Una vittoria, una sconfitta o una guerra civile?

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Il caso italiano

È ovvio che Biden, il candidato debole, ha vinto sia il voto popolare che il voto dei delegati dei singoli Stati.

Il rifiuto di Trump di riconoscere la sua sconfitta, netta e indiscutibile, è patologia criminale.  È facile prevedere, e me ne scuso, che ci saranno incidenti e probabilmente morti. Quando gruppi di estremisti armati vengono motivati da un capo malato, frustrato e accecato dall’incazzatura e dalla paura, è molto facile che ci sia chi perde la testa e …spara. Specialmente negli Stati Uniti dove la cultura del grilletto facile è sottofondo storico culturale portante.

Quello che preoccupa sono i 70 milioni di voti ricevuti da Trump, nonostante il suo fallimento politico, e nonostante la sua bruttura caratteriale. Preoccupa ancora di più il fatto che Trump, incapace politicamente, caratterialmente bacato, con una storia personale criminale, se si fosse comportato, nei suoi 4 anni di mandato, con un minimo di decenza…avrebbe vinto a mani salve.

La sua volgarità (a woman? Just grab her by the pussy) è il fattore determinante della sconfitta, quello che gli ha portato via 4 milioni di voti. Ma per tutto il rimanente spettro, politico comportamentale avrebbe sicuramente vinto. E il numero dei suoi elettori è preoccupante.

Siccome il soggetto è patologicamente incapace di vedere la sua volgarità e la sua arroganza è evidente che si proclama vincitore.

Analoga è la situazione dei suoi elettori che si ritengono privati abusivamente della vittoria, e di questa privazione abusiva sono ferocemente convinti.

Quindi, fatti salvi elementi attualmente non prevedibili, le probabilità di una vera e propria guerra civile ci sono.

Alla luce di questa sintetica e logica considerazione, va valutato il comportamento di Matteo Salvini e vanno tratte le serie e dovute conseguenze. Incapace di valutare per ovvia adiacenza culturale etica e politica Salvini è pericoloso a se e agli altri.

Lorenzo Matteoli

Informazioni su matteolilorenzo

Architetto, Professore in Pensione (Politecnico di Torino, Tecnologia dell'Architettura), esperto in climatologia urbana ed edilizia, energia/ambiente/economia. Vivo in Australia dal 1993
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Una risposta a Una vittoria, una sconfitta o una guerra civile?

  1. Alessandro Montani ha detto:

    A me viene da pensare che Trump piaccia tanto di più quanto più è volgare e bugiardo, ma è un’idea non so quanto dimostrabile e di una persona che in fondo di come la pensano i repubblicani americani sa ben poco.

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