LA QUESTIONE DEI BREVETTI SUI VACCINI COVID

URSULA VON DER LEYEN PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE EUROPEA

Ho seguito la trasmissione sui Brevetti dei Vaccini a “Tutta la città ne parla” di Rai 3, il 10 marzo, 2021 e queste sono le mie conclusioni.

Vanno tenuti presenti tre assiomi fondamentali:

  1. Finché c’è contagio in Africa, in Asia o in Sudamerica, Europa e Nord America sono a rischio.
  2. Il costo dei brevetti (proprietà intellettuale) è determinante per la strategia di investimento, perché è l’unica voce che, allo stato attuale, garantisce margine all’impresa.
  3. La concorrenza sui costi industriali, fiscali, ambientali e gestionali della produzione è troppo rischiosa e non consente margini oggettivamente valutabili per compensare il rischio dell’investimento. Questo allo stato attuale.

Da questi tre assiomi deriva che:

  • È indispensabile sostenere in linea prioritaria la vaccinazione nei paesi poveri e del terzo/quarto mondo;
  • Eliminare solo il costo dei brevetti non promuove investimenti industriali per la produzione di vaccini;
  • È necessaria una strategia politica, finanziaria e processuale diversa per promuovere investimenti e interventi di impresa nella produzione di vaccini;

Quando Moderna nell’ottobre del 2020 ha rinunciato ad esigere il costo dei suoi brevetti nessuna impresa ha colto l’occasione per investire nella produzione del vaccino Moderna.

Motivo: I costi necessari per strutturare una produzione industriale sono troppo elevati e sono soggetti a condizioni locali sulle quali non c’è controllo da parte degli investitori. Non basta eliminare il costo della proprietà intellettuale.

Per memoria: costo delle aree fabbricabili, costo della progettazione, costo permanente della ricerca, costo del know-how di processo, formazione organici competenti ai vari livelli, costo delle tecnologie di processo/hardware, fisco, costi ambientali, costi della commercializzazione…costi della burocrazia ai vari livelli…

Il mercato futuro dei vaccini, per questa specifica pandemia, sarà immane e per tempi indefiniti, ma per poterne agguantare aliquote significative mancano oggi il quadro politico, la strategia giuridico finanziaria, la visione imprenditoriale.

Significativa per questi aspetti e diversa da ogni esempio contestuale, l’azione (molto spregiudicata) impostata per la promozione del vaccino russo Sputnik V.

L’iniziativa della Commissione Europea di un centro Europeo per gli acquisti di vaccini è stata utile e determinante, sono mancate clausole contrattuali robuste per garantire gli adempimenti di consegna da parte delle aziende produttrici (cfr la vertenza italiana con Astra Zeneka). Una lacuna da correggere.

La Commissione dovrebbe continuare istituzionalmente l’iniziativa per risolvere la complessità dei problemi, senza limitarsi alla fase di acquisto collegiale dei vaccini.

lorenzo matteoli

Informazioni su matteolilorenzo

Architetto, Professore in Pensione (Politecnico di Torino, Tecnologia dell'Architettura), esperto in climatologia urbana ed edilizia, energia/ambiente/economia. Vivo in Australia dal 1993
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