GUARDIAMO DENTRO LA SFERA DI CRISTALLO FUMOSA

LA PALUDE

Ovvero sono tutti in mezzo al guado. 

Letta Deve risolvere il problema dei troppi “intelligentissimi dalemini” del PD che, essendo troppo intelligenti, non riescono a esprimere una idea chiara di dove sono e dove vogliono andare. Letta dopo il 12 giugno non sa cosa farsene di un  campolargo con i 5Stelle ridotti allo zero virgola e deve trovare il modo di licenziare il loro inutile presidente, scomodo, tossico residuo della cretinocrazia grillina di un tempo.

Calenda ha una sola, corretta, chiarezza “mai con i 5Stelle”, problema che sarà risolto dalla scomparsa del movimento fra qualche settimana. Calenda deve definire bene cosa intende per un “centro” che guarda a sinistra, ma che vorrebbe guardare a sinistra con i voti di un’area che oggi voterebbe un redivivo Malagodi.

Renzi, multiforme e ulissiaco, sottile analista e grande conoscitore della “palude” e dei suoi mostri, ma, alla fine delle analisi acutissime, non sa che pesci pigliare e per il momento li prova tutti. Draghi è la sua Stella Polare: dovrebbe seguirla meglio.

Salvini, tanto in mezzo al guado che ci sta affogando. Vuole “aprire” ai governisti della Lega sperando che lo salvino dalla sua sciocca arroganza. Ma il sospetto è che li  voglia vicini per fotterli meglio. Basta lasciarlo fare: è il più abile massacratore della Lega che, solo per un incredibile errore dei suoi elettori, crede di averla portata al successo del 30%. La realtà numerica della Lega stile Salvini è l’1,02% e così sarà se i “governisti” non riescono a renderlo inoffensivo, operazione peraltro difficile per la tenacia recidiva del soggetto.

Conte, si capisce che quando straparla non convince nemmeno sé stesso, logorato dall’invidia e dal rancore, come la rana di Fedro.  Dopo il  12 giugno conta meno del nulla di prima, ma non ha la strumentazione per capirlo. Letta dovrebbe smetterla di illuderlo: le poche decine di voti dei residui della cretinocrazia grillina non valgono nè la pena né il rischio. Conte, per la sua insulsaggine, porta sfiga.

Meloni, non è in mezzo al guado: non riesce proprio a lasciare la riva sbagliata del fiume. Quello che dice non corrisponde a quello che vuole. Dietro di lei non c’è struttura, non c’è competenza, non c’è professionalità. Se mai andrà al governo sarà una vera catastrofe di pericolosi dilettanti.

Bonino: avanti così, peccato che Emma la capiscano in pochi, come pochi hanno capito Marco a suo tempo.

Di Maio, deve uscire dal guado, ma non si sa bene quale guado. Giusta la denuncia di Conte, ma poi?

Il risultato delle politiche del 2023 dipende da quanti e come riusciranno a uscire dal guado e da quanti invece ci affogheranno.
Vincerà chi avrà l’identità più chiara e più vicina al “paradigma” descritto dal campione del 12 giugno 2022. 
C’è un grande lavoro da fare per definire profili e programmi, liberarsi di zavorre e slogan obsoleti, denunciare e liberarsi dei residui della cretinocrazia Salvini-5stelle.  
Un sano tuffo nel mare pragmatico-competente nel quale bisogna imparare a nuotare. Senza perdere di vista orizzonti lontani.
Molti sono nuotatori di piombo.

lorenzo matteoli

Informazioni su matteolilorenzo

Architetto, Professore in Pensione (Politecnico di Torino, Tecnologia dell'Architettura), esperto in climatologia urbana ed edilizia, energia/ambiente/economia. Vivo in Australia dal 1993
Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...