La fine vergognosa del grottesco capitano

Si sta svolgendo una surreale gara nel teatrino della politica italiana: tra Salvini e i suoi elettori. Quanto tempo ci metterà Salvini a capire che il suo “messaggio” ha perso trazione, e quanto ci metterà il suo elettorato a capire che il “capitano” è oramai, senza “denti”, non morde più. Vuoto.  Svuotato dalla sua stessa arrogante stupidità.

Ripetere continuamente le stesse frasi, false, gli stessi numeri, falsi, gli stessi slogan puerili, non serve più. 

Parlare continuamente per impedire agli interlocutori di parlare è la penosa denuncia della sua impotenza. I sorrisetti di compatimento sono l’espressione del suo imbarazzo di adulto bamboccione. Non risponde alle domande, evade, pasticcia e crede di essere furbo, non si accorge di essere patetico e “scartato” dalla realtà delle cose, che lui non riesce a vedere, tantomeno a capire.

La destra populista “ammazza-er-migrante”, che Salvini aveva artificiosamente costruito con bugie e prepotenze ministeriali, si è sciolta nelle sue letali stupidaggini sulle mascherine, e sulle misure per bloccare la pandemia che ha clamorosamente cavalcato dalla parte sbagliata con una serie di criminali flop. Che non sa come ammettere e superare. Resterà nella polvere. Giorgetti si appresta a occupare il vuoto lasciato dal mojito tett-e-ciapp, boss. Lo hanno capito tutti, meno Salvini che andrà con Dibba nei cespugli. Non senza aver fatto altri danni e altre figure di fertilizzante bovino organico.

Non basta urlare slogan demagogici, non basta indossare divise altrui, non basta smargiassare i deboli e mandare i savoini a chiedere soldi a Putin: bisogna anche essere competenti.

Per risolvere il problema epocale dei migranti è necessario avere l’autorevolezza morale di chi sa gestire civilmente l’emergenza senza strumentalizzarla per ingannare il parco buoi. Per risolvere il problema del debito pubblico catastrofico bisogna avere la credibilità (pluriennale) dei mercati finanziari, che non si acquisisce travestendosi da pompiere, da vigile urbano, da poliziotto e da carabiniere senza averne diritto, vietando di soccorrere i naufraghi in mare, o dimenticandosi di come si sono spesi 49 milioni di euro sottratti con destrezza allo Stato, o coltivando l’idea di uscire con manovre sporche dall’Europa.

I sorrisetti ebeti alla TV sono l’immagine di uno che porta a spasso il suo cadavere politico e non lo sa: speriamo che la disgustosa passeggiata non duri a lungo.

lorenzo matteoli

Informazioni su matteolilorenzo

Architetto, Professore in Pensione (Politecnico di Torino, Tecnologia dell'Architettura), esperto in climatologia urbana ed edilizia, energia/ambiente/economia. Vivo in Australia dal 1993
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