Promemoria per il Ministro Giancarlo Giorgetti

Giancarlo Giorgetti

Questo mese di Febbraio 2021 resterà storico negli annali della repubblica: mai si è verificata una congiuntura di questa fluidità nella storia degli ultimi 70 anni.

La nomina di Mario Draghi sta provocando a cascata una serie di radicali cambiamenti di tutto il quadro ideologico-politico italiano. La discontinuità macroscopica del paradigma comportamentale del Capo del Governo sta costringendo tutti gli operatori a una riflessione profonda su strategie, obbiettivi e cultura di governo. Chi non la fa è fuori.

Le priorità dell’economia e della macroeconomia sono state sovvertite dal mostruoso finanziamento Europeo:duecentonovemila milioni di Euro sono una cifra mai gestita da nessun governo nella Storia Italiana. Una realtà che da sola si pone come sovversiva della “normalità” del bilancio nazionale.

Cambiamenti di questa portata sono difficili da concepire “antropologicamente” prima ancora che in termini monetari: il denaro a quelle cifre è una filosofia, è un modo di pensare, più che moneta corrente. Travolge le categorie della “ordinaria amministrazione”.
Per questo ci vogliono filosofi dell’economia, più che ragionieri.

L’evidente dirompente “discontinuità” richiede solidità di concetto e di quadro ideologico: questa la ragione dello spappolamento del movimento 5Stelle. Il manifesto e la base teorica puerile del “vaffa” non hanno retto all’impatto e i ragazzotti si sono squagliati.

L’altro soggetto che è stato messo in crisi è la Lega. Salvini ha capito immediatamente da che parte doveva buttarsi, ma non ha la minima idea delle implicazioni e delle conseguenze della sua mossa iniziale furba, e sostanzialmente bugiarda (Sono d’accordo con il prof. Draghi su tutto, fatti e idee”).  Menzogna dimostrata dalla sua successiva arrogante richiesta di “garantire la continuità della sua politica sui migranti” con posti di potere al Viminale.

Se c’è una cosa della quale non solo non va garantita la continuità, ma va garantito un radicale cambiamento è proprio la politica e la strategia sull’immigrazione. 
Salvini ovviamente non lo capisce perché non ha capito nulla di quello che sta succedendo con la nomina di Mario Draghi, come non ha mai capito molto di tante altre cose. Sui migranti capisce solo l’egoismo suicida della categoria razzista più grezza. Chiuso nella sua volgare cultura provinciale “padana” ha annusato che conveniva buttarsi dalla parte del denaro (Voglio essere nella stanza dove si prendono le decisioni sui 209 miliardi di Euro), ma non ha capito l’enjeux del radicale cambiamento in corso, troppo complesso per lui. Giorgetti non ha fatto a tempo a spiegarglielo.

È facile prevedere che la modesta intelligenza di Salvini associata alla sua petulante arroganza saranno il più serio problema per Mario Draghi.

Promemoria per il Ministro Giorgetti: telefonare a Salvini tutti i giorni e dargli la “linea”, possibilmente prima che dica i suoi concettini (eufemismo per cazzate).

lorenzo matteoli

Informazioni su matteolilorenzo

Architetto, Professore in Pensione (Politecnico di Torino, Tecnologia dell'Architettura), esperto in climatologia urbana ed edilizia, energia/ambiente/economia. Vivo in Australia dal 1993
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