Gladys and Daryl

C’è uno scandalo australiano in corso sul quale si possono fare riflessioni di costume.

Il fatto: la signora Gladys Berejiklian, primo ministro del New South Wales (lo stato dove c’è Sydney) ha avuto una relazione sentimentale con un Senatore, Daryl Maguire, che è stato accusato (e ha confessato) di una serie di crimini di corruzione (approfittando del suo ruolo procurava a pagamento visti per immigrati cinesi e altre varie miserie di interesse privato).La Signora Gladys Berejiklian, ha riconosciuto la sua “leggerezza sentimentale”, ma sostiene di non aver commesso nulla di scorretto nel suo ufficio di Primo Ministro come conseguenza di quella. Sostiene inoltre di non essere stata a conoscenza dei comportamenti corruttivi del Senatore e quindi conferma che non intende dimettersi.  I giornali e l’opinione pubblica australiana sono divisi nei classici due partiti: i moralisti che vogliono le sue dimissioni, i “liberals” che ritengono giusta la posizione della Signora Gladys Berejiklian, Primo Ministro del NSW e vogliono che sia tutelato il suo diritto (la sua libertà) di non dimettersi.La vicenda è interessante perché solleva il problema del rapporto fra la vita privata dei soggetti eletti a importanti cariche di governo e il loro ruolo politico nelle amministrazioni con le responsabilità etiche connesse alla figura “pubblica”.A me sembra sia evidente il diritto alla vita privata, in tutti i suoi aspetti e manifestazioni, giuste e legittime, dei personaggi eletti a ruoli di governo e di pubblica rappresentanza.I due campi vanno tenuti distinti e rispettati, sia dai soggetti interessati, che dai media e dal pubblico.Nella vita privata si possono commettere errori, innamorarsi di un mascalzone che si professa galantuomo, non è una colpa. È colpevole l’operatore politico chi si esibisce in condizioni e con comportamenti pubblici opinabili (associandosi a soggetti notoriamente criminali o sculettando seminudo con ballerine seminude, mancando di rispetto a emblemi e simboli significativi dell’autorità dello Stato che rappresentano e amministrano …). Non è colpevole chi conduce la sua vita privata, compresi gli innamoramenti e le relazioni sentimentali, in modo riservato e appunto “privato”.Se l’oggetto degli innamoramenti e simpatie si rivela poi un mascalzone non può essere ascritto alla responsabilità del politico, amministratore, soggetto pubblico innamorato, che è invece una vittima. Il seguito della vicenda sarà da valutare nello specifico degli svolgimenti successivi, ma chiedere dimissioni a priori è sicuramente una violenza inaccettabile.Quindi non si dimetta Gladys non solo per difendere un suo preciso diritto, ma per difendere un principio fondamentale di libertà dal gretto moralismo purtroppo oggi corrente e troppo spesso premiato dalla sciocca demagogia dei media.

lorenzo matteoli

Gladys and Daryl

There is a current Australian story about which a short comment may be useful.

Ms. Gladys Berejiklian, NSW Premier, has had a romantic relationship with Senator Daryl Maguire accused (and he admitted) of corruption (exploiting his role he procured visas for Chinese migrants in exchange for money and various other questionable dealings). Ms. Gladys Berejiklian admitted her “romantic error”, but, she says, she has not done anything wrong in her office as a consequence. She says she had no knowledge of the Senator’s mischief and she confirms she will not resign. Australian newspapers and the public opinion are divided between two classic parties: the moralist party which wants her resignation, and the “liberal” party which upholds
Ms. Berejiklian position and wants her right to remain in office protected as a basic fundamental freedom. The story is interesting because it raises the question of the relationship between the private life of individuals elected to important government positions and their political role with the ethical responsibilities connected to the “public” figure. It seems to me that the right to private life, in all its just and legitimate expressions, of people elected to government and public roles is clear. The two fields must be kept distinct and respected, by the subjects involved, the media and the public.In private life you can make mistakes, falling in love with a scoundrel who professes to be a gentleman, is not a crime. The political operator is guilty if he publicly behaves in a questionable way (publicly associating himself with notorious criminals or dancing in public with half-naked pole-dancers, disparaging significant emblems and symbols of the state authority that they represent and administer, reference to the Italian former minister Mr Salvini is explicit) It is not guilty he who leads his private life, including falling in love or entertaining romantic relationships, in a reserved and proper “private” way. If the subject of his love and sympathies turns out to be a rascal, it cannot be ascribed to the responsibility of the loving politician, administrator, public operator, who is instead a victim. The continuation of the affair will have to be specifically evaluated but asking for an advanced resignation is certainly unacceptable violence…the classic kangaroo court.

So Gladys must not resign not only because it is her specific right, but also to uphold a fundamental principle of freedom against petty moralistic attack unfortunately current today and too often rewarded by the asinine media demagoguery.

lorenzo matteoli

Informazioni su matteolilorenzo

Architetto, Professore in Pensione (Politecnico di Torino, Tecnologia dell'Architettura), esperto in climatologia urbana ed edilizia, energia/ambiente/economia. Vivo in Australia dal 1993
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Una risposta a Gladys and Daryl

  1. Marco Romano ha detto:

    Sono del tutto d’accordo con te, Questa Gladys mi piace, chissà, faglielo sapere. Marco

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