NON C’E’ UNA SOLA PACE

Es gibt keinen einzigen Frieden

VERCINGETORIGE SI ARRENDE A CESARE

C’è la pace di Sparta e quella di Atene, la pace di Serse e quella di Leonida, la pace di Roma e la pace di Cartagine, la pace di Cesare e quella di Pompeo, la pace di Cesare e quella di Vercingetorige, la pace di Hitler e quella di Eisenhower, la pace di Stalin, e quella di Trotzkij….

Non sempre facile scegliere, ma sono tutte paci e tutte diverse.

La pace, quindi, non è un valore assoluto.

Nella attuale situazione bisogna scegliere tra la pace di Putin e quella di Zelenskij.

La pace di Putin vuol dire confermare che chi aggredisce vince, vuol dire per l’Ukraina anni di schiavitù poliziesca, di KGB, di campi di concentramento e Siberia per i dissidenti.

Vuol dire che nessuno dei Paesi ex Soviet (Estonia, Lituania, Lettonia, Polonia, Ceczia, Slòvakia, Moldava…) sarebbe più al sicuro da nuove aggressioni di Putin.

La pace di Zelenskij dal poco che sappiamo dovrebbe essere diversa, ma in una cosa sarebbe sicuramente diversa: non sarebbe una pace imposta da un dittatore straniero.

Si può dire la pace è un valore assoluto, ma bisogna aiutare l’Ukraina?

Bisogna fare attenzione: i “si…ma” nella politica e nella storia sono pericolosi.

I “ma” aggiunto al “sì” ne riduce drasticamente la forza e il significato, è una seria riserva mentale. Che apre territori equivoci che altri possono sfruttare.

Come in:

. il genocidio degli ebrei è  stato un crimine orrendo, ma il sionismo era un movimento pericoloso;

. il massacro dei mujiki di Stalin è stato un crimine orribile, ma la proprietà agraria in Russia impediva riforme fondamentali;

. le leggi razziali di Mussolini erano mostruose, ma la plutocrazia degli ebrei in Italia non era tollerabile;

….

La piccola o grande verità implicita nei vari “ma” è irrilevante, appartiene a un altro universo del discorso etico/storico, ad altri spazi ideali e tempi storici. Non ha la stessa “qualità” del “sì”.

Per questo nel dibattito corrente in Italia sugli aiuti all’Ukraina ha ragione Manconi ha torto l’ANPI: il pacifismo, che si appropria indebitamente del diritto degli Ukraini di NON ARRENDERSI, diritto che la storia ritiene sacro quando dall’altra parte c’è un dittatore straniero massacratore, nonostante i costi orrendi che può implicare, è un pacifismo avvelenato.

…è violenza.

Perché quella “resa” non porta la pace, ma una lunga sanguinosa orribile guerra.

Perché la vera assoluta priorità non è la pace, ma la libertà,

Lorenzo Matteoli

Informazioni su matteolilorenzo

Architetto, Professore in Pensione (Politecnico di Torino, Tecnologia dell'Architettura), esperto in climatologia urbana ed edilizia, energia/ambiente/economia. Vivo in Australia dal 1993
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