STORIA DI TECNOLOGIA – TECHNOLOGY STORY

Storia di Tecnologia

Una bella giornata di sole del Western Australia, Wendy deve andare a fare una Risonanza Magnetica e il servizio sanitario le indica un ambulatorio radiologico convenzionato dove la può fare: l’indirizzo in una zona del territorio metropolitano che lei non conosce. Entra salle sulla sua piccola cabriolet azzurra (BMW) e imposta l’indirizzo sul suo iPhone su Google Maps. Nessun problema, a parte la distanza e il tempo che le indica Google: 25 km, 32 minuti. 

Wendy non si preoccupa e fa partire la guida su Google Maps, senza porre attenzione al percorso esegue diligentemente le istruzioni, volta a sinistra, volta a destrsa, sulla Freeway, esci dalla Freeway, volta a sinistra volta a destra …. E dopo 29 minuti puntuale: you have reached your destination…e infatti si trova di fronte al Radiological Center indicato dal Servizio Sanitario. Lascia il telefonino in macchina e si avvia per fare la Risonanza Magnetica in programma. La reception l’accoglie con la cortesia di prassi e tutto si svolge con ordine e puntualità. Dopo circa 40 minuti Susan esce e imposta sul suo iPhone “go home”. 

L’iPhone risponde “too hot to operate” infatti dopo 40 minuti sul sedile al sole è caldissimo.

Wendy aspetta qualche minuto ma il raffreddamento del telefonino è lentissimo e il potente strumento continua a mandare lo stesso messaggio: “too hot to operate”.

Il problema è che Wendy non ha la minima idea di dove sia: a 29 minuti da casa, avendo guidato seguendo le istruzioni di Google Maps non ha notato il percorso e nemmeno in che direzione è andata Sud, Nord, Est, Ovest?

Non ha una mappa della città in macchina per controllare la sua posizione: si è “persa” nel deserto urbano. Potrebbe prendere una direzione qualunque e sperare di incrociare dei cartelli con i quali orientarsi, banale, ma le sembra una soluzione troppo avventurosa…

Entra in uno shopping center per chiedere “Sorry I am lostCan you please tell me where am I?…a very strange question …”, La spiegazione fra l’altro è anche imbarazzante. Trova una commessa vietnamita gentilissima che, in un inglese incerto, le spiega che vive lì da un mese e non ha la minima idea di dove si trovi Scarborough rispetto a Midland, anzi Scarborough non lo ha mai sentito nominare, anche la più generica domanda da che parte si trova la “costa” non trova risposta. “Which coast? The Indian Ocean? Where is that?”

Fortunatamente un bell’uomo di mezza età sente la conversazione e si fa una gran risata commentando la vicenda come un esempio della assurda dipendenza dalla tecnologia…”Follow me lovely Sheila I am going that wayWestbound to the Oceanby the way you are in Perth, Western Australia… ha…ha…what are you doing tonite?”

lorenzo matteoli

Technology story

On a beautiful sunny day in Western Australia, Wendy has to go for an MRI and the Health Service sends her to a radiological clinic where she can have it done:  the address is in an area of the metropolitan region that she does not know. Wendy gets into her small convertible and sets the address on her iPhone Google Maps.  No problem, apart from the distance and the time: 25 km, 32 minutes.

Wendy does not worry and starts to follow the  Google Maps “directions”.  Without paying much attention to her general surroundings,  she diligently follows the instructions, ‘turn left, turn right onto the Freeway, exit the Freeway, turn left, turn right at the roundabout’….  And after 32 minutes, right on time: you have reached your destination which is on your right… There she is in front of the Midland Radiological Center indicated by the Health Service.   She leaves the phone in the car and sets off to have the scheduled MRI. The receptionist welcomes her with the usual service courtesy and everything is done – “no worries”.   

About 40 minutes later Wendy comes out, gets into her car and sets her iPhone to “go home”.   The iPhone responds with a cool message: “temperature too high – unable to operate”.   In fact after 40 minutes on the seat in the sun the device is very hot. Wendy waits for a while but the cell phone cooling process is slow and the powerful tool continues to send the same message.  The problem is that Wendy has no idea where she is:  25kms, 32 minutes from home, having driven, following the Google Maps instructions, she did not record  the route or in which direction she drove South, North, East, West?   Her sense of direction, in any event, is not her forte!

She doesn’t have a map of the city in her car to check her position: she is “lost” in the urban desert.  She could take any direction hoping to run into some familiar road signs, but this seems an unlikely solution.

Wendy goes into a nearby garage to ask “Can you please tell me where I am? Sorry I am lost”  … … a very strange statement.  The explanation is also embarrassing.  She finds a very kind Vietnamese salesgirl who, in broken English, explains to her that she has been living there for only a month and has no idea where Scarborough is and even the general question “which way to the “coast?” finds no answer. “Coast? The Indian Ocean? Where is that?” Luckily, a handsome middle-aged man overhears the conversation and has a good chuckle, commenting on the story as an example of our absurd addiction to technology… 

Follow me Darling.  I am going that way… Westbound to the Ocean… by the way you are in Perth, Western Australia … ha … ha … what are you doing tonight? 

lorenzo matteoli

Informazioni su matteolilorenzo

Architetto, Professore in Pensione (Politecnico di Torino, Tecnologia dell'Architettura), esperto in climatologia urbana ed edilizia, energia/ambiente/economia. Vivo in Australia dal 1993
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3 risposte a STORIA DI TECNOLOGIA – TECHNOLOGY STORY

  1. Alba Chiavassa ha detto:

    Questo x farci credere ke l orrida wendi ha successo con gli uomini?

    Inviato da iPhone

    >

  2. matteolilorenzo ha detto:

    era un’altra Wendy…

  3. Marco Romano ha detto:

    ma se è per dragare si tratta di un metodo moderno lungo e insicuro

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