COSA SI IMPARA DALLA TRAGEDIA DI WASHINGTON

Trump: paranoia criminale

Che Trump fosse soggetto pericoloso a sé e agli altri era cosa nota da ben più di 4 anni e ci si è chiesti, fin dalla sua elezione nel 2016, come sia stato possibile, per un individuo chiaramente soggetto ad acuta paranoia, crassamente ignorante, volgare, superficiale, maschilista truce, evasore fiscale, bancarottiere, con la maturità culturale di un dodicenne ritardato, arrivare al vertice del potere degli Stati Uniti.

Il fatto tragico e poco contestabile è che Donald Trump rappresenta ed è l’archetipo del cittadino USA: ignorante, arrogante, razzista, bugiardo, mitomane, pregiudiziato, caratterialmente violento. Se così non fosse Trump non avrebbe avuto 74 milioni di voti: gli americani lo hanno sentito loro autentico rappresentante e interprete.

Chi conosce gli Stati Uniti e gli americani attraverso la letteratura e il giornalismo d’elite, Atlantic Monthly, The New Yorker, Time Magazine  o Newsweek non può rendersene conto. Solo una intima conoscenza della lingua, dei costumi, dell’economia, del sociale, dello slang dell’America suburbana e rurale, dei deserti delle immani squallide periferie povere (non solo Boston, New York, Chicago, San Francisco, Portland Oregon o Seattle), consente di capire cosa è la realtà squallida del sociale USA.

Un paese caratterizzato da enormi sacche di povertà infima, non si vedono in Europa i mendicanti che popolano le città americane, gli affamati che trovano da mangiare nei bidoni della spazzatura davanti ai McDonald e ai KFC. Un paese con una enorme fascia di ceto sub-medio che a fatica passa il mese mangiando tutti i giorni. Privi di assistenza medica esposti alla brutalità di un capitalismo aggressivo, gretto e feroce, gli americani della classe intermedia vivono nel terrore di vedersi sul lastrico da un giorno all’altro, licenziati senza garanzie, costretti a vagare con un trolley di supermercato, dormire sotto i ponti, mangiare grazie ai “salvos”, famiglie intere che dormono nelle auto, sopravvivere inverni gelidi nei dormitori laidi e infestati di pulci, pidocchi e cimici. Igiene personale zero, cagare negli angoli dei parcheggi. Per le donne e i bambini un inferno ancora peggiore, esposti a qualunque aggressione e violenza.

Questo universo di disperati crede che l’assistenza medica e sociale sia “comunismo”, odia i migranti messicani e crede nell’assurdo sogno MAGA (Make America Great Again).

La scuola produce una massa di ignoranti disponibili a qualunque laida demagogia. L’università è riservata ai figli della ricca borghesia, la “scala sociale” interdetta.

Incredibile ma vero: Trump, ricco, ladro, evasore fiscale, truffatore, bugiardo, bancarottiere, adiacente alla peggiore mafia internazionale riesce a vendere a questa tragica America disperata un falso sogno di riscatto e potere: e viene premiato da 74 milioni di voti!

Da mesi Trump falsifica, mente, sobilla alla rivolta e al colpo di stato, cerca addirittura di corrompere funzionari e vertici politici che gli “trovino i voti”, evidentemente farlocchi, per capovolgere il risultato delle elezioni. Un comportamento sicuramente criminale gravissimo, ad oggi impunito dal sistema giuridico USA che di fronte a un presidente in carica è impotente. Chiaramente per una enorme tragica lacuna costituzionale che da centinaia di anni non è stata corretta. 
Il sistematico palese e dichiarato tentativo di colpo di Stato di Trump non è aggredibile dal sistema giudiziario USA mentre il pompino di Lewinsky condannò Clinton.

La folla di fedeli elettori trumpiani a Washington che assalta e invade il Campidoglio per interrompere la certificazione di Biden Presidente non viene controllata dalla Polizia e forse non sarà controllata nemmeno dalla Guardia Civile: troppo pericoloso.

Trump continua a gridare di avere vinto le elezioni e 74 milioni di americani gli credono, negando i fatti.  Basta un bugiardo criminale, disastrato mentale per far saltare le istituzioni democratiche USA? A quando la salutare, severa, reazione del “US Judiciary” finora inerte e impotente? In difetto saranno quattro anni di continua, sistematica “guerra civile”, il 6 Gennaio 2021 di Washington è solo l’inizio.

lorenzo matteoli

Informazioni su matteolilorenzo

Architetto, Professore in Pensione (Politecnico di Torino, Tecnologia dell'Architettura), esperto in climatologia urbana ed edilizia, energia/ambiente/economia. Vivo in Australia dal 1993
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Una risposta a COSA SI IMPARA DALLA TRAGEDIA DI WASHINGTON

  1. Alessandro Montani ha detto:

    Purtroppo le tue previsioni sullo staro di guerra civile che Trump avrebbe cercato di mantenere si sono avverate.

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