TUTTO STA CAMBIANDO DI ORA IN ORA

Un buon timoniere ora è indispensabile

Una interessante congiuntura. 

L’incarico esplorativo a Fico apre una opzione verso la “terza scelta” del Presidente Mattarella. Quella che ho definito “creativa” e coraggiosa, ma non ci sono certezze.

Tutte le forze in campo, ufficiali e ufficiose, leader e consiglieri o consigliori, stanno rielaborando le strategie. Molti si pentono di aver trasgredito alla fondamentale regola che deve informare i comportamenti nelle situazioni “fluide”: “mai dire mai”, e la sua speculare sciocca condizione: “così o niente”. L’unico che l’ha rispettata, nella forma se non nella sostanza, è stato il grande “rompi” Matteo Renzi, che ha giocato il suo 2% come se fosse un abbondante 30% e per ora gli è andata bene. Nel merito fa ridere la battuta del dilettante grillino di turno che dice “Renzi non deve valere più del 2%” dimenticando che i 5Stelle godono oggi di una rappresentanza parlamentare che non ha nulla a che vedere con la percentuale dei loro improbabili attuali elettori. 

Un’altra regola dimenticata: “I voti in politica non si contano…si pesano”. [1]

Tutti sono ora convinti che il Recovery Plan va “riscritto”, mentre fino a pochi giorni fa c’erano quelli che giuravano sulla sua consistenza. Lo slogan “avanti con Conte”, un mantra fino a ieri, oggi sembra un pesce da tre giorni fuori dal frigorifero. Il MES per la Sanità, luogo di scontro feroce ieri, oggi “si può discutere”. Bonafede ministro fino a ieri “insostituibile”, oggi può cominciare a preparare gli scatoloni con le sue cose (era ora che il bigottone moralista settario venisse drasticamente ridimensionato).

Il pentolone romano della politica è in violenta bollitura e la minestra che cuoce potrebbe anche essere positivamente sorprendente. 

Fatto salvo il pericolo di un governo “istituzionale” con dentro l’orrendo Papeetaro, il quale, ben sapendo che nuove elezioni sarebbero punitive per la Lega a causa della sua arrogante cialtroneria, vuole a tutti i costi una seggiola subito sulla quale mettere l’ingombrante culone.

Aspettiamo dunque il corso degli eventi e speriamo che le ultime, pericolose curve della crisi non siano funeste.

lorenzo matteoli


[1] Una battuta che ha molti padri, Palmiro Togliatti è uno insieme a Enrico Cuccia che però la disse riferendosi alle azioni e non ai voti.

Informazioni su matteolilorenzo

Architetto, Professore in Pensione (Politecnico di Torino, Tecnologia dell'Architettura), esperto in climatologia urbana ed edilizia, energia/ambiente/economia. Vivo in Australia dal 1993
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