Il grande imbroglio del global warming

Questo video è fondamentale: Serio, documentato, specifico, generale, politico, scientifico, dettagliato, analitico….distrugge in modo radicale e ineludibile tutti i fondamenti del dibattito come fino ad oggi gonfiato da una incredibile serie di circostanze micidialmente sinergiche.

L’aumento ella CO2 non ha nulla a che vedere con il cambiamento del clima..

Guardatelo, riflettete, divulgatelo.

Su Wikipedia trovate un sito con un rapporto completo sulle contestazioni delle quali il video è stato oggetti, ecco il link

https://en.wikipedia.org/wiki/The_Great_Global_Warming_Swindle#Assertions_made_in_the_film

Che questo video venisse contestato dal fondamentalismo dei talebani ambientali era ovvio, chiaro e prevedibile, ma fate attenzione il video non nega che ci sia un sovvertimento del clima in corso, il video prova e documenta che il contenuto di Co2 nell’atmosfera non è il “motore” di questo sovvertimento.

Quindi contesta tutte le strategie impostate sulla riduzione di CO2 come corrette per affrontare il problema. Una rivoluzione copernicana del dibattito che sta provocando radicali revisioni nel mondo scientifico impegnato sulla epocale questione.

Lorenzo Matteoli

Informazioni su matteolilorenzo

Architetto, Professore in Pensione (Politecnico di Torino, Tecnologia dell'Architettura), esperto in climatologia urbana ed edilizia, energia/ambiente/economia. Vivo in Australia dal 1993
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5 risposte a Il grande imbroglio del global warming

  1. Gianvi Fracastoro ha detto:

    Lorenzo, questo è un documentario vecchio di 12 anni, smentito puntualmente da wikipedia, come da te stesso dichiarato (grazie per averci fornito veleno e contraveleno, è stata comunque un’occasione per approfondire alcuni concetti), e perfino da alcune delle persone intervistate, i cui pareri sono stati enucleati e distorti ad arte.
    Capisco che ti piaccia sempre fare il “bastian contrario”, ma a volte bisogna sapersi rassegnare: non sempre l’opinione prevalente (fra gli scienziati) è sbagliata.

    • matteolilorenzo ha detto:

      …solo in parte vero Gianvincenzo, lo strano rapporto cronologico tra picchi di temperatura e picchi di co2 non è stato risolto come la scarsa rilevanza quantitativa della CO2 rispetto ad altri gas di Serra (vapore acqueo, metano delle praterie siberiane e delle eruzioni subacuee nell’Oceano Atlantico… ) i cicli di Milankovich, l’oscillazione dell’asse terrestre e l’attività solare, la deformazione dell’eclittica della Terra… il video degli scienziati dissenzienti ( chi ha detto di essere stato “duped” come Dumezil è stato smentito dalla registrazione dell’inteevista) e la fondamentale verità dell’effetto conforme su tutto il dibattito e sulla comunità scientifica giustificano scetticismo sulla sicurezza con la quale si supporta la tesi antropogenica del climate change. La potenza delle cause astronomiche merita scientifico rispetto. Resta comunque il fatto che allo stato attuale qualunque strategia tecnoeconomica sembra inefficace.

      • matteolilorenzo ha detto:

        …e può anche darsi che anni fa io stesso sia stato “duped” dall’ondata conforme, ma il dubbio sulla componente astronomica del climate change l’ho sempre coltivato e partecipato nei miei scritti…interessante del video del Guardian è la ricostruzione storica dell’inizio dell’ondata conforme con la evocata responsabilità di Margaret Thatcher che aveva bisogno di un supporto “scientifico” nella sua battaglia con i “miners”…

  2. Gianvi Fracastoro ha detto:

    Ci sono alcune cose che ho capito di recente, e che trovo piuttosto convincenti:
    1) fra temperatura e concentrazione di CO2 c’è un legame forte e, per così dire, bidirezionale: non sempre la crescita della seconda è la causa dell’aumento della prima. In epoche pre-antropiche le concentrazioni di CO2 crescevano a causa dell’aumento di temperatura. Ora sta succedendo il contrario. Non c’è nessuna contraddizione in questo. Il fenomeno può essere spiegato in entrambi i sensi: è quel che si chiama “feedback positivo”.
    a) La crescita della temperatura provoca l’emissione di CO2 dalle masse oceaniche.
    b) La crescita della CO2 provoca il restringimento della “finestra atmosferica 8-13 micron” attraverso la quale la radiazione IR della Terra viene emessa verso lo spazio (“radiative forcing”) e dunque l’aumento di temperatura
    2) Ma allora, da cosa sono stati provocati i cambiamenti climatici registrati con una certa regolarità (cicli di circa 100.000 anni) negli ultimi 800.000 anni? L’opinione più diffusa fra gli scienziati è che il trigger di questi periodi freddi e caldi sia esterno alla Terra, come sostenne a suo tempo Milankovitch (variazioni dell’eccentricità dell’orbita terrestre, della direzione dell’asse polare, etc: le macchie solari, invece, non c’entrano niente). Questo ha provocato una piccola sistematica variazione del radiative forcing, e una serie di feedback positivi (oltre al legame CO2-temperatura, c’è quello fra albedo e temperatura e altri ancora) hanno amplificato fortemente i fenomeni, fino a che non è scattato un trigger di natura opposta, che gli stessi feedback positivi hanno amplificato nella direzione opposta.
    3) In un pianeta il cui clima è perennemente in un delicatissimo equilibrio instabile, noi stiamo In questo momento aggiungendo alla forzante astronomica una forzante per così dire “endogena” o per meglio dire antropogenica, e che poche ppm in più di CO2 non siano una bazzecola è dimostrato dal fatto che il picco raggiunto è il più alto da un milione di anni a questa parte.
    4) Sulle dinamiche con cui le forzanti si traducono in un aumento di temperatura secondo me si sa poco. Quel che è certo è che non sono fenomeni istantanei! C’è già un certo ritardo fra emissioni di CO2 e crescita della concentrazione, figuriamoci fra quest’ultima e l’aumento di temperatura. Stiamo parlando di anni, forse di decine di anni. Ma non di centinaia di anni. Per cui, non aspettiamoci risultati immediati neanche dalle politiche più “virtuose”.
    5) Neanch’io mi fido ciecamente delle previsioni dei modelli di “Circolazione Globale”. Basti dire che non si sa se esista un legame temperatura-nuvolosità, e da che tipo di feedback (positivo o negativo) sia caratterizzato.
    6) Ciò detto, assieme agli enormi benefici che i combustibili fossili hanno dato all’umanità, sono tali e tanti ormai gli aspetti negativi (l’inquinamento urbano, la “ingiustizia” distributiva che ha reso ricchissime alcune nazioni che ne detengono le riserve fomentandone il revanscismo religioso, i conflitti che spesso ne derivano, per non dimenticare la loro esauribilità nel giro di una-due generazioni) che sono contento se ce ne liberiamo a.s.a.p.

  3. matteolilorenzo ha detto:

    Sulla necessità e urgenza di liberarsi dei combustibili fossili non ci possono essere molti dubbi, macroeconomica e geopolitica prima che ambientale o meno che ambientale (a seconda della fede di ogni uno) sul fatto che una volta eliminati (if ever) il global warming o il climate change rientrino in una linea filo-antropica o non se ne vadano in qualche altra strana direzione penso siano ammissibili dubbi. Ma Gianvi asap is a big word: forse non basteranno 100 anni…mentre le “forza ti” astronomiche lavoreranno. Il vero problema è l’assunto che il genere umano abbia un diritto “eterno” sul Pianeta: dove sta scritto? Comunque grazie per il contributo come sempre “di classer”. LM

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