L’ENIGMA DEI SOTTOSEGRETARI

Mario Draghi aka whatever it takes

La lettura dei nomi dei sottosegretari e della loro collocazione nei vari ministeri pone qualche problema di interpretazione. Non si legge un criterio di competenza, non si legge un criterio politico, non si leggono criteri di equilibri di alcun genere:  caratteriali, di antropologia culturale, di storie individuali. Alcuni dei soggetti sono noti per precedenti ai limiti della dignità, nemmeno politica, ma di buon senso, ragionevolezza ed elementare buona educazione.

È così evidente la assoluta mancanza di criteri e di volontà nella scelta dei nomi e delle collocazioni che non lascia altra conclusione se non quella, banale, che è proprio questa assoluta mancanza il criterio che è stato privilegiato.

I nomi sono quelli suggeriti, faticosamente, dalle segreterie e sulla lista non c’è stato intervento critico del Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi.

La lista rappresenta quindi in modo preciso il livello patetico della maturità politica delle forze presenti in Parlamento, incapaci di esprimere competenza, professionalità, credito politico, ma completamente asservite alle logiche dei “corridoi”, delle correnti e delle varie parrocchie personali.

La domanda che consegue a questa constatazione è: come potrà funzionare la macchina del governo con questi soggetti inseriti nei suoi complessi ingranaggi?

Due possibili risposte.

  1. Funzionerà male. Si aprirà una gazzarra continua di veti incrociati, di tentati colpi di mano dei vari arroganti incompetenti, di dispetti e boicottaggi impliciti ed espliciti che i ministri non riusciranno a controllare e che in breve tempo porteranno il governo di Mario Draghi in una palude di inefficienza e quindi alla crisi finale.
  2. Funzionerà bene. Le varie arroganze e incompetenze, puerilismi e stupidaggini dei sottosegretari si elideranno fra di loro e il vuoto della confusione verrà occupato dalle decisioni di Mario Draghi e dei soggetti della sua squadra tecnico-politica.

Ovvero Mario Draghi, sapendo che non avrebbe mai potuto risolvere la congenita incapacità delle segreterie di risolvere il loro asservimento alla situazione dequalificata che caratterizza il teatro della politica parlamentare e dei suoi attori, ha abbandonato il campo con una assunzione machiavellica, “tanto peggio, tanto meglio”. Il caos dei litigi e della gazzarra determinerà un vuoto che verrà occupato dall’autorità del Premier.

La legge fondamentale di questa situazione è che se sei autorevole e competente puoi sempre riempire il vuoto lasciato dall’inadempienza e dalla incompetenza.

Che dire? Si sono già visti i primi segni della situazione con le dichiarazioni, più o meno arroganti, di alcuni dei sottosegretari prontamente rintuzzate da alcuni ministri competenti (cfr Molteni/Lamorgese sui migranti) e sicuramente altre seguiranno. Presto vedremo se l’assunzione machiavellica dell’ipotesi B si verifica o meno.

È solo l’inizio.

lorenzo matteoli

P.S. Salvini è stato convocato a Palazzo Chigi e seccamente ripreso per la stupidaggine arrogante della maglietta (#ioapro), una bella bacchettata sulle chiappe e la prossima sarà pubblica e umiliante, elettoralmente costosa.

Informazioni su matteolilorenzo

Architetto, Professore in Pensione (Politecnico di Torino, Tecnologia dell'Architettura), esperto in climatologia urbana ed edilizia, energia/ambiente/economia. Vivo in Australia dal 1993
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