LA RESA DEI CONTI

NON SOLO LIVORNO

Milano la Lega è passata dal  27.4% del 2019 al 10.74 %      meno 16.66%
Roma  la Lega è passata dal 25.8% del 2019 al 5.9%.             meno 19.90%
Torino la Lega è passata dal 26.9 al 10.47%                            meno 16.43%
Bologna la Lega è passata dal 18.5% al 7.7%                          meno 10.80%

Credo che come catastrofe elettorale sia un record storico Italiano: nessun segretario di partito “normale” potrebbe sopravvivere a un disastro di questa portata, ma la Lega di Morisi/Salvini  ovviamente non è un partito normale.

Infatti, Salvini nella sua analisi del voto spiega questa catastrofe con il “ritardo” nella presentazione dei candidati e si consola con le centinaia di sindaci leghisti  nei paesucoli delle campagne padane: come confrontare monopattini con locomotive.

Dopo anni di isterismi demagogici su problemi  marginali, incapace di affrontare con proposte diverse dal puerilismo macroeconomico di Borghi/Bagnai (minibot  & C. Italexit, no Euro, buoni di credito fiscale, assegnini…) la complessità della crisi socioculturale e geopolitica italiana, affascinato dal successo della volgarità bestiale morisiana, Salvini scopre che la frana epocale del 3/4  ottobre (in pratica il dimezzamento del suo partito) è stata provocata dal “ritardo” nella presentazione dei candidati.

Il giorno dopo, non sapendo da che parte voltarsi per salvarsi dalla cascata di guano politico decide di disertare la riunione convocata da Draghi (cabina di regia?) dove si approva una linea di riforma fiscale alla quale i suoi ministri hanno lavorato da settimane con la scusa che “non ha avuto tempo di studiarla”. 

Nonostante la letale chiarezza del messaggio elettorale che affogare migranti, lodare i massacratori di drogati e i giudici di Locri, non è una linea politica “portante”, che le furbate da partito di lotta e di governo sono la ricetta per la marginalità, Salvini insiste nel comportamento da “bullo di governo”.

Ci si chiede fino a quando la parte seria e responsabile della lega continuerà a sopportarlo nella strategia papeetara suicida.

Gli elettori hanno già deciso e sono stati chiarissimi: è finita la pacchia.

Informazioni su matteolilorenzo

Architetto, Professore in Pensione (Politecnico di Torino, Tecnologia dell'Architettura), esperto in climatologia urbana ed edilizia, energia/ambiente/economia. Vivo in Australia dal 1993
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2 risposte a LA RESA DEI CONTI

  1. Guido Vacirca ha detto:

    La parte seria e responsabile della lega, per coerenza, non dovrebbe più stare all’interno della lega stessa. Lo stesso vale per il movimento 5 stelle, soprattutto per quanto riguarda alcuni esponenti delle amministrazioni locali.Il risultato elettorale parla chiaro: le coalizioni sono l’unica soluzione possibile. L’importante è che poi, quando si dovranno prendere le decisioni, le mediazioni pattuite non vengano meno. Se da un lato la lega sta perdendo terreno dall’altro, quello stesso terreno,lo sta acquistando fratelli d’italia (come per la “lega”, anche per “fratelli d’italia” le lettere minuscole iniziali sono un voluto errore gramnaticale). È molto probabile che i leghisti delusi da un “capitano” che sta perdendo colpi e gradi sceglieranno (o abbiano già scelto) di votare per il partito della Meloni. Vedremo, a breve, cosa accadrà.

  2. matteolilorenzo ha detto:

    Draghi sta facendo una operazione della quale pochi si rendono conto: la restaurazione della decenza nel teatrino della politica italiana. In un contento decente Salvini sponsor di Morisi non potrebbe esistere e la Meloni che tollera i vetero nazi nemmeno. Che un personaggio ripugnante che sbaciucchia i rosari per guadagnare voti di citrulli cattolici possa avere seguito la dice lunga sul livello culturale dell’elettorato leghista, come gli elettori di fdi che tollerano i ritardati storici che giocano a fare i nazifascisti 100 anni dopo. A poco a poco Mario Draghi con il suo modello dovrebbe asciugare quella laida palude.

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