salvini e la lega vinceranno a mani basse.

Inutile dire che sull’ipotesi di un fantastico funzionamento della coalizione giallo-rossa c’è molto pessimismo. Dipende tutto da cosa avranno imparato i Grillini M5S e da cosa avranno imparato i PD. Sul versante dell’ottimismo c’è da dire che il processo di apprendimento è come una reazione a catena e che può scatenare effetti di portata e vastità impensabili.

Io che scrivo e voi che leggete abbiamo una precisa responsabilità scrivere e leggere, far scrivere e far leggere per innescare il Pikettyano …”gigantesco processo di apprendimento collettivo e di sperimentazione storica” … che forse ci salverà dall’incubo.

Esiste un’altra Italia: progressista, socialdemocratica, decente, che lavora e paga le tasse: ha un solo difetto è disgustata e non va a votare.

Annibale è alle porte, ma non sono i migranti dal Nord Africa: annibale oggi è l’ignoranza degli italiani.

Lorenzo Matteoli

Post Scriptum: ma se Calenda prendesse una iniziativa seria io sarei con lui e sceglierei la battaglia di una campagna elettorale sanguigna, l’opportunità per il PD di riconquistare sul campo la sua identità, di ricompattare l’altra Italia, la vera Italia su una piattaforma progressista, in avanti per una società giusta, per un capitalismo decente e non ladro per una Europa federale e per tutti i valori storici della sinistra internazionale che abbiamo dimenticato e tradito. LM

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Informazioni su matteolilorenzo

Architetto, Professore in Pensione (Politecnico di Torino, Tecnologia dell'Architettura), esperto in climatologia urbana ed edilizia, energia/ambiente/economia. Vivo in Australia dal 1993
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