QUEL PASTICCIACCIO BRUTTO DEL CSM

SCATOLA DI VERMI

Sempre più fangoso. Tra Ermini e Davigo uno dei due mente. Il silenzio si addice a tutti gli altri.

All’intervista con l’Annunziata il Procuratore Emerito Armando Spataro spiega che i passaggi dei vari plichi (verbali non firmati) in linea “informale” tra Davigo, Storari, Ermini, Greco, Salvi…etc.sono assolutamente “inaccettabili”, “anomali”.

Annunziata, finta ingenua, chiede per quale ragione si è proceduto in modo “anomalo”.

Spataro elude signorilmente e dice che non bisogna “generalizzare” né “trarre conclusioni”.

Ovvero restano aperte tutte le ipotesi.

Quale sia fra queste la più probabile è il campo delle interessanti illazioni che animeranno le future cronache.

La più banale e plausibile è che tutti gli operatori interessati Davigo, Greco, Storari, Salvi, Ermini ritenessero che nei verbali ci fosse una buona percentuale di verità, oltre al finalizzato condimento di strumentali panzane di Amara, e che queste verità era meglio non avessero alcuna ratifica ufficiale…(loggia Ungheria, manipolazione sentenze della Cassazione, ambiguo connubio avvocati/magistrati, consulenze, denaro…) 

La brava segretaria al CSM di Davigo (ex segretaria o ex Davigo), che si suppone abbia mandato qualcuno dei verbali ai giornali, automaticamente qualificandosi come “calunniatrice”, in realtà ha agito, o per incarico (informale ovviamente) di Davigo, o perché stufa della manfrina ha deciso di far scoppiare il bubbone.

Sulla opinione dei diversi magistrati citati che ci fossero buone percentuali di verità nel brodo avvelenato di Amara, va detto che, trattandosi di magistrati competenti e capaci, è quasi certo che i loro sospetti fossero ben documentati e che l’interesse a mantenere la faccenda “coperta” avesse matrici di segno diverso. Qualcuno era interessato al segreto per proteggere sé stesso, qualcuno era interessato per proteggere altri, qualcuno voleva proteggere il CSM. Nessuno dalla parte della trasparenza e del rigore. Ci ha pensato Marcella Contraffatto e per questo va ringraziata.

Su tutta la vicenda l’odore intenso del petrolio e l’ombra della totale assoluzione, dopo la precedente condanna, dei vertici ENI per le mega tangenti nigeriane.[1] Non preoccupa tanto la quota che è rimasta ai politici nigeriani (dovuta secondo la corrente ineludibile prassi per questo genere di transazioni) quanto la quota che è ritornata su conti non facilmente rintracciabili in Europa e altrove (Singapore, Hong Kong, Lichtenstein, Lussemburgo, Andorra).

Di una cosa si può essere italianamente quasi certi: di questa vicenda fra poche settimane non si sentirà più parlare, con buona pace della brava segretaria dell’ex Pier-Camillo Davigo.

lorenzo matteoli


[1] Quando Francesco Greco, in un famoso collegamento zoom con 76 magistrati, cercava di minimizzare lo smacco magistrale qualcuno disse “Francesco non ci prendere in giro.”

Informazioni su matteolilorenzo

Architetto, Professore in Pensione (Politecnico di Torino, Tecnologia dell'Architettura), esperto in climatologia urbana ed edilizia, energia/ambiente/economia. Vivo in Australia dal 1993
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