PERCHE’ SALVINI NON CAPISCE

Gli strumenti culturali

Per “capire” bisogna avere gli strumenti adatti.

La “comprensione” è un processo molto simile alla operazione meccanica di smontare una macchina complessa, per esempio un grosso motore. Ci vogliono strumenti adatti, cacciaviti di varia dimensione e forma, chiavi inglesi di varia dimensione e forma, utensili speciali, alcuni addirittura unici per quel tipo di motore. Poi bisogna sapere da dove cominciare e quali sequenze e procedure vanno rispettate….lascio al lettore immaginare tutte le altre condizioni e i motivi per i quali l’operazione richiede competenza, professionalità, esperienza.

La comprensione, “capire”, in ogni campo dell’esperienza esistenziale e in ogni disciplina richiede “strumenti” e lo strumento base e fondamentale, prima di ogni altro particolare, è la sensibilità culturale.

Ognuno capisce quello che la sua “sensibilità culturale” gli consente di capire.

Ora basta conoscere la storia di Salvini o anche semplicemente averne ascoltati i discorsi, le dichiarazioni, le battute per sapere che la sua “strumentazione” culturale è rudimentale, grezza. Approssimativa.

Le vicende della sua vita politica e della sua esperienza di “ministro” della Repubblica ce lo hanno fatto conoscere bene: grossolano, zotico, approssimativo. Limitato nel vocabolario e nei concetti  da una maturità paragonabile a quella di un ragazzotto di 12-13 anni, costretto quasi sempre ad esprimersi in modo offensivo perché è l’unica area dialettica che controlla e che gli consente di evadere domande alle quali non sa rispondere (in genere fa finta di non voler rispondere ma la realtà è che “non sa” rispondere). Entra nel governo Draghi “perché vuole essere nella stanza dove si decidono i soldi del PNRR” ma una volta nel governo non avendo cognizioni propositive, intelligenza progettuale, capacità di contribuire “in avanti” si trova emarginato e ricorre al boicottaggio (di lotta e di governo si dice per dare un nome quasi nobile alla grossolanità concettuale) che presto lo mette ancora più in difficoltà: emerge limpida la sua inadeguatezza  non solo politica, ma molto più grettamente comportamentale. In poche parole, commette stupidaggini pensando che siano cose furbe che lo mettano in luce e in realtà lo condannano alla sua modesta e sciocca dimensione. (i migranti, Carola Rakete, no Fornero, no Cartabia, sì Trump, sì Putin, king maker fallito, la flat tax, Papeete e pieni poteri, no Euro, no Europa, sì minibond, niente armi all’Ukraina, viaggio musata in Polonia, sì viaggio in Russia, no viaggio in Russia ….)

La Catastrofe elettorale era garantita e puntualmente si verifica. Nella Lega non sanno come fare per liberarsene: il soggetto è arrogante, vendicativo e pericoloso, può fare danni politici irreparabili.

È facile prevedere che nella disperazione post-catastrofe Salvini commetterà altri errori, proseguendo sulla sua linea politica negativa e di boicottaggio, incapace di concepirne una diversa, perché “non capisce”.  E la cosa peggiore è che nella sua carenza e presunzione  “crede di capire”, ma gli manca la strumentazione culturale fondamentale.
Se gli uomini della Lega  (Giorgetti, Zaia, Fedriga) non sono in grado di neutralizzarlo dobbiamo aspettarci guai seri. 

L’unica speranza e che Mario Draghi sappia metterlo a posto.

lorenzo matteoli

Informazioni su matteolilorenzo

Architetto, Professore in Pensione (Politecnico di Torino, Tecnologia dell'Architettura), esperto in climatologia urbana ed edilizia, energia/ambiente/economia. Vivo in Australia dal 1993
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