LA VERA STORIA DELLO STADIO CON LA PISTA A TORINO PUBBLICATA PER LA PRIMA VOLTA IN ESCLUSIVA

LO YACHT AGNETA

Dopo aver pubblicato il pezzo sulla Mia Sindrome ho ricevuto molte lettere. Mi hanno scritto amici, simpatizzanti, e anche molti tifosi del Toro, che non hanno risparmiato pesanti insulti e volgarità…per il regalo alla Juve.

Interessanti invece le lettere dei giornalisti della Stampa di Torino e del foglio torinese de La Repubblica, ma mi sono impegnato a non fare nomi e a non pubblicare i loro commenti. La sostanza dei loro messaggi è stata: “Matteoli non rompere i coglioni con le tue solite guagnele e sindromi del cazzo, e non credere che le redazioni della stampa e della repubblica non sappiano come sono andate veramente le cose… siamo o non siamo i giornali dei padroni?

Sono passati 32 anni dalla infame vicenda e la puoi raccontare finalmente senza rischiare la galera per te e per gli eventuali complici e conniventi…è tutto prescritto…vai plastico.”

È così mi sono deciso a scrivere per la prima volta la vera storia di come sono andate le cose sulla vexata quaestio (latino per tormentata cazzata …traduco per i giornalisti) della pista alla Continassa. Mi sono consultato con amici avvocati che mi hanno assicurato che tutto è abbondantemente prescritto, nessuno rischia nulla e molti dei maggiori responsabili sono anche defunti (Carpanini, Chiusano, Agnelli, Dondona…RIP…)Il giudice Corsi è in pensione,  Novelli è ancora vivo ma non ricorda nulla, in effetti non ha mai ricordato nulla anche allora dopo poche ore non ricordava nulla…della storia di Publimondo, Bastino, la pubblicità regalata per 300 milioni che io avevo venduto per 3 miliardi., etc.

Ed ecco i fatti:

 Avevo fatto di tutto, ero andato anche a Roma per parlare con Franco Carraro che mi aveva ricevuto con al fianco Primo Nebiolo. Nebiolo ci aveva fatto un cazziatone da sergente maggiore e Carraro era rimasto muto, o perlomeno quasi muto, le parole che borbottava durante il cazziatone di Nebiolo non erano intelleggibili … (sembrava dicesse qualcosa come: “io non c’entro un cazzo, ha fatto tutto lui”… ma non potrei giurare).

Comunque, avevo esaurito i miei strumenti politici e la mia segretaria effic(i)entissima Maria Zito mi disse “Scusi assessore ma ha parlato con Agnelli?” “No, e perché dovrei?” Maria mi guardò con evidente compatimento…… “e chi crede che comandi a Torino?”

Un minuto dopo ero al telefono con la potente segretaria dell’ “Avvocato” che mi liquidò in tre secondi dopo che mi ero qualificato.. “Sono l’assessore Matteoli…” Zacchete…,: “L’Avvocato  non è in ufficio…”. Prima che troncasse la comunicazione riuscii a dire …”…è per lo stadio…”.  Dopo 5 minuti era lei che mi chiamava. Chiesi un appuntamento specificando “per il problema della pista”.

“L’ Avvocato la riceverà oggi pomeriggio dalle 16.33 alle 16.46, venga puntuale 10 minuti prima, Corso Marconi, in portineria sono avvertiti.”
Puntualissimo alle 16.23 mi presentavo in Corso Marconi ultimo piano, mi ero lavato i piedi e cambiato la camicia.  L’Avvocato stava telefonando…” Sì – disse – prima Gstaad e poi Cap Ferrat… avvertite AGNETA …viene anche Elle McPherson, mandate una Limo a prenderla e l’elicottero in cima al mio grattacielo alla Nouvelle Etoile…”
”Fra di me non potei fare a meno di pensare …”Minchia, il superfigo…”…
Posando il telefono mi guardò e fucilò, con l’erre moscia storica “La pista è una cazzata.” Ero veramente ammirato: non ci sono “erre”  in “la pista è una cazzata”, ma l’Avvocato ce ne aveva infilate due.
Continuò: “Ma va fatta”.
Ero sbalordito: “Come …va fatta?…”
Sì, va fatta e adesso le spiego:

“… da imprenditore con la vista lunga, perché lei è giovane e certe cose non le può afferrare tantomeno come assessore socialista…dunque…faccia lo stadio con la pista e la smetta di rompere i coglioni, dopo qualche anno la Città lo regala alla Juventus con una complicata operazione che sembra che la Juventus lo paghi, la Juventus lo prende in carico e dopo un anno lo demolisce (con la scusa indispensabile che con la pista non si vede il calcio) e costruisce un altro stadio, senza pista, con i soldi della speculazione per l’enfiteusi farlocca, siccome sarà una transazione privata il secondo stadio lo faremo noi che intanto compriamo aree e proprietà alle Vallette e alla Venaria… come ha fatto il suo amico Guido B. ci dia solo un po’ di tempo…non regalatelo subito alla Juventus

Signorina porti un caffè all’assessore …allora ha capito bene, assessore? Le ripeto la sequenza:

  1. Con la pista… 
  2. regalo alla Juve,… 
  3. demolizione …
  4. secondo stadio FIAT …
  5. al PCI ci pensiamo noi che non gli venga l’idea cretina di chiedere un voto in Consiglio …certo anche all’MSI e a DP …Guidetti Serra è un’amica carissima e parlerà lei con quel ciaccione di Laganà…”

Erano le 16.45, L’Avvocato mi salutò e la super-segretaria (grande gnocca) mi accompagnò alla porta. Nel corridoio aspettava compunto Cesare Annibaldi che mi salutò con un sorriso timido. In fondo al corridoio che faceva finta di leggere il giornale c’era Giulio (Andreotti)…Mentre uscivo sentii l’Avvocato al telefono “…cercatemi Henry (Kissinger suppongo …) …dite a Giulio che torni domani …”

Il caffè se lo sarà bevuto lui.

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Grande lezione dall’Avvocato! Ecco la sintesi:

1989
Stadio delle Alpi alla Continassa con la pista, infrastrutture (tram, fogne, illuminazione etc.) a spese della Città

2003
Cessione in enfiteusi dalla Città alla Juventus dopo alcuni passaggi per confondere le idee (Caltagirone, Istituto San Paolo, Sogealpi ) (enfiteusi: diritto reale su fondo altrui che attribuisce al titolare (enfiteuta) gli stessi diritti che avrebbe il proprietario (concedente)…per i giornalisti)

2004-2005
Demolizione del Delle Alpi

2006-2007
Costruzione nuovo Stadio Allianz Grande Torino con alberghi centro commerciale etc.

Grande speculazione, ritorni dalle aree circostanti, sviluppo urbano a Nord Ovest. Due stadi per complessivi 500 milioni di Euro portati all’economia Torinese senza un euro speso dai Torinesi, promozione della Juventus da squadra di calcio a valenza imprenditoriale finanziaria globale. Attiva nell’offerta di spazi pubblcitari miliardari sul mercato internazionale dell’advertising.

Un’idea veramente geniale!  Altro che l’“urban marketing” di Franco Corsico (RIP anche lui)!

Lungimiranza, strategia globale, advertising, saper vedere oltre la miseria contingente del pista sì, pista no. 
Capii perché nessuno si azzardò a chiedere il voto in consiglio: una iniziativa che avrebbe compromesso catastroficamente questa linea di impresa. Non Carpanini (PCI), non Laganà (DP), non Martinat (MSI), Capii perché Vittorio Chiusano, presiedente della Juventus, era d’accordo per la pista.  Ero l’unico che non aveva capito, fino alla chiarissima lezione di Gianni Agnelli.

Fine della sindrome.

lorenzo matteoli

Nota: parti di questo racconto sono vere parti me le sono inventate: i lettori saranno sicuramente in grado di distinguere quali e qualii lettori che hanno dubbi se li tengano: potranno sempre tornare utili: un buon dubbio è sempre meglio di un calcio nelle gengive LM

Informazioni su matteolilorenzo

Architetto, Professore in Pensione (Politecnico di Torino, Tecnologia dell'Architettura), esperto in climatologia urbana ed edilizia, energia/ambiente/economia. Vivo in Australia dal 1993
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Una risposta a LA VERA STORIA DELLO STADIO CON LA PISTA A TORINO PUBBLICATA PER LA PRIMA VOLTA IN ESCLUSIVA

  1. Erica Giacosa ha detto:

    Grande!

    >

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