Per confrontarsi con Salvini senza scendere al suo livello

Screenshot 2019-08-10 at 15.52.08la dimension e del travestito da poliziotto

Salvini è un abile manipolatore dialettico, bugiardo e falsificatore, e confrontarsi con lui con i normali strumenti della logica è un sicuro modo di perdere, di fargli fare una bella figura e talvolta di farsi ridicolizzare e travolgere. Come è successo ieri sera a Lilli Gruber e anche a Massimo Franco che, per quanto attento e prudente, non è sfuggito alla trappola. Farò alcuni esempi per illustrare il punto.

Gruber: “Le sembra che un ministro in costume da bagno e a torso nudo…”
Salvini: “Ero su una spiaggia, si può andare in costume da bagno su una spiaggia? Lei come va in spiaggia?” “Le assicuro che andrò sempre in spiaggia in costume, l’anno prossimo andrò al Papeete con mio figlio in spiaggia, in costume.”

Risultato: Salvini 1 Gruber 0.

Gruber: “Sul Russiagate perché non va in Parlamento a spiegare….”
Salvini: “Non c’è niente da spiegare, non ho preso un rublo, non ho chiesto un rublo, l’ho detto un sacco di volte, perché lo devo dire in Parlamento? Anche i magistrati hanno detto che non intendono sentire Salvini…e allora?”

Risultato: Salvini 2, Gruber 0.

Gruber: “Sul problema dei migranti….
Salvini: (interrompendo) “Certo con i porti aperti, l’accesso alle coste aperto i migranti sono raddoppiati, era ovvio… le navi delle ONG vanno e vengono…”

Risultato: Salvini 3, Gruber 0.

Di esempi ce ne sarebbero altri mille sempre con la stessa grammatica: domanda specifica di Gruber e risposta ANCORA più specifica, minimale, di Salvini.
Cosa evita sempre Salvini per abilità o per suo tragico limite culturale?
La dimensione e il livello politico dei problemi. Questo gli manca.

Non è il costume da bagno sulla spiaggia il problema: è l’insulto al Parlamento, e la dichiarazione  datemi i pieni poteri, è lo sculettamento davanti alla cubista  che balla l’Inno di Mameli, è l’apertura di una crisi di governo dichiarata ballando  con un mojito in mano. L’assoluta irresponsabilità e disprezzo per la dimensione istituzionale (alzate il culo) che offende. Dimensione che al Salvini manca totalmente: non si rende nemmeno conto di quando un comportamento è vergognoso e offensivo. È l’assenza voluta e sistematica dalle riunioni europee dei ministri degli interni, sono gli insulti a Karola Rakete, le bugie marchiane, sistematiche continue su fatti e cose.

Non basta dire “sono fatto così”: quando l’esser fatto così provoca problemi di isolamento sul piano internazionale, di crollo della fiducia dei mercati, ci sono precise enormi responsabilità politiche che costano milioni di euro delle quali rendere conto, senza furbizie da guitto.

Sulla incresciosa vicenda del Metropol/Russia/Savoini non c’entra nulla che abbia o non abbia preso uno o due rubli, per uno che se ne fotte di spiegare come sono spariti 49 milioni di Euro, due rubli o 6 milioni di rubli di mancia da Putin sono irrilevanti è l’incredibile realtà  che un mediatore di tangenti amico del bar sport di Salvini vada a discutere e a mettere a disposizione la politica estera italiana con sconosciuti mediatori di mazzette amici di Putin. È la sovversione della politica estera italiana, delle alleanze Europee e atlantiche, fatta  su oscuro mandato del Salvini da un faccendiere sconosciuto, sono le bugie di un Ministro (Savoini? Mai conosciuto!) delle quali deve dar conto in Parlamento e avrebbe avuto molte difficoltà che ha goffamente evitate non andando. Per paura, irresponsabilità, incoscienza disprezzo delle istituzioni…comportamento gaglioffo e di imperdonabile, miseria culturale, lasciando perdere l’etica… Questo bisognava rispondere rifiutando seccamente la dimensione da bottegaio dell’ex ministro del “non ho preso nemmeno un rublo”.

Sui migranti: gli arrivi dei barchini variano di giorno in giorno, basta prendere tre giornate di mare calmo e gli arrivi triplicano.
Ma non è questo il problema: il fenomeno della fuga dall’Africa, dalle guerre, dalla fame è un fenomeno epocale che durerà per i prossimi 40-50 anni e forse più (se affrontato alla Salvini per sempre). Non è affogandone diecimila  disgraziati nel Canale di Sicilia che si risolve il problema, non è mettendone 20 mila nei campi di concentramento e stupro libici, turchi o africani. Non è sparando sui barchini, ammazzando e stuprando migliaia di donne e bambini che si ferma la fuga epocale.
La dimensione del problema non è quella. Un problema mondiale deve essere affrontato chiamando la responsabilità del mondo e non è facendo il boia del microcosmo italiano che puoi farlo. Ma Salvini non va alle riunioni della UE: ha paura, si vergogna, non parla né capisce l’inglese. Non esiste. Né palle , né cervello.
Bisogna chiamare la responsabilità dell’Europa e del mondo intero, l’ONU, bisogna intervenire in Africa con progetti di investimento plurigenerazionali, bisogna mettere in essere una struttura di accoglienza, formazione, ricollocamento lanciati sui prossimi 50/80 anni. Non lasciarlo fare solo ai cinesi. La dimensione etica, culturale e politica per questa azione non la si guadagna facendo il killer del Canale di Sicilia, il bullo di Lampedusa, e disertando le sedi internazionali competenti di confronto e dibattito.

Con quelle qualifiche si guadagna solo il disprezzo del mondo non la credibilità non l’autorevolezza necessarie per sedersi a un tavolo internazionale di progetto e proposta.  Per questo non andava alle riunioni: conosceva la modestia della sua competenza di fronte al problema, ma non aveva (e non ha) né il cervello né le palle per affrontare il problema sui tavoli internazionali e la demagogia razzista schifosa rende molti più voti.
Sul suo vuoto va contestato il killer di Lampedusa non sul numero di 100, 200, o 1000 migranti, sui barchini o sulle navi delle ONG, ma sul numero di 20 o 30 milioni di abitanti in meno che avrà l’Italia del 2050, quando non ci saranno più mani per far funzionare il Paese (nere, bianche o gialle), e sul numero ineludibile e già scontato delle centinaia di milioni di persone in fuga nei prossimi 50 anni. Certo meglio e più facile raccattare voti eccitando l’incazzatura razzista dei lumpen italiani piuttosto che affrontare i problemi reali per i quali il ministro non ha né cervello, né palle.

Ma se gli chiedete dei migranti anche a voi manca qualcosa.

Lorenzo Matteoli

 

 

 

 

Informazioni su matteolilorenzo

Architetto, Professore in Pensione (Politecnico di Torino, Tecnologia dell'Architettura), esperto in climatologia urbana ed edilizia, energia/ambiente/economia. Vivo in Australia dal 1993
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2 risposte a Per confrontarsi con Salvini senza scendere al suo livello

  1. Emilia Amato ha detto:

    Interessante, da Wikileaks Italian Twitter
    10 agosto ‘19
    Tribunale Milano: Domanda di autorizzazione per il sequestro dei computer al Senatore Lega ‪#Siri‬ e di Marco Luca ‪Perini‬ (ex Capo Segr del Sottoseg di Stato Sen. Armando Siri) riguardante concorso aggravato nel reato di ‪autoriciclaggio‬ (del 30 luglio 2019)
    ‪http://senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/1123073.pdf‬

    Immunità Parlamentari
    Il Min ‪Salvini‬ ha staccato la spina al Gov ‪Conte‬..2 giorni dopo la seduta riguardante la “domanda di autorizzazione a eseguire un sequestro nei confronti del Senatore Armando ‪Siri‬ ” (del 6 Agosto 2019)

    ‪http://senato.it/service/PDF/PDFServer/DF/346377.pdf‬

    … a seguire, oggi … da fanpage
    Fondi russi alla Lega, Savoini era con Salvini il giorno prima della trattativa al Metropol
    3 ottobre 2019 h 10:24

    La trasmissione di Rai 3, Report, dimostra come Gianluca Savoini fosse a Mosca insieme a Matteo Salvini la sera prima della trattativa all’hotel Metropol di Mosca: Savoini era in prima fila all’incontro di Confindustria Russia in cui parlava Salvini. La trattativa, inoltre, viene confermata a Report da un oligarca russo.
    https://www.fanpage.it/politica/fondi-russi-alla-lega-savoini-era-con-salvini-il-giorno-prima-della-trattativa-al-metropol/

  2. matteolilorenzo ha detto:

    Salvini con arroganza e bugie riesce sempre a sfuggire alla verifica dura sui fatti importanti (che non sono i rubli che non ha mai chiesto) e sulle implicazioni politiche pesantissime e costose della sua irresponsabile doppiezza, e i suoi interlocutori anche i più capaci e competenti, vengono quasi sempre travolta dalla tracotanza con la quale mente, interrompe, manipola.

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