SIAMO TUTTI POETI …QUALCUNO SA ANCHE SCRIVERE LA SUA POESIA

Lorenzo Matteoli POETA

Siamo tutti poeti…qualcuno sa anche scrivere la sua poesia.[1]

Una ventina di anni fa, in Canada, questa osservazione a una cena in presenza di un “poeta laureato” americano mi valse sarcasmo e battute salate (i.e. ero geloso del “poeta” alto e bello, biondo, abbronzato, decisamente figo: Canadian-American Pulitzer Price Mark Strand, mancato nel 2014). 

A me sembrava una banale osservazione, ma non mi è stata mai perdonata e ogni volta che si parla di poesia inevitabilmente ritorna la storia della mia banale battuta.

Mi sono sempre ripromesso di svolgere la intuitiva riflessione  (forse appunto poetica) che aveva provocato la battuta e l’occasione si presenta oggi dopo il mio post sul traduttore impossibile di Amanda Gorman. Post che, secondo la malalingua, contraddice la mia storica battuta sul “siamo tutti poeti”. 

Mentre secondo me ne è una evidente, solida conferma.

Occorre una definizione ufficiale di “poeta”, secondo la Treccani:

Chi compone o ha composto poesie o autore di opere poetiche

La definizione consegue a quella di “poesia”.

L’arte (intesa come abilità o capacità) di produrre composizioni verbali in versi, cioè secondo determinate leggi metriche o secondo altri tipi di restrizione…”

Due definizioni molto grammaticali e riduttive, superate dalla prassi poetica probabilmente fin dai tempi di Omero o subito dopo, che però stabiliscono in modo netto il fatto che “poeta è chi scrive poesie”.

Una posizione brutalmente riduttiva e ragionieresca, con tutto il rispetto per la categoria dei ragionieri, della quale è noto il rigore pragmatico-fattuale. Ma da un dizionario non ci si può aspettare molto di più.

Perché riduttiva?

Perché sicuramente il poeta della Treccani prima di “produrre” la sua composizione verbale deve di necessità averla “pensata”, “intuita”, “sentita”, “percepita”. Idealmente e fisicamente.

Ora a me sembra evidente che il soggetto quando pensava, intuiva, sentiva, percepiva era inequivocabilmente, a tutti gli effetti, Poeta.

Ed ecco il mio punto.

Come si può negare a ognuno di noi la capacità di pensare, sentire, intuire, percepire la bellezza di un raggio di sole nell’erba, del cielo azzurro, il dolore di una insopportabile perdita, la passione per un grande ideale, la dolcezza di un ricordo d’amore….

Negare questa banale realtà sarebbe un abuso insopportabile….”siamo tutti poeti, qualcuno di noi ..scrive.”

Dopo vent’anni confermo: non era una battuta  sciocca, era una fondamentale verità, irritante per il “poeta laureato”.

Mark Strand (1934-.2014)

Nota: Per informazione dei miei lettori, come tutti, anch’io sono un poeta. Ho scritto una sola poesia, ma sarei un poeta anche se non l’avessi scritta, mi qualifica l’intuizione di quel mattino di Aprile, una intuizione che chiunque avrebbe avuto in quel momento, su quel prato:

Sto con i piedi
Sul prato
Seminato in ottobre
Il sole nell’erba
Annuncia primavere
Annuncia primavere
.

Da lontano mi guardo:
Sono io
O un altro?

Cordiali saluti,
lorenzo matteoli
“poeta”


[1] Per l’esattezza storica dissi “siamo tutti poeti, qualcuno scrive…” (“we are all poets, some of us writes …”), dopo la battuta il “poeta laureato” chiaramente irritato non mi rivolse più la parola.

We are all poets…some of us can also write poems[1]

Lorenzo Matteoli POETA

About twenty years ago in Canada, this comment I made at a dinner with an American “poet laureate” earned me sarcasm and nagging jokes (i.e. I was jealous of the tall, handsome, blond, “poet”: Mark Strand, who died in 2014).It seemed to me a trivial comment, but I was never forgiven and every time we talk about poetry the story of my clumsy comment inevitably returns.

I have always promised myself to elaborate on the intuitive (perhaps poetic) thinking that caused the comment and the opportunity arises today after my post on Amanda Gorman’s impossible translator, a post that, according to the nagging gossip, contradicts my historic comment that “we are all poets…”,  whereas I am sure it is a solid confirmation of it.According to Treccani, an official definition of “poet” is “One who composes or has composed poems or is the author of poems”This definition follows that of “poetry“:“The art (understood as ability or mastery) of producing verbal compositions in verse, that is, according to certain metric laws or according to other types of restriction …”Two very schematic definitions, superseded by poetic practice probably since the time of Homer or soon after, which however clearly establish the fact that a “poet is one who writes poems”.   This is a stern accountant’s position, with all respect to accountants, whose pragmatic-factual rigor is known. 
Why reductive?
Because surely the poet defined by the dictionary before “producing” his verbal composition must necessarily have “thought”, “intuited”, “felt”, “perceived” it, both  ideally and physically.  

Now it seems clear to me that when the subject thought, sensed, felt, perceived he was unequivocally, to all intents and purposes, a Poet.

And here’s my point.How can each of us be denied the ability to think, feel, intuit, perceive the beauty of a ray of sunshine darting through the grass, of the blue sky, the pain of an unbearable loss, the passion for a great ideal, the sweetness of a love memory ….To deny this simple truth would be an abuse …. “We are all poets, some of us … write.”After twenty years I must confirm: it was not a clumsy comment, it was a basic truth, irritating for the “poet laureate“.

Mark Strand, 1999 Pulitzer poet laureate
(1934-.2014)

 Note: For the information of my readers, like everyone else, I am a poet too. I wrote only one poem, but I would be a poet even if I hadn’t written it, the intuition of that early morning in April qualifies me, an intuition that anyone would have had at that moment, on that lawn: 

 I stand with my feet
On the lawn
Sown in October
The sun through the grass
Announces coming Spring
Announces coming Spring
Far away I look at myself:
Is it me
Or somebody else?  

Cheers,
lorenzo matteoli
“Poet” ;))

Informazioni su matteolilorenzo

Architetto, Professore in Pensione (Politecnico di Torino, Tecnologia dell'Architettura), esperto in climatologia urbana ed edilizia, energia/ambiente/economia. Vivo in Australia dal 1993
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