IL DATO POLITICO: CONTE VS RENZI

Dopo ore di colloquio e verifica tra Gualtieri e Maria Elena Boschi, capo delegazione IV sul progetto di spesa dei 200 miliardi del Recovery Fund, Gualtieri dichiara con soddisfazione che ci sono molti punti di convergenza fra il Piano di Conte e la posizione di Italia Viva. Contemporaneamente, da Italia Viva, per mano di Renzi esce una velina che stronca il piano Conte e che dichiara una “distanza abissale” del piano Conte dalla posizione di Italia Viva. Non è nota la posizione di Maria Elena Boschi.

Chi si intende di denaro e di progetti di investimento per la inusuale dimensione di 200 mila milioni di Euro (400 mila miliardi di vecchie lire) sa che di questi progetti se ne possono disegnare mille e tutti validi. Data la dimensione, senza precedenti in Italia, quello che conta non è tanto il dettaglio del progetto di spesa quanto la struttura che ne sarà responsabile. Infatti, il progetto strategico può essere modificato/precisato/finalizzato in corso d’opera, mentre la struttura responsabile della gestione della spesa no.

Certamente Conte si è avvalso della struttura dei ministeri e delle relative competenze economiche e finanziarie per predisporre il suo piano. Non si conoscono invece le competenze che hanno predisposto il progetto di Italia Viva. A parte le scarse notizie pubblicate sulla stampa non si hanno informazioni che consentano di valutare i due progetti e lo scontro fra Conte e Renzi resta surreale per il pubblico, anche competente, italiano. Nella notte nera tutte le vacche sono nere (Come Hegel disse di Schelling). A parte il fatto che su strategie da 200 mila milioni di Euro di competenze in Italia ce ne sono poche, forse nessuna.

Quindi non ci resta che il “dato politico”: quanto vale politicamente la posizione di Renzi e quanto vale politicamente la posizione di Conte.  
Un esercizio verbale che piace molto in Italia perché non richiede molta competenza. Si spara a cazzo, come al Bar Sport. L’unica misura del “dato politico” sono i voti degli elettori e secondo questa misura, valutata in linea di ipotesi (Bar Sport), la posizione di Renzi è perdente.

Poteva essere vincente una settimana fa, ma Renzi non ha colto il “dato politico” e ha insistito, bruciando la potenzialità. Come gli è capitato già molte volte nella sua breve, brillante carriera.

lorenzo matteoli

Informazioni su matteolilorenzo

Architetto, Professore in Pensione (Politecnico di Torino, Tecnologia dell'Architettura), esperto in climatologia urbana ed edilizia, energia/ambiente/economia. Vivo in Australia dal 1993
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