Il non errore

Il mio assunto sulle vicende che hanno determinato l’errore nell’offerta Fiat Engineering per la Concessione Build operate and transfer dello Stadio delle Alpi di Torino nel 1988 è ovviamente opinabile per chi non conosce i dettagli della complessa storia.

Di seguito elenco e commento le altre possibili ipotesi.

  1. Tutti i partecipanti torinesi avevano inserito nelle loro offerte una condizione ”killer” con lo scopo di fare annullare la gara, io ne individuai alcune anni dopo anni ma la commissione non le individuò ( e nemmeno io al tempo) perché erano in effetti oscure da individuare a fronte di quella macroscopica della Fiat Engineering. Casimiro Dolza me ne aveva parlato in termini dubbiosi perché chi gliela aveva riferita era stato oscuro. La trama dei torinesi sarebbe fallita lo stesso per la presenza di una offerta non torinese valida. Con quella di SAPAM erano due offerte valide e la gara non sarebbe stata annullata comunque. I membri della commissione “vicini” agli imprenditori torinesi e a Fiat erano evidentemente avvertiti, ma la presenza di una offerta valida fece saltare il progetto eversivo dei mestatori torinesi del Sistema Torino (cfr © Sole 24ore che con questo termine eufemistico indica i metodi mafiosi in vigore sulla piazza torinese dei LLPP). La condizione killer di Fiat Engineering (non presentare il piano economico finanziario richiesto per legge e dal bando) era mostruosa e andava oltre il progetto eversivo delle imprese torinesi. Indipendentemente da quel progetto Fiat Engineering voleva essere sicura di venire estromessa dalla gara. Evidentemente aveva preso altri accordi senza informare le altre ditte torinesi.
  2. Altra ipotesi: l’errore fu commesso per ignoranza dell’ing. Mosconi e degli avvocati che sicuramente verificarono l’offerta Fiat Engineering: impossibile. Sia Fiat Engineering che i suoi avvocati erano esperti e competenti di gare e di tutta la legislazione relativa. Non potevano commettere un errore così marchiano. Quindi era un errore voluto, studiato, progettato e …concordato
  3. Nel 1988 stavano maturando in Italia contratti per lavori pubblici molto più interessanti dello Stadio di Torino per una società come Fiat Engineering (autostrade, ferrovie ultra veloci, porti turistici,  etc.) Rinunciare allo stadio era una ipotesi plausibile. Era necessario non vincere la gara, “venire esclusi”, ma era anche necessario che la motivazione della esclusione non fosse troppo pubblicizzata: nessun giornale torinese pubblicò la motivazione che io avevo dichiarato in modo molto esplicito e pubblico. Né allora né negli anni successivi. Tanto che i torinesi si sono sempre chiesti come mai Fiat Engineering sia astata esclusa e si lasciò passare l’insinuazione di un “pasticcio” socialista chiaramente accusando l’assessore Matteoli. Si veda l’articolo cretino di Franco Recanatesi su La Repubblica (Il mal de la cittade). Tropea non pubblicò la mia rchiesta di rettifica a quell’articolo perché avrebbe rivelato la scomodissima motivazione, e Recanatesi era troppo scadente per documentarsi e capire e molto probabilmente, anche il suo articolo faceva parte di un accordo: solo concreti motivi spiegano le falsità e le scemenze di quell’articolo ben oltre la normale cialtroneria.
  4. Era comunque comodo per Fiat Engineering far finta di ignorare i proventi della pubblicità. Se li avesse pubblicati avrebbe sconfessato Novelli, Bastino, Chiusano, Nizzola, Boniperti, Scirea e tutta l’aristocrazia juventina e granata del tempo. Senza contare lo scandalo della truffa pluriennale con sicure scomode conseguenze da discutere in via Tasso.

Ecco perché escludendo l’ipotesi di un errore” rimane l’ipotesi di un “accordo”. Accordo dal quale era tutto interesse di Fiat (niente Engineering) di escludere gli altri imprenditori torinesi. Il Sistema Torino si blocca di fronte agli interessi FIAT.

Di qui la mia conclusione, suffragata dalla eccezionale insistenza con la quale Giusi mi chiese di “rispettare le regole”: fuori dalla vaghezza buttare fuori dalla gara la Fiat Engineering motivando la decisione con la clamorosa inadempienza della sua offerta.

Ci sono molti modi di interpretare la storia e gli eventi: le interpretazioni più plausibili sono quelle caratterizzate dal massimo grado di coerenza. A me sembra che l’ipotesi dell’accordo per quello strano episodio sia decisamente quella che ha il massimo grado di coerenza. Confermato da molti successivi avvenimenti.

lorenzo matteoli

Informazioni su matteolilorenzo

Architetto, Professore in Pensione (Politecnico di Torino, Tecnologia dell'Architettura), esperto in climatologia urbana ed edilizia, energia/ambiente/economia. Vivo in Australia dal 1993
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