LA DIFFICILE NAVIGAZIONE DI MARIO DRAGHI

Con alleati come la Lega bifronte di Salvini e i 5Stelle allo sfascio chi ha bisogno di nemici? E con il PD dal manifesto indefinito, sempre in mezzo alla canizza fratricida delle parrocchie e delle cordate dei frustrati interni.

In un contesto di opinione pubblica illeggibile, caratterizzato da grande volatilità agli estremi, enigmatico al centro e nella generica diffusa immaturità politica Mario Draghi si basa solo sulla sua solida storia di economista competente e di stimato (a livello internazionale) ex presidente della BCE. 

L’uomo che fa quello che dice e che dice quello che fa, l’uomo che con una battuta, “We will do whatever it takes to save the Euro, and it will be enough, believe me.”, salvò l’Euro dalla pirateria della speculazione internazionale.

Ma navigare fra nemici duri e competenti è forse più facile che controllare un oceano di gretta e stupida demagogia, di farneticante populismo e di puerile incompetenza.

Dopo 50 giorni (più 10 sabati e 10 domeniche) da Primo Ministro si può dire che Mario Draghi si dimostra solido pilota, guida con fermezza e resilienza, intransigente quando necessario disponibile quando opportuno. Con tratto spesso molto più umano che “politico”. Apprezzabile in modo particolare l’italiano sintetico e l’atteggiamento pragmatico.

Ma non basta la sua guida competente per salvare il Paese dalla palude nella quale le complicate vicende degli ultimi 20 (e più) governi lo hanno condannato: è la palude che deve cambiare. 

La palude può cambiare solo se questo cambiamento avviene al suo interno per endogenesi. Ogni azione dall’esterno avrà scarso successo.

Le aree di possibile cambiamento sono chiare: la Lega e i 5 Stelle.

Perché la Lega “cambi” è necessario che si affermino al suo interno le linee politiche e culturali rappresentate da Giorgetti e Zaia e che la linea tossica di Salvini venga superata per naturale metabolismo politico-ideologico.

Perché i 5Stelle cambino è necessario che si consumi fino in fondo l’attuale processo di degrado organico. Un processo che si svolge senza guida e senza apparente leggibile direzione. Non controllato da Conte che da mesi galleggia sulla “qualunque”, incapace di esprimere un progetto e una conseguente linea di guida strategicamente portante. 

Se così non fosse il processo di degrado dei 5Stelle sarebbe finito da tempo e le linee guida sarebbero già da tempo operative.

Alla fine dello sfascio in corso rimarranno diverse aggregazioni grosso modo qualificabili come A) istituzionale di governo (Dimaio); B) vetero movimentista di sinistra (Dibattista); C) vetero movimentista di destra (Salvini).

Difficile dire quantitativamente come si suddivideranno i reduci dell’avventura governativa di primo partito in Italia, una previsione banale è 50% con Salvini, 30% con Dimaio, 20% con Dibattista.

Per avere una idea del peso di queste percentuali sull’elettorato complessivo italiano bisogna moltiplicare le tre percentuali per l’attuale consistenza dei 5Stella dati al 20% dell’elettorato complessivo italiano e il risultato sarebbe 5Stelle salviniani 10%, 5Stelle Dimaiani 6%, 5Stelle Dibattistiani 4% 

Se questi processi di sfascio e transumanza si dovessero svolgere in due anni il panorama politico del 2023 ne sarebbe informato di conseguenza. Fatte salve le sorprese dovute all’estrema fluidità e incertezza delle assunzioni ipotizzate.

Elementi collaterali che potrebbero cambiare (anche in modo consistente) l’assetto sono la solidità della Lega post Salvini e la capacità del PD di Letta di afferrare quote significative della mobilità elettorale che sarà caratteristica dell’elettorato italiano nell’arco dei prossimi due anni.

Semplificando tutto per estrarre una strategia di continuità e consolidamento a medio termine per il Governo di Mario Draghi: è necessario operare perché le dinamiche di evoluzione all’interno della Lega si muovano verso una affermazione della linea Giorgetti-Zaia. Allo stesso tempo vanno istruite azioni politiche e di informazione perché la disaggregazione che caratterizzerà la transizione attualmente sgangherata dei 5Stelle veda una affermazione della aggregazione istituzionale (Dimaio) attualmente secondo le mie assunzioni la più debole. Letta si deve dare da fare.

lorenzo matteoli

Informazioni su matteolilorenzo

Architetto, Professore in Pensione (Politecnico di Torino, Tecnologia dell'Architettura), esperto in climatologia urbana ed edilizia, energia/ambiente/economia. Vivo in Australia dal 1993
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